Camerata
02 ottobre 2006 00:00
Gli itaglioni saranno soddisfatti adesso che avranno meno soldi in tasca.
La finanziaria della sinistra è una sinistra finanziaria che penalizza chi produce e premia le nicchie privilegiate di un pubblico impiego gonfio di clientelismo, burocrazia e inefficienza.
Viene concesso ai comuni di rivedere gli estimi catastali.
La conseguenza è che aumenteranno Ici e imposte derivanti dal valore della casa, registro, irpef sulla seconda casa.
Si sblocca la possibilità degli enti locali di aumentare le addizionali comunali e regionali bloccate dal Governo Berlusconi.
Questo significa che gli enti locali, sempre più affamati per i loro programmi che nulla hanno a che vedere con una sana amministrazione sfrutteranno l’occasione per allungare le mani nelle nostre tasche.
Aumenta la tassa di soggiorno, quindi aumenteranno i costi per le vacanze.
Aumentano i bolli per le auto da euro zero a euro 3: un favore che cerca di ottenere almeno la neutralità dei produttori di auto (leggi Fiat).
Introdotto il ticket sul pronto soccorso. Come se non si pagasse già abbastanza per il servizio sanitario nazionale: a questo punto urge la privatizzazione, così ognuno paga per se stesso in base alle proprie esigenze.
Reintrodotta la tassa sulla morte: si pagherà il 2 o il 4 per cento sull’aumentato reddito catastale quando si eredita da congiunti o da terzi.
Eliminata una finestra di uscita per le pensioni.
Ma ci sono tre provvedimenti che, da soli, rappresentano la summa del disegno criminal-fiscale della sinistra.
Il TFR.
Viene anticipato al 2007 il conferimento del tfr per i fondi pensione, escludendo le assicurazioni dalla “par condicio” e destinando al fondo dell’inps il tfr non versato in quelli integrativi.
Questo significa un regalo ai sindacati che hanno loro rappresentanti nei consigli di amministrazione di tali fondi (incluso l’inps) e un danno ai lavoratori che si vedono sostanzialmente impedire l’accesso ai fondi aperti delle assicurazioni che, con la professionalità e la mancanza di clientelismo derivante dalla partecipazione sindacale, registrano sistematicamente prestazioni maggiori.
Ma i lavoratori, se sceglieranno i fondi aperti, non potranno usufruire del contributo aziendale e pagheranno una tassazione superiore.
Rapinati i risparmi.
Con l’aumento al 20% della tassazione sui risparmi questi vengono ad essere rapinati dopo che sono il frutto di ciò che rimane di redditi già ipertassati.
Aumento delle aliquote fiscali.
La sinistra, pur di distinguersi dal Governo Berlusconi, aumenta le aliquote fiscali, stuprando il terzo modulo di riduzione delle tasse.
Pagheremo tutti di più.
La tabella delle nuove aliquote è eloquente.
Con Berlusconi si pagava il 23% fino a 26000 euro di reddito imponibile
Con la sinistra si paga il 23% solo fino a 15000 euro e il 27% fino ai 28000.
Saldo negativo per il cittadino: 200
Con Berlusconi si pagava il 33% fino a 33.500.
Con la sinistra si pagherà il 38% fino ai 55.000.
Saldo negativo per il cittadino: 155
Con Berlusconi si pagava il 39% fino ai 100.000.
Con la sinistra si pagherà il 41% fino ai 75.000.
Saldo negativo per il cittadino: 1.185
Con Berlusconi sopra i 100.000 euro c’era una tassazione provvisoria del 43%.
Con la sinistra la tassazione diventa definitiva al 43% oltre i 75.000 euro.
Saldo negativo per il cittadino: 1.000.
Mio padre mi ha sempre insegnato che davanti a persone in condizioni inferiori alle nostre, è opportuno cercare di innalzare il loro livello, non abbassare il nostro al loro !
La prima soluzione è quella delle democrazie occidentali, la seconda è quella dei comunisti che oggi sono padroni del governo italiano con la complice copertura dei "cattolici adulti".
Giornalista
02 ottobre 2006 00:00
ALI' BABA' E I 102 LADRONI
102 come i Ministri e vice-sotto segretari che ci tocca mantenere in questo governo e che per ricambiare ci ripropinano una finanziaria da urlo.
A proposito di urli..
Qualcuno si ricorda la vigilia della Finanziaria?
Vi ricordate Berlusconi che a tutti i comizi diceva: state attenti perchè quelli (i sinistri) non potranno mai abbassare il cuneo fiscale aumentando le tasse?
Ve lo ricordate il Cavaliere che avvisava:-Occhio perchè tasseranno anche le rendite in banca, i Bot e i CCT-?
Io me lo ricordo bene e ricordo pure le risposte di Prodi che parlò di "delinquenza politica",
D'Alema di "terrorismo psicologico",
mentre Rutelli il giorno prima del voto si affrettò a dire -
Noi non aumenteremo le tasse agli italiani e non tasseremo Bot e CCT".
Ancora una volta il vero volto della sinistra viene fuori: bugie e lotta di classe.
Pinocchio in confronto era un modello di sincerità e Prodi fra affari Telecom e finanziaria in soli tre mesi di governo ha fatto l'enplein .
Guarda caso, ad aiutarli, è arrivato il solito scioperetto utile utile ad evitare gli imbarazzi dei soliti giornali amici di governo (gli altri sono usciti regolarmente) nel dover spiegare che fine hanno fatto le varie promesse.
La conferenza di Prodi è stata la solita barzelletta: un attacco a Tremonti, una lode ai suoi e l'esposizione di pochi punti che farebbero sembrare la finanziaria degna di un Robin Hood.
