Commenti
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falsitas 25 agosto 2006 00:00
aspettiamo a parlare quando sarà il momento, vero VERITAS?
perchè poi queste cose le dicono anche rutelli e mastella....
Camerata 25 agosto 2006 00:00
Non sapevo che Berlusca fosse del mio partito.Una bella notizia finalmente.
Non è certo un imbeccille come quelli che ci governano ora.
Ritieniti comunque fortunato se la maggioranza degli Italiani continuerà ad essere cattolica.
Francesco 26 agosto 2006 00:00
Integralismo cattolico.
Aggiungo che nel IV secolo dopo Cristo, subito dopo l'emanazione dell'Editto di Costantino che ammetteva la religione cristiana, uno scrittore, Firmico Materno, sosteneva apertamente in un suo libro la necessità di perseguitare chi non era cristiano.
Passata la tempesta i perseguitati diventano persecutori e, oplà, il gioco è fatto.
Saluti
Il Sardo Nero 26 agosto 2006 00:00
non hai un Dio....quindi sei musulmano.
laico 26 agosto 2006 00:00
CATTOLICESIMO RELIGIONE DEI FASCISTI


Se il cattolicesimo è la religione dei fascisti, dei nazisti e di tutti gli individui asociali (visto che è una religione tagliata su misura per i "furbi", Berlusconi docet!), quale dovrebbe essere la religione per coloro che fascisti non sono?

Una religione che rigetti il cattolicesimo (come fecero molte comunità del passato, poi dichiarate "eretiche" dalla cupola cattofascista, in quanto denunciarono tutti i crimini ed i soprusi del clero cattolico) e si richiami a non meglio precisati costumi e valori etici del cristianesimo delle origini, oppure ad una religione "non" religione, che si richiami, cioè, ai principi del "deismo" illuminista in cui l'oggetto di culto era esclusivamnte l'entità trascendente, identificata con lo stesso universo e priva dei vari "ammennicoli" che caratterizzano tutte le attuali religioni?

Chi vuole esponga il suo punto di vista e la sua proposta.

Alexemones 26 agosto 2006 00:00
da: Il Sardo Nero
Data: 26 Agosto 2006

non hai un Dio....quindi sei musulmano.


Non hai un cervello: dunque sei un fascista!
Alex 26 agosto 2006 00:00
MUSSOLINI: Sì ad un'Italia cattolica;




Mussolini era ateo, non cattolico! Non confondeteci con la merda!
Francesco 26 agosto 2006 00:00
Per laico 26 agosto.
Tra Robespièrre che ha decapitato chi aveva idee opposte alle sue per ragioni politiche e si è assunto la responsabilità di quello stava facendo e la Chiesa cattolica che ha bruciato sul rogo gli "eretici" sostenendo che doveva essere fatto in nome di Dio e dell'amore cristiano la mia simpatia va di sicuro a Robespièrre.
Pierino 26 agosto 2006 00:00
In Romania i tuoi amici Comunisti hanno tagliato la testa Ceausescu come simbolo, per tagliare, una volta per tutte, con il comunismo,prima avevano distrutte le chiese(ortodosse cristiane) mettevano dentro atrezzi agricoli,
Prova vedere adesso che bello stato è diventato,certo e dura avere la libertà, ma sono liberi di andare in chiesa quando vogliono.I cattolici ci sono anche in sud america anche a Cuba, adesso.Non è sempre conveniente dichiararsi cattolici.
Poi,volevo dirti caro "laico",quando ti fai soterrare,dai disposizione di non fare il funerale cattolico come tanti che hanno le tue idee.
Non abbiamo la controprova,di Mussolini,se si metteva contro Hitler e la Germania,quel periodo,per leggere adesso cosa poteva essere successo.Se ben ricordo Hitler aveva invaso già la Polonia e la Cecoslovacchia,probabile che adesso l'Italia,si chiamasse Germania,chissa.
cittadino civile 26 agosto 2006 00:00
Da da: Pierino
Data: 26 Agosto 2006

In Romania i tuoi amici Comunisti hanno tagliato la testa Ceausescu come simbolo, per tagliare, una volta per tutte, con il comunismo,prima avevano distrutte le chiese(ortodosse cristiane) mettevano dentro atrezzi agricoli,



Da quando presero il potere, ai tempi di Costantino, ad oggi, i cattolici hanno massacrato più di mezzo miliardo di persone, ricorrendo alle torture più atroci!

Quello che hanno fatto i cattolici neppure Hitler lo ha fatto. Solo i cattolici sono stati così cinici e satanici da condurre i loro processi davanti al tavolo delle torture: hai ben poco di che andare fiero!

I primi a mettere la stella gialla sugli abiti degli ebrei furono i cattolici papalini, nell'800! Ancora oggi i cattolici si atteggiano a vittime per fare i carnefici.

peppe 27 agosto 2006 00:00
Autore: Piergiorgio Docente Universitario
Data: 22 Agosto 2006

La storia del sistema bancario italiano sta dentro la storia di quello che Gramsci definiva il “paese dei pascià”, retto da una borghesia frammentata e debole, con un sistema produttivo fondato sulle piccole e medie imprese, dove la grande industria, finita l’era delle partecipazioni statali, è praticamente scomparsa, e il sistema del credito è funzionalmente frazionato in una miriade di istituti legati al tessuto produttivo locale: casse di risparmio, banche popolari, istituti di credito cooperativo e agricolo, ecc. Di qui tensioni, scontri e scandali: la Banca d’Italia nacque nel 1893 proprio dallo scandalo - bipartisan anche allora - della Banca Romana.

Dall’Iri alle liberalizzazioni

Negli anni ’30, la grande depressione seguita alla crisi del ’29 vede le banche azioniste di un’industria che stenta a riprendersi. La conseguente crisi di liquidità spinge Mussolini a intervenire. Nazionalizza l’industria mediante la creazione dell’Iri e la separa dal credito rilevando le partecipazioni azionarie delle banche e proibendo loro di acquisirne di nuove. Il finanziamento dell’Iri passa attraverso le tre banche di interesse nazionale, Commerciale, Credito e Banco di Roma (alle dirette dipendenze del governo) e l’Imi, creato appositamente in quegli anni. Fino ai primi anni ’90 il quadro rimane sostanzialmente questo. Il sistema bancario è diretto dalla politica attraverso la proprietà pubblica di alcune banche o indirettamente, mediante la lottizzazione dei consigli d’amministrazione
(monopolio della Dc).
Nel dopoguerra si impone Mediobanca, che - sotto la guida di Cuccia - diventa la grande banca d’investimento italiana e la cabina di regia della politica industriale, mentre Bankitalia guida la politica monetaria attraverso la leva dei tassi d’interesse e dei cambi, centrale in un’economia fondata sulle svalutazioni competitive.
Nei primi anni ’90 la caduta internazionale del saggio di profitto iniziata a partire dagli anni ’60 e la stagnazione provocano come un cambio di strategia. Inizia lo smantellamento dell’Iri sotto la
regia di Prodi
e la riforma bancaria di Amato apre la strada alla privatizzazione del credito. Elimina il divieto di partecipazione al capitale d’impresa e trasforma le banche in spa.
Parte delle azioni vengono messe sul mercato mentre il pubblico controlla una quota del capitale attraverso le fondazioni, che dovrebbero occuparsi solo della gestione patrimoniale
(in particolare finanziando cultura e ricerca), con l’impegno (disatteso) a ridurre progressivamente la propria partecipazione.
Un’operazione sostenuta dalla propaganda del “meno Stato più mercato” sull’onda di Tangentopoli (“Stato=corruzione e inefficienza”). Inizia un lungo processo di fusioni bancarie ed emergono nuovi assetti.

Le fondazioni pesano (oggi circa il 13% della capitalizzazione di borsa delle banche) e assicurano l’influenza dei partiti attraverso le nomine nei consigli d’amministrazione, che si riflettono a loro volta sulla composizione del management. Le prime sei banche italiane sono Unicredito (ex Credito Italiano più alcune casse di risparmio), Intesa (ex Banco Ambrosiano più Cariplo, Comit e altre), S. Paolo Imi, Capitalia (ex Banco di Roma) , Mps (ex Monte dei Paschi più Banca Agricola Mantovana e Banco del Salento) e Bnl. L’ad di Unicredito, Alessandro Profumo è vicino alla Margherita così come Corrado Passera (Intesa), Alfonso Iozzo (S. Paolo, legato a Rutelli) e Luigi Abete (Bnl, ex presidente di Confindustria). Mps è controllato dai Ds attraverso la Fondazione (che ha il 49% del capitale). Paolo Modiano, del S. Paolo, è dato in quota a D’Alema (così come Vincenzo De Bustis, Deutsche Bank Italia). Cesare Geronzi, patron di Capitalia, berlusconiano “col cuore” (Fininvest è entrata di recente nel patto che controlla l’istituto), è colui che ha salvato i Ds dal fallimento.

I casi Antonveneta e Bnl

Le scalate del 2005 sono il prodotto della crisi capitalistica italiana nel quadro di quella internazionale e all’interno di questi nuovi assetti. Vi si scontrano le ricette di due diversi settori della borghesia: una dirigista e nazionalista e una ultraliberista e “internazionalista”. I resti della grande industria italiana (Fiat, Pirelli-Telecom, Cir); una parte della media impresa legata al made in Italy (Della Valle, Benetton); le grandi banche, più legate alle prime due, sostengono l’internazionalizzazione perché, per le loro dimensioni e/o la tipologia del loro business, rappresenta un’opportunità (Unicredito e Intesa stanno facendo shopping di banche straniere). Per le imprese piccole e medie o quelle più legate ai servizi, che sono strutturalmente più deboli e quindi più dipendenti dalla mediazione della politica (in particolare nei rapporti col capitale finanziario che le sovvenziona), l’internazionalizzazione rappresenta invece un pericolo.
Sotto questo profilo cooperative rosse e Fininvest hanno caratteristiche e interessi simili e questo spiega il gioco di sponda nelle scalate, che ha ragioni materiali e politiche. Sono aziende non industriali ma di servizi, con un basso grado di internazionalizzazione e una componente fortemente ideologica, da sempre sviluppatesi all’ombra della politica. Al contempo fanno riferimento a due partiti, Fi e i Ds, afflitti da una crisi di egemonia perché non riescono - per ragioni diverse - a consolidare un rapporto stabile con la diffidente e divisa borghesia italiana.

Berlusconi e D’Alema provano a rimediare a questo deficit di sintonia cercando di mobilitare in proprio le risorse di cui dispongono nel mondo dell’economia e della finanza e appoggiandosi a coloro che ci stanno (Fiorani, Gnutti, Ricucci, Billè) per cercare di costruire una base materiale a un progetto egemonico: l’integrazione tra credito e assicurazioni (in vista anche di una spartizione della grande torta della previdenza integrativa) e il controllo sul principale quotidiano italiano, il Corriere. Ma incappano nel conflitto d’interessi: non possono aspirare ad essere il punto di riferimento di Montezemolo e Della Valle e contemporaneamente essere loro concorrenti. La grande borghesia internazionalista si mobilita, chiama in proprio soccorso la magistratura, sostituisce Fazio con un uomo gradito al capitale finanziario internazionale e soprattutto accusa il sistema politico di intromettersi nel mercato. Per Berlusconi non è una novità, per i Ds è un trauma. Tanto più che hanno un altro conflitto d'interessi, con la propria base sociale, radicata ancora fortemente nel mondo del lavoro e nel ceto medio e che si sente tradita: mentre ai lavoratori delle coop si chiedono sacrifici, Consorte intasca consulenze da 25 milioni di euro e il "tifo" di Fassino. Tutto ciò scatena una bagarre che da una parte riproduce nel partito lo scontro tra liberisti e dirigisti, tra Toscana ed Emilia, tra maggioranza più attenta alle sirene del mercato e minoranza sensibile agli umori della Cgil. La trasformazione dei Ds in partito social-liberale li porta a separarsi dagli interessi della sua base sociale spingendoli inesorabilmente verso un incombente processo di disgregazione.

"Banchieri di tutto il mondo, unitevi!"

Nel resto dell'arco costituzionale la Lega (con un brusco voltafaccia legato alla vicenda Credieuronord) difende Fazio con piglio da pasdaran; l'estrema sinistra balbetta; An, Udc e soprattutto la Margherita fanno sponda al regolamento di conti nei confronti di Fazio, Berlusconi e D'Alema. Rutelli in particolare è il riferimento politico naturale di Confindustria, delle grandi banche e della borghesia internazionale, perchè rappresenta l'ala più moderata e liberista dell'Unione (non a caso i manager di Bnl e Antonveneta, solidali con Bbva a Abn Amro, sono entrambe vicini alla Margherita). Ben più di Prodi, leader senza partito e dunque troppo legato alla mediazione con la sinistra per poter intervenire con decisione a sostegno del libero mercato. Un ruolo a parte è quello giocato da Tremonti, che a differenza della Lega va contro Fazio fino in fondo, ma in nome di un protezionismo attento agli interessi delle fondazioni bancarie, dei piccoli imprenditori e del ceto medio padano e perciò alternativo a quello dell'ex governatore di Bankitalia (e che non gli ha impedito di dare una tacita benedizione alle imprese di Fiorani e Consorte, salvo poi smarcarsi in zona cesarini). In questo senso alla contraddizione centrale tra le due ricette della borghesia si sovrappongono tensioni e scontri dentro e trasversalmente ai due schieramenti. E qui si staglia la posizione di Fausto Bertinotti, che al comparire delle intercettazioni le critica in quanto "illegali", poi attacca Fassino e Ricucci (al cui matrimonio con Anna Falchi figura tra gli invitati) proclamando la superiorità del capitale produttivo sulla rendita finanziaria (il che non gli impedisce di schierarsi a fianco del Banco di Bilbao, controllato dai fondi d'investimento di JP Morgan Chase), infine, tra una campagna e l'altra per il boicottaggio della Coca Cola, difende l'onestà dei Ds anche se riconosce compunto la necessità di una "discussione dolorosa" sulle cooperative.

L'acquisizione di Antonveneta da parte di Abn Amro e la nomina di Draghi, ex vicepresidente di Goldman Sachs (advisor degli spagnoli nella scalata a Bnl) al posto di Fazio (un conflitto d'interessi al posto di un altro) segnano un punto a favore del capitale internazionale. E pone un'ipoteca sui futuri assetti politici del paese. L'aperta sponsorizzazione dell'appello centrista di Monti da parte dell'Economist e le sue critiche nei confronti di Berlusconi e di Prodi prefigurano una possibile strategia. Berlusconi è gravato dal conflitto d'interessi e Prodi troppo legato a una sinistra malata di “collateralismo”. Perciò o Prodi si affranca dalle sue relazioni pericolose oppure ci potrebbe essere una carta di riserva. L'operazione Monti appunto, un’ipotesi neocentrista o di larghe intese, riecheggiata nella benedizione di De Benedetti a Veltroni e Rutelli (speculare all'affiancamento di Fini e Casini a Berlusconi nel centrodestra) e funzionale a “far prevalere l'economia sulla politica”. Cioè a far sì che le esigenze del capitale la spuntino sul timore che il ceto politico ha di perdere del tutto il consenso sociale. Anche Bertinotti negli ultimi mesi ha più volte evocato questo scenario.

E i proletari?

Restano totalmente in ombra gli interessi di classe dei lavoratori, dei piccoli risparmiatori e dei piccoli correntisti. Cioè di coloro che hanno pagato le liberalizzazioni con un'ondata di licenziamenti dovute alle fusioni bancarie; facendosi rifilare i titoli Parmalat e Cirio e permettendo così alle banche di recuperare i prestiti a Tanzi e Cragnotti; pagando spese salate sui conti correnti mentre vi sono 800 miliardi di euro di depositi nel settore del private banking con spese minime e interessi attivi elevati; infine pagando tassi del 4% sui mutui casa mentre a Ricucci venivano aperti fidi milionari allo 0,1%!

La sinistra oggi dovrebbe indicare soluzioni dal versante di questi interessi, non da quelli di Montezemolo e di Della Valle. Gli esperti prospettano la possibilità di una nazionalizzazione della Banca d'Italia. Ma se essa è lo strumento del controllo di classe della borghesia sul sistema borghese del credito allora è votata al fallimento. Né la Consob, né l'Antitrust, né tantomeno un nuovo governatore al servizio delle grandi banche d’affari sono in grado di impedire altri scandali e altre bancarotte. Se lavoratori e risparmiatori sono le vittime della grande truffa bancaria allora sono loro l’unico soggetto titolato a esercitare una vigilanza. Di qui la richiesta di nazionalizzare (senza indennizzi: ci mancherebbe ancora che dobbiamo pagare i… danni alle banche!) la Banca d’Italia e il sistema del credito attivando un controllo sociale su di essi. Magari avendo il coraggio di mettere in discussione il segreto bancario. Tutti concordano nel sollecitare maggiore trasparenza. Ma trasparenza e segreto non possono coesistere. Non lo disse Marx né il subcomandante Marcos: "Lo dice la parola stessa"! - come recitava un vecchio tormentone televisivo.
scholomon 27 agosto 2006 00:00
In Romania i tuoi amici Comunisti hanno tagliato la testa Ceausescu come simbolo, per tagliare, una volta per tutte, con il comunismo,prima avevano distrutte le chiese(ortodosse cristiane) mettevano dentro atrezzi agricoli,


Le chiese le distruggevate voi, assassini cattolici! In Croazia avete distrutte centinaia di chiese ortodosse e sinagoghe e vi siete appropriati dei loro beni: come facevano gli inquisitori nel medioevo! Torquemada divenne uno degli uomini più ricchi dei suoi tempi con i beni rapinati alle vittime della repressione inquisitoriale: soprattutto ebrei, càtari, valdesi, etc. La vostra storia è punteggiata di atrocità di ogni tipo ed avete il coraggio di atteggiarvi a vittime: siete peggio dei nazisti!

Tommaso 27 agosto 2006 00:00
X cittadino civile,
vorrei chiederti una cortesia, poichè ho una specie di deformazione scientifica professionale, vorrei che tu mi indicassi le fonti da cui hai ricavato le cifre citate.
Ti ringrazio anticipatamente
Tommaso
ultras 27 agosto 2006 00:00
MEGLIO CHE MUSSULMANA...COMUNQUE CRETINO di un LAICO ! gran testa di cazzo
Tommaso 27 agosto 2006 00:00
X persona civile
Ho infilato un errore nel mio precedente post, volevo scrivere:scientifico_professionale,
Con simpatia
Tommaso
Pierino 27 agosto 2006 00:00
Meglio cattolico che mussulmano e le stragi che scrivi tu non le ho mai lette e neanche sentite.Anche se io i preti no li voglio.Perche non è la religione cristiana che ha fatto i problemi che dici tu ma i preti per i loro comodi.
Napoli 27 agosto 2006 00:00
Ma si adesso siamo tutti fascisti,tutti quelli che non la pensano come loro sono fascisti anche se a me la politica mi fa schifo e mi fanno schifo tutti quelli che ne parlano.
Ma cambiate lavoro, cambiate compagnie, avete dei ideali balordi,senza futuro,solo casini,proponete la pace e siete i primi a disfare le città.
cittadino civile 28 agosto 2006 00:00
da: Tommaso
Data: 27 Agosto 2006

X cittadino civile,
vorrei chiederti una cortesia, poichè ho una specie di deformazione scientifica professionale, vorrei che tu mi indicassi le fonti da cui hai ricavato le cifre citate.
Ti ringrazio anticipatamente
Tommaso



Temi che ne abbia dimenticato qualcuno?

Forse hai ragione..In 16 secoli si possono massacrare anche più di mezzo miliardo di persone! Basti pensare che Stalin in meno di 40 anni ne ha eliminate quasi 100 milioni! (fonte: Berlusconi)

laico 28 agosto 2006 00:00
da: Napoli
Data: 27 Agosto 2006

Ma si adesso siamo tutti fascisti,



Non è esatto: TU SEI UN FASCISTA e tutti quelli che la pensano come te!

Questo concetto non dovrebbe esserti nuovo, dal momento che per voi cattofascisti tutti quelli che non erano e non sono cattolici sono eretici e quindi passibili di condanna al rogo!

L'Islam è nato nel VII secolo: a quell'epoca i cattolici avevano già eliminato centinaia di migliaia di esseri umani, tra eretici, pagani ed ebrei!

Ateo 28 agosto 2006 00:00
da: Pierino
Data: 27 Agosto 2006

Meglio cattolico che mussulmano e le stragi che scrivi tu non le ho mai lette e neanche sentite.


Metti la testa fuori della merda, così ti potrai aggiornare.

antirazzista 28 agosto 2006 00:00
da: ultras
Data: 27 Agosto 2006

MEGLIO CHE MUSSULMANA...COMUNQUE CRETINO di un LAICO ! gran testa di cazzo



MEGLIO DEI RAZZISTI CI SONO I NON-RAZZISTI, pezzo di merda!

idiota 28 agosto 2006 00:00
Beati voi quando vi insuletranno e vi perseguiteranno e, MENTENDO, diranno contro di voi ogni sorta di male a CAUSA MIA: rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così del resto, perseguitarono i profeti che furono prima di voi. ( Matteo 5,11-12)
fabio 28 agosto 2006 00:00
ma ancora peggio gli ipocriti non-razzisti!!!
Matteo 28 agosto 2006 00:00
da: idiota
Data: 28 Agosto 2006

Carissimo Matteo
la tua era una battuta prevista e cercata, altrimenti perchè mi sarei autodefinito idiota?
Tu dovresti sapere che i veri idioti non ammettono mai di esserlo. Non sei molto sveglio.



Insomma, se ho ben capito, tu non ammetti di essere un idiota?..
matteo 28 agosto 2006 00:00
da: idiota
Data: 28 Agosto 2006

Beati voi quando vi insuletranno e vi perseguiteranno e, MENTENDO,


VUOI DIRE CHE QUALCHE VOLTA TI HANNO DATO DELL'"INTELLIGENTE"?

ultras 28 agosto 2006 00:00
da: fabio
Data: 28 Agosto 2006

ma ancora peggio gli ipocriti non-razzisti!!!


ma tu sei razzista o no?
idiota 28 agosto 2006 00:00
Carissimo Matteo
la tua era una battuta prevista e cercata, altrimenti perchè mi sarei autodefinito idiota?
Tu dovresti sapere che i veri idioti non ammettono mai di esserlo. Non sei molto sveglio.
Tommaso 28 agosto 2006 00:00
X cittadino civile
ti ringrazio per la tua gentilezza,
in questi forum si può sparare qualsiasi informazione senza citare nessuna fonte.
L'imporatante è sapere sparare battute.
Con gratitudine e simpatia
Tommaso.
idiota 28 agosto 2006 00:00
X Fabio.
In effetti mi sono espresso male, la frase corretta è: i veri idioti non sono mai consapevoli di esserlo e quindi non si definirebbero tali.
Restail fatto che tu non sei molto sveglio.
Ti mando un affettuoso bacino.
Matteo 29 agosto 2006 00:00
da: idiota
Data: 28 Agosto 2006

X Fabio.
In effetti mi sono espresso male, la frase corretta è: i veri idioti non sono mai consapevoli di esserlo e quindi non si definirebbero tali.
Restail fatto che tu non sei molto sveglio.


Sì..infatti si vede benissimo..
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