???
01 novembre 2006 00:00
Perche' lavorano il doppio !
passante
01 novembre 2006 00:00
suvvia, non stare a sottilizzare tutto.. se hanno detto che è più equo deve essere per forza così.
fidati e basta, non permetterti di pensare con la tua testa.
osservatore
02 novembre 2006 00:00
Hai mai pensato ai costi per mantenersi al lavoro?
Solo per citartene uno piccolo piccolo: chi bada ai figli di coloro che lavorano entrambi?
FABRIZIO
02 novembre 2006 00:00
Ricordo che circa 25 o 30 anni fa mio padre mi disse che un ministro (che probabilmente come tanti altri, non aveva la minima idea di come viva una famiglia italina "normale") si inventò il "cumulo" dei redditi.
Sommando il reddito tra moglie e marito veniva tassato il reddito complessivo alle aliquote più alte.
La cosa durò alcuni anni con le proteste ovvio, delle famiglie che avevano avuto l'ardire di sposarsi.
Vi furono infatti a quell'epoca, moltissimi casi di "finti" divorzi e "finte" separazioni, con l'unico scopo di sottrrarre al fisco quello che il fisco pretendeva di incamerare e che, per alcuni anni, incamerò prima che la corte costituzionale sancì l'incostituzionalità della legge.
Ovviamente, i soldi già incamerati non furono restituiti ma almeno fu tolto il maledetto cumulo.
La ragione di incostituzionalità fondava appunto sul fatto che a lavorare erano in 2 e che non si potevano accumunare 10 milioni guadagnati da 1 persona a 10 milioni guadagnati da 2 persone.
Infatti, molto semplicemente, il fisco tassa sulla base di un anno di lavoro di 1 persona, ma in quel caso erano 2 anni/uomo lavorativi.
Oggi il problema si ripropone, in un certo senso, alla rovescia, nel senso che ci si chiede se un certo reddito, comunque prodotto (da soli o in 2) debba essere tassato diversamente a seconda che dia da mangiare a 2 persone, a 3, a 4 , ecc.)
Ci sono é vero le detrazioni per i figli, ma con quelle cifre ci comprate 1 paio di scarpe, un cappotto e un cambio di stagione, ma in quanto a mantenere, chi ha figli sa quanto essi costano.
E per questo gli italiani non si sposano più, non fanno più figli e non credono più nella famiglia "tradizionale".
D'altra parte mi domando:
Come fa una coppia, a credere nella famiglia, quando, lo stato stesso, nella politica, nel fisco e, più generalmente nei fatti, dimostra di NON CREDERCI o quantomeno di non curarsene ????
Non dovremo lamentarci se fra 2 o 3 generazioni l'Italia sarà popolata esclusivamente da popolazioni migratorie.
SIMONE
05 novembre 2006 00:00
Ciao Fabrizio,
Ti ringrazio di avermi fatto notare che anni fa era stato introdotto il cumulo del reddito per i nuclei familiari, non lo sapevo.
Ma visto che lacorte ha detto che ciò non è costituzionale, noi che si fa? si deve mandare a lavorare anche l'altro coniuge? affidando la cura l'educazione dei figli ad altri che lavorano per noi?
Bella roba, chi sa dove andremo a finire?
Bisognerebbe che qualuno lo ricordasse a quei plitici la sù che la famiglia è l'elemento più importante e insostituibile per la nostra società.
X osservatore.
Anche chi lavora da solo ha costi per mantenersi al lavoro, alcuni sono costretti a percorrere un centinaio di chilometri al giorno per andare al lavoro, mentre altri lavorano lavorano entrambi a cinque minuti dal luogo di lavoro, ma questo vale per tutti. anche per i monoredditi.
osservatore
05 novembre 2006 00:00
X Simone
Ci sono anche quelli che lasciano famiglia a 1.000km e mandano a casa quello che rimane per la sopravvivenza. Ma mi pare che le spese di 2, almeno aritmeticamente dovrebbero essere maggiori di 1.
