Camerata
19 settembre 2006 00:00
Pensi a lavorare Giudice Tosti. Ci sono tanti terroristi in giro altro che crocifisso.
Tutti sanno lo stipendio che prendono i giudici e non per togliere i crocefissi ma per arrestare i terroristi i ladri ed i delinquenti in genere.
Pierino
19 settembre 2006 00:00
Vedrai caro giudice,quando comanderanno i musulmani,se toglierai la foto del profeta!
Dovresti essere il primo a difendere la nostra croce ,come hanno fatto i nostri martiri del cristianesimo.
Con questa storia della laicità dello stato,andrà a finire che saremmo tutti sottomessi dal miliardo e mezzo di musulmani.
Alex
19 settembre 2006 00:00
Io sono ateo ma un crocifisso non mi ha mai fatto del male.
Ovviamente a patto che sia ben fissato alla parete.
Giudice Tosti.. pensi a lavorare!
grazia
19 settembre 2006 00:00
Caro giudice Tosti! vorrei sapere che problema grosso le crea un crocifisso appeso ad una parete!!!!!! io ho il problema di aiutare mia mamma che con una pensione di seicentoventi euro al mese non ce la fa ! Stamattina sono andata a farle la spesa e mi ha raccomandato di prendere poca roba...... e non spendere troppi soldi !!!! Caro sig giudice Lei non ha di questi problemi "del popolo" ne ha degli altri più grossi!!!!!!
mjguel
19 settembre 2006 00:00
Se dipendesse da me, nella parete dell'aula del tribunale, al posto del crocifisso, inchioderei il giudice Tosti che di tosto credo abbia solo il cervello.
Se non vuole vedere il crocifisso basta andare a zappare la terra invece di stare su una sedia nelle aule dei Tribunali pagato profumatamente.
un ITALIANO
20 settembre 2006 00:00
Giudice Tosti, ognuno è libero di pensarla come vuole ma rispettando il parere e le idee altrui, per cui, la prego, spenda le sue energie per amministrare la giustizia e lasci in pace il crocefisso che non le da alcun fastidio; si renda popolare per il suo lavoro di magistrato al servizio della colletività, non per colui che vuol togliere il crocefisso dalle aule di tribunale.
un saluto
Memoria
20 settembre 2006 00:00
Ricordo che in altri tempi,quando uno scriveva una lettera come quella del sedicente giudice Tosti, veniva internato in quelle case di cura dette "manicomi". Peccato che siano state chiuse.
ZaZaaz!
20 settembre 2006 00:00
Propongo una mediazione:
Quando il Nostro siede a giudicare, sullo scranno più alto del Tribunale, si sostituisce temporaneamente il crocifisso appeso sulla sua testa con un preservativo usato.
Così almeno gli astanti sanno con cosa hanno a che fare ed il signor giudice si sente ben ispirato nel suo lavoro!
Francesco
20 settembre 2006 00:00
Assisto esterrefatto a questa penosa sequela di insulti rivolti ad un magistrato colpevole soltanto di avere interpretato la legge; di aver svolto, cioè, il suo lavoro esattamente come la legge gli impone.
Gli insulti che gli vengono rivolti sono un altra manifestazione dell'atteggiamento arrogante di chi ritiene che i magistrati debbano fare il loro lavoro senza pestare i piedi a nessuno.
er metico
20 settembre 2006 00:00
Il fatto è che per il giudice Tosti (anche mio padre era giudice ma non ha rotto mai le palle a nessuno) il santo Crocifisso pendente sulla sua testa non è che la sua spada di Damocle...
ed il crine, prima o poi, si spezza!
A buon intenditor...
Bay.
Camerata
20 settembre 2006 00:00
x francesco
Hai scritto: ""Assisto esterrefatto a questa penosa sequela di insulti rivolti ad un magistrato colpevole soltanto di avere interpretato la legge; di aver svolto, cioè, il suo lavoro esattamente come la legge gli impone""".
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Sei completamente fuori strada e lui completamente fuori dalla legge che invece dovrebbe far osservare. Infatti,come lui stesso scrive, è imputato in vari procedimenti penali.
ZaZaan!
20 settembre 2006 00:00
Francesco, vedo che sei un animo puro!
Permettimi di volerti fraternamente bene!
... ma con prudenza!... sai?, ci sono molti mistificatori e doppiogiochisti, in giro!
FABRIZIO
20 settembre 2006 00:00
Il sig. Francesco dice:
"Assisto esterrefatto a questa penosa sequela di insulti rivolti ad un magistrato colpevole soltanto di avere interpretato la legge; di aver svolto, cioè, il suo lavoro esattamente come la legge gli impone.
Gli insulti che gli vengono rivolti sono un altra manifestazione dell'atteggiamento arrogante di chi ritiene che i magistrati debbano fare il loro lavoro senza pestare i piedi a nessuno."
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Gentilissimo Sig. Franceso, non si allarghi troppo !!
Qui nessuno ha insultato il Sig. Tosti ma casomai, anche se con espressioni in qualche caso un pò colorite, la stragrande maggioranza delle perone gli vuole ricordare che uno dei suoi compiti per i quali il sottoscritto (ed altri 56 milioni di Italiani) gli paga lo stipendio, é quello di amministrare la giustizia dando la precedenza casomai a reati più gravi, che toccano il cittadino nella persona, nella proprietà e nei diritti più inalienabili come il diritto ad esistere, a vivere, a trovare un lavoro, a poter circolare senza essere aggredito, borseggiato, truffato, rapinato, malmenato, ucciso, ecc. ecc.
