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Sagrestano 30 ottobre 2006 00:00
Con la pancia piena si pontifica che è una meraviglia!
Mirko 30 ottobre 2006 00:00
Claudia Koll era molto meglio quando faceva i filmetti con Tinto Brass e faceva vedere culo, pocce e fica. Ora che in testa ha la segatura, non la toccherei manco con una canna aguzza.
Isaia [email protected] 30 ottobre 2006 00:00
Grazie Claudia.
Isaia
piero 30 ottobre 2006 00:00
Io dico che alla Koll i cardinali la scopano come dei matti.
Alex1 30 ottobre 2006 00:00
Quando invecchiano e non se le caga più nessuno diventano ambientaliste, animaliste, religiose... mah! (brigitte bardot insegna)
Il tutto dopo aver passato una vita all'esatto opposto dei principi che adesso predicano.
Nessuna credibilità, tanto opportunismo.
Ciò che è genuino non viene ostentato.
Isaia [email protected] 30 ottobre 2006 00:00
X Alex1.
Stesso concetto per le famiglie narcos in Sud America, quando cadono nella rete della giustizia, tutta la famiglia a chiedere a Dio, aiuto, non hanno nemmeno la delicatezza; primo di chiedere perdono, fare penitenza e poi chiedere aiuto al Buon DIO.....Nessuna credibilità, tanto opportunismo!!!!!!
E quindi mi domando, tutto cio' a che serve? Claudia Koll che sicuramente e' una milionaria, ha scoperto Dio, ma ha anke scoperto che il suo corpo e' devastato e nessuno la scrittura, e per appagare le proprie manie di protagonismo si regala "l'incontro con DIO", tanto non ha nulla da fare, il problema di mettere insieme il desinare con la cena non ce l'ha, perche non va a raccontare la sua storia al quartiere sanita'...??
Isaia
Useg 31 ottobre 2006 00:00
Claudia, non prendertela. Sentenziano senza conoscere. Sono dei poveretti e mi dispiace per loro.
Claudia 31 ottobre 2006 00:00
“La mia conversione nasce in un momento di sofferenza, in cui non mi potevano aiutare il denaro, il successo, gli amici potenti - ha esordito - Ho gridato al Signore e Lui mi ha risposto, mi ha aiutata. Ho compreso che il suo amore è più grande, l’ho avvertito su di me. Cerco di testimoniarlo agli altri. Dio misericordioso è grande perché perdona e ci ricrea. Sono una nuova Claudia, rinnovata dalla grazia di Dio. La mia conversione è avvenuta recitando il Padre nostro e tenendo in mano una croce. E grazie a quella croce mi sono sentita riconciliata con il Padre. Quando ascolti quella frase: ‘Chi vuol venire dietro a me, prenda la propria croce e mi segua’ all’inizio può apparire forte, ma poi scopri la dolcezza della croce, una cosa grande: è l’amore, l’amore vero.”
Sagrestano 31 ottobre 2006 00:00
Vedrete che fra poco (se non l'ha già fatto) scriverà un bel libro sulla sua folgorazione sulla via di Damasco, che venderà decine di migliaia di copie ai bigotti ed ai curiosi, che le frutterà qualche altro bel gruzzoletto.
Quando gli stronzi si convertono, chissà perché sentono il bisogno di sbandierarlo ai quattro venti!
Fedro 31 ottobre 2006 00:00
Nella favola originale la volpe diceva:
" l'uva è acerba"
nella variante moderna i volponi ( anche ipovedenti!!!) dicono:" l'uva è troppo matura";
la morale della favola non cambia.
Giuseppe 31 ottobre 2006 00:00
Perché, Sagrestano, per esprimere il tuo pensiero hai bisogno di offendere?
Sagrestano 31 ottobre 2006 00:00
Risposta a Giuseppe.

