cieco
26 agosto 2006 00:00
il nostro ministro (che non mi rappresenta!!) ha detto che sono un MOVIMENTO POLITICO........mi ricordano le BRIGATEROSSE!!!!!!!!
sordo
26 agosto 2006 00:00
Da chi ancora oggi difende le brigate rosse e nonostante di recente ci siano stati attentati da parte loro si permette di graziare un condannato per omicidio... c'è poco da stupirsi!!!!
navigatore
26 agosto 2006 00:00
in un´Italia piena di STRONZI e di MERDA
Arabo
26 agosto 2006 00:00
Basta vedere che cominciata le tregua (non per israele perchè non sa cosa vuol dire tregua) gli Hezbollah si sono disarmati e muniti di pala per la ricostruzione del paese, mentre quelli israeliani fanno sciopero per aver interrotto il loro coito guerrafondaio.
emigrante
26 agosto 2006 00:00
per coerenza dovrebbero accettare visto che inoltre le milizie rappresenterebbero oltre il 50% dell'elettorato
correttezza
27 agosto 2006 00:00
Basta vedere che cominciata le tregua (non per israele perchè non sa cosa vuol dire tregua) gli Hezbollah si sono disarmati e muniti di pala per la ricostruzione del paese
Non è così: gli Hezbollah sono ancora armati, hanno dichiarato di non volersi disarmare, e invece di tirarsi su le maniche si limitano ad elargire fondi di dubbia provenienza.
Napoli
27 agosto 2006 00:00
Gli auguro alla Menapace di andare subito in paradiso se lo merita.
La gente più viene vecchia e più sclera.
Questa gente faceva parte delle brigate rosse e logico che hanno un conflitto d'interessi con gli Hezbollah
Camerata
28 agosto 2006 00:00
x arabo
Visto il tuo nick non potevi che scrivere menzogne come solitamente fanno gli arabi e i comunsti.
Ma quale disarmati!!Le armi che hanno ancora i terroristi di Hezbollah le dovevi avere tutte nel culo.
chi sono?
29 agosto 2006 00:00
Gli Hezbollah sono una forza politica ha detto Massimo dal Baffo sottile ed astuto!
Le ´Katiusce´(ragazze ucraine?) le usano sono per TROMBARE?
Quanta MALAFEDE spero TORNI IL CAVALIERE (che non ho VOTATO!!!!!!!!!)
arabo
29 agosto 2006 00:00
non vedo perchè si debbano disarmare se gli stati uniti forniscono i loro " prodotti" democratici agli israeliani? conoscendo il vicino bellicoso si devono pur sempre tutelare, visti gli attacchi a tradimento.
Se israele ha le palle dichiari guerra alla siria e vedrà cosa succede, ma credo non lo faccia perchi già le truppe sono schierate, meglio combattere contro le sassaiole palestinesi, che con i carrarmati sono facili da eliminare.....eppur dovrebbero ben conoscere la storia di Davide e Golia....
Beduino
29 agosto 2006 00:00
pseudo-ARABO scrivi senza sapere NULLA COGLIONE!!!!!...ISRAELE ha l´ESERCITO tra i piu´ POTENTI del MONDO...potrebbe operare su 3 FRONTI contemporaneamente..l´unica preoccupazione sarebbe solo l´IRAN deficiente!!!!!!!!!non sparare CAZZATE IGNORANTE
antiarabo
29 agosto 2006 00:00
arabo, sei confuso: hezbollah dovrebbe essere un forza politica, se sta al governo. se invece è una forza militare e non regolare, che governo è?
è un auspicio quello della guerra alla siria? lo sai benissimo che se israele volesse potrebbe raderne al suolo il territorio, ha l'atomica... ma che senso avrebbe?
certo se la siria sovvenziona quelli che fanno i rapimenti... ma sono i tuoi amici, non possiamo condannarli!
