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pensionato forzato 01 ottobre 2006 00:00
Bravo il governo italiano!
Sono italiano puro sangue,ho lavorato per 25 anni versando quello che mi si chiedeva.
Dal 2000 sono pensionato forzato per gravissimi problemi e percepisco una pensione di invalidità(al 100%) per l'enorme cifra di € 248,00 per 13 mensilità.

Mi sembra più che giusto che gli stranieri percepiscano senza mai avere versato nulla,una pensione superiore alla mia.

CHE ROMA POSSA ESSERE DISTRUTA O DA UN EVENTO NATURALE O DA UNA BOMBA ATOMICA,ME LO AUGURO DAVVERO!
Scocciato 01 ottobre 2006 00:00
Chissà perchè nel dopoguerra non c'era più neanche un fascista..dopo sono diventati tutti comunisti (come adesso Albertazzi). Chiedi in giro se qualcuno ha votato a sinistra (Prodi & c.) non trovi quasi nessuno che ammette...ma allora come hanno fatto a vincere?
Informato 02 ottobre 2006 00:00
Per avere l'assegno sociale gli stranieri ultra65enni con carta di soggiorno devono essere ricongiunti e non a carico di familiari che lavorano e quindi versano contributi in Italia.
Lo sapete che la maggior parte degli stranieri che lavorano regolarmente in Italia e versano regolarmente i contributi, non beneficeranno di alcuna pensione se tornano al loro paese prima di maturare i requisiti per la pensione, perdendo completamente il cumulo dei contributi versati (che invece un tempo si poteva faticosamente recuperare)?
Lo sapete che molti stranieri non desiderando vivere per sempre in Italia considerano già persi in partenza i contributi versati che servono oggi a pagare le pensioni agli italiani?
Lo sapete che molti anziani italiani oggi con queste pensioni riescono a pagarsi la badante straniera dato che moltissime famiglie italiane preferiscono così piuttosto che mandarli in ospizio (anche ipotizzando di trovare posto)?
Quanti sono gli stranieri che pagano oggi contributi che non vedranno mai e quanti stranieri ultra65enni ricongiunti ci sono in Italia che beneficiano dell'assegno sociale?
Paolo 1 02 ottobre 2006 00:00
Anche gli Italiani che non raggiungano i 20 anni di contributi non prendono nemmeno la pensione minima.
FABRIZIO 02 ottobre 2006 00:00
Vorrei correggere quanto asserito dal Sig. Informato in tema di contributi versati da stranieri.

Mi é capitato di soggiornare in un grande ospedale lombardo dove avevo notato una massiccia presenza di personale e medici di colore.

Tutte persone bravissime e preparate e su questo nulla da dire.

Ho chiesto come mai di questa presenza massiccia e un "addetto" ai lavori mi ha spiegato che grazie a particolari meccanismi di esenzioni, questi signori hanno un costo molto più basso rispetto a italiani residenti in quanto le trattenute previdenziali sono praticamente nulle.

Come dire:

Quando torneranno a casa loro non riscuoteranno pensioni dallo stato italiano ma in compenso saranno costati molto meno alle aziende italiane proprio perché il costo contributivo era pressoché nullo.

Quindi NON é vero che questi lasciano soldi a fondo perduto in Italia.

E questo é uno dei motivi per cui le imprese "hanno fame di extracomunitari", semplicemente perché costano meno.

Smettiamola con la favoletta che gli italiani non vogliono più fare certo lavori.
O almeno non facciamone una generalizzazione a 360 gradi.

Gli italiani non vogliono essere sottopagati, e questo é un altro par di maniche.

Da anni mio figlio cerca tutte le estati, inutilmente, di fare le campagne della raccolta del pomodoro, dello zucchero, ecc.
Tutto inutile, i posti sono riservati al personale E.C. che ormai é presente al 100%

Da ragazzo ricordo che facevo ogni anno la campagna dello zucchero perché pagavano molto bene.
Straordinari notturni, festivi, supplementi per i turni ecc.

A fine anni 60, inizio 70, con tutti gli straordinari, turni, festivi, ecc. si arrivava anche a prendere 700-800 mila lire al mese, quando la paga di un impiegato arrivava si e no alla metà, a circa 300 mila lire.

Le aziende pagavano bene il personale avventizio perché gli serviva per quei 2 o 3 mesi da luglio a settembre.