E dato che, come tutti sappiamo, la giustizia é in arretrato di qualche decennio, dovendo dare delle priorità, ognuno di noi, se ha un briciolo di buonsenso, penserebbe prima ad assicurare alla giustizia i criminali.
E se poi dovesse anche avanzare del tempo (cosa di cui dubiterò sempre) si potrà anche discutere se é più o meno lecito lasciare simboli religiosi inoffensivi appesi al muro degli edifici pubblici.
Il sig. Tosti, ricordiamolo, sta spendendo soldi, tempo e risorse pagate dai contribuenti per combattere una sua guerra personale.
E se anche utilizzasse risorse personali, senza distrarne da quelle pubbliche (cosa di cui dubito), sta comunque utilizzando la sua influenza, la sua posizione, la sua figura, le sua "amicizie" (ammesso che ne abbia) per cercare di vincere quella sua guerra personale.
Facesse prima il suo lavoro ordinario che, credo, ne avrebbe comunque d'avanzo fino alla fine dei suoi giorni.
Cordialità da parte di chi sta aspettando da 15 anni una sentenza per un grave fatto accaduto a un familiare (e le assicuro che non era un crocefisso appeso).
Francesco
20 settembre 2006 00:00
Per Camerata e per Fabrizio.
Al signor "Camerata" vorrei ricordare che la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva vale per tutti, giudici compresi. Evito di fare scontati riferimenti a certe persone imputate di qualche decina di reati che Camerata facilmente può immaginare.
Al signor Fabrizio vorrei far notare:
1) che il giudice non ha il potere di dare la precedenza a nessuno. Le regole del processo sono fissate dalla legge e non dal capriccio dei magistrati;
2)che il giudice giudica i reati che sono sottoposti al suo giudizio e non va alla ricerca dei reati personalmente, seguendo le sue personali inclinazioni. Lei forse confonde il giudice con il P.M. e la confusione non è di poco conto;
3) che banalizzare la posizione del giudice Tosti, che secondo lei combatte "una sua guerra personale", non è segno di grande acume. Se il TAR in primo grado gli ha dato ragione vuol dire che la sua tesi non era tanto campata in aria. Anche il collegio del TAR era formato da infedeli anticristo?
4) che ognuno di noi ha qualche cosa da rimproverare alla lentezza della giustizia. La responsabilità di ciò non ricade soltanto su qualche pigro magistrato. Oggi 20 settembre 2006 gli avvocati sono in sciopero. Una parte del giudizio si rammaricherà del rinvio (quando va bene si tratta di 5 o 6 mesi), l'altra tirerà un sospiro di sollievo; nel contempo gli avvocati difendono i loro interessi economici non rischiando nulla di personale.
Anche questo sarà colpa dei magistrati?
FABRIZIO
20 settembre 2006 00:00
Gentilissimo Sig. Francesco,
guardi che qui non ci sono vetri e a furia di cercare di arrampicarsi rischia di cadere e farsi male da solo.
Fossi in lei spenderei meglio la sua notevole loquacità e la sua preparazione a favore di cause più "popolari" e mi pare che quella sposata dal sig. Tosti non stia raccogliendo molta popolarità, almeno a giudicare dai commenti.
Lasciamo in pace il TAR che é fin troppo oberato da ricorsi in buona parte frutto di "capricci" di chi pensa che la giustizia sia l'unico mezzo per dirimere ogni lite.
Ricordo che ne esisteno altri molto più pratici, funzionali e meno dispendiosi:
Si chiamano:
-buon senso,
-intelligenza
-saggezza.
Tutte cose che mi pare siano sparite da alcune aule dei tribunali, sostituite da altre quali:
-Arroganza
-presunzione
-preconcetto
-inefficienza
Un cordiale saluto
Francesco
21 settembre 2006 00:00
Per Fabrizio
Fossi in lei spenderei meglio la sua notevole loquacità e la sua preparazione a favore di cause più "popolari" e mi pare che quella sposata dal sig. Tosti non stia raccogliendo molta popolarità, almeno a giudicare dai commenti.
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Perché mai bisognerebbe sostenere solo le cause che riscuotono consenso?
Lei che difende con tanto calore il crocifisso ha dimenticato che Gesù Cristo ai suoi tempi non riscosse molta "popolarità" e che finì come tutti conosciamo.
Se avesse deciso di non diffondere le sue idee soltanto perché 2000 anni fa non trovavano buona accoglienza tra i contemporanei, oggi lei non sarebbe qui a fare queste sue affermazioni.
Lei pensa che i problemi della giustizia si possano risolvere con "buon senso, intelligenza e saggezza".
Evidentemente si riferisce alla giustizia divina; quella umana segue le regole dei codici.
Non sono islamico e non difendo le loro ragioni (personalmente li ho sullo stomaco), ma se un cittadino italiano di religione islamica presenta un ricorso per questioni relative alla sua fede, il giudice incaricato di "reddere jus" non può dirgli che non ha tempo per quelle faccende, perché ha cose più serie a cui pensare.
Caro signor Fabrizio, invece di pensare alla mia loquacità, provi a uscire dai luoghi comuni ed a porsi problemi un po' più concreti.