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Reset 21 ottobre 2006 00:00
Tanto, caro Lucio, il concetto caro ai sinistroidi è sempre quello: far piangere tutti. Ieri, girando per Avellino, mi è capitato d'imbattermi in un manifesto dei suddetti che recitava: "Più tasse per tutti". Ma ci pensi? E questo, aloro modo di vedere, è UN VANTO!!??
Non mi meraviglierò mai abbastanza....
Topesio 21 ottobre 2006 00:00
Sottospecie di omuncolo, certo che è un vanto! Soprattutto il "per tutti". Se il tuo senso civico non fosse ormai seppellito sotto tonnellate di guano berlusconiano sapresti che tasse=servizi in un paese civile.
Scronista 21 ottobre 2006 00:00
Se il tuo senso civico non fosse ormai seppellito sotto tonnellate di guano berlusconiano sapresti che tasse=servizi in un paese civile

Il sempliciotto insultante di Topesio però si è dimenticato qualche segno nell'equazione proposta; per la sinistra infatti:
+ tasse = - servizi
Mi permetto di aggiungere altro:
+ evadi = - paghi di tasse
+ equità = + tasse per tutti
- Tfr dei lavoratori = - debiti per lo Stato
- debito = - soldi agli enti locali
- soldi agli enti locali = + tasse locali
+ auto vecchia = + bollo!!
+ ministri = + sparte giornaliere

Questo è venuto fuori dalla finanziaria.

Per Prodi non c'è differenza tra una finanziaria seria che tocca i privilegi (e quindi scontenta molti) da una finanziaria fatta male che scontenta tutti, cioè il caso in esame. Di questo c'è solo da essere preoccupati. La bocciatura da parte delle agenzie di rating parla chiaro, ma qui cronista non è stato presente come al solito.

scronista
Topesio 21 ottobre 2006 00:00
Io sarei un sempliciotto?
E tu invece, che ancora credi alle favole del nano venditore di pentole sfondate invece?
Tu e la tua combriccola di delinquenti e/o "sempliciotti" meritereste l'esposizione di quello striscione apparso tempo fa a S. Siro, che recitava "non so più come insultarvi"!!!
ZaZaan! 22 ottobre 2006 00:00
Se le tasse venissero spese per i servizi... in un paese civile!...

Philip K. Dick "L'occhio nel cielo" 1969
Reset 22 ottobre 2006 00:00
La sottospecie di omuncolo, come Lei mi ha chiamato, vorrebbe leggere un manifesto intitolato "Più ricchezza per tutti" oppure "Più sviluppo per l'Italia" o ancora "Più lavoro per tutti".
Ma ovviamente sbaglio!
Una sottospecie di omuncolo, come me, non può certo pensare che questi solgans siano cari alla sinistra da sempre TASSOFILA, di cui Lei, caro Topesio (crasi, forse, dei termini Topo e Vanesio?)sembra essere paladino, sempre più sporadico, su queste pagine!
Licio Misto 22 ottobre 2006 00:00
Per Lucio Musto.

Meglio un premier che dice chiaramente che la manovra finanziaria scontenta tutti di un premier che diceva che andava tutto bene perché andavano bene i cazzi suoi.
Alex1 22 ottobre 2006 00:00
Una finanziaria che scontenta tutti può essere semplicemente una finanziaria brutta.
ZaZaan! 22 ottobre 2006 00:00
Strinzio Tristo, tu che non sai né leggere ne trovarti un nome tuo, guarda che il GRANDE MUSTO non ha detto che Prodi è sincero, ma che "la finanziaria buona è quella che scontenta tutti!"

