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Giornalista 14 settembre 2006 00:00
Una situazione che dovrebbe, come minimo, indurre alla prudenza è la sinistra affamata di potere, che sta okkupando tutto.
Poco male, ci fornisce uno stimolo maggiore per opporvisi.
Senza voler fare discorsi “alti” e inconcludenti, dove possiamo impegnare le nostre risorse per arrivare a comunicare agli Italiani il pensiero e le azioni del Centro Destra ?

La stampa è asservita all’85% alla sinistra, tanto che evita accuratamente, se non con le solite poche e lodevoli eccezioni, di rimarcare le continue gaffes e i continui flop della politica di Prodi e delle sue guardie di frontiera disarmate e senza uniformi (che la Siria non vuole) così come la rapacità di Visco o il petting peripatetico di D’alema con un gruppo di terroristi hetzbollah.

Cosa ancor più grave la stampa si presta a fare da cassa di risonanza, manipolandone il contenuto, ai provvedimenti della sinistra, a cominciare da quelle false liberalizzazioni che nascondono in realtà una sovietizzazione, con lo stato-piovra che allunga i suoi tentacoli nelle nostre tasche, spiando i nostri conti e tutto ciò che facciamo.

La televisione di stato (errore della Casa delle Libertà al Governo: non aver privatizzato la TV pubblica) già con gli stessi personaggi messi da una maggioranza di Centro Destra si è messa in ginocchio davanti alla sinistra.

Rimane Mediaset: infatti è sotto attacco con la baggianata del “conflitto di interessi”, rispolverata per l’occasione, e con le velleità di riformare la Legge Gasparri.

Proprio perché Mediaset è sotto assedio e cercano in tal modo di ricattare Berlusconi, condizionandolo, è ancor più apprezzabile l’intervento del nostro Premier a Gubbio, che non le ha certo mandate a dire alla sinistra.

Allora tragga completamente il dado, passi il suo Rubicone e faccia di Mediaset, di tutte e tre le Reti, il contraltare della Rai pubblica, ripristinando una par condicio che, peraltro, dovrebbe esistere all’interno della Rai – visto che è pubblica – e non ricorrere ai privati.

Ma, tant’è, si fa di necessità virtù.
Basta, quindi, con i telegiornali di Canali 5, equilibrati come dovrebbe essere (e non lo è) la Rai.

Si dia spazio agli esponenti del Centro Destra in modo uguale e contrario allo spazio che la Rai concede alla nomenklatura della sinistra.

E si investa su una catena editoriale che deve comprendere televisione, quotidiani, settimanali, periodici, strumenti multimediali e, quindi, internet e, anche, blog anche se non darei soverchia rilevanza a questo strumento (per ora) che, invece, può essere una buona palestra per quei giovani che volessero avvicinarsi alla professione di giornalista e, quindi, passare a situazioni più complesse e rilevanti.

Il secondo (e ultimo) punto che vedrei prioritario nella strategia politica del Centro Destra, è organizzare le proprie “divisioni” nel mondo del lavoro dipendente.

La manipolazione della sinistra, aiutata dalla presenza massiccia di sindacati che con il Governo Berlusconi hanno visto messo in pericolo la loro nicchia privilegiata, è riuscita a far passare l’idea che il Centro Destra sia lo schieramento dei lavoratori autonomi, dei liberi professionisti , degli industriali (di quelli piccoli e produttivi, non
certo di quelli grossi e indebitati).

E’ vero che, probabilmente, la maggior parte dei lavoratori dipendenti votano a sinistra, ma siamo proprio sicuri che sia un voto consapevole e non indotto da una propaganda che mistifica abilmente il progetto politico della Casa delle Libertà ?

Il dubbio esiste, soprattutto se si guarda ai provvedimenti che sono stati assunti dal Governo Berlusconi.
La riforma delle pensioni, ad esempio, è stata fatta passare come una vessazione che prolunga il tempo lavorativo.
Ma in realtà è un provvedimento necessario a garantire le pensioni di ieri, quelle di oggi e anche quelle di domani.
Tanto che a Fassino è scappato un se avessimo fatto la riforma 10 anni fa non ci troveremmo a questo punto: esatto, proprio la riforma che voleva Berlusconi nel 1994 e contro la quale sindacati e sinistra scesero in piazza.

E se si ascoltano i commenti dei lavoratori dipendenti alle dichiarazioni dello spericolato skipper della Farnesina circa il contenuto “aberrante” di un pensionamento a 57 anni, vediamo che spazio per un sindacato ispirato alla politica sociale della Destra c’è.

Un sindacato che sia, però, distinto e distante dalla CGIL e non inciucista con la CGIL com’è oggi l’UGL, erede indegna della vecchia CISNAL.

In fondo che male ci sarebbe, in clima bipolare se non bipartitico, ad avere due grosse confederazioni: una di sinistra e una di Destra, una governativa e una di opposizione ?

E, magari, in ogni categoria una forte federazione autonoma che guardi esclusivamente alla contrattazione di categoria, per dare voce a chi antepone la situazione contrattuale alle scelte ideologiche.

Sono personalmente convinto che esistano gli spazi per la nascita di un sindacato ispirato ai principi del Conservatorismo Sociale, magari con la confluenza di vari sindacati autonomi, della parte ancora sana dell’UGL e della CISL, del sindacato leghista.
Tutto qui ?

No di certo.

Il lavoro politico non ha mai fine e consiste nella quotidiana ricerca delle soluzioni ai problemi della nostra società.
Ma comunicazione (perché non può pesare solo sulle geniali invenzioni di Berlusconi) e mondo del lavoro dipendente (perché ci sono tanti lavoratori dipendenti che non sono di sinistra e ora sono privi di rappresentanza confederale) sono per me le priorità concrete che la Casa delle Libertà dovrà affrontare se vorrà consolidare il suo 50% e ottenere quell’ulteriore fetta di voti che rendano superflue anche le eventuali abilità ai seggi dei professionisti degli scrutini.
mjguel 14 settembre 2006 00:00
Ma insomma, è normale che in un paese democratico un leader politico trovi un foglietto, annunci uno scoop su delle nomine RAI, tutto si avvera e qualcheduno sostiene che il direttore generale ha agito in piena autonomia?

Verità 14 settembre 2006 00:00
da: mjguel
Data: 14 Settembre 2006

Ma insomma, è normale che in un paese democratico un leader politico trovi un foglietto, annunci uno scoop su delle nomine RAI, tutto si avvera e qualcheduno sostiene che il direttore generale ha agito in piena autonomia?

MA COSA DICI??? MA E' OVVIO CHE... EHM.... EHM.... MEGLIO CHE STIA ZITTO, VA'!
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