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mjguel 21 agosto 2006 00:00
Giusto farle un funerale solenne,possibilmente sotterrando anche tutti gli altri pakistani che abitano a Brescia e che hanno giustificato l'omicidio.
Napoli 21 agosto 2006 00:00
Lo stato proponga di mandarli a vivere con i maiali e mangiare la loro carne quei andicappati di mente
Alex 21 agosto 2006 00:00
Abbiamo sempre il solito vizio di voler cercare eroi dove non ci sono. Non sappiamo nulla di questa ragazza se non che è stata uccisa: una vittima come tante, che spesso invece vengono dimenticate per dare spazio a quelle che fanno più notizia, che possono essere tirate per la giacchetta.
Io come italiano non ho niente da imparare da questa vicenda, se non che l'immigrazione mal gestita è un danno per tutti quanti.
Non servono i funerali di stato, serve che qualcuno si metta nella testa che avanti col buonismo puro non si può andare.
gianni 21 agosto 2006 00:00
Aridi.
Non conosco altro aggettivo.
Maria Laura che altro ti aspettavi da questi tre fascisti da strapazzo.
Lucio Musto 22 agosto 2006 00:00
Immenso dolore per la morte di Hina,
ed un colosseo di rose per salutarla.

Ma lo stato italiano non c'entra. E fortunatamente. Guai se dovessimo affidare il nostro onore nazionale a questo tipo di eroismi!

La dolce Hina è vittima di una cultura che noi non condividiamo, e consideriamo barbara.

Pur tuttavia è la cultura della sua gente.

Infatti lei era nostra ospite, gradita senz'altro e senza riserve, ma membro di un altro popolo, regolato da altre leggi, perseguenti ideali diversi dai nostri.

E civiltà è rispettare gli altri, non imporre i propri costumi.
mjguel 22 agosto 2006 00:00
x lucio musto

Lo stato Italiano,purtroppo, c'entra e come in questa vicenda. Sarebbe stato strano il contrario. Tanto e vero che è subito intervenuto arrestando il padre assassino.
Hina non è vittima di una cultura che noi consideriamo barbara ma è vittima di un "cultura" barbara.
Sono loro che in questo e altri casi non rispettano la nostra cultura.
Non dimenticare che oltre la ragazza parte lesa in tutto questo è anche il suo fidanzato Italiano la cui unica colpa è quella di aver amato Haina.
Il funerale di stato servirebbe,non per celebrare un eroe, ma per smuovere le coscienze di queste belve che uccidono in nome di un "Dio" che loro chiamano Allah e che in nome dello stesso "Dio" odiano gli occidentali.
Stiamo parlando di una ragazza sgozzata e quindi non si può parlare di rispettare gli usi e costumi degli altri come dici tu.In questo caso,visto che il fatto si è verificato sul territorio Italiano, bisogna imporre i nostri,con le buone o con le cattive.
Se vogliono sgozzare i figli che se ne vadano al loro paese.
Se non fosse così,io sarei il primo a farmi giustizia da solo contro questi barbari,in nome del mio Dio.
Meccanico 22 agosto 2006 00:00
Gianni,quando hai tempo,lubrificati il cervello e ricordati sempre: meglio fascista che frocio.
Topesio 22 agosto 2006 00:00
Dovrei per principio non intervenire su quel che dice Musto, ma quando, secondo il mio parere, scrive quelle che considero sciocchezze, mi prudono i polpastrelli e così...
Quella di rispettare i cosiddetti "costumi" è un'idea che va saputa gestire, per evitare di sproloquiare ai quattro venti.
Innanzitutto che significa "cultura della sua gente"? Quale gente? Da dove inizia la zona franca? Dai confini di stato? E perché non dai confini di regione o, meglio ancora, di comune o di condominio?
Allora in Sicilia, siccome è radicata nella società da un bel pezzo, dovremmo forse lasciare la mafia a "governare"?
Ovviamente è una cazzata e nulla più!
E poi, una cultura deve essere quantomeno condivisa e nel caso in questione mi risulta che alla ragazza non importasse nulla di tutto ciò, per cui a casa mia si chiama violenza e sopraffazione. Punto.
Se le donne di una qualsiasi etnia VOGLIONO portare chador, caffettani, perizomi o quant'altro, io non ho assolutamente nulla da obiettare. Il discorso però cambia se le suddette sono OBBLIGATE a farlo: più chiaro di così...
Per finire, ma mi pareva molto più che scontato, il fatto si è verificato in Italia, per cui sono le NOSTRE leggi che valgono.
capito 22 agosto 2006 00:00
eh già,per non essere fascisti bisogna essere deficienti, ipocriti ed autolesionisti. allora meglio fascista.
Lucio Musto 22 agosto 2006 00:00
Calma,calma mjguel!