Tenere in casa l'altro coniuge è un lusso per pochi. Anche per chi è costretto ad avere due miseri stipendi la famiglia è l'istituzione più importante della società. A tutti piacerebbe avere la moglie, donna di servizio e amante che l'aspetta a casa e portare lo stipendio per 2 senza pagare asili ed estranei extra.
Comunque non esistono solo i km. Ci sono 2 auto o mezzi da prendere, abbigliamento x2, pasti fuori casa x2, asili o baby sitter, eccetera. E da non dimenticare che quando si arriva a casa, bisogna fare ugualmente tutte quelle cose, cucinare, lavare, stirare, spesa, eccetera, che di solito una casalinga può sbrigare mentre l'altro produce.
ZaZaan!
05 novembre 2006 00:00
Simone, ma ancora di questo, stiamo a parlare?
Possibile che non si sia ancora convinti che giustizia sociale, equità, morale eccetera sono valori relativi??...
Dipende da chi ne parla, quando ne parla e soprattutto applicandoli a chi!
"Tutti sono uguali, e certi sono ancora più uguali..." bisogna dimostrarlo un'altra volta?
la via vecchia......era meglio!!!!!
05 novembre 2006 00:00
LO AVETE CAPITO CHE SIAMO GOVERNATI DA ....P A S T I C C I O N I ???????????
RIDATECE ERPUZZONE!!!!!!!
Cesco
05 novembre 2006 00:00
Per Fabrizio.
Sono curioso di sapere in quale quale governo introdusse il cumulo dei redditi dei quali hai parlato. Me lo puoi indicare, per cortesia?
FABRIZIO
06 novembre 2006 00:00
Per Cesco:
Ho chiesto a mio padre che, pur avendo 85 anni, ricorda abbastanza bene che il cumulo durò alcuni anni (2 o 3 circa) e che venne revocato perché giudicato incostituzionale, ai primi-metà anni 70.
Tieni conto che la DC governò da sola con la maggioranza solo fino a circa metà-fine anni 60 e che da allora abbiamo avuto SOLO governi di centrosinistra (sino al 1994).
Probabilmente fu uno dei famosi governi chiamati "pentapartiti" o governi della "non sfiducia", nei quali, a parte il PCI, MSI e frange estremistiche, partecipavano tutti (DC,PSI,PSDI,PRI,PLI).
Erano i famosi "governi balneari" che duravano dai 3 ai 6 mesi e che, regolarmente, cadevano per il ricatto che il PSI, altrettanto regolarmente, attuava pur di guadagnare importanza e credito.
E questo almeno fino a fine anni 70, inizio anni 80 quando Craxi andò al potere e governò abbastanza stabilmente con un 15% dei voti.
Queste almeno le notizie che io e mio padre ricordiamo.
SIMONE
18 novembre 2006 00:00
da simone x zazaan
Caro amico lo so che sembra ovvio e banale parlarne ma se nessuno lo fa nessuno mai sapra che esistono queste sperequazioni.
se noi parliamo altri parleranno e sapranno.
ciao Simone.
Da Simone x Osservatore,
Caro osservatore voglio dirti chi io non ho nulla contro i nuclei familiari nei quali sono in due a lavorare,
hai parlato di gente che lascia la famiglia a va a mille chilometri di distanza, ma a costoro i figli chi li cresce se la vorano in due? Io mi trovo a mille chilometri di distanza dalla mia famiglia natale invece mia moglie a novemila chilometri dalla sua, secondo te io dovrei mandare a lavorare mia moglie e lascire i miei figli? a chi?
Ciao osservatore Simone
Osservatore
19 novembre 2006 00:00
X Simone
Nessuno dice che bisogna mandare di forza le mogli a lavorare, ma se qualcuno fa la scelta di tenersi la moglie a casa, non può pretendere di far pagare tasse superiori agli altri.
D'altro canto, chi ha il coniuge a carico beneficia di deduzioni fiscali adeguate e anche le detrazioni per figli a carico sono maggiori, mentre al contrario, dove si lavora in 2 le detrazioni per coniuge a carico non esistono e quelle per i figli, oltre ad essere ridotte, vengono percepite al 50% per ogni coniuge.
Saluti.