Provate ora a chiedere ad un E.C. quanto prende a raccogliere pomodori.
alfredo 04 ottobre 2006 00:00
Per informato
Mi sa dire quanti ricongiungimenti familiari PER FARSI CURARE IN ITALIA GRATIS E A NOSTRE SPESE ci sono oggi?
Alex1 04 ottobre 2006 00:00
"Quando torneranno a casa loro non riscuoteranno pensioni dallo stato italiano ma in compenso saranno costati molto meno alle aziende italiane proprio perché il costo contributivo era pressoché nullo."

Aggiungo che quello che hanno versato lo riscuoteranno, a differenza di un italiano che se non raggiunge l'anzianità contributiva minima vede sparire I PROPRI SOLDI!
Camerata 05 ottobre 2006 00:00
x informato

Fai domanda di pensione per invalidità. Sono sicuro che non ci sarà alcun problema a dartela. La tua mente ormai è andata...............

Ma quando mai con quelle pensioni una persona può pagare la badante,le varie tasse (ora aumentate) e quanto altro serve per vivere! Sei proprio fuori di testa,segui il mio consiglio.
er metico 05 ottobre 2006 00:00
Se la notizia è vera, è comprensibile.
E' la bontà di cuore di chi pensa al popolo, di chi si immedesima, di chi "compatisce, perché ad essi è "compatibile", agli albanesi, appunto, senza offesa per loro, perché ho espresso un concetto malevolo che è solo nostro; con offesa per loro, invece, per essere presi come compatibili con comunisti come i nostri.

Saluti.
millo 05 ottobre 2006 00:00
per informato: ..vaneggi! Anche se così fosse nessuno li ha obbligati a venire ed essere sfruttati; sono cazzi loro. Iniziamo a pensare per noi che siamo nella merda, ci schiacciano nella merda e verremo sommersi dalla merda.
Paolo 1 05 ottobre 2006 00:00
Fabrizio 021006,
trovo interessanti,le tue affermazioni sul personale EC nell'ospedale lombardo, ma ci vorrebbero alcune precisazioni:
- ospedale pubblico o privato (dove forse sono piu' liberi di scegliere il tipo di contratto di lavoro)?
- come e' possibile che per gli ec ci siano esenzioni dai contributi, i CCNL sono uguali per tutti i dipendenti, non c'e' una doppia serie, per cittadini e per stranieri, a meno che non si passi nella illegalita'?
- per vari motivi ritengo che gli immigrati extracomunitari di regola non prendano uno stipendio inferiore agli italiani (anzi forse questa frottola, insieme alla preferenza ad assumere immigrati invece che italiani, e' stata messa in giro per spingere gli italiani a prestarsi a una gara al ribasso nelle retribuzioni, pur di ottenere un lavoro) (alcuni di tali motivi sono: (1) in vari casi di cui ho avuto conoscenza diretta gli immigrati non guadagnavano affatto meno degli italiani; (2) tali immigrati in genere non sono affatti dei disperati senza soldi, si tratta quasi sempre di piccola borghesia in grado di pagare migliaia di dollari (da moltiplicare per 10 o per 20 per tenere conto del diverso potere di acquisto di quel denaro qui e nel Terzo Mondo) per ottenere documenti falsi, pagare scafisti, etc, e che lo fanno non per necessita' o per sopravvivere, ma come investimento perche' contano di riuscire qui a guadagnare di piu' (anche giocando sul diverso valore del denaro, magari con lo stipendio di un anno a Milano si comprano una casa nelle Filippine), per cui e' assurdo pensare che vengano qui per accontentarsi di poco, se si accontentassero sarebbero rimasti a casa loro, (3) qui i prezzi sono quelli che sono, e non possono accontentarsi ne' scendere sotto certi livelli di retribuzione, altrimenti letteralmente morirebbero; (4) di soldi ne hanno non solo per vivere qui ai prezzi di qui, ma anche per mandare rimesse in patria, e per comprarsi qui cellulari, auto e molti anche la casa; (5) non ostante le frottole dei pro-immigrazione, non vengono affatto per stare solo un po' e poi rientrare in patria, molti si portano dietro o mettono su famiglia, fanno figli, ne mandano un 500.000 a scuola, e tutto questo ha un costo, che se guadagnassero tanto poco come si dice non sarebbero in grado di sostenere;(6) e per adesso di argomentazione ne ho tirate fuori abbastanza, direi).
ortensia 07 ottobre 2006 00:00


