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Pierino 05 ottobre 2006 00:00
E pensare che in Fiuli di TAV ne vogliono addirittura due
FABRIZIO 05 ottobre 2006 00:00
Con la TAV che emigra in Svizzera si compie un grave passo verso una irriducibile ed inevitabile perdita di importanza del nostro paese.

Ormai non c'é più nulla da fare.

Fra qualche anno ci ritroveremo senza strade, senza ferrovie, senza valide via di comunicazione, ma ci ritroveremo anche senza energia, senza elettricità, senza ..... tutto.

Già, ma probabilmente, di questo passo, con questa deindustrializzazione continua, non serviranno più né strade, né ferrovie, né energia !

E forse, tra 50 anni, ci ritroveremo anche senza.......
........identità !
Alex1 05 ottobre 2006 00:00
Però il sole continuerà a ridere con la faccia da demente...
fabio 08 ottobre 2006 00:00
Forse il futuro che ci aspetta è il risultato della demagogia cogliona degli Italiani.....se fossimo un popolo più serio....ma non lo siamo(basta pensare che la metà + 24000 ha mandato Prodi al governo)
Che passi dalla Svizzera e li si migliorino le condizioni per un serio sviluppo economico e industriale,e quindi che continuino a far pascolare mucche in Val di Susa....infondo spalare sterco di vacca per tutta la vita è ciò che si meritano i Valsusini!
Lucio Musto 08 ottobre 2006 00:00
Con la TAV stiamo ripercorrendo la strade delle centrali elettriche nucleari.

Noi sdegnosamente le rifiutammo, i nostri furbi vicini ne profittarono, le costruirono loro, alle porte di casa nostra, e poi ci vendono l'energia cara e amara!.

Come dire: terzomondisti, anche se non ci si è nati (in passato esportammo civiltà e tecnologia nel mondo),... ci si può comunque diventare!
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