giovanni
29 settembre 2006 00:00
visto l'uso della parola che si fa (con l'accento? eh eh) in questo forum, prevedo che questo topic sarà il più visitato
Kekkul
30 settembre 2006 00:00
GRAZIE, MI DICI ANKE LA REGOLA DELL'"ACCA" IO LE SBAGLIO!!
SCUSA L'IGNORANZA
KeK
silvia
30 settembre 2006 00:00
Ciao Kek,
"io Ho, tu Hai, egli Ha, loro Hanno". La ACCA si mette all'inizio della parola SOLO nel caso del verbo avere e SOLO per queste 4 persone ("abbiamo" e "avete" si scrivono senza).
Si usa poi per rendere duro il suono della C e della G.
In italiano non mi risulta ci siano altri utilizzi dell'ACCA.
ciao e complimenti per aver chiesto!...spesso alla gente manca un po' di umiltà e preferisce continuare a sbagliare! ;))
un ITALIANO
30 settembre 2006 00:00
Silvia, hai perfettamente ragione, presi come siamo a parlare inglese ci stiamo dimenticando del nostro meraviglioso idioma; il mio motto è questo: Meno inglese e più italiano.
Saluti
silvia
02 ottobre 2006 00:00
Ciao Italiano!
sono d'accordo con te. Odio le persone che quando parlano mettono in mezzo parole straniere a tutti i costi...spesso senza nemmeno cognizione di causa! E comunque si parli pure la lingua che si vuole...basta che sia in modo corretto!!!
Alex
02 ottobre 2006 00:00
Tutto vero, ma credo che la sostanza venga prima.
Insomma preferisco qualche concetto espresso in maniera poco corretta che il vuoto detto bene, almeno c'è qualcosa di cui discutere al di là delle semplici questioni formali.
Vero che ci sono delle situazioni che fanno ribrezzo, ma non mi sembrano la normalità.
Autodidatta
02 ottobre 2006 00:00
Visto che Sivia è un pozzo di scienza per quanto concerne l'uso dell'acca, mi permetto di consigliarle di andare avanti con il programma di italiano e di passare anche all'analisi logica.
Tanto per cominciare le suggerisco di scrivere "Ciao, Italiano!" invece che "Ciao Italiano!" perché il termine "Italiano" è, in questo caso, un complemento di vocazione.
Poi, visto che ci tiene tanto alla correttezza linguistica, le vorrei far presente che nella lingua italiana non è previsto l'uso di molti punti esclamativi per rafforzare l'esclamazione.
Infine, non sarebbe una idea sbagliata togliere la e all'inizio della frase.
Petrarca
02 ottobre 2006 00:00
Oh Silvia, all'inizio della frase ricordati la lettera maiuscola!
er metico
02 ottobre 2006 00:00
Ragazzi, non esageriamo, ricordatevi che siamo nel forum dell'ADUC!
Eh!Eh!
Perdonatemi, Presidente!
Saluti.
Grammatico
03 ottobre 2006 00:00
Giusto, Autodidatta, ma lascia pure stare la "e" anche a inizio frase se segue una proposizione che si conclude con un punto. Bisogna naturalmente saperla usare senza abusarne. Quindi non si può considerare un errore.
Un'ultima cosa: non essere troppo severo con Silvia che sicuramente esagera con punti esclamativi e di domanda, ma che ha posto bene il problema del pessimo uso della lingua italiana (e non solo in questo forum).
silvia
03 ottobre 2006 00:00
Salve ragazzi!!!!!!!!!!!
Vedo con dispiacere che alcuni di voi si collegano a questo forum con la necessità di far polemica a tutti i costi.
Ho voluto fare delle precisazioni sulle alcune regole basilari dell'italiano scritto senza voler assolutamente mettere la forma prima della sostanza di un discorso e senza, soprattutto, credermi un pozzo di scienza.
Volevo solo rendermi utile.
Comunque vorrei precisare che l'uso della E all'inizio di una frase è cosa largamente in uso nella letteratura moderna e che l'uso più o meno generoso della punteggiatura può essere stilisticamente non gradevole ma sicuramente non grammaticalmente errato.
Ariciao a tutti!!!???!!!::::!!!!!::::.....!
5a elementare
03 ottobre 2006 00:00
perche non tela prendi col ministro deli lavori pubbblici?.......
Autodidatta
03 ottobre 2006 00:00
Per Silvia.
Visto che sei salita in cattedra, prenditi pure le critiche: non si può entrare in un pantano ed avere la pretesa di non sporcarsi le scarpe.
La mia grammatica mi diceva che davanti al ma con funzione disgiuntiva ci deve essere una virgola. La tua che dice in proposito, visto che non l'hai messa?
Speriamo che la risposta non sia di questo tenore: è vero, sì, però, oggi nel linguaggio corrente, bla, bla, bla.
Se cosi fosse, bisognerebbe lasciare a ciascuno la possibilità di scrivere come meglio crede.
Chommoda dicebat si quando commoda vellet dicere, et hinsidias Arrius insidias et tum mirifice sperabat se esse locutum.... (Catullo)
5a elementare
03 ottobre 2006 00:00
per autodidatta..........TRANSEAMUS AD ALIUD ! ...che spolvero !!!!
millo
04 ottobre 2006 00:00
x silvia.... fatti fare un verbale da Carabinieri e Polizia poi mi dirai della tua grammatica, accenti, virgole ecc...
Scocciato
04 ottobre 2006 00:00
Silvia, come in ogni settore, comparto, ecc. della vita, ognuno utilizza la grammatica (se così si può definire), a proprio modo. Il linguaggio dei politici è orrendo; però vengono ascoltati ed imitati. Quello giornalistico con ripetizioni, "cambiamo decisamente argomento", frasi fatte, locuzioni le più assurde, verbi inidentificabili, storpiatura delle frasi e parole straniere, ecc. serve da lezione per la maggior parte degli ascoltatori( "" l'ha detto la televisione!!" ). Il linguaggio militaresco è speciale; quello che si sente nei programmi di "reality" o di "fiction" è idiota, sussurrato spesso in "linguaggio meridionalesco" con congiuntivi, lemmi, ecc. errati, dialettali e non si capisce se per ignoranza o volutamente.
Allora i concetti di comprensibilità vengono falsati, le convenzioni grammaticali disattese, insomma, un calderone enorme di errori.
In questi "forum" bazzica gente non certo da Accademia della Crusca, ma tra una parolaccia e l'altra, un' espressione bulgara e l'altra, un finto sapientismo e l'altro di incollaggio di frasette latine o espressioni da attento divoratore di letteratura, c'è anche gente che ha i concetti chiari ma che esprime come può.
Se fossero enunciati con qualche rispetto grammaticale in più, non guasterebbe ma..ci vuole pazienza, oppure andarsene in altri forum più all'altezza.
Una cosa è certa e ne sono convinto:
la scuola non è certo formativa, la famiglia, visti i risultati di come parlano i nostri figli, non lo è del pari, il contesto sociale ancora meno, la vergogna di parlare forbito impera.
La degradazione linguistica assume connotazioni di progressione geometrica, in quanto ognuno è lasciato libero di esprimersi come vuole, concetto mutuato dalla libertà di vita, di culto, di azione, di parola, che tutti noi ci vantiamo di possedere , anche se, spesso, indegnamente. In fondo se pronunciamo frasi scorrette, nessuno ce le rende note, nessuno prende seri provvedimenti, nessuno ci boccia nella vita comune, anzi, spesso risultiamo più simpatici, perciò, non si pensa che valga la pena e non si ha alcuna motivazione a "parlar bene".
--- Io speriamo che me la cavo.!!---