Scurrile
30 agosto 2006 00:00
Quello che scrive arabo che per me è il solito testa di cazzo cronista, bisogna leggerlo al contrario perchè così è il suo cervello.
beneffattore
30 agosto 2006 00:00
Credetemi il tale CRONISTA e´ solo un POVERETTO di NOME e di FATTO . La COMPASSIONE e´ il sentimento ADEGUATO.
arabo
30 agosto 2006 00:00
comunque il risultato del conflitto è evidente, 1 a 0 per hezbollah, e scandali a corte in israele......olmert la conferma politica se la sogna.....ah dimenticavo sapete perchè sharon è uscito di scena, lo hanno avvelenato i loro paesani, lo hanno tolto di mezzo perchè con il passare degli anni era diventato troppo diplomatico, si era dimenticato la malvagità sionista.
antiarabo
30 agosto 2006 00:00
e gli arabi hanno fatto fuori arafat!
mjguel
30 agosto 2006 00:00
Essere "equivicinanti" tra il Bene e il Male, significa schierarsi con il Male che in Libano è rappresentato dal terrorismo islamico di hetzbollah.
Ed il ridicolo tracima nel leggere le dichiarazioni di D'alema che, entusiasta della missione, dice che il nostro ruolo deriva dal fatto che siamo "amici" di entrambi i contendenti.
Poichè i contendenti sono gli Israeliani e i terroristi musulmani, forse sarà lui amico dei terroristi, io no di certo e quindi mi dissocio dall'iniziativa.
ecco chi sono i TERRORISTI
02 settembre 2006 00:00
Italiani nell'area dei bunker degli Hezbollah La base dei nostri soldati era prima occupata dalle forze finlandesi. Popolazione divisa sul sostegno al partito di Dio STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
SRIFA — A metà pomeriggio del 20 luglio scorso due missili israeliani colpiscono in sequenza rapida una palazzina a due piani a circa 200 metri in linea d'aria dalla base Unifil, dove da oggi saranno acquartierati gli italiani. «Le esplosioni gettano terriccio, sassi e schegge fino al nostro cortile. Noi per un attimo restiamo stupiti. Sino ad allora Israele non aveva mai tirato ordigni tanto potenti così vicino. Ma subito dopo capiamo la ragione. Un'esplosione gigantesca, molto più forte delle precedenti, devasta l'intero quartiere del villaggio di Burgkalawai dove si trovava l'edificio colpito. Era stato distrutto un deposito di missili. L'Hezbollah l'aveva costruito a nostra insaputa vicino a noi per farsi scudo con la nostra base. Uno dei tanti casi. Negli ultimi tempi abbiamo scoperto che sin dalla seconda metà dagli anni '90 i suoi capi hanno deciso di mimetizzarsi tra le strutture Unifil per coprire le loro attività militari». Lo racconta il capitano William Nortey, un ufficiale d'esperienza. Ha 35 anni, dal 1996 ha operato in Libano con la forza di spedizione Unifil del Ghana. Al momento comanda l'ottantina di uomini (metà suoi connazionali e il resto indiani) che staziona alla Un 91, Force Mobile Reserve, la base sulla collina di Jebel Marun presso il villaggio sciita di Srifa. Siamo venuti qui a vedere come procedono i preparativi per accogliere i soldati italiani. La base è molto ampia, posta a 25 chilometri a est di Tiro, sulle colline parallele al fiume Litani, a una ventina di chilometri dal confine con Israele. Dal 1982 al 2001 ospitò il quartier generale del contingente finlandese. «C'è posto per il centinaio di tende destinate ad accogliere gli italiani per le prime due settimane, poi saranno inviati alle loro basi operative. Loro sono autosufficienti. Noi siamo pronti a fornire acqua, luce e anche una ventina di bunker che possono ospitare 200 perso ne», spiega indicando gli spiazzi preparati dai bulldozer. Ma, più che la logistica, è interessante farsi raccontare un decennio di vita da peacekeeper Onu in questa zona. Cosa consiglierebbe agli italiani in arrivo? «Attenti nel valutare i danni tra i villaggi qui attorno. Gli israeliani difficilmente sparano a caso. Se c'è una casa colpita significa che vi era qualche attività militare. Ma soprattutto occorre che la nuova Unifil non ripeta gli errori del passato.
