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Reset 01 novembre 2006 00:00
Strano che in un sito per consumatori, molti, moltissimi interventi siano di tipo religioso, ma questo non fa che sottolineare il bisogno insito nell'Uomo di intraprendere un contatto con ciò che d'infinito, di incancellabile è in lui. D'accordo: un contatto lo si può stabilire in positivo o in negativo, un contatto lo si stabilisce, forse, anche negandolo, per alcuni...ma sempre un contatto rimane.
Un passo del Vangelo di Domenica scorsa, mi ha fatto oltremodo riflettere: parlava della guarigione dalla cecità di un uomo, sulla via per Gerico, da parte di Gesù. Il cieco, sapendo che il Messia sarebbe passato per la strada dov'egli si trovava, all'avvicinarsi di Colui ch'egli attendeva, iniziò a gridare chiamandolo ed invocando la sua guarigione. La folla lo scherniva, lo rimproverava, lo ammutiva, ma egli gridava con voce ancora più forte, ancora più intensa, finchè Gesù lo mandò a prendere. Giunto al cospetto del Maestro, il cieco lo pregò e Gesù lo tocco sugli occhi, quegli occhi che non vedevano la luce dalla sua nascita ed immediatamente il cieco guarì. Gesù gli disse "Vai la tua fede ti ha salvato", ma il cieco, ben lungi dall'andarsene, prese a seguirlo sulla strada per Gerico.
Parafrasando questo racconto dell'Evangelista, possiamo accomunare i credenti nel cieco di Gerico; egli era consapevole dell'essenza del Cristo, era certo della sua santità, era fermo e fedele alle sue convinzioni. La folla è il mondo che non crede, la folla è l'umanità che vuole ammutire, che vuole sbeffeggiare, che vuole schernire, che vuole imporre le sue leggi, le sue credenze, i suoi idoli. Ma Bratimeo grida ancora più forte, con ancora più forza, con ancora più veemenza. E Gesù non lo GUARISCE, semplicemente attesta la sua fede ed è l'attestazione della fede a guarirlo ("Va la tua fede ti ha SALVATO" non GUARITO, dice il Signore).
Trovo, su questo sito, molti bestemmiatori, molti atei, molti agnostici; essi continuamente metteno in ridicolo l'Istituzione Ecclesiale, la Chiesa, il Papa, i sacerdoti, facendo grande confusione (non so fino a che punto voluta) fra l'essenza della cristianità e l'umanità cristiana, fallace, peccatrice, imperfetta proprio perchè umanità, proprio perchè fatta da uomini.
Nessuno, finora, ha però, mai messo in discussione l'essenza della nostra fede, il messaggio di Cristo. Perchè?
Forse perchè nessuno è all'altezza di farlo, forse perchè nessuno è in grado di essere semplice come Gesù, nessuno è in grado di biasimare un uomo che dice ciò che Lui ha detto. Perchè, fra tanti interventi irriguardosi, incivili, non ve n'è uno, dico UNO che sia contro il MESSAGGIO di Dio?
Cosa accadrebbe all'umanità se TUTTE le parole di Cristo fossero messe in pratica? Nessuno ci ha mai pensato? Davvero? Non confondete il Signore con le azioni degli uomini, siano essi anche i Papi ed il loro clero, nel corso dei secoli!!! Non confondete il messaggio di Cristo con la messa in opera dello stesso da parte di una istituzione qual'è la Chiesa!!!!
Non voglio dire che i papi o la Chiesa siano da sempre e per sempre esempi negativi: la Chiesa ed i Papi fanno parte dell'umanità, fanno parte dell'immanente, impefretto, corruttibile, impreciso, condannabile perfino. Ma questa è la nostra natura di esseri umani, la nostra essenza di uomini e donne, fatti di carne che poco per volta invecchia, imputridisce, muore. Noi possiamo sbagliare, noi possiamo mutare, noi possiamo peccare: è nella nostra natura, nella nostra essenza. Ma Dio no, egli ci ha lasciato un messaggio, una strada. Semplicemente possiamo seguirla, possiamo adottarlo, possiamo metterlo in pratica o no; e nel farlo possiamo sbagliare, possiamo deviare...ma ciò che conta è la nostra fede.
realista 01 novembre 2006 00:00
La famiglia tradizionale esisteva molto prima dell'invenzione di Dio. E' inutile parlare di stupide eclissi. Quello che oggi manca è una reale tutela della vera famiglia, con l'affermarsi di prepotenza delle diversità a suo discapito, nella generale indifferenza e nel lassismo. E soprattutto il buonsenso.
silvia 02 novembre 2006 00:00
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caro signore, lei porta a dimostrazione dell'esistenza di Dio prove ben poco consistenti. I messaggi che lei attribuisce a Gesù e che nessuno contesta mai, sono messaggi di tolleranza e pace ben precedenti alla sua divinità. Sono insiti nell'essere umano. I filosofi greci ad esempio erano molto molto saggi...è questa forse una dimostrazione dell'esistenza di Zeus, Giunone, Marte, ecc???
ZaZaan! 02 novembre 2006 00:00
Ma come "precedenti alla sua divinità"?...