Capito, Trinzo Smirzio?... manco per il Conzio!
jude 22 ottobre 2006 00:00
Dai che stanno gabbando operai ed industriali in un colpo solo, mentre favoriscono gli stampatori di moneta, sì carta moneta, chiediamo che ci diano anche a noi la possibilità di stampare carta e di pagarci gli interessi!
dai gli diamo carta che LORO immettono in circolazione e intaschiamo gli interessi!
Poi se vogliono un obolo si può anche vedere!
Operai sveglia che vi scippano il TRF per impedire che l'Inps (Istituto Nazionale con Superpoteri Paranormali, riesce a fare la moltiplicazione dei contributi versati!) fallisca, ma poi fallirà e voi sarete senza Trf!
Industriali sveglia che vi levano il Trf con la quale potevate tirare avanti superando i momenti di magra, per garantirsi la loro pensione!
Perchè a loro vanno bene i clandestini che bisogna accogliere con altruismo? Perchè vi vogliono tagliare i salari e portarvi alla diminuzione della Vs. capacità di contrattazione, ditegli che recuperino le buone uscite dei manager che fanno fallire le imprese di stato, gli sperperi di lavori fatti senza senso o non fatti, la burocrazia de lì fessi per far durare il lavoro e crearne del nuovo ma senza fini produttivi, a stì zozzoni così tentiamo di mettere una pezza alle falle della ns. economia!
er metico 22 ottobre 2006 00:00
... questo non vol dire, caro Lucio, che un giorno non saremo tutti più felici, vero? Dimmi di sì! Vero che non ci ha presi in giro? (dalla serie:"...domani è un altro giorno" ex "Via col Vanto(prodiano)")
Lucio Musto 23 ottobre 2006 00:00
Dipende, er metico, dipende!...

quest'anno ti pappano la TfR per apparare i conti e ti spiegano che è bellissimo, l'anno prossimo ti leveranno la tredicesima, per "equità temporale", perché tutti i mesi sono uguali e basta con questi "Gesù Bambino" col compleanno privilegiato, e ti spiegheranno che è una cosa giusta e sociale,...

E fra qualche anno si venderanno il tuo culo perché non avrai più nulla da defecare.
Infatti, come sai, mangiare è un furto!
e loro vendono il tuo culo a titolo di risarcimento.

Mi chiedi se saremo più felici o no?... dipende, er metico, dipende...

Mai sentito parlare di masochismo?
Marco 23 ottobre 2006 00:00
Adoro il nostro Paese dove, qualunque cosa succeda, è sempre colpa del governo. In quale altro posto del mondo si dice «Piove, governo ladro»?
Lercio Mesto 23 ottobre 2006 00:00
Per Lucio Musto.

Peccato che nel programma del governo non sia prevista la possibilità di tassare le cazzate. Con quelle che spari tu si potrebbe risanare il bilancio in sei mesi senza toccare il soldi (o il culo) di nessuno.
ZaZaan! 23 ottobre 2006 00:00
Tronzio Smorzio è ancora alla ricerca di un nome. Aapetta che glielo diano al partito.
er metico 24 ottobre 2006 00:00
Però, signor Lercio Mesto (capisco quanto sia mesta[triste] la sua vita) potrebbero anche tassare l'ignoranza. Cazzo! Scommetto che non ci hanno pensato! Credo proprio che lei sia tra coloro che scenderebbero in piazza!
Non se la prenda troppo; a mancanze più grandi per cui prendersela!
Saluti.
Lercio Mesto 24 ottobre 2006 00:00
Er Metico ha bisogno der medico.

Ho la seconda elementare e mi basta per capire quello che leggo.
ZaZaan! 25 ottobre 2006 00:00
Lurcio Bastio con la sua seconda elementare si atteggia anche a fare l'infermiere di triage.

(ma l'ha passata la seconda, o solo frequentata?)
Lercio Mesto 25 ottobre 2006 00:00
Per ZaZaan!

L'ho frequentata soltanto; però mi basta per sapere che non si dice "passare una classe". Tu, invece, che sei tanto istruito ....
ZaZaan! 25 ottobre 2006 00:00
Normale, Porcio Casto, perché tu conosci solo la tua scuoletta!

In tante altre scuole (quelle più grosse e importanti), si dice!... si dice!...
e ci si spera pure!...

credimi, io lo so!
Mosto Misto 25 ottobre 2006 00:00
Per ZaZaan.

Non ti allungare troppo, ZaZaan. Tu potresti anche averla superata la seconda elementare, ma ci sono tanti analfabeti di ritorno e tu potresti essere tra questi. Le premesse ci sono.
ZaZaan! 25 ottobre 2006 00:00
Mosto Misto,

Io non ho mai detto di essere andato a scuola, o di non esserci andato, per cui il tuo intervento è come te, Mosto Tristo (cioè inacidito invece che fermentato)
Mosto Misto 26 ottobre 2006 00:00
Per ZaZaan.