lungi da me giustificare il "fatto".
Lungi da me il pensare che le nostre forze dell'ordine, tribunali ecc. non debbano intervenire!
L'omicidio è successo sul suolo italiano, ed è un fatto penale che ci riguarda e come!

Ma qui si stava parlando di ideologia!
di un "funerale solenne di Stato!", come se la povera ragazza fosse un'eroina nazionale italiana che ha combattuto per il tricolore e per esso è caduta!

Ti rendi conto che la cosa è molto, ma molto diversa?...

Se vuoi, posso approfondire il problema, e diventa una analisi lunga, ed Allah, Dio, Prodi e Berlusconi non sono implicati, anche se ci piacerebbe fare un pò della solita maretta, e nemmeno Bush e la Regina Elisabetta!
Alex 22 agosto 2006 00:00
A parte le farneticazioni iniziali mi sembra che alla fine anche Topesio sia sulla linea degli interventi letti finora.
mjguel 22 agosto 2006 00:00
Lucio non si può essere sempre buonisti e barcamenarsi senza mai prendere una decisione.Questo non è il momento.
Non ho assolutamente pensato che tu volessi giustificare il fatto...ci mancherebbe.
Hai scritto che Haina era nostra ospite, ma membro di un altro popolo, regolato da altre leggi, perseguenti ideali diversi dai nostri.
Ma allora il tanto parlare di integrazione di queste persone cosa significa? che in Italia possono continuare a vivere con le loro leggi i loro usi e costumi che prevedono lo sgozzamento delle persone che indossano i jeans?
Come ti ho detto, il funerale di stato servirebbe,non per celebrare un eroe, ma per smuovere le coscienze anche se dubito che questi ne abbiano e,per questo scopo, io credo si possa anche fare.
Alla base di questo loro comportamento c'è sicuramente quel "Dio" che loro chiamo Allah e che hanno sempre usato per coprire i loro comportamenti barbari.
Alla fine di ricordo ancora che,dopo Haina,la persona che ha subito tutto questo è un ragazzo Italiano colpevole di averla amata.
Enrico Falcinelli 22 agosto 2006 00:00
Secondo me, non servono sentimentalismi, né giudizi personali tout court per giustificare la validità di una proposta come quella della Sig.ra Maria Laura Cattinari.
L'unico rischio è quello della strumentalizzazione che non fa che portare avanti un mito e non la verità.
Se fosse infatti come ella dice, avremmo ogni giorno di che fare funerali solenni, ma questi non servono, come non sono mai serviti, né a scuotere opinione pubblica né, tantopiù, a convincere chi di cultura diversa ad una propria abiura.
Tra l'altro, tali culture diverse, sono così radicate in queste persone come, ad esperienza nostra, nemmeno lo riusciamo a concepire; inoltre, volere come preteso un loro cambiamento non solo è un affronto all'altrui libertà ma rende in pieno l'antitesi stessa della medesima proposizione che evoca, appunto, tale pretesa!
Difatti la libertà non si può ottenere con un atto contrario non libertario.

La posizione socialmente più adeguata è quella di stringere i denti e sopportare i sacrifici anche umani confidando nel comune impegno di gratificarli non con "cerimonie di massa" ma con il diretto apporto comunitario al fine della condivisione della propria esperienza culturale, per qulla amalgama che eticamente possa essere costruttiva per il bene di un popolo che, come appunto il nostro, non è più ormai costituito da un unico colore culturale.

