Lucio Musto
02 settembre 2006 00:00
Leggo:
FEMMINISTE IN SILENZIO PER NON SEMBRARE RAZZISTE ...
e spero proprio che l'Autore si sia sbagliato o sia stato male informato!
Talvolta ho criticato alcune reazioni esagerate sostenute da associazioni femministe o pseudo tali, ma ci mancherebbe che tacessero di fronte a fatti gravi come quelli indicati!
E non è una questione di donne, uomini, bianchi, colorati, gente del sud o del nord o del centro!
Di fronte alla violenza ed allo stupro la comunità intera si scandalizza ed individua e punisce i responsabili (solo quelli però!... non interi popoli).
E chi sa i fatti, e può dimostrarli, e tace, è complice!
Indipendentemente dal perché taccia.
Enrico Falcinelli
03 settembre 2006 00:00
Quel rispetto per le diverse culture di cui parla l'articolo di Giornalista, si chiama, in realtà, "relativismo".
Nel nostro paese non esiste questo rispetto e in coloro che si sforzano di apparir rispettosi per principi ideologici vi è la possibilità di una deflagrazione esistenziale, avanti agli eventi di cui questi primi sono solamente i prodromi.
In realtà, non è vero che non esiste un rispetto, perché la nostra etica culturale è costruita sul rispetto reciproco.
Da quanto mi risulta e per tutte le mie esperienza, noi italiani siamo culturalmente tra i popoli più tolleranti nel vero senso della parola, al punto in cui si approfitta di questa tolleranza per formalizzare un atteggiamento ideologico che relativizza la nostra stessa tradizione culturale, con il rischio del tracollo educativo della stessa per le generazioni future.
Questa relativizzazione è la nostra potenziale debolezza nei confronti di coloro che vengono ad abitare tra noi!
Ed è proprio per conservare questa forza che dobbiamo distinguere tra ideologia e realtà ideale e difendere chiunque, come in questo caso, dall'abuso di altri, sia che costoro siano bianchi, neri, gialli o rossi.
Solo così potremo realizzare quella ecumenicità sociale che le sinistre in particolare auspicano, perché, con la nostra forza culturale e tradizione potremo offrire un modo veramente nuovo per vivere a coloro che sperando il meglio per la loro vita (altrimenti erano palesemente restati nel loro paese) vengono qui con le speranze in mano!
Saluti.
Camerata
03 settembre 2006 00:00
Ieri le femministe lottavano per salvare dalla lapidazione adultere di paesi sconosciuti.
Oggi stanno in silenzio di fronte alla brutalità di clandestini contro donne italiane.
Tutto questo per non disturbare la sinistra al governo.
Anche loro sono andate in depressione perchè non hanno piu' Berluscono da contestare.
mjguel
03 settembre 2006 00:00
La questione del silenzio delle associazioni femministe turba e non poco davanti agli ultimi violenti episodi che le cronache hanno portato alla ribalta.
Si è scelto di non far rumore quando sotto i riflettori finiscono clandestini stupratori. Nel nome dell’integrazione. Di un perbenismo dilagante che fa male a tutti. Donne in testa. Perchè il rischio è solo quello di integrarci alla loro concezione della donna. Fino al pericolo di assuefarci ad una spirale di violenza incivile e senza fine.
Per questo le nostre associazioni femministe le avremmo volute vedere nelle piazze d’Italia a gridare il loro dissenso. E non solo quando di mezzo ci sono mariti italiani infelici e pazzi. Non una voce di dissenso, non una parola di condanna. Un riserbo quasi totale per conservare agli occhi dell’opinione pubblica la faccia di chi vuole passare come il paladino dell’integrazione e del multiculturalismo. Di chi non vuole dare fastidio al governo di centrosinistra.
Mi viene anche da pensare che la violenza degli extracomunitari sia per loro diversa da quella portata a termine da un Italiano,magari piacevole.
Preoccupato
03 settembre 2006 00:00
Lascia storditi vederle diventare cieche di fronte al dolore delle donne violentate e alla rabbia sessuale dei loro aguzzini.
Dal mondo femminista ti aspetteresti una presa di posizione dura, una raccolta di firme, uno straccio di corteo, quantomeno una riflessione su ciò che sta accadendo nelle piccole e grandi città di questo Paese spaventate da episodi di ordinaria follia contro le donne. Nulla di tutto ciò.
Meglio la prudenza così da evitare di poter passare per stupidi razzisti.
Meglio il silenzio per dimostrare la propria vicinanza ad un governo che vorrebbe gli extracomunitari abili e arruolati per il voto.
Lucio Musto
04 settembre 2006 00:00
Principi
X Enrico Falcinelli
acuta come sempre, la tua analisi, ma io guarderei la cosa anche sotto un altro aspetto sociologico, ma soprattutto storico, o meglio, “geo-storico”.
Un popolo, non sta a me dimostrarlo, si plasma sotto la spinta delle sue vicende, come un vulcano con le sue eruzioni.
L’Italia, al centro del Mediterraneo, cioè al centro della civiltà di questo emisfero è stata per molti secoli crocevia di culture, di idee, di spiritualità, di tradizioni diverse. Ed inevitabilmente gli italiani si sono permeati della capacità di adattamento, di accettazione, riconoscimento ed assimilazione di nuovi pensieri, originali valori, diversi modi di intendere il mondo.