Adesso è tutto chiaro, ZaZaan. Gli ignoranti, infatti, non conoscono il modo condizionale dei verbi. Sic stantibus rebus (fai attenzione: non si tratta dei rebus della Settimana Enigmistica)non fa differenza che tu sia andato a scuola o che non ci sia andato. Nel primo caso saresti uno di quegli analfabeti di ritorno dei quali parlavo nel mio intervento.
ZaZaan! 26 ottobre 2006 00:00
Cazzo Castro Mostro!... non solo il condizionale conosci, ma "ADDIRITTURA" il latino!... (perché è latino no?...) o almeno tre parole di latino!

E com'è che avevi solo la seconda?...

Allora sei un bugiardo!...

ti dirò che già mi pareva... ma..."in dubio pro reo", come diresti tu!
Mosto Misto 26 ottobre 2006 00:00
Per ZaZaan.

Mi dici dove è previsto l'obbligo di dichiarare i titoli di studio che si possiedono per intervenire nel forum?
Non è una gara per proclamare il più istruito del reame.
D'altra parte potrei dire di avere 2, 3 o 5 lauree e nessuno avrebbe la possibilità di controllare.
Però, se proprio ci tieni tanto, indica le tue generalità ed il tuo indirizzo e potrai soddisfare la tua curiosità (sempre a patto che tu faccia altrettanto).
Non dimenticare, poi, che non sono stato io il primo a tirare fuori l'argomento ignoranza.
ZaZaan! 26 ottobre 2006 00:00
Ma da nessuna parte, sta scritto Casto Mostro!... e poi noi non crediamo che la scuola sia tutto, per l'educazione di una persona, anche se un poco aiuta!

Ma sei tu, sempre alla ricerca di un nome che il 24 ottobre, proprio in questa discussione, hai voluto informarci di avere la II elementare, ed io, bomariamente, e se mi permetti anche affettuosamente, ho pensato di scherzarci un su!

Assolutamente nienye di grave!... e se vuoi, possiamo tranquillamente cambiare gioco. Oppure, dopo la ricreazione, riprendere a parlare di problemi seri-

Ho molta simpatia per te, Mezio Bustio!
millo 27 ottobre 2006 00:00
bene! ottimo! ora può andare a casa!
LA GIOVINE ITALIA 29 ottobre 2006 00:00
da: LA GIOVINE ITALIA


Vorrebbero abitare gratis in casa d'altri. Ma che? Io ho comprato, costruito, speso, e tu ora ne vuoi godere a mio dispetto?
Questo significa rubare a qualcuno il suo, e dare ad un altro ciò che non gli appartiene. E queste nuove leggi vogliono dire proprio questo: io col mio denaro compro una casa: tu ti prendi la casa; ed io non ho più né casa né denaro.

Cicerone - De Officis II


FIRMATO
LA GIOVINE ITALIA

Questo PAESE rivivra' le " CINQUE GIORNATE "