ZaZaan!
19 novembre 2006 00:00
Ma naturalmente, amico Simone!
Il mio voleva essere un intervento forte, acido, e maledettamente malinconico, ma rileggendolo mi rendo conto che sto invecchiando, e divento poco incisivo.
In realtà io penso che non sia problema di uno o più redditi, ma di tassare tutti secondo una equità... che non vedo da nessuna parte!
Osservatore
19 novembre 2006 00:00
Siccome mi piace essere più preciso, comunico che io c'ero quando è stata fatta la legge iniqua e contro la FAMIGLIA chiamata CUMULO.
In quel periodo si sono verificati il maggior numero di separazioni e divorzi che si possono tranquillamente definire FISCALI.Questo anche perchè questa legge "puniva" solo le unioni regolarmente registrate.
Quindi una legge disgregatrice della famiglia. Ed è stata abrogata per questo.
Questi i riferimenti:
d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (cumulo dei redditi familiari);
Sentenza n. 179 del 1976 (ROSSI; TRIMARCHI) Contrasta con l'art. 31 della Costituzione la normativa in esame in quanto non "agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi" ed anzi dà vita per i nuclei familiari legittimi e nei confronti delle unioni libere, delle famiglie di fatto e di altre convivenze familiari, ad un trattamento deteriore.
RICORDATA LA SENTENZA (N. 179 DEL 1976) CHE HA DICHIARATA NON CONFORME AGLI ARTT. 3, 29, 31, 53.
Sentenza 179/1976
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Udienza Pubblica del 14/06/1976
Decisione del 14/07/1976
Deposito del 15/07/1976
SENTENZA 14 LUGLIO 1976
Deposito in cancelleria: 15 luglio 1976.
Pubblicazione in "Gazz. Uff." n. 191 del 21 luglio 1976.
orso
27 novembre 2006 00:00
X Osservatore,
carissimo,
ai figli dei genitori che lavorano entrambi, ci pensano solitamente i nonni, solitamente in modo gratuito-passivo, infatti normalmente pensano al loro vitto, al loro abbigliamento, alle loro cure se malati (e capita spesso, perchè i genitori, nella loro ignoranza, incompetenza ed egoismo, al sabato ed alla domenica li portano a spasso anche se non stanno bene) ad intrallazzarli, a farli studiare, a fargli fare i compiti, ad ascoltarli in tutte le loro manifestazioni verbali o dolorose, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.. In molti casi, questi nonni, non si sentono neppure dire “grazie”. Probabilmente perché, loro, i poveri genitori, sono stressati dal lavoro ed è senz’altro per questo che, poverini, hanno bisogno della settimana bianca, dei wek-end, delle vacanze. I nonni:”NO”. Questo atteggiamento non è “lo sfruttamento della donna” (figlia o nuora), sulla donna (madre o suocera)?
orso
27 novembre 2006 00:00
X Osservatore
Carissimo,
la legge sul CUMULO è stata ripristinata immediatamente dopo la legge 503/1992 dal Governo Amato, che ricordo tutte le sere nelle mie fervorose preghiere e, di giorno, quando mi va qualcosa di traverso. Il citato governo aveva promulgato un Decreto con il quale revocava il trattamento pensionistico delle donne ex- lavoratrici, dal 55mo al 60 anno d’età e, successivamente il Governo Dini (anch’esso tanto ricordato in ogni momento della giornata) subordinava detto trattamento pensionistico, al reddito maritale, cioè la legge sul CUMULO. Il Parlamento, altra istituzione che ti raccomando, composto anche da donne (quelle che hanno fatto tanto clamore per lo stupro in jeans, che si sono fatte la nursery nei vari palazzi e che sono le stesse, che quando è il momento, affermano che “poco o tanto sono tutte casalinghe (e che casalinghe)”, ha trasformato in legge (sottosilenzio in quanto si era nel periodo estivo, cioè, tutti in vacanza) il summenzionato decreto. A ciò vanno aggiunte le giravolte di una simpatica signora, più veloce del M….. e, che di casalingo non so cosa abbia, la quale passando da una parte all’altra, su un pavimento ben lubrificato, è riuscita a sedersi nel posto giusto, stupendo le sue consimili.