Naturalmente, non ha risposto a nessuna domanda dei giornalisti e se ne è andato via prima.
Chi però ha potuto leggere i primi numeri ha avuto un semi-infarto.
Chiaro, siamo ancora in una fase preliminare, non abbiamo tutti i dati completi, ma qualcosa si può già affermare.
Sono stati ascoltati attentamente gli appelli di coloro che fanno più paura: comunisti e Sindacato, si è dato una mano ai carrozzoni della grande impresa in modo da mettere a tacere Confindustria e si è aumentato gli stipendi per i tipici elettori del centro-sinistra:gli statali della pubblica amministrazione (a cui andranno i 3,5 miliardi di euro aggiunti all'ultimo momento).
Per il resto lacrime e sangue.
In pratica un esproprio vero e proprio che potrebbe non essere accettato dall'Unione Europea.
Poi ci sono le tasse mascherate: fanno dei tagli agli Enti Locali, ma per tenerli buoni gli danno la possibilità di instituirne di nuove.
Pensate che i vari Comuni si periteranno, avendone la possibilità di mettere le mani nelle vostre tasche?
Amici che danno ai loro amici, visto che l'80% degli Enti Locali è in mano al centro sinistra (per carità, grandi colpe ne ha la destra).
Gli autonomi sono stati colpiti da una scure e quei famosi aumenti sopra i 75.000 euro colpiranno chi le tasse già le paga, mentre i vari evasori sono al sicuro nei loro Paradisi fiscali.
Già, alla fine ridono i Sindacati, ride la Fiat (e Montezemolo) che vede reintrodotta la mobilità lunga ( e grazie al bollo gratis sulle nuove auto) e gli statali, dove sicuramente non vige la legge della produttività.
I risultati? Pianti per Confcommercio, confartigianato, piccola impresa e il Nord che si è visto privare di una parte del Cuneo a favore del Sud.
Tagli praticamente inesistenti (a parte l'esercito, che si sa è di destra) e più tasse per tutti.
Complimenti, il primo round della lotta di classe l'avete portato a casa.
Ma di questo passo sarà l'ultimo. Speriamo solo che i vari moderati dell'Unione ci facciano un favore: state zitti almeno una volta, perchè i vari elettori che saranno colpiti, quelli che pensavano di darvi fiducia, ma anche i radical chic che credono sia figo avere i soldi e stare a sinistra saranno stanchi delle vostre bugie.
Lettore
02 ottobre 2006 00:00
ROMA, 1 OTT -
Possibili ritocchi dell'Irpef a livello comunale + tassa di soggiorno.
La Finanziaria da' infatti il via libera ai Comuni allo sblocco delle addizionali. Dall'attuale soglia massima dello 0,5% si potra' arrivare allo 0,8%. Rischi di Ici piu' salata invece per i Comuni che si avvarranno della facolta' di introdurre "un'imposta di scopo", destinata a finanziare la realizzazione di opere pubbliche. In arrivo anche la tassa di soggiorno per i turisti: fino a 5 euro al giorno, anche per chi alloggia in camping.
Allibito
02 ottobre 2006 00:00
E L'ITALIANO MEDIO PAGA!!
Seimila operai Fiat in uscita a 57 anni a carico dello Stato.
La prima finanziaria di Prodi accoglie le richieste della Fiat affinché sia concessa la mobilità lunga ai suoi lavoratori in esubero.
Si prevede infatti che per 6.000 lavoratori delle imprese i cui piani «siano stati oggetto di esame presso il ministero del Lavoro nel periodo tra il 1º gennaio 2007 e il 28 febbraio 2007», non valgano le nuove regole per l'anzianità. Potranno quindi andare in mobilità per tre anni a carico dello Stato, per i successivi a carico delle imprese fino alla pensione. Anticipata e di nuovo a carico dello Stato.
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Ma non era D' Alema a dire che andare in pensione a 57 era deleterio per la persona?
Ma che strano!
Settimanalista
02 ottobre 2006 00:00
Per Giornalista.
Siccome l'unico libro che hai letto è Pinocchio, cerchi di cucinarlo in tutte le salse, saltando da un forum all'altro come una cavalletta impazzita.
Anche l'Onnipotente di Arcore aveva promesso l'abolizione dell'IRAP e non l'ha fatto, ma questo deficiente di Giornalista non se ne è accorto.
operaio del nord ovest
03 ottobre 2006 00:00
SECONDO ME L´ITALIANO MEDIO non ha ANCORA CAPITO NULLA! QUESTI (ATTUALI) GOVERNANTI STANNO GIOCANDO alle TRE TAVOLETTE!!!! MA NON SI VERGOGNANO CON QUELLE FACCE DA CULO come ci HANNO PRESO PER il CULO?
Giornalista
03 ottobre 2006 00:00
x Settimanalista
Berlusconi ha mentito sull'IRAP ma non sul fatto che a sinistra votavano i "coglioni" e tu ne sei la prova.
Ma che cosa significa se Berlusconi non ha mantenuto la parola sull'IRAP?
Questo secondo te autorizzava Prodi a non mantenerla sull'aumento delle tasse e sulla tassazione di bot e cct?
Non ti hanno mai detto che ad un errore non si risponde con altro errore perchè così gli errori diventano due.
Comunque se sei contento di pagare più tasse beato te,continua a votarli...
Mario
03 ottobre 2006 00:00
da: Settimanalista
Data: 2 Ottobre 2006
Per Giornalista.
Siccome l'unico libro che hai letto è Pinocchio, cerchi di cucinarlo in tutte le salse, saltando da un forum all'altro come una cavalletta impazzita.
Anche l'Onnipotente di Arcore aveva promesso l'abolizione dell'IRAP e non l'ha fatto, ma questo deficiente di Giornalista non se ne è accorto.
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Si denota in te una forma di masochismo a sfondo politico, una "deflorazione" effettuata dalla sinistra non è tale ma è un opera "dovuta verso le necessità dello stato", fatta dalla destra "è una stangata senza paragoni che trascinerà l'italia verso l'abisso".
l'unica soddisfazione è che in mezzo a queste batoste derivate dalla ben nota incapacità della sinistra di stare al governo, ricadranno anche su di te.
Spero vivamente che tu abbia un mutuo, una rata della macchina, due figli, e che tu possa rientrare in quel ceto medio da 43000 euro l'anno lorde.
così vedrai quanto bene ti faccia andare con le pezze in quel punto dove la schiena cambia nome.
La sinistra è riuscita con brevi colpi di mano a distruggere tutte le certezze di una vita di lavoro: pensione, assistenza, tfr, risparmi. non gli rimane che farci mettere a 90° e con l'avvallo di quelli come te e dei maledetti sindacati venduti PRIMO TRA TUTTI LA CGIL, ogni mattina ci faremo fare il servizietto.
sinistra al governo .... cosa poteva capitare di peggio a questo paese ?!
Saluti
Mario.
Coglione pentito
03 ottobre 2006 00:00
Sinceramente avevo creduto a Prodi quando diceva che le tasse non sarebbero state aumentate. Invece,oltre all'Irpef sugli stipendi, è stata aumentata da 12 al 20% la tassa sui bot e cct. Quest'ultima tassa è un vero furto perchè i piccoli risparmiatori vengono colpiti duramente.
Dalle mie parti dicono che l'asino maschio si frega una volta sola. Il mio voto possono scordarselo.
gia
03 ottobre 2006 00:00
Aumentano le tasse per le auto non euro 4. Un povero cristo che non ha i soldi per farsi una macchina nuova e tira avanti con la sua vecchia auto magari euro 0, dovrà pagare almeno un 10% di più sul bollo !!! Alla faccia di Robin Hood !!
Qui si togli ai poveracci per alimentare il sistema degli iperprotetti di stato!!!
DENTISTA
03 ottobre 2006 00:00
Io, il problema "Finanziaria" l'ho risolto in un attimo.
Ho aumentato l'onorario delle prestazioni del 10%. Da subito.
Settimanalista
03 ottobre 2006 00:00
Per Giornalista e per Mario.
.......Ma che cosa significa se Berlusconi non ha mantenuto la parola sull'IRAP? ...
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Significa che sei cieco quando devi valutare quello che ha fatto o non ha fatto il governo Berlusconi e per miracolo riacquisti la vista per giudicare il governo Prodi.
A Mario, che fa sfoggio di un linguaggio arzigogolato che vorrebbe apparire "colto", faccio notare, ma senza iattanza, che avallo si scrive con una sola elle.
Rispondendo alle questioni che lui ha posto, gli faccio osservare che io non avallo un bel nulla: osservo quello che il governo fa e mi riservo il giudizio alle prossime elezioni, così come hanno fatto tanti elettori del centro destra nei riguardi del governo Berlusconi, che per ammissione dei suoi stessi componenti, nei cinque anni ha fatto molte porcate.
Napoli
03 ottobre 2006 00:00
L'Italiani non sono imbecilli ma coglioni che lo hanno votato sto governo del cazzo che racconta bugie.
FISCO E FINANZIARIA. AUMENTI PER TUTTI. SCONTI PER I POVERI PARI A MEZZO CAFFE'
Roma, 2 Ottobre 2006. Ci provo' Silvio Berlusconi che, in vista delle elezioni del 2001, promise agli italiani una riduzione delle tasse: al 23% fino a 100mila euro e al 33% oltre i 100mila euro di reddito. Come e' noto, non se ne fece nulla. Ci riprovo' Romano Prodi che, in vista delle recenti elezioni, promise di non aumentare le tasse. Invece l'aumento, con l'attuale Finanziaria c'e' ed e' per tutti. Vediamo.
* I redditi da 15.000 a 26.000 euro saranno tassati al 27% invece che al 23%, come era in precedenza, con un aumento del 4%. I contribuenti interessati sono circa 9 milioni.
* I redditi da 26.000 euro a 33.500 euro saranno tassati al 38% invece che al 33%, come era in precedenza, con un aumento del 5%. I contribuenti interessati sono circa 1,5 milioni.
* I redditi da 55.000 euro a 75.000 euro saranno tassati al 41% invece che al 39%, come era in precedenza, con un aumento del 2%. I contribuenti interessati sono circa 600.000.
* I redditi compresi tra 75.000 euro e 100.000 euro saranno tassati al 43% invece che al 39%, come era in precedenza, con un aumento del 4%. I contribuenti interessati sono circa 250.000.
Come si vede la fascia piu' colpita dall'aumento percentuale e' quella che va da 26.000 a 33.500 euro, vale a dire un introito mensile lordo da 2.100 euro a 1.800 euro, che al netto dell'attuale tassazione significa 1.400 euro e 1.800 euro. Con la nuova tassazione l'introito netto diminuira' a 1.300 euro e 1.600 euro.
Inoltre chi ha un reddito di 15.000 euro (con la nuova tassazione un netto mensile di 962 euro) avra' uno "sconto" annuale di 111 euro, che significa 0,30 euro al giorno. Meno del costo di un caffe! Che bufala!!!
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Pierino
03 ottobre 2006 00:00
Per settimanalista :guarda che Berlusconi aveva promesso di togliere l'ici e non l'irap che ha introdotto il sig. Visco nel 97.
Ma come si fa a credere a questi sinistrorsi?dicono che siamo più poveri e che i posti di lavoro sono di meno e più precari e poi subito dopo dicono che servono 500.000 immigrati per lavorare,ma ha chi la danno da bere.
L'unica cosa che sanno fare è prosciugare i conti degli Italiani e anche delle loro cooperative rosse con i finanziamenti ai partiti,finanziamenti che neanche la campagna elettorale di Geroge W.Bush costa tanto. Hanno prosciugato il conto della coopcostruttori di Argenta,quello della Telecom quella delle Austostrade(per questo che non vogliono che diventi estera)
Napoli
03 ottobre 2006 00:00
L'aumento del bollo auto e del 27%,
Grazie Prodi,vedo che distribuisci bene Le tasse.
Gli estimi catastali del 33%, grazie Prodi vedo che distribuisci bene Le tasse .
Tutto questo dicono per colpa del governo Berlusconi.Ma non lo potevano lasciar governare ancora.
Alex
03 ottobre 2006 00:00
Come volevasi dimostrare il Governo con una mano sembra dare e con l'altra toglie.
Infatti ci saranno aumenti del bollo auto e delle imposte locali (visto che verrano tagliati i trasferimenti) oltre all'aumento già previsto per il bollo delle auto non Euro 4.
In pratica chi è che ha le auto più vecchie? Le famiglie meno abbienti, quelle che non si possono permettere di cambiare l'auto ogni 3-4 anni.
La revisione Irpef sembra regalare soldi in realtà non fa altro che fare introitare allo stato altri 7 miliardi.
E le varie addizionali regionali e comunali chi colpiranno?
E i ticket?
E l'aumento della tassazione sulle ormai malfamate "rendite finanziarie" (tra cui Bot, obbligazioni, azioni e fondi comuni)?
Colpiranno proprio i soliti: quelli che hanno meno e che già dichiarano tutto!
Pierino
03 ottobre 2006 00:00
Approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 29 settembre 2006 il testo della legge finanziaria 2007.
La Finanziaria 2007, composta da 5 titoli e 217 articoli, attraverso una serie di interventi strutturali mira al reperimento di risorse finalizzate alla crescita economica, al risanamento dei conti pubblici, alla protezione degli strati sociali più deboli.
L’importo complessivo della manovra è pari a 33,4 miliardi di euro.
Queste le principali misure della manovra:
bollo auto: nuova tabella con relativi importi per la tassa di circolazione.
cuneo fiscale: taglio del cuneo fiscale per imprese e famiglie.
enti locali: tagli sia ai consigli comunali che alla spesa per il personale. Assunzioni d'ora in avanti possibili solo nella misura di 1 ogni 5 cessazioni.
ires: deduzioni più rigide per le spese eccedenti i fondi di accantonamento.
irpef: definite nuove aliquote per il prelievo fiscale: 23% fino a 15.000 euro; 27% da 15.001 a 28.000 euro; 38% da 28.001 a 55.000 euro; 41% da 55.001 a 75.000; 43% da 75.001 in su. Nuova 'no tax area' aumentata di 500 euro: 8.000 euro per i lavoratori e 7.500 euro per i pensionati.
previdenza: prelievo sulle pensioni di lusso e chiusura di una finestra per l'anzianità.
rendite finanziarie: armonizzazione al 20% delle aliquote relative al prelievo sulle rendite finanziarie, con l'innalzamento di quella relativa a titoli di stato e obbligazioni (attualmente al 12,5%) e l'abbattimento di quella sui conti correnti (ora al 27%).
sanità: ratifica del Patto per la Salute tra Stato e Regioni, che rappresenta uno dei provvedimenti di riforma della spesa pubblica (aumento del ticket per diagnosica e prestazioni specialistiche, introduzione del ticket al pronto soccorso per le prestazioni che non hanno carattere di urgenza).
successioni: aumento di imposte catastali ed ipotecarie ai fini delle successioni.
tfr: riforma anticipata al 2007. La parte di tfr non indirizzata alla previdenza integrativa sarà attribuita in quota parte (65%) ad un fondo gestito dall'Inps.
Pierino
03 ottobre 2006 00:00
Ecco le tasse per tutti anche i poveri,sulla busta paga
finanziaria 2006
Capo V
DISPOSIZIONI DI CARATTERE FISCALE CONCERNENTI GLI ENTI TERRITORIALI
Art. 7.
Variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale comunale all’IRPEF
1. All’articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, concernente “Istituzione di una addizionale comunale all’IRPEF, a norma dell’articolo 48, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall’articolo 1, comma 10, della legge 16 giugno 1998, n. 191”, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. I comuni, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono disporre la variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale di cui al comma 2 con deliberazione da pubblicare nel sito individuato con decreto 31 maggio 2002 emanato dal Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero della giustizia e il Ministero dell’interno. L’efficacia della deliberazione decorre dalla pubblicazione nel predetto sito informatico. La variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale non può eccedere complessivamente 0,8 punti percentuali. La deliberazione può essere adottata dai comuni anche in mancanza dei decreti di cui al comma 2.”;
b) nel comma 4:
1) le parole “dei crediti di cui agli articoli 14 e 15”
sono sostituite dalle seguenti: “del credito di cui all’articolo 165”;
2) dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti:
“L’addizionale è dovuta alla provincia e al comune nel quale il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale stessa, per le parti spettanti. Il versamento dell’addizionale medesima è effettuato in acconto e a saldo unitamente al saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto è stabilito nella misura del 30 per cento dell’addizionale ottenuta applicando le aliquote di cui ai commi 2 e 3 al reddito imponibile dell’anno precedente determinato ai sensi del primo periodo del presente comma. Ai fini della determinazione dell’acconto, l’aliquota di cui al comma 3 è assunta nella misura deliberata per l’anno di riferimento qualora la pubblicazione della delibera sia effettuata non oltre il 20 gennaio del medesimo anno ovvero nella misura vigente nell’anno precedente in caso di pubblicazione successiva al predetto termine.”;
c) il comma 5 è sostituito dal seguente: “5.
Relativamente ai redditi di lavoro dipendente e ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l’acconto dell’addizionale dovuta è determinato dai sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e il relativo importo è trattenuto in un numero massimo di nove rate mensili, effettuate a partire dal mese di marzo. Il saldo dell’addizionale dovuta è determinato all’atto delle operazioni di conguaglio e il relativo importo è trattenuto in un numero massimo di undici rate, a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui le stesse sono effettuate e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre. In caso di cessazione del rapporto di lavoro l’addizionale residua dovuta è prelevata in unica soluzione. L’importo da trattenere e quello trattenuto sono indicati nella certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati di cui all’articolo 4, comma 6-ter, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni e integrazioni.”;
d) il comma 6 è abrogato.
2. All’articolo 1, comma 51, primo periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono eliminate le seguenti parole: “e 2007”.
Pierino
03 ottobre 2006 00:00
E ancora tasse
Art. 8.
Imposta di scopo per la realizzazione di opere pubbliche
1. A decorrere dal 1° gennaio 2007 i comuni possono deliberare con regolamento, adottato ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, l’istituzione di un’imposta di scopo destinata esclusivamente alla parziale copertura delle spese per la realizzazione di opere pubbliche individuate dai comuni nello stesso regolamento tra quelle indicate nel successivo comma 5.
2. Il regolamento che istituisce l’imposta determina:
a) l’opera pubblica da realizzare;
b) l’ammontare della spesa da finanziare;
c) l’aliquota di imposta;
d) le modalità di versamento degli importi dovuti.
3. L’imposta è dovuta, in relazione alla stessa opera pubblica, per un periodo massimo di anni cinque ed è determinata applicando alla base imponibile dell’imposta comunale sugli immobili di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 un’aliquota nella misura massima dello 0,5 per mille.
4. Per la disciplina dell’imposta si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposta comunale sugli immobili.
5. L’imposta può essere istituita per le seguenti opere pubbliche:
a) opere per il trasporto pubblico urbano;
b) opere viarie, con l’esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti;
c) opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi;
d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini;
e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici.
6. Il gettito complessivo dell’imposta non può essere superiore al trenta per cento dell’ammontare della spesa dell’opera pubblica da realizzare.
7. Nel caso di mancato inizio dell’opera pubblica entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo i contribuenti possono chiedere il rimborso degli importi versati entro il termine di cinque anni dal giorno del pagamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.
Art. 9.
Contributo comunale di ingresso e di soggiorno
1. A decorrere dal 1° gennaio 2007 i comuni, con apposito regolamento adottato ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono deliberare l’istituzione di un contributo di soggiorno, operante anche per periodi limitati dell’anno, destinato ad interventi di manutenzione urbana ed alla valorizzazione dei centri storici.
2. Il contributo è dovuto dai soggetti non residenti che prendono alloggio, in via temporanea, in strutture alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agroturistici ed in altri similari strutture ricettive situate nel territorio comunale.
3. Sono esenti dal contributo i soggetti che alloggiano nelle strutture destinate al turismo giovanile ed in quelle espressamente previste dal regolamento comunale.
4. Il contributo è stabilito entro la misura massima di cinque euro per notte.
5. Il regolamento che istituisce il contributo determina:
a) le misure del contributo, stabilite in rapporto alla categoria delle singole strutture ricettive;
b) le eventuali riduzioni ed esenzioni, determinate in relazione alla categoria ed all’ubicazione della struttura ricettiva, alla durata del soggiorno, alle caratteristiche socio-economiche dei soggetti passivi avendo riguardo, tra l’altro, alla numerosità del nucleo familiare, all’età ed alle finalità del soggiorno;
c) l’eventuale periodo infrannuale di applicazione del contributo;
d) i termini e le modalità di presentazione della dichiarazione e del pagamento del tributo.
6. I gestori delle strutture ricettive di cui al comma 2 provvedono al versamento del contributo, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, e presentano al comune la relativa dichiarazione, nel rispetto dei termini e delle modalità stabilite dal regolamento comunale.
7. Gli avvisi di accertamento per l’omessa o infedele presentazione della dichiarazione e per l’omesso, ritardato o parziale versamento del contributo devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione od il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
8. Per l’omessa o infedele presentazione della dichiarazione si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell’importo dovuto;
per l’omesso, ritardato o parziale versamento del contributo si applica la sanzione amministrativa di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. L’irrogazione delle sanzioni avviene secondo le disposizioni del decreto legislativo di cui agli articoli 16 e 17 del 18 dicembre 1997, n. 472.
Art. 10.
Disposizioni in materia di imposte provinciali e comunali
1. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite, sentite l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e l’Unione delle Province Italiane, le modalità ed i termini di trasmissione, agli enti locali interessati che ne fanno richiesta, dei dati inerenti l’addizionale comunale e provinciale sull’imposta sull’energia elettrica di cui all’articolo 6 del decreto legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, desumibili dalla dichiarazione di consumo di cui all’art. 55 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, presentata dai soggetti tenuti a detto adempimento, nonché le informazioni inerenti le procedure di liquidazione e di accertamento delle suddette addizionali.
2. Al comma 2 dell’articolo 56 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, la parola “venti”
è sostituita da “trenta”.
Pierino
03 ottobre 2006 00:00
Ecco i vigilanti che verranno a riscuotere con il bastone
Art. 11.
Disposizioni in materia di semplificazione e
“manutenzione” della base imponibile
1. Per la notifica degli atti di accertamento dei tributi locali e di quelli afferenti le procedure esecutive di cui al Regio Decreto 14 aprile 1910, n. 639, nonché degli atti di invito al pagamento delle entrate extratributarie dei comuni e delle province, ferme restando le disposizioni vigenti, il dirigente dell’ufficio competente, con provvedimento formale, può nominare uno o più MESSI NOTIFICATORI.
2. I messi possono essere nominati tra i dipendenti dell’amministrazione comunale o provinciale, tra i dipendenti dei soggetti ai quali l’ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, la liquidazione, l'accertamento e la riscossione dei tributi e delle altre entrate ai sensi dell’articolo 52, comma 5, lettera b), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, nonché tra soggetti che, per qualifica professionale, esperienza, capacità ed affidabilità, forniscono idonea garanzia del corretto svolgimento delle funzioni assegnate, previa, in ogni caso, la partecipazione ad apposito corso di formazione e qualificazione, organizzato a cura dell’ente locale ed il superamento di un esame di idoneità.
3. Il messo notificatore esercita le sue funzioni nel territorio dell’ente locale che lo ha nominato, sulla base della direzione e del coordinamento diretto dell’ente ovvero degli affidatari del servizio di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate ai sensi dell’articolo 52, comma 5, lettera b), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Il messo notificatore non può farsi sostituire né rappresentare da altri soggetti.
4. Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.
5. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati; se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama, salvo che quest’ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale. Gli avvisi devono contenere, altresì, l’indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato, del responsabile del procedimento, dell’organo o dell'autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela, delle modalità, del termine e dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere, nonché il termine di sessanta giorni entro cui effettuare il relativo pagamento. Gli avvisi sono sottoscritti dal funzionario designato dall’ente locale per la gestione del tributo.
6. Nel caso di riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.
7. Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione; l’ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro novanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
8. La misura annua degli interessi è determinata, da ciascun ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell’eseguito versamento.
9. Il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.
10. Gli enti locali disciplinano le modalità con le quali i contribuenti possono compensare le somme a credito con quelle dovute al comune a titolo di tributi locali.
11. Gli enti locali, nel rispetto dei principi posti dall’articolo 25 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, stabiliscono per ciascun tributo di propria competenza gli importi fino a concorrenza dei quali i versamenti non sono dovuti o non sono effettuati i rimborsi.
12. Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio purchè entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell'anno di riferimento; in caso di mancata approvazione entro il suddetto termine le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno.
13. Ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario ed in attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera r), della Costituzione gli enti locali e regionali comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze i dati relativi al gettito delle entrate tributarie e patrimoniali, di rispettiva competenza. Per l’inosservanza di detti adempimenti si applicano le disposizioni di cui all’articolo 161, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sono stabiliti il sistema di comunicazione, le modalità ed i termini per l’effettuazione della trasmissione dei dati.
14. Le norme di cui ai commi da 4 a 13 si applicano anche ai rapporti di imposta pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
15. Sono abrogati:
a) le seguenti disposizioni del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507: al comma 5 dell’articolo 9, le parole da “il relativo ruolo” fino a “periodo di sospensione”; il comma 6 dell’articolo 9; l’articolo 10; il comma 4 dell’articolo 23; l’articolo 51, ad eccezione del comma 5; il comma 4 dell’articolo 53;
l’articolo 71 ad eccezione del comma 4; l’articolo 75;
il comma 5 dell’articolo 76;
b) le seguenti disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504: i commi 1, 2, e 2-bis dell’articolo 11; le parole da “; il ruolo deve essere formato” fino a “di sospensione”
dell’articolo 12; l’articolo 13; il comma 6 dell’articolo 14; la lettera l), del comma 1; i commi 2 e 3 dell’articolo 59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
16. Al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 dell’articolo 5 è abrogato;
b) al comma 2 dell’articolo 8, dopo le parole
“adibita ad abitazione principale del soggetto passivo” sono aggiunte le seguenti: “, intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica”;
c) all’articolo 10, il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa il curatore o il commissario liquidatore, entro novanta giorni dalla data della loro nomina, devono presentare al comune di ubicazione degli immobili una dichiarazione attestante l’avvio della procedura. Detti soggetti sono, altresì, tenuti al versamento dell’imposta dovuta per il periodo di durata dell’intera procedura concorsuale entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili.”;
d) il comma 6 dell’articolo 11 è abrogato.
e) all’articolo 12, comma 1, la cifra “90” è sostituita da: “60”;
17. Al comma 53, dell’articolo 37, del decretolegge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è aggiunto, in fine, il seguente periodo. “Resta fermo l’obbligo di presentazione della dichiarazione nei casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall’articolo 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informatico.”.
18. La lettera n), del comma 1 dell’articolo 59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è abrogata.
19. All’articolo 62, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole da: “in modo che detta tariffa” fino alla fine del periodo, sono eliminate.
20. Il comma 1, dell’articolo 7-octies, del decretolegge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, è abrogato.
21. Al fine di contrastare il fenomeno delle affissioni abusive, sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) il comma 2-bis dell’articolo 6; il comma 1-bis dell’articolo 20; l’articolo 20-bis; il comma 4-bis dell’articolo 23 ed il comma 5-ter dell’articolo 24 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507;
b) il comma 13-quinquies, dell’articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;
c) il comma 3 dell’articolo 6 ed il comma 4 dell’articolo 8 della legge 4 aprile 1956, n. 212.
22. All’articolo 15 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, le parole da: ”sono a carico” fino a
“del committente” sono sostituite dalle seguenti:
“sono a carico, in solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile”;
b) al comma 19, l’ultimo periodo è soppresso.
23. Sono fatti salvi gli effetti prodotti dall’articolo 20-bis, comma 2, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.
24. I comuni e le province, con provvedimento adottato dal dirigente dell’ufficio competente, possono conferire i poteri di accertamento, di contestazione immediata, nonché di redazione e di sottoscrizione del processo verbale di accertamento per le violazioni relative alle proprie entrate e per quelle che si verificano sul proprio territorio, a dipendenti dell’ente locale o dei soggetti affidatari, anche in maniera disgiunta, delle attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di riscossione delle altre entrate, iscritti all’albo di cui all’articolo 53, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Si applicano le disposizioni dell’articolo 68, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, relative all’efficacia del verbale di accertamento.
25. I poteri di cui al comma 24 non includono, comunque, la contestazione delle violazioni delle disposizioni del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. La procedura sanzionatoria amministrativa è di competenza degli uffici degli enti locali.
26. Le funzioni di cui al comma 24 sono conferite ai dipendenti degli enti locali e dei soggetti affidatari che siano in possesso almeno di titolo di studio di scuola media superiore di secondo grado, previa frequenza di un apposito corso di preparazione e qualificazione, organizzato a cura dell’ente locale stesso, ed il superamento di un esame di idoneità.
27. I soggetti prescelti non devono avere precedenti e pendenze penali in corso, né essere sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria, ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, salvi gli effetti della riabilitazione.
28. I criteri indicati nel secondo e nel terzo periodo dell’articolo 70, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, in materia di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sono applicabili anche ai fini della determinazione delle superfici per il calcolo della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani di cui all’allegato 1, punto 4, del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
29. Nelle more della completa attuazione delle disposizioni recate dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152:
a) il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti adottato in ciascun comune per l’anno 2006 resta invariato anche per l’anno 2007;
b) in materia di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, continuano ad applicarsi le disposizioni degli articoli 18, comma, 2 lettera d) e dell’articolo 57, comma 1, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
Pierino
03 ottobre 2006 00:00
Se volete leggerla tutta la bastonata.
http://www.altalex.com/index.php?idnot=34981
Settimanalista
03 ottobre 2006 00:00
Pierino fa rima con cretino.
"Berlusconi aveva promesso di togliere l'ici e non l'irap".
Berlusconi aveva promesso, prima delle elezioni del 2001, che avrebbe tolto quella che aveva definito "Imposta RAPina", contro al quale aveva fatto una serie di manifestazioni.
L'ICI aveva promesso di eliminarla prima delle ultime elezioni, ma siccome non è stato eletto non può fare questo miracolo. Quello che poteva fare, però, non l'ha fatto, perché tutto il tempo se ne è andato nelle porcate.
Per la tua ignoranza dovresti andare a frequentare i corsi di recupero tenuti da Bonaiuti, Bondi e Cicchitto. Preparati a ricevere tante bacchettate sulle mani, perché non conoscere a menadito tutti i discorsi, gli slogan e gli interventi di chirurgia plastica di Berlusconi è considerato sintomo di scarso profitto.
oracolo
04 ottobre 2006 00:00
Questi CIALTRONI(l´ARMATA BRANCALEONE con a CAPO MORTADELLA) non DURERANNO FINO A GENNAIO 2007 !
MI sono rotto
04 ottobre 2006 00:00
Si mi sono rotto di pagare per mantenere il sistema politico italiano che costa 400 miliardi delle vecchie lire.
Mi sono rotto di fare beneficenza agli amici degli amici di questi pseudo giustizieri che sbandierano a dx e manca di riportare equità fiscale togliendo a chi ha per dare a chi non ha,ed intanto ci FOTTONO indistintamente a tutti noi italiani con addizionali regionali e porcate varie vedi il CIP6 che ritroviamo tutti noi nelle nostre bollette dell'energia ENEL.
Mi sono rotto di ascoltare gente strapagata che non fa un cazzo (la nostra classe politica)se non apparire nelle varie televisioni facendo finta di difendere noi cittadini vedi cio che succede a Ballarò dove il conduttore invita
esponenti dell'attuale governo e dell'opposizione e l'immancabile sindacalista di turno che per circa due ore parlano di aria fritta per non far capire una minchia all'ascoltore medio.
Mi sono rotto di vivere in un paese dove l'ignoranza la superficialità l'arroganza dell'attuale classe politica,mi fa vergognare di essere italiano.
La nuova finanziaria sarà l'ennesimo salasso e vedra gli italiani pagare per nulla allo stato ed in maniera ancora più corposa dell'attuale alle regioni ed ai comuni che già si stanno attrezzando per romperci il culo,ma la cosa più drammatica di tutto ciò sarà l'assoluta inutilità di tutto cio.
Mandiamo a casa almeno la metà di questi ruba stipendio che stanno uccidendo il nostro paese.
Sorriso
04 ottobre 2006 00:00
CONSIGLIO A TUTTI DI VEDERE IL BREVE FILMATO (VIDEO) CHE TROVATE AL SEGUENTE INDIRIZZO:
http://daw.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1187164
POSSONO VEDERLO ANCHE "I COGLIONI" COSI' CAPIRANNO CHI E' PINOCCHIO.