Perché state cucinando la religione in tutte le salse ed in tutti i forum.
Se una persona vuole seguire qualche discussione su temi che riguardano gli utenti-consumatori deve cercare con lanternino i pochi forum dispersi nel mare magnum degli sproloqui a sfondo religioso e della giaculatorie. Sembra che abbiate tutti l'estasi come Santa Teresa e galleggiate sulle frasi ripetute mille volte con mille sfumature diverse.
L'unico consumo che interessa ai bigotti è quello della nostra pazienza. Non se ne può più. Perché non vi ascoltate Radio Maria e vi recitate il rosario dalla mattina alla sera in santa pace senza toccare la tastiera del computer?
Quelli che fanno la serenata alla loro bella di notte (ammesso che si faccia ancora) sono simpatici se cantano due canzoni e poi vanno a dormire. Se pretendono di rompere i coglioni tutta la notte prima o poi qualcuno apre la finestra e gli rovescia un secchio d'acqua addosso.
Contento della spiegazione?
Isaia [email protected] 31 ottobre 2006 00:00
BRAVO SAGRESTANO TE L'APPOGGIO
ISAIA
un ITALIANO 31 ottobre 2006 00:00
Caro Sagrestano, il tuo discorso non fa una piega tranne che nei soggetti che andrebbero invertiti, infatti chi ha comunciato a rompere l'anima con la Religione non sono stati i bigotti, come li chiami tu, ma i "discepoli" di Cascioli & C. ai quali vanno aggiunti i vari atei, nochiesa no blog, no martini no party.
Credo che sia ora di finirla con questi scontri, ognuno è libero di credere in ciò che vuole e non è giusto insultare con vari epiteti l'una o l'altra parte
METELLO IL PASTICCERE 01 novembre 2006 00:00
BRAVO SAGRESTANO. Vogliamo argomentare sulle problematiche del consumatore? Ci avviciniamo a Natale, forza istruiteci sugli acquisti. La scelta dell'albero, le palline, dove andare in vacanza; uhhh! si prospetta un periodo di duro lavoro per i nostri amici dell'ADUC.
Met. il Past.
Sagrestano 01 novembre 2006 00:00
Per Italiano.

Non è vero, caro Italiano.
Siete voi troppo invadenti, con il vostro catechismo a tutti i costi.
Perché avete bisogno di esibire le vostre meditazioni religiose in un forum di consumatori?
Non è detto che in assoluto non se ne possa parlare, ma come dicevano gli antichi Romani "est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ulta citraque rectum consistere nequit".
Portare ad esempio dell'importanza del fenomeno religioso la "conversione" di Claudia Koll è una presa per il culo di quelli che aprono il Vangelo e cercano in silenzio e con discrezione di trarne utili insegnamenti.
Non vi pare che per fare una cosa intelligente questa "signora" avrebbe potuto dare un po' dei suoi quattrini a qualche povero disgraziato invece di limitarsi ad informare l'intero pianeta che ha trovato Dio sul suo cammino.
Tanti altri forse lo trovano e non hanno radio, televisioni e giornali che ne parlano ed una platea di bigotti che fanno da cassa di risonanza.
Non vi disgusta il fatto che una persona si faccia i soldi mostrando per anni le chiappe e qualche altra cosa e poi salga sul pulpito a salmodiare?
Forse no, perché per i bigotti tutto fa brodo, comprese le finte madonne che piangono,
Avete una visione integralista del fenomeno religioso così spinta che quella islamica impallidisce al vostro confronto.
Quelli si mettono con sedere al cielo 5 volta al giorno e almeno per il ramadam per un mese non rompono le palle.
Tom 01 novembre 2006 00:00
X sagerstano;
perchè ti disgusti del fatto che una persona possa cambiare vita?
E' proprio questa la cosa che rende la vita interessante,bella e piacevole.
Pensa se tutti fossimo sempre uguali a noi stessi?
Per quanto riguarda le eventuali donazioni della signora Koll, che ne sai tu?
Mi hanno sempre disgustato le opere di beneficienza plateali.
D'altra parte la signora Koll segue Qualcuno che ha detto "non sappia la tua destra ciò che fa la sinistra", sarebbe quindi incoerente se pubblicizzasse le sue eventuali opere di beneficienza.
Mi meraviglio molto di questo accanimento e di questa pretesa di giudicare tutti da parte di persone che fanno della tolleranza il loro cavallo di battaglia.
Un cordiale saluto
Tom.
Giuseppe 02 novembre 2006 00:00
Vedi Sagrestano,