Saluti a tutti.
Becchino 22 agosto 2006 00:00
Il funerale solenne lo vorrei fare per tutti i pakistani che vivono a Brescia e che non hanno condannato l'omicidio. Nell'occasione, se nella fosse ci infiliamo anche un po di islamici,qualche rumeno e qualche albanese, un po di nordafricani e africani per dare un po di colore, sarebbero tutti un po più contenti.
Daltronde,in carcere non li tengo e da qualche parte bisogna pur metterli.
Lucio Musto 22 agosto 2006 00:00
X Mjguel

Mjguel, al prossimo giro mi spieghi che intendi per “buonista”, ma per ora non è importante.

Cominciamo dall’inizio. Se tu sei ospite a casa di qualcuno ti adegui all’etichetta di quella casa, cioè alle sue leggi. Questo non vuol dire che le fai tue o le condividi. No?
E naturalmente, se le regole di quella casa ti fossero insopportabili o contraddicessero un tuo principio importante, in quella casa non ci andresti proprio. D’accordo?
Bene, questo è il motivo per cui Haina, suo padre e quelli che le stanno intorno sono soggetti alle leggi italiane poiché l’Italia, vivaddio, è un paese sovrano.

Integrazione di queste, e di altre persone significa semplicemente consentir loro (magari anche aiutandoli) di adottare tutti quegli usi e costumi che fanno parte del loro “essere”. Esattamente come faranno i padroni gentili di quella casa in cui sei andato ospite.
Naturalmente subordinatamente a quelle che sono norme reali o imprescindibili di quella casa.
Come ad esempio ho letto in un altro intervento “velo si”, perché pur non essendo nostra consuetudine non ci offende particolarmente, “ostentazione di armi no”, perché da noi ci vuole il porto d’armi; se andassimo invece a casa loro (di alcuni di loro) potremmo portare ben in vista pugnale e pistola, ma non andare in calzoncini o bikini. Ho chiarito bene il concetto?

Andiamo avanti. Il funerale di Stato, “solenne” o meno che sia, indipendentemente da quello che tu mi dica, non può essere usato per significare questo o quello, per smuovere le coscienze o per far usare le alte uniformi ai carabinieri. I funerali di Stato si fanno a certe persone, a certe condizioni ed hanno significati ben precisi, in quanto implicano la partecipazione ufficiale di rappresentanze della nazione e delle sue istituzioni.
Qui potrei dichiararmi d’accordo sul fatto che negli ultimi anni questo importante segnale sociale è stato qualche volta abusato e svilito, ma come sempre non sono disponibile a giustificare uno sbaglio da fare adesso col pretesto che lo stesso sbaglio è stato fatto anche altre volte!

Invece concordo con te sulla posizione tristissima del suo ragazzo. Perfettamente identica a quella di tutti gli altri ragazzi cui hanno ammazzato la fidanzata, ai mariti cui hanno ammazzato la moglie, ai padri cui hanno ammazzato i figli.
E non perché sia extracomunitario il padre assassino è considerato dalla mia coscienza più colpevole o magari meno colpevole perché meno civile.
Per la mia coscienza un padre che ammazza la figlia è un padre che ammazza la figlia: bianco, nero, giallo o rosso che sia.
Credente o ateo, è lo stesso, perché la colpa non è mai delegabile, è di chi la commette.

Lucio Musto 22 agosto 2006 parole 437
Lucio Musto 22 agosto 2006 00:00

Sempre cortese nei miei confronti il signor “Topesio”, anche quando è costretto a derogare ai suoi “principi”. Mi sento moralmente colpevole per averlo indotto a tale sacrificio!

Non vorrei interloquire, ma il signor “Topesio” avalla il signor “Giustizia” che mi chiama scostumato se non rispondo, ed allora eccomi qua:

«Quella di rispettare i cosiddetti "costumi" è un'idea che va saputa gestire, per evitare di sproloquiare ai quattro venti.»
- Concordo, né ho mai affermato nulla di diverso.

« Innanzitutto che significa "cultura della sua gente"? Quale gente? Da dove inizia la zona franca?..... ecc»
- esattamente dove per il signor “Topesio” inizia la sua italianeità ed ha confini analoghi, mi verrebbe da rispondere, ma è anche possibile che per il signor “Topesio” non sia così, e lui si senta marocchino in Africa, boscimane in Australia e talebano in Asia!....