È necessario approfondire la conoscenza delle forze sul campo. Abbiamo sbagliato in tutti questi anni a non avviare un serio lavoro di intelligence tra i ranghi dell'Hezbollah». I suoi ricordi risalgono al suo primo periodo di servizio in Libano nel 1996: «Allora provammo a spiegare ai dirigenti dell' Hezbollah che non potevano venire a sparare i loro katiuscia nelle zone attorno all' Unifil. Venni personalmente minacciato. Mi fu detto, armi alla mano, che se avessi reagito non avrei mai più visto la mia famiglia in Africa». Il silenzio divenne via via connivenza e negli ultimi anni si è ritorto contro il contingente Unifil. Lo spiega con un altro esempio. «Il 25 luglio, quasi due settimane dopo l'inizio dei combattimenti, ci venne chiesto aiuto per evacuare i civili intrappolati nei villaggi di Bint Jbeil, Rmeish, Aitarun e altre località nel cuore della battaglia. Mandammo i nostri Apc blindati. Ma gli Hezbollah ci spararono contro. Bucarono le gomme», dice mostrando un veicolo con i segni dei proiettili visibili sulla carrozzeria. Un fatto che illustra anche la complessità del rapporto tra Hezbollah e civili. Perché, se il «Partito di Dio» gode di una grande popolarità nel Libano meridionale, è però anche vero che non mancano le proteste, anche tra gli sciiti. «La gente oggi più di prima è disposta a criticare l'Hezbollah.
Ne hanno paura, temono di parlarne in pubblico. Ma molti vengono a dirmi di essere contrari al loro metodo di farsi scudo con i civili, con l'Unifil, e soprattutto paventano le conseguenze dei blitz contro Israele, che poi scatenano i bombardamenti di cui sono tutti vittime». Il capitano Nortey spera che la nuova risoluzione Onu, l'arrivo degli italiani e il rafforzamento dell'Unifil possano cambiare la realtà sul campo. Ma per ora resta solo una speranza. «Al momento le regole di ingaggio sono ancora confuse. Non ci danno il diritto di intervenire direttamente con la forza per disarmare le milizie. C'è il rischio che, dopo tanto parlare, tutto resti come prima», aggiunge. Per esempio la questione dei bunker. Finora l'Unifil non aveva alcun mandato per cercare e tanto meno far saltare i bunker costruiti dall'Hezbollah. Lui spera che cambi: «Qui attorno a noi, specie sulle colline di Wadi Buriak, l'Hezbollah si è trincerato benissimo. È vero che ultimamente abbiamo visto alcuni camion che portavano a nord armi e missili. Ma non sappiamo cosa sia rimasto. La prova che le cose iniziano davvero a cambiare sarebbe vedere gli uomini della Unifil 2 e l'esercito libanese andare a controllare cosa è rimasto a Wadi Buriak».
D'Alema
03 settembre 2006 00:00
IO SONO AMICO DI HEZBOLLAH.
MI HANNO ASSICURATO CHE QUANDO CONQUISTERANNO L'ITALIA NON MI TAGLIERANNO LA GOLA E MI DARANNO UN PO' DI SOLDINI PER MANTENERE LA MIA BARCHETTA
Manuel
05 settembre 2006 00:00
Hezbollah e' una forza politica che vanta 35 deputati ed un paio di ministri.
E' anomalo e non tollerabile che abbia anche un braccio armato, che necessariamente dovra' confluire nell esercito regolare.
Israele se vuole una reale e duratura sicurezza deve lasciare i territori occupati, permettere la creazione di uno stato palestinese e smetterla di seguire una politica fatta di arroganza e violenza.
Io voglio la pace per libanesi, israeliani e palestinesi.
E per ottenere cio' bisogna seguire una politica di equivicinanza, se cio' che ci interessa e' la sicurezza di Israele tanto quanto quella dei Palestinesi e dei Libanesi, dobbiamo dialogare con tutte le forze politiche e militari coinvolte.
E' ridicolo sperare di ottenere la pace seguendo una politica unilaterale.
Per fortuna il nostro ministro degli esteri Massimo d Alema sta seguendo una politica esattamente equilibrata ed adeguata alla situazione.