non hai risposto. Tu puoi argomentare senza offendere. Punto. Il fatto che tu offenda gratuitamente, sprecando parole, rende le tue argomentazioni alquanto incivili.

Per il resto siamo in democrazia, mi pare. Se nel forum si bestemmia forse si può anche pregare.
Falcinelli Enrico 02 novembre 2006 00:00
Riguardo a:
"Quando gli stronzi si convertono, chissà perché sentono il bisogno di sbandierarlo ai quattro venti!"

del sig. SAGRESTANO.

Re: Credo che sia per la stessa ragione per la quale sbandierano il proprio ateismo troppi, su queste e su tante altre pagine dei forum. In realtà sono molti di più coloro che hanno bisogno di sbandierare il proprio ateismo che coloro che "sbandierano" la propria conversione: lo può vedere da lei stesso.

L'unica differenza (sostanziale) è che chi annuncia la propria conversione lo fa con gioia, chi la propria abiuria dalla ricerca più naturale che ci appartiene, lo fa con odio e disprezzo: cosa pensa che sia più positivo per la nostra breve e misera vita?

Saluti sinceri.
Sagrestano 02 novembre 2006 00:00
Per Enrico Falcinelli.

Molti di voi scopiazzano qualche cosa dalla Bibbia e la propongono in pillole sui vari forum (provare a leggere il forum "Gesu'" per credere). Stiamo diventando una società di preti-dipendenti in un paese nel quale non c'è angolo di strada nel quale non campeggi la statua di Padre Pio, che sta surclassando Gesù Cristo stesso.
Come definire queste forme di esternazione del "sentimento religioso" se non come una forma di esasperato paganesimo?
Il Papa di tanto in tanto concede qualche indulgenza plenaria in occasione di qualche ricorrenza particolare. Nel 2006 stiamo ancora parlando di indulgenze? Stiamo ancora parlando di Inferno, Paradiso, Purgatorio? E meno male che non sentiremo più parlare del Limbo. Per secoli la Chiesa ha giurato e spergiurato che il Limbo esisteva. Adesso, dietrofront! La presa per il culo è terminata, probabilmente per essere sostituita da qualche altra baggianata.
E non fate troppo i candidi di cuore per qualche parolaccia; ne diciamo tutti, preti compresi.
Giuseppe 02 novembre 2006 00:00
Sagrestano,
grazie di essere intervenuto senza offendere. A manifestare civilmente il proprio pensiero si fa proprio così. Bravo.
Uomo Civile 02 novembre 2006 00:00
La differenza tra un Uomo Civile e un cristiano falso ed egoista e' che per il cristiano Claudia Koll era un'oca che faceva vedere il culo e ora e' una santa che legge la Bibbia, per L'Uomo Civile C. Koll era un'oca che faceva vedere il culo e adesso e' sempre la stessa oca che legge la Bibbia.
Enrico Falcinelli 03 novembre 2006 00:00
Caro Sagrestano, con me cade male; se vuole delle parolaccie, gliene posso dire quante ne vuole, ma solo se ne vedessi la ragione.
Vede, essere cristiani non vuol dire essere bigotti e tanto meno bambocci che cantano "alleluia" "alleluia" con la chitarretta in mano e le manine che fanno le farfalline sulle spalle.

Esserlo comporta un carico ben più gravoso nella società odierna, perché ci si propone di seguire le raccomandazioni di quel Cristo che se tutti lo seguissero si camperebbe tutti quanti meglio e si morirebbe con maggior serenità.
Se è certamente squallida la falsità della bigotteria, cosa vi è di squallido in quanto ho descritto sopra?