« Allora in Sicilia, siccome è radicata nella società da un bel pezzo, dovremmo forse lasciare la mafia a "governare"?»
- se la Sicilia non fosse Italia, si! Ma purtroppo l’autodeterminazione delle genti non è patrimonio della nostra democrazia, altrimenti gli altoatesini sarebbero austriaci ed i savoiardi francesi… e probabilmente anche altri preferirebbero starsene per conto loro.

«Ovviamente è una cazzata e nulla più!»
- “Ovvietà” notevolmente soggettiva.

« E poi, una cultura deve essere quantomeno condivisa e nel caso in questione mi risulta che alla ragazza non importasse nulla di tutto ciò, per cui a casa mia si chiama violenza e sopraffazione. Punto.»
- Il signor “Topesio” ha la gioia di avere dei figli? se si, mi conceda di dargli un consiglio: questa frase non la sottoscriva con i suoi ragazzi, potrebbe doversene pentire.

« Se le donne di una qualsiasi etnia VOGLIONO portare chador, caffettani, perizomi o quant'altro, io non ho assolutamente nulla da obiettare. Il discorso però cambia se le suddette sono OBBLIGATE a farlo: più chiaro di così...»
- Entro certi limiti si, oltre no. Queste cose rientrano nel più ampio discorso della libertà personale la quale, trova i suoi limiti nella libertà di tutti gli altri, come unanimamente concordano le persone di buon senso.
E naturalmente quali siano le regole “giuste” per stabilire questi limiti non sono né io, né il signor “Topesio” né alcun altro singolo, ma sono appunto i “costumi” di quella collettività.
Quello cui si riferisce il signor “Topesio” ha anche un nome suo; si chiama “Comune senso del pudore”.
I “costumi”, o “costumanze”, partecipano poi della “cultura” di una società.
Occorre aggiungere che poi i “costumi” condizionano pesantemente lo stesso comportamento individuale, tanto da diventare “obblighi” anche “oltre le intenzioni”.
E qui mi riferisco alle mode, ai comportamenti “trend”, all’essere “in” o “out” come si dice con espressione anglosassone o semplicemente al nostrale “dovere di stato” che obbliga ad esempio il praticante a zampettare mezzo metro dietro al primario ed impedisce all’onorevole Prodi di andare in parlamento in calzoncini e maglietta, come forse preferirebbe!

« Per finire, ma mi pareva molto più che scontato, il fatto si è verificato in Italia, per cui sono le NOSTRE leggi che valgono.»
- Questo sì, che è ovvio!

Altrettanto ovvio è il ringraziamento al signor “Topesio” per avermi degnato, e credo sia la prima volta!, di una risposta articolata e non il solito volgare insulto, e tutto l’apprezzamento per lo sforzo che tale compiacenza gli sarà certo costato.
Non mi adombrerò pertanto se il signor “Topesio” non volesse continuare questo colloquio, ed in reciprocità me ne sentirò esonerato.

Distinti saluti

Lucio Musto 22 agosto 2006 parole 575
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gianni 23 agosto 2006 00:00
Alle volte invocando eventi di notevole risonanza pubblica si rischia di perdere la dimensione umana.
politicizzare un sorriso è da delinquenti senza scrupoli.
Il sorriso di Hina assomiglia molto a quello di tante ragazzine che passeggiano per le vie della mia città.
I sorriso di Hina è la forza della vita che si ribella alla costrizione.
Il sorriso di Hina è eroico perchè per quel sorriso ha perso la vita.
Ecco perchè ci vorrebbe un funerale solenne.
Se Hina era nata a milano era la stessa cosa.
Italiano 23 agosto 2006 00:00
Ma non fatemi ridere! Hina ha fatto una battaglia per se stessa e non per gli italiani. Come al solito si va a cercare il merito dove non esiste. Nessuno si sarebbe sognato di proporre funerali di stato se la ragazza "fosse" stata di Milano. Proponete piuttosto di mettere in galera i colpevoli e di lasciarceli per sempre invece di fare amnistie e indulti a favore dei delinquenti.
Lucio Musto 23 agosto 2006 00:00
Assolutissimamente d'accordo, gianni.