LA GIOVINE ITALIA 30 ottobre 2006 00:00
Visco, il vampiro dei ds che ha studiato a Berkeley senza imparare le tasse
Sforzando le gote anemiche, Vincenzo Visco ha gonfiato la bolla di sapone dei coniugi Prodi spiati. La vicenda è finita nel nulla. A noi è rimasto Visco.Il viceministro ds è il Nosferatu d'Italia, un famelico che si aggira tra i Palazzi. Ogni volta che sbuca, impressionano il viso bianco e gli occhi cerchiati di blu cianuro. Segno dell'insaziabile bisogno di succhiare sangue fiscale dai contribuenti.Da un quarto di secolo, il vampiro pugliese è all'origine di tutte le nostre imposte. Si è battuto per patrimoniali, tasse sui Bot, Irap, Ici, Ires, Irpef, la moltiplicazione dei contributi, l'invasione dell'Iva, il rigoglio dei bolli. Esaurito il salasso dei vivi, svena ora i morti reintroducendo l'imposta di successione. È uno fatto così. La sua vita, le sue passioni, i suoi amori, coincidono con le tasse. Quando, tra il 1996 e il 2001, fu ministro delle Finanze, l'Italia, già malmessa, retrocesse dal 28° al 32° posto nella graduatoria delle libertà economiche. Se il governo dur
a e Dracula potrà esprimere il suo potenziale, anziché lavorare per lo Stato da gennaio a luglio, arriveremo a autunno inoltrato. Visco è come Prodi: mente. A ridosso delle elezioni disse: «Bisogna avere una faccia tosta micidiale - e Tremonti ce l'ha - per dire che il centrosinistra vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani». Poi, una volta al governo, ha aumentato le aliquote Irpef, abbassato gli scaglioni, tolto le quote esenti, cancellato le deduzioni introdotte da Tremonti. Così tre quarti della manovra finanziaria sono nuove tasse: 27 miliardi su 35. Nella stessa intervista, annunciando che avrebbe ritassato l'eredità, precisò: «Solo sui ricchi». «Che intende per ricchi?», gli fu chiesto. «Dai cinque milioni in su», spergiurò. Dopodiché, prima ha annunciato che avrebbe colpito a partire da 350mila euro, poi, bontà sua, ha alzato il limite a un milione, che è sempre cinque volte meno del promesso. Conclusione: la Finanziaria è da canna del gas. Lo stesso governo
prevede che il Pil 2007 scenderà dall'1,6 all'1,3; i consumi sfioriranno dall'1,6 all'1,2; la domanda interna dall'1,7 all'1,1. In cambio, metterà le vele l'inflazione. Come dire che pizzicagnoli, avvocati e idraulici, si rifaranno su di noi delle tasse che Visco gli ha appioppato, raddoppiando mortadelle, parcelle e sifoni. Vi chiederete perché nella filippica ho chiamato in causa il viceministro dell'Economia, Visco, e mai il suo capo, l'ineffabile ministro, Tommy Padoa-Schioppa. Primo, perché è di Nosferatu che questo articolo si occupa e dunque prevale. Poi, perché Schioppa è solo una comparsa di lusso e conta zero. È Visco che ha in mano tutto, compresa la Guardia di finanza. Primo viceministro a comandare l'armata del Fisco che era stata sempre, fino adesso, agli ordini del titolare del ministero. Sulle Fiamme gialle, che dovrebbero avere una loro autonomia, Dracula ha già calcato il tallone. Tre mesi fa, ha provato a cacciare da Milano gli ufficiali che avevano inter
cettato l'anno scorso le telefonate tra il capo ds, Fassino, e quello di Unipol, Consorte, sulle scalate bancarie. Un tentativo - si disse - di affievolire l'indagine, fallito solo perché il vampiro è stato sorpreso col topo tra gli incisivi. Visco non è nuovo a compiacere il partito dall'alto delle poltrone che occupa, se sono vere le illazioni che furono fatte sul seguente episodio. Quando era ministro negli ultimi anni del secolo scorso, scoppiò la faccenda della Philip Morris. Il direttore generale del Monopoli, Ernesto Del Gizzo, denunciò che la multinazionale del tabacco favoriva da anni il contrabbando di sigarette con un'evasione fiscale di 60 mila miliardi di lire. Visco, anziché intervenire, chiedeva continue prove del reato, rifiutando però quelle che riceveva. Il tira e molla durò cinque anni finché ci mise gli occhi la magistratura, mentre Dracula continuava a sonnecchiare. Si seppe poi che la Philip Morris era tra i finanziatori di una fondazione di Max D'Alema
. La stampa mise malignamente in relazione le due cose.In contrasto con la sua natura quaresimalista, Nosferatu ha una certa insensibilità verso il reato. Si è visto con la vicenda dell'abuso edilizio a Pantelleria. Lustri fa, i coniugi Visco acquistarono nell'isola un dammuso, sorta di casolare mediterraneo del tutto invivibile senza ampi restauri. Così, anche l'onesto fiscomane fece il furbetto e trasformò una cisterna e un ripostiglio in due stanze confortevoli senza il permesso del comune. Il municipio lo denunciò. L'onesto cercò di approfittare del condono edilizio varato nel '94 dal Berlusconi I, in piena contraddizione con se stesso. Infatti, aveva bollato il provvedimento come tipica mascalzonata del senzadio di Arcore. Fece dunque la domanda alla chetichella, ma l'amministrazione pantesca gli rispose picche e le carte passarono al pretore di Pantelleria. Il magistrato condannò Visco e madame a 20 giorni di arresto a testa e 25 milioni di multa. Sentenza confermata d