"In principio era il verbo, ed il verbo era presso Dio ed il verbo era Dio..."

"In principio", vuol dire "prima delle altre cose", vero dottoressa?

Allora o noi negiamo la divinità di Gesù, o la sua divinità è da sempre.

Zeus Giunone e Marte erano il "modo" di vedere la divinità secondo i greci, come per altri popoli c'è il disco solare, la grande montagna, la Trimurti o altre cose.

Il concetto di base è che l'uomo da "sempre" (mi spiace, "realista", da molto "prima" che esistesse la famiglia tradizionale!) sente in sé lo spirito divino. Poi, se lo rappresenta come gli pare giusto.
Reset 04 novembre 2006 00:00
Per Sivia. Mi piace, anzitutto, il tono e la pacatezza della sua risposta. Me ne compiaccio.
Non ho, però, inteso, col mio intervento apportare alcuna "prova" dell'esistenza di Dio. Se vuole davvero trovare una prova della sua esistenza, mia cara, dovrà cercarla da sè. Ognuno potrà trovarla in qualcosa o in qualcuno; in una situazione particolare, in un momento speciale... non mia faccia talmente grande da portarle le prove dell'esistenza dell'Altissimo. Crollerei ai suoi occhi miseramente.
Però sono in disaccordo con quanto da lei affermato sulla sostanziale comunanza fra i messaggi di Dio, come noi li conosciamo attraverso i Vangeli e gli Atti degli Apostoli (il cosiddetto Nuovo Testamento) ed il pensiero filosofico dei Greci (o di chiunque altro filosofo).
Il messaggio divino è un messaggio corale che mette l'uomo al centro di ogni cosa (certo come anche alcune teorie filosofiche) ma con una sostanziale differenza: l'essenza della divinità insita nell'uomo a somiglianza di Dio medesimo. Ciò non è eguale ad alcuna filosofia.
Vede, cara Silvia, (premetto non sono un prete nè di occupo di Teologia) mi capita spesso di riflettere semplicemente su ciò che la vita di tutti i giorni ci propina o ci impone: davvero, come ha detto il Papa (lui sì altissimo teologo) l'umanità ha voltato le spalle a Cristo ed al suo messaggio. Forse attratta da filosofie vecchi e, soprattutto, nuove, che esaltano la materialità, l'immanenza, la quotidianità, la carnalità.
Nessuna di esse, infatti, coglie lo spirito immortale, lo spirito divino che alberga in ognuno di noi. In me, in lei, in tutti quelli che conosce: in ogni essere umano.
Questa parte di divinità che è in noi si vuole sia assopita, si vuole sia asservita, si vuole negarla, si vuole umiliarla, deriderla, schernirla, sbeffeggiarla...forse perchè troppo grande, troppo pesante, troppo difficile, troppo ingombrante, troppo "urlante" se mi passa l'espressione. "Urlante"...sì la definirei così...URLANTE!!
Perchè questa parte di noi URLA nel nostro profondo, URLA nel nostro silenzio, nella nostra solitudine, quando ci ritiriamo a casa e ci mettiamo nel letto, quando sogniamo, quando ci chiudiamo in noi stessi, quando, spesso, ci isoliamo perchè non vogliamo vedere nessuno o, perfino, quando facciamo qualcosa di sporco, d'immorale, di sbagliato, di poco lecito. No: non è la nostra coscienza, mia cara...è qualcosa di più. Di più forte, di più...urlante.
E se qualcuno vuole pure ricondurla alla nostra coscienza...bene: riflettiamo pure su ciò che è la coscienza. Coscienza è conoscenza. Di cosa? di chi?
Facile, troppo, sarebbe ricondurre la coscienza ad un mero gioco di ricordi o di sensazioni educative inculcate da bambini o di precetti. No: se davvero fosse così...colui/colei che sbaglia non ne avrebbe rimorso, non ne avrebbe nocumento profondo. Si negherebbe in un attimo, come in un attimo se ne è dimentichi.
Certo la filosofia è un prodotto dell'ingegno dell'uomo ed ha come finalità e campo d'indagine luomo stesso nel suo mondo immanente. Ma il messaggio di Dio, si rivolge a ciò che di eterno, incorruttibile, immortale è in ciascuno di noi...basta sentirlo, ascoltarlo. Egli ci parla in ogni momento, in ogni singolo istante. Lei, caraSilvia, non è molto lontana dalla verità...come chiunque altro. Basta semplicemente cercarla.
realista 04 novembre 2006 00:00
Lo spirito divino appare nell'uomo quando vede cadere il fulmine, o sbranare un compagno da una belva, non capisce il perché e non accetta la realtà. Si chiama PAURA e IRRAZIONALITA'. E sono certo che è la stessa situazione di impotenza che provano tutte gli altri miseri animali come noi umani. Ecco, come qualcuno preferisce ovviamente diventare simili a Dio! Piacerebbe a tutti, ma qualcuno non riesce a vivere con gli occhi bendati.
Poi, su queste basi, si possono costruire tutte le ipotesi religiose che si vogliono, più o meno utili e più o meno dannose.
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