Idea
29 agosto 2006 00:00
Sia col nick copia/incolla che con il tuo originale CRONISTA,rimani sempre un figlio di puttana.
Ecco il VERO FASCISTA ......
29 agosto 2006 00:00
IL VERO FASCISTA e´ ANCHE COLUI CHE SOTTO MENTITE SPOGLIE e´ l´autore di questo FORUM, CODARDO VIGLIACCO PUSILLANIME.....per di piu´ IGNORANTE PERCHE´ NON ESSENDO MAI STATO IN ISRAELE NON CONOSCE COME STANNO LE COSE!!!! DIMENTICAVO CHE e´ uno con HANDICAP FISICI e PSICHICI!!!
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"Abbiamo già offerto alla comunità internazionale una cornice negoziale"
Nessuna indicazione sulle mosse di Teheran alla scadenza del 31 agosto
Ahmadinejad insiste sul nucleare
"Israele genera tensione, va sradicato"
E sfida Bush a "un dibattito televisivo senza censura"
TEHERAN - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad rinnova la sfida contro Israele, fonte a suo avviso di ogni attrito in Medio Oriente, e afferma che Teheran vuole che le radici delle tensioni vengano sradicate. ''La nostra posizione - dice il leader della Repubblica islamica che in dicembre aveva parlato dello Stato di Israele come di un 'tumore' - è chiara. Vogliamo che le radici della tensione siano sradicate. Nel corso di questi 60 anni, qual è stata l'origine di massacri, crimini e conflitti? La soluzione è chiara e non è cambiato nulla''. Come in passato, Ahmadinejad propone come soluzione un referendum sull'esistenza di Israele fra tutti i palestinesi dei Territori e quelli che ne sono fuori.
Quanto al programma nucleare iraniano, Ahmadinejad ripete che il suo governo ha già offerto alla comunità internazionale una cornice entro cui svolgere i negoziati: la proposta è contenuta nella replica all'offerta di incentivi presentata dai cinque paesi del Consiglio di sicurezza Onu (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania per convincere il regime a rinunciare ai suoi piani nucleari. In sostanza il leader della Repubblica islamica sostiene che il suo governo vuole risolvere il braccio di ferro attraverso "negoziati, ma sulla base dei legittimi diritti della nazione iraniana". E tra questi diritti i dirigenti iraniani hanno sempre annoverato quello di dotarsi della tecnologia per l'arricchimento dell'uranio.
La conferenza stampa di Ahmadinejad precede di due giorni la scadenza dell'ultimatum dell'Onu. Ma sulle prossime mosse il presidente iraniano non si sbilancia. Rimane infatti senza risposta diretta la domanda di un giornalista che chiede se Teheran potrebbe accettare di sospendere l'arricchimento dell'uranio oppure se, in caso di sanzioni, potrebbe abbandonare il Trattato di non proliferazione. "L'energia nucleare pacifica - si limita a dire Ahmadinejad - è un diritto del popolo iraniano, che ha fatto questa scelta, e nessuno può creare ostacoli su questa strada".
"Se qualcuno decidesse di tornare ai metodi del passato (e decidesse sanzioni contro la Repubblica islamica), la nazione iraniana prenderà le necessarie misure", aggiunge il presidente iraniano. Che ritiene comunque "improbabile" che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu voglia assumere iniziative contro l'Iran sul nucleare. "Abbiamo fornito tutti gli elementi nella nostra risposta. Credo che sia scaduto il tempo di ricorrere allo strumento del Consiglio di sicurezza dell'Onu", afferma riferendosi sempre alla riposta data da Teheran ai 5-1.
Ahmadinejad lancia poi una sfida al presidente americano George W. Bush: "un dibattito televisivo sulle questioni internazionali e il modo di risolverle". E pone come "condizione che non vi sia alcuna censura, soprattutto per il popolo americano". A maggio Ahmadinejad aveva inviato a Bush una lunga lettera, piena di considerazioni religiose e filosofiche, in cui lo invitava a cambiare politica per portare la pace nel mondo. Il presidente americano non ha mai risposto alla missiva.
"Alcuni paesi pensano di avere diritti speciali - dice Ahmadinejad riferendosi a Stati Uniti e Gran Bretagna - Secondo noi è arrivato il momento della parità di diritti". E ancora: "Il nostro popolo non presta
alcuna attenzione alle minacce".
(29 agosto 2006)
Ranzani
29 agosto 2006 00:00
vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa beneeeeee!!!
ooooooooooooooookkeiiiii!!!!!!
GiraMondo
30 agosto 2006 00:00
ANDATE IN ISRAELE E vi renderete conto della VERA DEMOCRAZIA e della MODERNITA´TOTALE di questo STATO...Per sentito dire ....non si puo´ TESTIMONIARE NULLA!
Il Poveretto che ha fatto copia/incolla ha bisogno di uno PSICHIATRA.
Juan
30 agosto 2006 00:00
Lo Stato di Israele ricorre a due meccanismi per aggirare queste contraddizioni. Il primo è la negazione totale, che conduce a vera e propria schizofrenia. Questo meccanismo si è visto all'opera nei servizi segreti, nella polizia e nelle menzogne sistematiche dei magistrati sull'uso della tortura, che hanno portato alla fine ad una seria crisi istituzionale e alla costituzione di una commissione di inchiesta nazionale. Altro esempio: la negazione dell'esistenza di un arsenale nucleare ha impedito la messa in atto di misure di sicurezza. Secondo gli esperti internazionali ciò ha prodotto molti incidenti tecnici e hanno reso molti reattori israeliani i più pericolosi al mondo dopo quelli del tipo del reattore di Chernobyl.