alla Corte d'appello di Palermo, con la riduzione però della gattabuia a dieci giorni, e resa definitiva dalla Cassazione nel 2001. Pena carceraria sospesa e obbligo di distruggere il manufatto. La casa è sempre lì, nei pressi di un sentiero sorvegliato dalla Guardia di finanza che dirotta chiunque voglia scendere alle terme sottostanti. Il malcapitato è costretto a un giro quattro volte più lungo. Nell'agosto di quest'anno si è notato attorno al dammuso viscano altro cemento, come se la costruzione fosse ripresa.Indulgente verso di sé, Visco è inflessibile con tutti noi. Il suo ideale è abolire il contante per farci passare dalle banche dove ogni operazione sarà computerizzata. I dati affluiranno poi al supercervellone del Fisco e nulla di noi resterà ignoto.Di fatto, è così già oggi. Qualsiasi impiegatuccio dell'Erario, come è successo coi Prodi, il Cav e Moana Pozzi, può impicciarsi dei fatti nostri, raccontarli a chi gli pare, venderli pronta cassa. In attesa di fare spa
rire la libera moneta, Nosferatu punta sulla delazione. Una sua cara idea. Da ministro, negli anni '90, aveva attivato il 117, linea diretta col Fisco per le denunce contro il podologo che non rilascia ricevute. Ora ha emanato la circolare 32. L'Agenzia delle Entrate ci manderà dei formulari coi quali dovremo accusare chi si è fatto pagare in nero. In caso di rifiuto, 2000 euro di multa. È un'evoluzione: il 117 era una libera spiata, la 32 una spiata obbligatoria. Siamo già il Paese dei pentiti, diventeremo un popolo di canaglie.Questo nemico del genere umano è nato 64 anni fa a Foggia. Vive a Roma da decenni. La sua passione fiscale nacque sui banchi della facoltà di Legge e si laureò in Scienza delle finanze. Andò poi all'estero, prima nell'ateneo di York in Inghilterra, poi in quello di Berkeley, negli Usa, per perfezionarsi nei grafici tributari. Ne assimilò diversi. L'unico che non ha mai capito è la «curva di Laffer». Se tassi troppo, dice questa saggia curva, l'Erario
ci rimette. Perché il mercato rincarato dalle imposte si ferma e perché la gente si ribella e evade. Questa lacuna culturale è il tallone d'Achille del viceministro. Tassa come un dannato e il contribuente fugge. Al ritorno in patria, il berkeleyano ebbe la cattedra di Economia a Pisa. Un giorno del 1983 si vide un omettino entrare alla Camera. Fumava il sigaro sbuffando come una ciminiera, con effetto Ddt sulle signore che cascavano semisvenute nei divani. Indossava un vestito liso, coi pantaloni sopra il malleolo come un pescatore di rane. Colpirono le palpebre abbassate e il parlare incerto del timido. Fu notato anche il sorriso laterale, quasi un rictus. Era Visco, diventato deputato. Eletto coi voti comunisti, era però indipendente di sinistra. Passava per socialista, ma anticraxiano. Fu subito infilato nella Commissione Finanze che non lasciò più. Si segnalò presto per la fedeltà al ministro delle Finanze di allora, il repubblicano Bruno Visentini. Costui era un acces
o tassatore. Introdusse la ricevuta fiscale, che Visco sostenne appassionatamente. Ma mentre Visentini, gran signore scettico, lo faceva per vendere i registratori di cassa prodotti dalla Olivetti di cui era presidente, Visco lo faceva gratis et amore dei. Tra i due nacque un rapporto squilibrato. Visentini era paternalista, l'altro adorante. «Io sono Robinson Crusoe, Visco è Venerdì», sorrideva Visentini. Venerdì, come ognuno sa, era il domestico selvaggio di Robinson. Nel solco del maestro, Visco si fece solida fama di orco fiscale. Fu così che, quando divenne ministro la prima volta, Tremonti disse con felice invenzione letteraria: «Dare le Finanze a Visco è come dare l'Avis a Dracula». Da allora, gli si è incistato l'azzeccato soprannome. Prima aveva quello triste di Ayatollah. Da quel momento, è scoppiato l'odio di Visco per Tremonti, professore anche lui, ma più ricco, spiritoso, colto. «Tra loro, c'è una biblioteca di differenza», dicono. Tremonti, inoltre, la «curva
di Laffer» l'ha capita benissimo, come si è visto dalle abbondanti entrare fiscali 2006. Nel 1989, Visco fece un curioso passo falso. Presentò un provvedimento a nome del Pci che, per una volta, prevedeva sgravi fiscali. Era per fare un piacere all'Enimont di Raul Gardini. Dopo l'esperienza drammatica che ne seguì, Dracula giurò che non avrebbe mai più fatto sgravi. Di lì a poco infatti, Carlo Sama, cognato di Gardini, confessò: «Per ricompensarlo del favore, il Pci ebbe un miliardo». Totò Di Pietro, che da Pm indagava sulla faccenda, convocò Visco in procura. Dracula cercò di giustificarsi, sproloquiando in fiscalese. Totò gli ingiunse: «Non parli come un parlamentare, non si capisce niente». Visco si impaurì e la sua erre moscia divenne moscia del tutto: «Non pavlo come un pavlamentave, ma come un pvofessove univevsitavio». «Ma valà», disse Di Pietro e lo scacciò. Ova tubano insieme nel govevno.






