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Scocciato 24 agosto 2006 00:00
Attenti bene..(Ida Magli)
Ottima analisi, al quale fenomeno io ho pensato sovente, ma gli interventi non vengono spesso percepiti come realtà e futuribilità negative, ma come osteggiamenti all'ineluttabilità direi, quasi darwiniana, dell'evoluzione naturale delle migrazioni, che, ad onor del vero, ci sono sempre state, e sempre ci saranno. Lo dimostrano i mescolamenti etnici e religiosi di quasi tutte le nazioni che hanno almeno un pò di miele(reale o apparente) da offrire.
Questi mescolamenti, tuttavia, non sono (salvo sporadiche piccole realtà) effettivamente totali. I conflitti sono sempre rivolti alle divisioni, e non alle integrazioni; princìpio della tribù che diffidava e guerreggiava con le altre per autodifese di ogni tipo.
Siccome si fa notare che perderemo la nostra italica caratteristica (etnia,religione,pensiero,arte,ecc.) si deve anche assumere che diventa assai difficile sostenere una spinta di apartheid
in ogni accezione più ampia.
Moltissime guerre in atto (e passate) sono di religione, di etnia, di incomprensione, anche se a volte celano motivi diversi come i confini, l'economia, il terrorismo (infatti il terrorismo è spiccatamente ispirato al fondamentalismo religioso)ecc.
Non serve, quindi, appellarsi al povero Berlusconi o altro detentore pro-tempore di qualche poltrona al fine di sistemare fenomeni così macroscopici.
Qualsiasi intervento restrittivo sarebbe un palliativo momentaneo e sempre impopolare (in piccolo vedasi la difesa dei poveri vu-cumprà a Rimini, da parte di cittadini nei confronti della legalità).
La cultura moresca ha lasciato impronte; la cultura romana, anche; quella inglese in India ed altrove, pure; le culture delle cosiddette invasioni barbariche, hanno prodotto anche in Italia sommovimenti culturali che hanno modificato le antiche caratteristiche degli Italiani....ma chi erano questi Italiani? Un agglomerato di culture, popoli, religioni diverse, venute con migrazioni, importazioni di schiavi, invasioni, mescolamenti confinari.
In effetti, quello che notiamo noi ora e che ci sembra omogeneo, radicale, da non modificare, e da difendere, è effettivamente uno status pervenutoci proprio da grandi sommovimenti addietro nel tempo.
Anche se nostalgicamente d'accordo, temo che ogni azione, non solo forzosa, ma anche naturale, non possa dare i frutti ipotizzati; semmai l'inasprimento delle differenze che già esistono.
Pierino 24 agosto 2006 00:00
Io lo detto gia 100 volte
Giacomo 24 agosto 2006 00:00
Hanno detto che porta ricchezza lo straniero che viene a lavorare in Italia,a me no!forse ai politici,io so che pago ogni anno sempre piu tasse e contributi e devo fare prestiti per pagare le tasse come ho già ribadito,in altri forum,qua i clienti non pagano le fatture di lavori eseguiti, fanno solo insoluti,ma l'agenzia delle entrate vuole le tasse anche se non si incassa.
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