Il secondo meccanismo è l'uso di leggi ad personam. Che succede se una legge (in realtà una "legge fondamentale") prevede che i candidati alla carica di primo ministro siano membri della Knesset e Benjamin Netanyahu, che vuole candidarsi, non lo è?(*) Si emenda la legge fondamentale in maniera che possa farlo. Un altro esempio: un ex primo ministro è in carcere per corruzione, si monta una grossa campagna per il suo rilascio e si adotto una legge che permette ad alcuni carcerati di essere rilasciati dopo aver scontato metà delle loro pene. Un altro: una legge fondamentale limita la dimensione del governo a diciassette ministri, ma Ehud Barak, per poter formare la coalizione più ampia possibile, ha promesso posti di ministro a circa trenta politici, e la legge fondamentale viene cambiata.
Poiché le leggi - comprese quelle che hanno una natura costituzionale - possono essere cambiate per soddisfare interessi individuali o i bisogni del momento, perché non fare a meno dell'intero processo legislativo? Shaul Mofaz, ex comandante in capo dell'esercito, annunciò la sua candidatura per la Knesset l'anno scorso nonostante il periodo di riposo previsto dalla legge tra il ritiro e le elezioni non è scaduto. Il ragionamento di Mofaz davanti alla Commissione elettorale fu diretto: facendo attenzione, non sarebbe stato difficile cambiare la legge. La sola ragione per cui la legge non è stata cambiata è pura dimenticanza. Perciò facciamo finta che lo sia stata e non perdiamo altro altro tempo.
La flessibilità delle leggi è un corollario dell'assenza del concetto di "diritti" nella democrazia israeliana. Anche quando i diritti sono menzionati esplicitamente, come nelle leggi fondamentali adottare durante gli anni dell'intervallo liberale, ci sono sempre delle condizioni: "a condizione che una legge non stabilisca il contrario", oppure "eccetto in casi emergenza", o "se ciò non contraddice il carattere ebraico dello Stato di Israele". In breve, i diritti fondamentali esistono - come il principio dell'uguaglianza di genere o tra quella di cittadini di diverse fedi religiose - a meno che il parlamento non abbia deciso democraticamente, cioè a maggioranza semplice, di infrangerli.
In Israele nessuno ha diritti per il fatto di essere un cittadino. I diritti - l'immunità parlamentare dei membri arabi della Knesset; il diritto a candidarsi come primo ministro pur non soddisfacendo criteri politici o ideologici (che possono cambiare al cambiare della maggioranza parlamentare); l'esistenza legale di un partito il cui programma dice che la nozione di "stato ebraico" e "stato democratico" sono mutuamente contraddittorie; la cittadinanza di arabi che ipoteticamente hanno contatti con il "terrorismo", etc. possono essere aboliti con votazione a maggioranza. Che potrebbe essere perciò più naturale del partito di Avigdor Liberman che decide di privarne anche gli israeliani che diffamano la nazionalità di Israele menzionando espressamente i casi di soldati soldati e funzionari ribelli, il deputato alla Knesset Uri Avnery e l'avvocato Lea Tsemel?
Quando un paese ha creato confini che ha continuato ad espandere in violazione di ogni regola del diritto internazionale; quando il fine, cioè lo stato ebraico, sempre giustifica i mezzi; allora non dovrebbe sorprendere il fatto che il rispetto delle norme dello stesso Israele risulti estremamente difficile. Gli ordinari cittadini seguono l'esempio dei loro leaders, che applicano all'interno la stessa violazione di regole che applicano sistematicamente in campo internazionale. L'impunità di cui Israele gode all'interno della comunità internazionale non è solo la negazione della giustizia per le vittime della sua aggressione permanente; è anche una ragione della degenerazione interna della società israeliana. "Ma perché dovrei essere io l'unico in questo paese che obbedisce alla legge?"
questa è Democrazia?
copia/incolla
31 agosto 2006 00:00
a: Ecco il VERO FASCISTA ......
Data: 29 Agosto 2006
IL VERO FASCISTA e´ ANCHE COLUI CHE SOTTO MENTITE SPOGLIE e´ l´autore di questo FORUM, CODARDO VIGLIACCO PUSILLANIME.....per di piu´ IGNORANTE PERCHE´ NON ESSENDO MAI STATO IN ISRAELE NON CONOSCE COME STANNO LE COSE!!!! DIMENTICAVO CHE e´ uno con HANDICAP FISICI e PSICHICI!!!
Dà come "urli" penso che dello psichiatra abbia bisogno tu .Definizione di psichiatra :soggetto che tramite laurea impartisce lezioni di gerarchia fascista e prescrive farmaci fascisti tipo prozac . Invece io ti direi semplicemente di fumare qualcosa di più profumato , è un ottimo rilassante per le menti ottenebrate come la tua che confondono le parole (presidente iraniano) con i fatti (bombardamento del libano sciita dà parte dei merdaioli).
é vero non sono mai stato in istraele ne mai ci andrò è sufficente vederlo da distante , la merda puzza anche a qualche migliaio di chilometri ( o metri ).