E' quello che auspicavo anch'io nel mio primo intevento dicendo: "un Colosseo di rose".

Ma non un "Funerale di Stato", che è un'altra cosa.



(NB la vita non l'ha persa per il sorriso, ma per il padre che è... quello che è! - Per me sarebbe stata la stessa cosa se avesse avuto il viso devastato dal lupus)
mjguel 23 agosto 2006 00:00
x lucio musto

Concordo con te per quanto riguarda il funerale solenne.Anche se secondo me forse sarebbe servito a qualcosa ma,come dici tu, non è previsto in questi casi e non è giusto abusarne.
Non sono assolutamente d'accordo invece sul punto "integrazione".
Integrazione per me significa adeguarti alle leggi ed agli usi e costumi del paese che ti ospita e non cercare di imporre i tuoi come fanno gli islamici.
Ti cito alcuni esempi per farti meglio capire il mio pensiero:
- non ritengo giusto che pretendano di togliere il crocifisso dagli uffici;
- non ritengo giusto togliere la carne di maiale dalle mense scolastiche come hanno chiesto loro;
- non ritengo giusto che chiedano di introdurre lo studio della loro religione nelle scuole (abbiamo gia tanti assassini in Italia e non c'è bisogno di formarne altri).
Insomma,non ritengo giusto che vogliano cambiare anche la più piccola delle regole.
Tutte queste ed altre richieste da parte loro,a me fanno paura perchè il loro piano è chiaro e l'hanno più volte esternato.Vogliono far diventare l'Europa Eurarabia.
Per quanto mi riguarda farò il possibile perchè questo non si verifichi ad iniziare proprio dall'impedire a loro di imporre in benchè minimo cambiamento alle nostre usanze.
Concludo citando la reciprocità che loro non conoscono o meglio non voglio conoscere.Questa è la regola che in genere viene applica anche nei nostri rapporti privati.
Topesio 23 agosto 2006 00:00
X il "signor Musto"

Senta, caro "amico", per quanto mi riguarda può già da ora ritenersi esonerato dal rispondermi, vista l'inutile prolissità, del tutto fine a sé stessa, dei suoi sermoni.
Qui in questo forum pare che lei abbia molti ammiratori, questo è vero, ma non so quanto possa esser motivo di prestigio, vista l'altissima concentrazione di nazi-fascistoidi e simili che lo ammorbano.
Da parte mia ammetto di aver dimostrato tutta la debolezza della mia forza di volontà intervenendo altre volte dopo aver pubblicamente preso le distanze dal forum. Probabilmente avrei fatto meglio a tener fede ai miei propositi... magari vedrò di far meglio da ora in poi.
giudicante 23 agosto 2006 00:00
Ecco Topesio: inaffidabile/bugiardo (non mantiene le promesse) e pieno di pregiudizi (nazi-fascistoidi??).
Si permette anche di venire qui a giudicare gli altri? Guardi prima in casa sua, quando si sarò ripulito poi ne parleremo.
Camerata 23 agosto 2006 00:00
x topesio

Visto che il forum è pieno di nazi-fascistoidi tu,comunista di merda,faresti bene a toglierti dai coglioni assieme ai tuoi amici che stanno rovinando l'Italia.
Lucio Musto 23 agosto 2006 00:00
X Mjguel

Naturalmente si, su tutto, anche su "integrazione" dove forse mi ero espresso con poca chiarezza.

Infatti ho detto:
"Naturalmente subordinatamente a quelle che sono norme reali ed imprescindibili di quella casa".
Ed effettivamente sono stato blando: il Crocifisso esposto può essere una cosa non "imprescindibile" ma "importante". E resta dove sta. Ad adeguarsi devono essere gli ospiti!

E così naturalmente anche per altre cose!

Grazie delle opportune precisazioni.
ZaZaan! 24 agosto 2006 00:00
Io ve l'avevo detto di non provocarlo,
ché quello quando manda affanculo qualcuno non fa sconti!
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