Noi cristiani, se siamo veri, seguiamo Cristo e non chi suona la chitarra allegramente e se lo si fa, lo si faccia in nome della serenità che dà l'esser cristiani, tutto quanto vada come vada.

Le statue e le edicole per le strade non dovrebbero darle tanto fastidio a meno che non si ostini a centrarle in pieno passandovi accanto!

Si faccia una risata e si goda la vita, magari pensando a quanto sia carina Claudia Koll!

La saluto caramente.







Sagrestano 03 novembre 2006 00:00
Per Enrico Falcinelli.

E' vero che essere cristiani non vuol dire essere bigotti, ma purtroppo il 90% dei cristiani è bigotto, atrimenti non ci sarebbero vecchiette che hanno difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena e versano il loro contributo per l'Università Cattolica, che è una scuola per ricchi, nella quale si pagano rette astronomiche che i comuni mortali non si possono permettere.
Questa è la carità cristiana della Chiesa Cattolica: i poveri aiutano i ricchi.
Enrico Falcinelli 04 novembre 2006 00:00
Caro Sagrestano, non posso non capire quello che intende, perché la miseria umana non scompare nemmeno sotto la tonaca nera di un religioso.
Dar fiducia alla Parola di Cristo, però, non significa seguire un prete perché tale ma semplicemente seguire colui che sta al principio di quella che è la Chiesa attuale, malandata, spesso disgraziata al punto da fare di tanti credenti interessati e ferventi i maggiori anticlericali. Le confesso che io stesso mi giudico poco clericalista ma la riverenza che porgo ai religiosi è giusto quella che ridesta la memoria del motivo che precede tutto, che è Cristo.

Purtroppo, quando si parla di coloro che si percepiscono come garanti di una moralità (i preti), l'argomento da gossip diventa come le ciliegie: una tira l'altra e da una normale verità ne nascono abnormi interpretazioni così da scaraventare tutti nel preconcetto e finire per vedere colpe dappertutto. Ma se l'obiettività esige che se si resti ad occhi aperti per non cadere nell'illusione del bigottismo, bisogna anche restare accorti a non sprofondare nell'inganno di quella menzogna che danneggia soprattutto quella tendenza tutta umana della ricerca dei nostri significati, buttandoci nel nichilismo e nella tristezza conflittuale di una personalità carente di quel bisogno naturale di rapporto con l'infinito che su noi immane per finire a vivere scontenti di farlo se non angosciati per la nostra inesorabile condanna a morte.

Il problema morale non è quindi tanto religioso-pretino quanto un diritto umano che solo Dio può veramente capire e soddisfare e non stupisce la necessarietà del Suo intervento nella storia degli uomini, essendo l'unico in grado di soccorrere questa nostra carenza nel rapporto con il reale.

Come cristiano credo nella salvaguardia di tale diritto molto più che nella pedissequità di salvare la Chiesa in sé, se tale salvataggio non costituisse invece un impegno nel contributo personale per migliorarla e cambiarla, liberandola, per quanto possibile, dai suoi "bachi", tutti umani, che indeboliscono la forza di questa istituzione irrinunciabile per quello che è il diritto umano più urgente ed esigente della nostra esistenza terrena.

Auguro il recupero di questo diritto per tutti, consapevole che ogni tipo di bisogn umano richiede il giusto elemento di soddisfazione, che sia il più adeguato, al di fuori di ogni palliativo inutile e indignitoso per quella che è la giusta interpretazione di "diritto" umano.

Saluti cordiali.
Sagrestano 04 novembre 2006 00:00
Per Enrico Falcinelli.