Il risultato è che ne è stata penalizzata la famiglia monoreddito, infatti, in moltissimi casi, il capofamiglia, unico produttore di reddito ha lavorato solitamente sino al 40 anno di contribuzione. Una pensione elevata gli avrebbe consentito una vecchiaia dignitosa. Invece, no! I nostri diciamo onorevoli, che non sono soddisfatti dei loro mensili da quindicimila EURO ed oltre, a tutte le agevolazioni, privilegi, le esenzioni, gli incentivi, le collaborazioni, le rappresentanze (pensa che anche il semplice gelato lo addebitano alla collettività, ecc. ecc.) ritengono benestante un cittadino che non arriva al decimo del loro reddito applicandogli così la legge sul “cumulo”.
Caro Osservatore, hai mai sentito parlare di Menenio Agrippa”.
Già 2000 anni fa, gli abitanti del territorio chiamato Italia erano divisi in cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Più recentemente mentre l’On. Moro propagandava “sacrifici” (consumo di carne congelata, provenente dall’Argentina, consumo di carne di maiale di produzione nazionale, ecc.) loro, i nostri rappresentanti, circa 1000, persone si aumentavano le prebende con il voto contrario di solo 2 (due) deputati, cioè lo 0,2%.
Saluti da Orso.
guido
28 novembre 2006 00:00
Secondo me non è giusto, ma non credo sia giusta nemmeno l'aliquota marginale al 45%-50%...a me sembra un esproprio proletario che fa aumentare l'evasione fiscale. tutto qui.
Osservatore
04 dicembre 2006 00:00
X orso
Caro orso,
premetto per prima cosa che mi scuso del ritardo della mia risposta, dovuto al fatto che ultimamente non entro più volentieri in questo forum, dopo che ho potuto verificare che qui si spaccia per LIBERTA' DI ESPRESSIONE, la possibilità di SPARGERE I PROPRI ESCREMENTI SU TUTTO CIO' CHE CI CIRCONDA, E INSOZZARE GLI ALTRI, CON INSULTI E OFFESE GRATUITE. Inoltre, la CENSURA C'E' ed è POLITICA E DI COMODO ed a senso unico (ho visto sparire diversi miei posts!...). Perciò lascio che un simile FORUM sia a disposizione di chi ha le qualità "adeguate" per parteciparvi, considerando che in fondo, significa che questo è il livello culturale che si vuole mantenere in questo sito. Per cui, chiedo nuovamente scusa se sparirò ancora, dopo questa risposta che ritengo quasi obbligata.
Dato che siamo già fuori tema, e fermo restando che comunque, non sono un benpensante, ma preferisco sempre "occhio per occhio, dente per dente...", penso che potendo offrire la mia "modesta" opinione, in cambio di un preteso "arricchimento culturale", non entrerò più in questo forum se non per curiosità e sempre sporadicamente.
Tornando alla tua domanda, sfortunatamente, a causa dei problemi citati in precedenza (appunto il fatto di seguire il lavoro nei luoghi disponibili), non ho nemmeno potuto avvantaggiarmi delle prestazioni dei nonni con settimane bianche, vacanze e week-end sulle loro spalle. In quanto poi alle mie funzioni di nonno, ho già messo in chiaro coi miei figli, che facciano i loro figli soltanto se possono permettersene la possibilità, anche perché, oltre tutto, pure per loro, si ripete il problema della distanza.
Al contrario invece, ho potuto subire negli anni tutti i provvedimenti negativi contro la famiglia, varati dai vari governi di quegli anni.
In ordine, dopo il CUMULO, la perdita degli assegni familiari dei figli per soglie di reddito (in pratica con meno di 28 milioni di lire annui di reddito, cumulati tra coniugi, o anche monoreddito, si perdevano gli assegni familiari, ripristinati da poco, ora che i miei figli sono maggiorenni, già laureati e lavorano in proprio...); poi, il fatto che un lavoratore dipendente non ha mai potuto dedurre dal proprio reddito lo stipendio pagato ad una colf, o baby sitter (perché a detta del commercialista, considerato dal fisco come un lusso...).