Sono una donna ex-lavoratrice ed ho versato i contributi per oltre 780 settimane, cioè oltre i 15 anni a suo tempo previsti per beneficiare della pensione al compimento del 55mo anno d’età.
Con la riforma pensionistica del 1992, Legge 503, a noi donne ex- lavoratrici è stato derogato il trattamento pensionistico dal 55mo al 60 anno d’età. Ma non solo, è stato anche subordinato il citato trattamento al reddito maritale.
Poiché la mia è diventata “famiglia monoreddito” (licenziamento per maternità, ecc.) mio marito, lavoratore dipendente, è stato costretto a lavorare sino al compimento del 40mo anno di contribuzione interamente versato. Ciò ha portato a considerare ELEVATO il suo trattamento pensionistico, per cui a me, come a tante mie coetanee, viene calcolato il “cumulo” in virtù del quale a me viene riconosciuta una pensione di € 100 (cento) al mese dopo la derogazione (dal 55mo al 60 anno) come sopra accennato.
Ora vengo a sapere che, per ciò che riguarda l’età pensionabile, siamo ancora in alto mare:
-si parla ancora di 35 anni, di 37, di 40, di 57 anni d’età, di entrata regime oltre il 2008 ecc. ecc.
-hanno dato la pensione a 47enni con 27 anni di contribuzione a cui sono stati aggiunti, anni di regalia, anni di amianto, ecc. (già lavoratore all’alto forno a 7 anni! Ma?!?).
-hanno dato l’amianto a chi l’ha soltanto visto sulle bolle doganali,
-danno o daranno la pensione a chi non ha mai versato una lira o un euro (V. lavoratori in nero, eternamente disoccupati, ecc. ecc.),
- pare che daranno la pensione anche agli obesi, cioè a coloro che hanno pensato solo a mangiare,
-ecc.ecc.
Insomma, noi donne ex-lavoratrici, siamo state le uniche a essere penalizzate nonostante, come famiglia, abbiamo versato 55 anni ed oltre di contribuzione. Ma, il nostro Parlamento come opera? Le nostre consimili, parlamentari, non hanno aperto bocca in nostra difesa e continuano nel loro assordante silenzio. Eppure basterebbe venisse alzato lievemente il reddito maritale [viene considerato ricco a fini fiscali chi supera gli € 75.000 (settantacinquemila) mentre a fini pensionistici viene considerato ricco chi ha un reddito di € 25.000 (ventitremila) lordo], per rimediare ad una grave ingiustizia.
Ortensia -Rapallo
Pierino 08 ottobre 2006 00:00
Sono anni che danno le pensioni anche ai Istriani ai Croati a Sloveni a emigrati in Argentina(che hanno lavorato sempre in Argentina e magari solo un anno da noi)ma ancora peggio ci sono ex deputati, onorevoli , sindaci ,assessori regionali,che prendono il vitalizio a vita dopo pochi anni di mandato,generali dell'esercito magari non sposati con 6000 euri al mese,e una vera vergogna.
millo 10 ottobre 2006 00:00
per ortensia. aggiungi quelli che dopo 9anni e otto mesi, ospedali, poste ecc.. sono andati in pensione a fare il doppio lavoro! Questa è già storia..
enrico 10 ottobre 2006 00:00
Lo Stato italiano ha ancora la mentalità di chiara impronta collettivistica del "tutto a tutti". Pensate che sono ancora in piedi indennizzi milionari (di euro) a chi perse (magari 40/50 anni fà) qualche fabbrichetta in Africa o giù di lì. Inutile dire che queste cose, ovviamente per calcolo politico, hanno sempre trovato parlamentati disponibili per ingraziarsi certe categorie (non certo bisognose) che avrebbero "ricambiato" con sostanziosi "favori". E poi ci si lamenta che l'Italia và a rotoli e che tra breve, continuando così, si arriverà alla bancarotta (per i poveri, ovviamente). Che schifo !
Giacomo 10 ottobre 2006 00:00
Tutti che vogliono soldi!
ma andate a lavorare che vi fa stare meglio,chi va in pensione vive poco e male.
Informato 11 ottobre 2006 00:00
Il punto di partenza era: assegno sociale ai ricongiunti.
I ricongiunti ultra65enni sono pochissimi rispetto agli stranieri regolari i cui datori di lavoro versano regolarmente i contributi.
Se lo straniero torna nel proprio paese prima di aver maturato in Italia i diritti pensionistici minimi, perde del tutto il cumulo dei contributi versati.
La maggior parte degli stranieri non si ferma per sempre in Italia.
Personalmente ho una situazione previdenziale di merda e so che la pensione non la vedrò nemmeno a 70anni ma non do la colpa agli stranieri (pochissimi) che hanno ottenuto l'assegno sociale.
La colpa è di chi ha posto le basi del sistema previdenziale catastofico in Italia negli anni 60-70 e di chi non non ha posto rimedio negli anni 80-90. E soprattutto di chi allora li ha votati!
+informato 11 ottobre 2006 00:00
Se lo straniero torna nel proprio paese prima di aver maturato in Italia i diritti pensionistici minimi, perde del tutto il cumulo dei contributi versati.


No, li può riscattare.
Informato 13 ottobre 2006 00:00
per +informato:

ti prego farmi sapere se la normativa in merito è stata nuovamente modificata.

Quello che so io appreso durante corsi recenti di formazione sull'immigrazione, è che un tempo era possibile (anche se burocraticamente complicato) per lo straniero che tornava definitivamente nel proprio paese recuperare i contributi versati, mentre in seguito la legge in materia era stata cambiata eliminando del tutto questa possibilità.

Se hai dei riferimenti precisi in merito, ti prego fameli avere.

Grazie.
Informato 17 ottobre 2006 00:00
Guarda caso se chiedo cortesemente dei riferimenti concreti che mi permettano di capire se ho affermato cose inesatte, nessuno si fa più avanti.

Il cumulo dei contributi versati dagli stranieri che tornano definitivamente nel loro paese senza aver maturato i requisiti minimi per la pensione possono essere recuperati? Secondo me no oggi, qualche anno fa era possibile.

Non vorrei arrivare alla conclusione che su questo forum si spara a vanvera senza alcuna cognizione di causa.

In particolare mi rivolgo al Signor GIORNALISTA che certamente sarà in grado di indicarmi i riferimenti legislativi in merito alla mia domanda.

Grazie.
passante 17 ottobre 2006 00:00
E' un forum, niente di più.
Come puoi pretendere dagli altri ciò che non sai tu?
Informato 18 ottobre 2006 00:00
per passante,

Vai a rileggerti i primi messaggi: io ho fatto delle affermazioni che ritengo corrette. Se qualcuno afferma che le leggi in materia sono diverse, gradirei che mi dicesse anche dove sta scritto.

Lo so anche io che è un forum: allora scriviamo pure tutte le cazzate di questo mondo,.....tanto è un forum....
Paolo 1 18 ottobre 2006 00:00
Anche a me risulta che per alcuni8 anni gli immigrati potevano recuperare i contributi versati in Italia, mentre gli Italiani no, poi invece di fare la cosa piu' onesta, cioe' consentire anche agli Italiani di riavere i loro soldi se non arrivano al minimo di 20 anni di contributi (sarebbe stato meglio togliere il minimo e dare una pensione magari bassa, ma in proporzione ai contributi versati) si e' deciso di fregare ugualmente tutti.
Paolo
carmelo carnovale 18 marzo 2007 00:00
Be,sono d'accordo per questa pensione
agli albanesi,loro, ed anche i loro antennati hanno lavorato "forte" TAN-
TO PER IL SUO PAESE, E SE RICORDIAMO
QUALCHE VOLTA SE NON NON MI SBAGLIO
(MI CORRIGERETE, CHE GRADEVOLMENTE ACCETTERÓ) DI QUALCHE FORMA SONO STATI
UN APENDICE DEL'ITALIA. Va bene. Ma pèró
non dobbiamo dimenticarci che nel dopoguerra (decenni 1950/1960) il nostro
paese fu stato costretto, cosí per dire a
portare in espatrio a italiani che hanno
dovuto andare via "per raggioni di lavoro"
e quindi, dopo una intiera vita non soltanto di soggiorno, quindi, ma di lavoro, al arrivo della etá di 65 anni, oggi noi che saremmo i figli di excomban-
tenti dobbiamo avere anche qualche riconoscimiento della Patria ed il nostro
popolo ruguardo all'acceso di una pensione sociale promessa. Aspettiamo qualche cosa de i nostri timonieri del
Paese.
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