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pro 19 ottobre 2006 00:00
TANTO PER CAPIRE DI COSA SI STA PARLANDO....

Doppio declassamento per l’Italia
(19/10/2006)

L’Italia prende un meno nella pagella sul debito pubblico. Dalla Fitch è arrivata infatti la conferma del declassamento da AA a AA- per il rating del Bel Paese, anticipato nei giorni scorsi da alcuni quotidiani. La società di valutazione riconosce al governo Prodi l’impegno per un bilancio responsabile ma ritiene che sarà difficile che riuscirà ad attuare le forti riforme di bilancio necessarie per riportare l'avanzo primario al 3,5% del Pil nel breve o nel medio termine, come sarebbe necessario per riportare fermamente il debito pubblico su un percorso di discesa nei confronti del Pil. “Non è chiaro – prosegue la nota - quanto dell'aumento a sorpresa del gettito fiscale sia strutturale o rappresenti un miglioramento soltanto ciclico che riflette l'attesa accelerazione della crescita del pil all'1,6% dal livello zero del 2005”. Dopo la retrocessione l'outlook è stato portato da negativo a stabile.
E un declassamento, da "AA-" ad "A+" arriva anche da Standard & Poor's. Nessuna modifica in vista invece per l'agenzia Moody's.

Già al Daily Telegraph l'analista responsabile di Fitch per l'Italia, Brian Coulton, aveva lasciato pochi dubbi sul fatto che l'agenzia,intendesse tagliare il rating. “È molto difficile trovare veri tagli alle spese nella Finanziaria – aveva spiegato Coulton - non c'è molto a livello di tasse straordinarie. Per quanto gli sforzi siano lodevoli, non riusciranno a raccogliere molto denaro rapidamente. Questo tipo di misure ci lascia piuttosto scettici come agenzia di rating”.

Coulton ha anche osservato che la stretta nella Finanziaria si basa per lo più su promesse per eliminare scappatoie fiscali e bloccare gli sprechi e ha sottolineato che il Governo Prodi è rifuggito da seri sforzi per tagliare l'eccesso di previdenza e assistenzialismo dell'Italia. "Se si fa una diagnosi degli errori della finanza pubblica italiana è chiaro che il peggioramento è causato dall'aumento delle spese primarie che si verifica quasi ogni anno", ha proseguito Coulton.

E' FACILE TRARRE LE CONCLUSIONI SULLA BASE DELLE DICHIARAZIONI.
Pierino 19 ottobre 2006 00:00
Questo non è un governo credibile,e quando non si è credibili gli altri non ti prestano soldi, se li prestano ti chiedono più interessi.
Bella fregatura.
Che coglioni!!!
pensionato pentito 20 ottobre 2006 00:00
Un Fischio per Prodi anche da parte mia pensionato suo elettore ! Si VERGOGNI.
Scocciato 20 ottobre 2006 00:00
Dicono che si stanno facendo male da soli. Il brutto è che loro se la caveranno con una dimissione dall'incarico(già ben pagato) ma ai cittadini cresceranno i problemi, e i cittadini non possono semplicemente dimettersi.
Quando quella masnada di farabutti dice che si°° assumono le "conseguenze" °°(ma che vuol dire ?) Se gli va male scappano e tutto finisce lì !
W la democrazia !
saggio 20 ottobre 2006 00:00
Ora sì che vi sentite coglioni.. ma qualcuno ve l'aveva detto ancora in tempo!
FABRIZIO 20 ottobre 2006 00:00
Il Sig. Prodi é semplicemente ridicolo:

in giugno, dopo neppure 1 mese dalle elezioni, ebbe il coraggio di dire che se l'economia aveva iniziato a tirare e il paese andava bene, era merito suo.

Oggi, dopo circa 6 mesi, ha il coraggio di dire che era normale che il paese venisse declassato e che anzi "era previsto".
Ma se era previsto perché non l'ha detto prima invece di gongolarsi con meriti non suoi ?


Insomma, dopo solo 1 mese "tutti i meriti" erano già tutti e solo suoi !

E dopo 6 mesi, invece, "tutte le colpe" sono ancora di Berlusconi !!

Ma si può avere una simile sfacciataggine ?
pensionato pentito 20 ottobre 2006 00:00
Ha mentito due volte : Prima in campagna elettorale e ora quando a pagare non saranno i RICCHI (non soffriranno affatto!!) ma noi pensionati che INGENUAMENTE lo ABBIAMO VOTATO ...aveva ragione un mio amico spentosi recentemente LA VERA DESTRA É QUESTA.
ORA BESTEMMIO:

VIVA B E R L S C O N I
copia/incolla 21 ottobre 2006 00:00
Come si manipolano le informazioni ?
Una sforbiciata quà una là e voilà le jeu son fe .