In proposito, credo che solo dal 2000 si possano dedurre dal reddito SOLTANTO i contributi versati all'INPS, che sono una infima parte della spesa. Quindi mentre qualsiasi possessore di partita IVA ha sempre potuto giustamente dedurre uno stipendio per una segretaria, o una persona per le pulizie, il lavoratore dipendente costretto ad assumere una baby sitter, o colf a ore, si è sempre dovuto pagare le tasse anche per gli importi pagati ad altre persone come stipendi.
Per tornare al signore che riscuote le tue "simpatie" e anche le mie, anche se non mi spiego molto perché lo chiamino "dottor sottile". Non mi sembra infatti, che occorra un grande acume per inventare furti simili a quello perpetrato col seguente blitz sui conti correnti a banche chiuse:
DECRETO-LEGGE 11 LUGLIO 1992, n. 333 (GU n. 162 del 11/07/1992)
MISURE URGENTI PER IL RISANAMENTO DELLA FINANZA PUBBLICA.
parte....
"6 . PER L'ANNO 1992 È ISTITUITA UNA IMPOSTA STRAORDINARIA SULL'AMMONTARE DEI DEPOSITI BANCARI, POSTALI E PRESSO ISTITUTI E SEZIONI PER IL CREDITO A MEDIO TERMINE, CONTI CORRENTI, DEPOSITI A RISPARMIO E A TERMINE, CERTIFICATI DI DEPOSITO, LIBRETTI E BUONI FRUTTIFERI, DA CHIUNQUE DETENUTI, CON ESCLUSIONE DEI BUONI POSTALI FRUTTIFERI, DEI LIBRETTI DI RISPARMIO DI PREVIDENZA INDICATI ALL'ARTICOLO 41, COMMA PRIMO, DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1982, N. 526, E DELLA RACCOLTA INTERBANCARIA E INTERCREDITIZIA. L'AMMINISTRAZIONE POSTALE E LE AZIENDE ED ISTITUTI DI CREDITO SONO TENUTI AD OPERARE, CON OBBLIGO DI RIVALSA NEI CONFRONTI DEI CORRENTISTI E DEPOSITANTI, UNA RITENUTA DEL 6 PER MILLE COMMISURATA ALL'AMMONTARE DISPONIBILE RISULTANTE ALLA DATA DEL 9 LUGLIO 1992. L'IMPOSTA È VERSATA ENTRO IL 21 SETTEMBRE 1992 CON LE MODALITÀ PREVISTE PER IL VERSAMENTO DELLE RITENUTE DI CUI AL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 26 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 SETTEMBRE 1973, N. 600."
Questo provvedimento tra gli altri, fruttò 5.270 miliardi di lire, giustificato, secondo il governo Amato, dal bisogno di fronteggiare le forti speculazioni internazionali che stavano colpendo la lira.
La CHICCA di questo provvedimento fu che le banche si precipitarono a versare sui conti correnti dei clienti, per questa data, PRESTITI e MUTUI che tanti poveracci avevano richiesto da tempo per la costruzione della propria casa di abitazione. Pertanto, dato che in genere, pochi detenevano grosse cifre sui conti correnti, quelli maggiormente danneggiati da questo FURTO furono proprio quelli che pagarono una vera tangente sui prestiti loro concessi.
Da non trascurare infine che quel governo aveva molto in comune con quello attuale in tema di "prelievi forzosi", per cui se venisse perpetrata una nuova iniquità simile, la batosta oggi sarebbe molto più dolorosa. Conto Arancio docet.
Cordialmente.
Pierino
04 dicembre 2006 00:00
Sono solidale con te: non è giusto!
E che ormai con i conti sono scoppiati.
Vatti a vedere i redditi dei politi regionali e provinciali di ogni regione,
sono pchi che percepiscono meno di 5000 neuro al mese.
Per loro è facile tassare gli altri!
Vedete questo esempio sul "resto del carlino".
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/ferrara:5448236:/2006/11/25: