Commenti
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2 palle 28 agosto 2006 00:00
riccio ma di cosa ti meravigki!!! L´attore \TOSCANO COMUNISTA!!!! PRECISARE !!! faccoia beneficienza!!!! il Ministro ammesso che sia vero usi la barca..o meglio LUI APPREZZA quella con il BOMA ....FINOCCHIONE DA STRAPAZZO!
Se l´avesse fatto il CAVALIERE?Figli fig 29 agosto 2006 00:00
Prodi e Parisi danno il via alla missione
2500 i soldati che saranno schierati in due fasi diverse nel paese
29/8/2006



Arturo Parisi e Romano Prodi
Libano, sì unanime
del Governo di M.G.Bruzzone
Scatta l’operazione
«rapida entrata» di F. Grignetti
ROMA. L'Italia segue i militari italiani impegnati nella missione Onu nel sud del Libano «con orgoglio e con fiducia, sapendo che pur portando le armi», i nostri soldati vanno per portare la pace, «in stretta osservanza di quanto solennemente sancito dalla nostra Costituzione». È questo il saluto rivolto a bordo della portaerei Garibaldi dal presidente del Consiglio, Romano Prodi ai militari italiani partiti questa mattina da Brindisi per raggiungere le coste libanesi. Il nome in codice dell'operazione - Leonte - fa riferimento al fiume Litani (in arabo), principale corso d'acqua dolce del paese dei cedri.

Quella del contingente italiano in Libano «è una missione delicata, di enorme portata storica», e per la quale c'è profonda coesione del Paese, ha detto ancora Prodi. Anche il ministro della Difesa, Aruro Parisi, ha parlato ai soldati. «La missione che vi accingete a compiere è tra le più delicate e impegnative dalla fine della seconda guerra mondiale». A suo dire si tratta di «una missione lunga, rischiosa, costosa, difficile, e tuttavia una missione doverosa». Ma l'Italia è chiamata ad essa «dalla storia che la lega da sempre alle vicende delle altre sponde del Mediterraneo e dalla geografia che fa del nostro Paese una frontiera avanzata dell'Europa».

Sono 2.500 circa i militari italiani che saranno schierati in due fasi nel paese nell'ambito della Missione Unifil. In una prima fase, prevista fra settembre e ottobre, i militari saranno 2.496, di cui circa 1.000 destinati a un impegno a terra. Altri 800 saranno sulla Garibaldi, 600 sulle altri navi da sbarco, 116 sul pattugliatore. Nella seconda fase del dispiegamento, nei due mesi successivi, saranno impegnati invece 2.680 militari. «Di questi, 2.450 saranno a terra, 200 a bordo delle navi. Quella del contingente italiano in Libano «è una missione delicata, di enorme portata storica», e per la quale c'è «profonda coesione del Paese». Queste le prime parole del presidente del Consiglio, Romano Prodi, rivolte ai militari schierati sul ponte della portaerei Garibaldi, in navigazione a circa 20 miglia al largo delle coste pugliesi. Proprio a bordo della Garibaldi, con a fianco il ministro della difesa Arturo Parisi, Prodi ha dato così il via alla missione militare italiana in Libano.


Con il presidente del Consiglio a bordo dell'ammiraglia della Marina militare ci sono anche il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il Capo di stato maggiore della Difesa amm. Giampaolo Di Paola, il Capo di stato maggiore dell'Esercito, Filiberto Cecchi, Capo di stato maggiore dell'Aeronautica, Leonardo Tricarico, quello della della Marina, Paolo La Rosa e il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Gianfrancesco Siazzu. A bordo della Garibaldi anche il capo del Sismi, Nicolò Pollari e il generale Fabrizio Castagnetti, capo della nuova cellula strategica presso il Dipartimento del peacekeeping dell'Onu, che sovrintenderà alla nuova missione Onu in Libano
Pierino 29 agosto 2006 00:00
La missine di pace in Bosnia con i cannoni e l'uranio impoverito.
Missione di pace in Libano con i cannoni e Antimissile.

Adeeso le missioni di pace si fanno con le BOMBE

Ma dite che andate in guerra con i fiori, siete più credibili e meno stronzi!
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