Lettore
04 ottobre 2006 00:00
Per essere efficace, quel manifesto è efficace. Anche i ricchi piangano (sullo sfondo di un panfilo), firmato Unione e Rifondazione. Quasi perfetto. E gran tempismo, per di più. La legge finanziaria del governo Prodi sembra infatti inverare gli scongiuri preelettorali e le predizioni funeste della destra prima delle elezioni: vedrete che stangata fiscale, che mancanza di fantasia, che spirito vendicativo esprimerà la sinistra verso i ceti medi, così dicevano il Cav. e i suoi alleati. Detto, fatto. Eppure nello schema mortuario della sinistra tax and spending emerge una novità: non sono affatto convinti di quello che stanno facendo, dunque lo faranno di malavoglia, in una situazione di divisione culturale e politica della coalizione. Non che questo consoli chi sarà chiamato a pagare il conto dell’orientamento della spesa verso l’improduttività sociale e del fiscalismo aggressivo generatore di ulteriore evasione, di sfiducia, che frustra ogni propensione al consumo e all’investimento, ogni gusto del rischio e dell’innovazione. Ma è importante che una parte della sinistra italiana, la più polverosa e farraginosa al mondo, cominci a capire che i ricchi non sono né bravi né buoni né belli, semplicemente servono, e che se pure si voglia pomposamente realizzare il non realizzabile, addirittura “riformare il capitalismo”, il capitalismo senza ricchezza privata, senza la lepre del benessere e perfino del lusso, è una contraddizione in termini, un’idea che fa piangere per quanto è stupida.
Anche la dottrina sociale della Chiesa cattolica moderna, e Dio solo sa se alle origini della predicazione cristiana non vi sia un pregiudizio per i poveri e una idealizzazione della funzione simbolica della comune o comunistica condivisione della povertà, ha scoperto ormai da gran tempo che la proprietà privata, con le sue conseguenze, è la garanzia che non sia uno solo a possedere tutto, è una tutela decisiva della libertà della persona. O domini come Stato attraverso il prelievo oppure incentivi, susciti, orienti lo sviluppo che si fonda anche sull’ineguaglianza degli approdi, una volta affermata l’eguaglianza delle condizioni di partenza finché si può. Ma le parrocchiette ideologiche così forti nella sinistra da quell’orecchio non ci sentono, e qualcuno tra di loro, soprattutto nel Nord, si risente per tanta autolesionistica sordità. Il governo ha scelto la filosofia della parrocchietta, e alla fine sarà lui a piangere.
Napoli
04 ottobre 2006 00:00
Bisogna far diventare ricchi i poveri:
1)bisogna che lavorino di più
2) più libertà di lavorare per chi ha la voglia
3)l'irpef deve fermarsi ai 15000 euro di reddito chi non li supera pagherà il doppio così uno è incentivato a lavorare e a dichiarare tutto.
4)far pagare tasse comunali a chi non lavora.
No ditemi che non c'è lavoro perchè non ci credo,altrimenti perchè dicono, ogni giorno, che servono immigrati?
Camerata
05 ottobre 2006 00:00
I senatori hanno fatto ieri la stessa identica cosa che i colleghi di Montecitorio hanno fatto mercoledì scorso: si sono aumentati lo stipendio.
I parlamentari della Camera si sono aumentati gli stipendi del 4%, i colleghi senatori invece del 4.23%. Alla faccia della trasparenza.
Il cambio della spesa per le due camere è prevista in crescita fino al 2008. Nel 2006 la spesa totale sarà di euro 80.360.000, mentre per il 2007 si arriverà a toccare quota 83.760.000.
Nel 2008 si toccherà il picco massimo di euro 86.760.000. Ovviamente senza considerare gli assegni vitalizi e le spese varie degli ex senatori, razza più che protetta e privilegiata. Ovviamente nessuna polemico sull'accaduto. Lo si poteva immaginare.
Ogni senatore mediamente ci costa 260.000 euro, ogni membro di Montecitorio 272.000 euro. Sono belle cifre.
Non sarebbe ora di intervenire con dei tagli seri per questi individui?
Da una parte tagliano la sanità e introducono il ticket per il pronto soccorso, dall'altra si aumentano gli stipendi.
In un altro Paese sarebbe scoppiata una bomba mediatica. Il nostro qualunquismo ci porta invece all'indifferenza totale sull'argomento.
Tassato
05 ottobre 2006 00:00
Tasse palesi e tasse occulte
• da Il Sole 24 Ore del 29 settembre 2006, pag. 1
Scrivere una Finanziaria non è un'impresa facile, sia per la fatica di far quadrare i conti sia per il rischio di contraddire i programmi presentati alle elezioni. Quando l'Unione, in primavera, promise agli italiani che le tasse non sarebbero aumentate venne presa sul serio e così pure quando parlò di concentrare l'uttenzione della politica fiscale sulla lotta all'evasione.
Adesso stiamo, invece, assistendo al più grande concentrato di inasprimenti sul prelievo, fra tasse dichiarate, camuffate, occulte e probabili.
In Finanziaria troveremo il rincaro delle aliquote Irpef sui redditi medio-alti; c'è la minaccia di destinare obbligatoriamente il Tfr alle casse dell'Inps.La delega per il riordino della tassazione delle rendite finanziarie mette a rischio anche i guadagni non ancora incassati, mentre per compensare i tagli agli enti locali i governatori e i sindaci avranno mano libera per muovere le leve delle addizionali Irpef e Irap, delle rendite catastali e dell'Ici.
Tutto legittimo, per carità; ma il Governo trovi almeno il coraggio di ammettere che, in ogni caso, di tasse si tratta. E che a pagarle non saranno affatto chiamati gli evasori ma piuttosto solo quanti già lo fanno, a cominciare dalle piccole imprese.