Per Italia duplice declassamento, limitata reazione del mercato
giovedì, 19 ottobre 2006 5.39 140

MILANO (Reuters) - Le agenzie di rating Standard & Poor's e Fitch declassano l'Italia, i mercati reagiscono limitatamente, il governo minimizza, l'opposizione ne chiede le dimissioni.

Le due agenzie di rating, che avevano da tempo in outlook negativo l'Italia, rompono gli indugi e, a meno di un'ora di distanza l'una dall'altra, abbassano il loro giudizio, lamentando, soprattutto S&P's, la mancanza di riforme strutturali in Finanziaria e dubitando che il prossimo anno il deficit/pil cali sotto il 3%.

Scarsa la sorpresa degli analisti, più per il timing vicino all'ok preliminare alla Finanziaria da parte della Ue, che non per i downgrade in sé.

Il mercato reagisce ampliando gradualmente lo spread di rendimento tra btp e bund decennali, allargatosi sino a 29 punti base in seduta, ma già in chiusura di giornata lo riporta ai 27 precedenti il downgrading. "La decisione era già prezzata dal mercato, che anzi aveva reagito con un restringimento dello spread alla manovra" ha commentato un trader,

L'abbassamento dei rating "era nell'aria da un po', il governo sta facendo alcune cose buone, ma non sta affrontando una revisione significativa delle finanze pubbliche italiane" commenta Holger Schmieding di Bank of America dopo l'uno/due delle agenzie di rating.

"Questa è la conseguenza del tipo della coalizione [di governo] e del fatto che l'esecutivo sta facendo affidamento più sull'aumento delle entrate che su tagli delle spese, cosa che non è la migliore per ridurre il deficit".

Il governo, messo sotto accusa per aver mantenuto nella Finanziaria solo parte degli impegni presi con il Dpef, fa leva sul mancato allargamento dello spread btp/bund e prova a sostenere che i giudizi negativi non hanno a che fare con la manovra per il 2007 ma con il pesante lascito del governo Berlusconi. L'ex-premier, da parte sua, reagisce chiedendo le dimissioni del successore.

Tommaso Padoa-Schioppa, il ministro più coinvolto nella decisione, rivendica la correzione strutturale rispetto alla situazione dei conti ereditata dal precedente esecutivo.

S&P'S: NEL GOVERNO STANNO VINCENDO ESTREMISTI

Standard and Poor's ha abbassato a 'A+', da 'AA-', il giudizio assegnato all'Italia, portando al contempo a 'stabili' da 'negative' le prospettive sul rating.

Allontanandosi dagli obiettivi del Dpef, che avrebbero supportato il rating al livello doppia 'A, il governo, secondo S&P's, ha ceduto troppo presto agli oppositori del cambiamento e le componenti riformatrici dell'esecutivo sono uscite indebolite dal processo di bilancio.

"Il downgrade riflette la risposta inadeguata del nuovo governo ai problemi strutturali dell'Italia sul fronte economico e di bilancio", commenta l'analista di S&P Moritz Kraemer in una nota.

"Le implicazioni della Finanziaria 2007 vanno oltre il 2007", ha spiegato l'analista in una conference call. "Le concessioni fatte all'estrema sinistra e ai sindacati non sono più utilizzabili come moneta di scambio per riformare le pensioni e ridurre la spesa".

L'agenzia vede il deficit al 3,3% del Pil il prossimo anno e il debito al 107,7%. Nel 2008 il defict sarà al 3% e solo nel 2010 scenderà sotto il tetto Ue. Per allora S&P stima un debito pari al 105,7% del Pil.

FITCH CITA EREDITA' GOVERNO BERLUSCONI, SPERANZE PER FUTURO

L'agenzia Fitch, che ha aperto i giochi verso fine mattino, ha abbassato ad 'AA-' da 'AA' il rating rivedendo al contempo a 'stabile' da 'negativo' l'outlook.

"L'abbassamento del rating riflette il deterioramento delle finanze pubbliche dell'Italia, che ha visto il debito pubblico salire dal 2004 e l'avanzo primario calare bruscamente, principalmente a riflesso della pressione dal lato della spesa", ha spiegato Fitch in una nota.

Fitch prevede per l'Italia un deficit a 3,3% del Pil e un debito/pil a 107% a fine 2007.

L'agenzia di rating lascia aperto più di uno spiraglio a un miglioramento della situazione dell'Italia. "Con migliorate prospettive economiche a breve termine, una risposta di politica di bilancio in atto e bassi tassi di interesse reali, la dinamica del debito pubblico non è eccessivamente sfavorevole e sostiene pertanto l'outlook stabile" ha spiegato in una conference call l'analista Brian Coulton.

Il giudizio più positivo rimane quello di Moody's che con "Aa2" è l'agenzia con il rating più alto.

"Le questioni strutturali sono già incorporate nel rating", dice l'analista Sara Bertin. "E non c'è stato un peggioramento dei problemi strutturali tale da aumentare la probabilità di default".

Moody's ha un outlook stabile sul rating italiano.


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