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Antonio 16 dicembre 2003 00:00
Purtroppo non mi resta che associarmi a quanto esponi, poiche` pienamente rispondente a verita`, per cio` che mi riguarda. Ignoranza, maleducazione ed impreparazione sono situazioni standard.
Dopo 8 anni di matrimonio regolare (quindi anche per contrarlo non si puo` certamente farlo con una clandestina!) mi sento richiedere il Permesso di Soggiorno nella Pubblica Amministrazione, dinanzi alla presentazione della carta d'identita`del Comune (forse la rilasciano ai clandestini?). Vi sono forse commenti da fare? Attenzione: tutto cio` perdura sia col Governo attuale che col precedente; quindi cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia,e la popolazione neppure! Complimenti.
davide 25 gennaio 2004 00:00
pultroppo devo associarmi a voi, mi sto sposando con una colombiana, alla presentazione all'ambasciata italiana a bogota del certificato del mio comune di Pubblicazione di matrimonio avvenuta (richiesto per avere il visto per matrimonio in italia), gli hanno chiesto il certificato del mio stato civile, forse per loro Pubblicazione significa pubblicita? è forse una sintonomo dell'influenza del governo attuale? a volte mi domando dove è finito il buon senso dei nostri nonni.....
Quasi mi pento di non avere fatto l'inverso, cioè di andare a vivere io in Colombia.
Lucio 02 febbraio 2004 00:00
Io sono un italiano sposato con una peruviana. Meglio non parlare di come lavora (scusate l'eufemismo) l'ambasciata italiana a Lima. La questione delle ambasciate sembra essere uguale in tutto il mondo ma nessuno sembra voler far nulla.
Mia moglie, con il nulla osta per ricongiungimento famigliare e tutti i documenti pronti si è sentita negare il visto sentendosi rispondere che in Italia ci sono già troppi clandestini !!!!!!
E questa è la risposta di un funzionario pubblico che guadagna milioni per il semplice star seduto in un ufficio a Lima e non in Italia? Vista la fermezza di mia moglie ha desistito (dal chiedere una mazzetta??) ed è arrivato a concedere il visto sebbene a denti stretti.
Ma almeno qui in Italia non abbiamo avuto problemi e devo proprio ringraziare la questura di Padova per l'efficenza e la disponibilità dimostrata a dispetto di tante onlus ed uffici imigrazione da loro gestiti.
Purtroppo arrivo a capire anche la maleducazione di certi impiegati o funzionari delle questure perchè ho provato in prima persona la maleducazione e l'incapacità (a volte fasulla) di sapersi presentare. Vorrei vedere chiunque, dopo 100 0 200 volte che cerchi di spiegare a queste persone che manca questo o quel documento e questi non capiscono 1 parola d'italiano.
Vivendo in un piccolo paesino mia moglie è conosciuta ed è tratta (in senso positivo) come straniera e riceve il benvenuto in qualsiasi negozio o ufficio dove si reca.
A volte l'indifferenza o la maleducazione verso gli stranieri comincia dagli stranieri stessi che non sanno/vogliono integrarsi e la gente fa di tutta un'erba un fascio....
andrea 07 maggio 2004 00:00
Anch-io mi associo alle considerazioni lette.Volendo raccontaRE una mia esperienza: per fare il ricongiugimento per mia moglie l'inverno scorso ho dovuto andare alla questura di arezzo verso le 3 di mattina in pieno inverno, e questo per ben tre volte, essere li a quell'ora signifificava essere i primi venti numero massimo di personeche sarebbero arrivate allo sportello.Questi cari italiani hanno fatto svelto a dimenticare le loro miserie, ma quando ci si dimentica della propria storia la sofferenza e l'ignoranza ritornano.Mi fermo qui sicuramente qualqun'altro vorra' continuare.
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