Non dobbiamo quindi stupirci, né preoccuparci?
Stupirci di quando oggi ci accade direi di no, perché è questo per noi fenomeno ricorrente, e siamo “vaccinati”, preoccuparcene invece direi di si, e molto!... e ti dico perché.
Di storia non è che ricordi molto, solo le poche paginette studiate e meditate al liceo, ma mi sembra che questa “invasione culturale” che stiamo subendo, affatto simile ad altre invasioni che abbiamo vissute in passato trovi noi, invece, molto diversi!
Questa “invasione” ci coglie in un momento in cui stiamo mettendo in crisi i nostri stessi principi, la nostra identità, i nostri “Tabù” ed i nostri “Credo” e ci coglie quindi impreparati ed inermi.
Quando ci fu, e qui faccio un esempio per meglio spiegarmi, l’ “invasione culturale” della Grecia Classica alla civiltà della Roma nascente non ci furono dubbi e sconvolgimenti profondi: i Greci ne sapevano più di noi in arte e filosofia e matematica, noi (romani) eravamo l’indiscussa supremazia politica, militare, sociale.
E quando Napoleone scoprì l’Egitto e la sua storia, questa fu accolta con entusiasmo, perché l’Egitto arricchiva l’Europa senza minacciarne la “coscienza di sé”!
Oggi invece noi osserviamo impotenti l’avanzata di usi e costumi diversi, ben consapevoli della loro profondità e delle loro certezze, contrapponendo solo un mare di incredulità, di vuoto, di incertezza, di labilità!...
Non occorre avere una mente acuta per vedere che in queste condizioni siamo irrimediabilmente perdenti.
E, indice drammatico della nostra fragilità, cosa facciamo?... alziamo barricate e costruiamo muri per cercare di difenderci, visto che non abbiamo forze sufficienti ad imporci?...
No!...
Continuiamo a becchettarci vicendevolmente in cerca di un responsabile, di un capro espiatorio qualsiasi, che in qualche modo giustifichi la nostra inevitabile sconfitta!...
E allora ce la pigliamo col Papa, con Napolitano, con le perfide “Destre” o le inette “Sinistre”, con Mussolini o con la buonanima di Togliatti!...
Con uno qualunque, insomma, purché diverso dalla nostra personale mancanza di coerenza!
Scusami lo sfogo, Enrico, forse sono andato oltre le mie intenzioni polemiche nei tuoi confronti
ma, parafrasando ben altra affermazione…: “Quello che ho scritto, ho scritto!”, per intendere che avevo bisogno di urlare la mia rabbia.
Cordialità
Lucio Musto 3 settembre 2006 parole 458
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Paolo 1
05 settembre 2006 00:00
Camerata,
a proposito di comportamenti contradditori, ti ricordi di quelle tipe che manifestavano contro l'apartheid in Sud Africa, pero' poi nei loro circoli femminili non ammettevano uomini? I bianchi sudafricani dovevano sopportare la vicinanza dei negri, le tipe nostrane non vogliono vicino nemmeno i bianchi.
Enrico Falcinelli
05 settembre 2006 00:00
No, caro Lucio, non sei andato affatto oltre ed anzi ci sarebbe ancora tanto da dire! Purtroppo i demagoghi giocano con l'ignoranza del nostro popolo, che per lo più è educato a seguire ideologie e a non pensare con la testa propria.
Dico solo una cosa, per non farla lunga: dopo aver fatto il diavolo a quattro, le femministe stesse, invocando idee progressiste che migliorassero la loro condizione di donna equiparandola a quella dell'uomo (anche qui ci sarebbe da discutere, ma questo è un'altro argomento), dovrebbero essere proprio le prime ad tirar fuori le unghie, perché il futuro potenziale riserva loro una relegazione molto più costrittiva ed annichilente di quella da cui sono uscite con le lotte sociali degli ultimi quarant'anni!
Questo è solo un esempio. Sarebbe interessante aprire un forum dove parlare di tutte le conseguenze pesanti che avremmo lasciandoci schiacciare dalle culture esterne, piuttosto che convivere intelligentemente la multietnia.
Saluti cari.
Lucio Musto
05 settembre 2006 00:00
Enrico, sai che ti dico?
Qui non ci resta, per difendere davvero le donne, che fondare un nuovo Movimento Femminista tu, ed io!
(... poi magari invitiamo pure nadia ... e l'Onorevole per le leggine!...)
Enrico Falcinelli
06 settembre 2006 00:00
... e sarebbe davvero efficace, caro Lucio, perché un movimento femminista, per aver vero mordente, assurdamente, dovrebbe essere maschile!
Infatti quello femminile delle femministe, se si analizza a fondo, appare una vera apologia delle potenzialità maschili!
Bisognerebbe discuterne; è un argomento interessante!
Saluti cari.
nadia
06 settembre 2006 00:00
e chi lo dice che sono in silenzio....sono di sinistra ma ho sempre espresso il convincimento che l'islam sia oscurantismo , soprattutto verso le donne e sono pienamente convinta che vada ribadito a gran voce questo concetto per arginarne tutte le nefaste conseguenze......