Se, come dice Immanuel Kant, la legge morale sta dentro di noi, cerchiamola ed interpretiamola senza l'ausilio dei preti.
Il cammino sarà più faticoso, ma la soddisfazione sarà più grande.
"Io sono la verità" non equivale a "La Chiesa dice la verità".
Enrico Falcinelli 06 novembre 2006 00:00
Ha ragione , Sagrestano, più che altro quando per la Chiesa parlano coloro che dall'interno (e sapesse quanti ce ne sono) cercano di piegarla al "loro concetto" di Chiesa.
Il fatto è che "Io sono la verità..." l'ha detto Cristo, e il cristiano che vuol esser tale è appresso a Lui che deve andare.

La Chiesa Lo rappresenta, magari male, troppo spesso, ma Lo rappresenta.

Lo stato di maturità dell'uomo cristiano richiede che per vivere l'esperienza si segua ciò che rappresenta Cristo, altrimenti diventerebbe fede "fai date" in cui uno si ritrova solo, il che non corrisponderebbe al desiderio di chi vuol credere o rapportarsi con la propria spiritualità (se non ha provato mai a farlo, provandoci capirebbe quel che intendo dire) ma vuole anche che si sappia sempre riconoscere la fonte del tutto, che non sono gli uomini, ed imparare a compatire gli errori e le mancanze, quand'anche fossero di coloro che dovrebbero esserci di esempio.
Il fatto che l'esser cristiani non sia un mestiere, significa che non esiste un 'addetto a qualcosa, ma anche noi, sopratutto i laici, oggi come oggi, abbiamo il compito di fornire quell'esempio, se cristiani.

Se in luogo della Chiesa vi fosse un'altra istituzione, essa sarebbe uguale a questa stessa, perché siamo sempre noi a viverci dentro, con tutte le nostre insufficienze ed arroganze.

Io, nell'esigenza e nel diritto di vivere comunitariamente la mia fede, questa Chiesa, spesso malandata, la salvo.

La ringrazio ancora e saluto tutti.
Sagrestano 07 novembre 2006 00:00
Per Enrico Falcinelli.

Il protestante che ha "la fede fai da te" è un cristiano meno meritevole di considerazione? Il suo modo di essere gli impedisce di essere un buon cristiano?
La caccia alle streghe, le torture, l'Inquisizione, la distruzione di interi popoli delle Americhe, le persecuzioni di ugonotti, calvinisti, etc, non sono la conseguenza di un modo di pensare che pretende la rappresentanza esclusiva del Cristianesimo? Tutto questo non sarebbe stato evitato se i papi avessero considerato che poco si confaceva allo spirito evangelico avere eserciti ed andare in guerra esattamente come qualunque altro regnante?
La Chiesa cattolica nel corso dei secoli ha rappresentato un vero flagello per la gente. Pio VI (se non erro), papa durante il periodo della rivoluzione francese, sostenne che l'uguaglianza fra gli uomini, con tutto quello che ne consegue, era un "diritto mostruoso". Chi stava di più dalla paerte del Vangelo: i rivoluzionari francesi o il papa? Che cosa difendeva il clero francese? I suoi privilegi o la fede?
Il passato non passa mai.
Enrico Falcinelli 08 novembre 2006 00:00
… e secondo lei, caro Sagrestano, la fede sarebbe una questione di merito? Crede anche lei che essere cristiani sia una modalità scelta per sentirsi migliori? Sa cosa significherebbe, questo? Vorrebbe dire che chi sceglie una fede lo farebbe per pura ideologia, come fosse una sorta di status.
Non è così, o meglio, non lo è per chi versa alla fede nel puro anelito di infinito a cui naturalmente versiamo.

Ho già scritto che il coltivare la fede è un diritto, così come è un diritto viverla comunitariamente, perché la fede vissuta da soli è talmente soggettiva che il nostro metro di confronto personale non reggerebbe alla prima difficoltà!

Come uomini abbiamo bisogno di vincolarci per aiutarci a non evadere dai nostri propositi ed intenti; ecco perché esistono le leggi, i giuramenti di diverso tipo come, ad es., il matrimonio ed altri eseguiti in sede pubblica, proprio perché non possiamo fare a meno della comunitarietà delle nostre espressioni.
Senza questa comunitarietà siamo come nessuno. Anche il protestante, stia tranquilllo, condivide la propria fede con altri e nulla è "fai da te", eccetto l'hobby che si pratica nel capanno degli attrezzi della propria casa, per chi ce l'ha!

In quanto al passato, come tale, passa, senza dover ricorrere a metafore irreali.
Ho già scritto che chi tiene a Cristo farà di tutto per raddrizzare quello che è storto. Il distruggere per ricominciare appartiene al mito, e il mito appartiene agli uomini, La fede in Cristo, quella vera, esula dal mito e nulla verà fatto che abbia come caratteristica una modalità mitica. Mi scuso per la sintesi forzosa, ma quanto le sto comunicando esigerebbe spiegazioni di pagine di studi antropologici che su questi forum non interesserebbero quasi a nessuno.

Però queste dinamiche sono talmente vicine a noi che lei stesso, se ci riflette, si rende conto del significato di quello che le scrivo.

Quello che hanno fatto gli uomini nel passato e quello che fanno ora non ci interessa; qualsiasi cosa sia non fermerà né scandalizzerà la fede di chi crede in Cristo e nel suo insegnamento.

Tale insegnamento è di una tale apertura che nulla scandalizza l'occhio di chi vive una fede sincera, perché l'insegnamento di Cristo nel guardare le cose della vita spazia a 360 gradi e nulla, quindi, sembra inaudito.
Dall'uomo, insomma, ci si aspetta esattamente tutto quello che di male fa, al punto che il problema non è l'accusare per punire, ma constatare per perdonare ed aiutare a desistere dal male.
Quando questo non accade non sia mai colpa nostra, ma scelta personale di chi vive nell'altrui sopruso. Come cristiani ci asterremo da compartecipare al male compiuto, ma mai accuseremo e puniremo, perché sarebbe come vivere in quello status di cui accennavo prima, in cui ci si sente migliori ma è pura ideologia.
Lei, caro Sagrestano, accusa la Chiesa del passato di cose andate proprio così, in un epoca in cui l'esser cristiani era inevitabilmente uno status, oltre che una posizione di fede. Ma gli status sono umani e prodromo, quindi, di conseguenze anche pesanti.
Non saremo noi crisitani che penalizzeremo gli errori altrui, perché non ci sentiamo migliori nella nostra ricerca di misericordia e chiediamo la stessa per coloro che vivono nell'errore.

Una ragione in più, quindi, a proposito dei mali che lei critica, per non infierire sulla Chiesa, che per noi cristiani ha rappresentato e rappresenta il luogo in cui comunitariamente vivere la nostra umanità in Cristo.

Ognuno, poi, sarà sempre libero di scegliere al posizione che ritiene per sé migliore; questo non lo nega nessuno, stia tranquillo.

La saluto caramente.
Valentina 14 novembre 2006 00:00
Ciao a tutti, sono Valentina.Io non ho mai avuto il piacere di conoscere la sign.ra Koll ma ho avuto l'occasione di sentirla parlare alla trasmissione "Domenica in", se non sbaglio l'anno scorso, quando era ancora condotto da Mara Venier..sono rimasta felicemente colpita dalla sign.ora Koll perchè il suo sorriso, i suoi dolci occhi e le sue parole erano piene di Spirito Santo (di speranza ed erano pertanto testimonianza dell'amore di Dio), che è Spirito d'amore e gioia perchè proviene da Nostro Signore.Io pregherò molto per la sign.ora Koll affinchè il Signore possa sempre aiutarla nella sua vita, e sostenerla nei momenti difficili, ma soprattutto vorrei pregare per lei affinchè il Signore le dia la forza per continuare a fare tutto il bene che sta facendo ai bambini dell'Africa, e a tutti coloro che soffrono.
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