LA GIOVINE ITALIA 01 novembre 2006 00:00
Donazioni, dopo Prodi pure Visco ringrazia la Cdl.

Gian Maria De Francesco da Roma«È una legge scandalosa che non esiste in nessun Paese al mondo come l’abolizione della tassa di successione che restava in vigore soltanto per i molto ricchi. Ora aboliscono l’imposta solo per questi». Giovedì 10 ottobre 2001: il dsVincenzo Visco, che da pochi mesi aveva ceduto la titolarità del Tesoro a Giulio Tremonti, si era scagliato in questi termini a Montecitorio contro il ddl sviluppo del governo Berlusconi che aboliva le imposte su successioni e donazioni, istituiva la Tremonti-bis e aboliva ben 190 milioni di adempimenti fiscali inutili.«Avete difeso gli interessi dei ricchi, degli evasori e degli autori dei più svariati crimini e non certo quelli del popolo italiano. State regalando migliaia di miliardi alla minoranza ricca», concludeva l’attuale superviceministro dell’Economia. A posteriori si potrebbe dire che i provvedimenti fiscali del governo Prodi rappresentino una sorta di ritorsione contro le classi sociali supposte beneficiar
ie degli interventi del precedente esecutivo.Ma non finisce qui. Giovedì 17 ottobre 2001: è passata solo una settimana dall’anatema di Visco e dall’approvazione della legge. In quel giorno presso lo studio del notaio Gennaro Mariconda in Roma Vincenzo Alfonso Visco e la moglie Antonella Dugo sottoscrivono atto notarile pubblico con il quale ricevono in dono da Paola Rosita Dugo (presumibilmente la cognata del viceministro) il 33% della loro abitazione di dodici vani nella Capitale, in via di Tor Fiorenza. Lo ha rivelato ieri il quotidiano Italia Oggi che ha consultato le banche dati catastali dell’Agenzia del territorio attraverso il portale dell’Ordine dei giornalisti. La donazione è avvenuta secondo i dettami della legge appena approvata e tanto contestata dallo stesso Visco. È lecito dunque chiedersi il perché della tempistica giacché il viceministro si è sempre professato fautore della funzione redistributiva delle imposte. Allo stesso modo, è ipotizzabile che il parlame
ntare diessino abbia voluto in qualche modo risparmiare considerato che o in associazione con la moglie o in compartecipazione con le sorelle è titolare di ben 8 fabbricati e 5 terreni sparsi tra Roma, Francavilla Fontana (Brindisi) e Pantelleria.Comunque Vincenzo Visco non è stato il solo esponente dell’Unione a beneficiare della legge Berlusconi-Tremonti. Le polemiche di questi giorni sull’indebito utilizzo dei dati fiscali di alcuni personaggi noti hanno riportato alla luce una donazione effettuata nel 2003 dai coniugi Prodi.«Predicano bene e razzolano male», ha chiosato Giorgio Jannone (Fi). Secondo l’esponente azzurro è «curioso, per non dire inquietante che Prodi e Visco prevedano nuove pesanti tasse sulle donazioni e sulla successione dopo aver usufruito a livello personale di tutti i vantaggi possibili». Un lapsus freudiano, però, deve essere segnalato. In un’intervista a Repubblica del 3 ottobre, Visco, per difendere la sua maxistangata definì la Finanziaria come «l
’imposta di successione che Tremonti ha lasciato all’Italia». Quando si dice: la lingua batte dove il dente duole.
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