Serena
19 novembre 2006 00:00
A determinare un tale disordine non può essere stato un "Onnipotente": solo il caso può aver fatto tanto danno!
Cordialmente Serena
Isaia
19 novembre 2006 00:00
Non so se ti interessa il parere di un imbecille,(credo di no) forse ad altri si.
Quindi espongo il mio pensiero sulla tua domanda, che gia' di per se' e' strumentale, tu escludi a priori altre soluzioni, pensi solo a Dio e il caso. Dove per Dio e' il tuo Dio, dove per il caso non si capisce che e'. Credo che tu sappia che io faccio parte della religione "seggiuology", abbiamo come divinita la sedia, amiamo la sedia e per noi e' pure sacra (luogo prediletto per il nostro osso sacro), ovviamente noi non la usiamo come voi civilizzati che ci sedete sopra, anzi per noi e' una grande mancanza di rispetto, ma non fa nulla non lo denunciamo al magistrato di Catania, pensiamo che abbia cose molto piu' importanti da fare, eppoi noi siamo gente tollerante. Ritornando alla domanda oggetto della discussione, ti chiedo che vuol dire Dio? Il Creatore? Il caso la scienza? E la seggiola?
Isaia l'imbecille.
Ps. Scusa ma ogniqualvota interverro' in uno spazio di discussione aperto da te (scusa se ho demolito la falsa cortina del LEI, se cio' le duele mi scuso e ripristino il LEI imperroche'no? Il VOI se lo desidera) mi firmero' Isaia l'imbecille.
Mosto Misto
19 novembre 2006 00:00
Lucio Musto è riuscito ad aprire un altro forum a sfondo religioso. Purtroppo la gente interviene, come sto facendo anch'io, anche se soltanto per dire che ha rotto le palle.
Scocciato
19 novembre 2006 00:00
Caro Lucio, il tuo peggior incubo si rifà vivo:
...........Autore: Credente
Data: 24 Ottobre 2006
Scusate il taglio di parte della seguente considerazione, ma non posso fare altrimenti.
La vita sulla terra, su questo sputacchio di mondo, da dove viene? È stata davvero frutto del caso? Una determinazione “fortunata” di condizioni sempre più favorevoli alla formazione di aminoacidi basi della vita? O qualcuno ha creato gli ingredienti e ha determinato le condizioni favorevoli alla loro evoluzione?
Insomma, è più facile che ci sia un Creatore o che la vita sia frutto del caos cosmico?...............
L'hai detto che se ne è già parlato, ma pur di aprire l'ennesimo, non badi a figurette.
E dire che una volta, credo, ci sei intervenuto, ma il clima non ti andava a sfagiuolo, nevvero? Poi visto che l'ambiente era ostico, ermetico, demenziale, quasi privato e pieno di sozzate (almeno per il semplice che sono io,che mi sono ben guardato dall'insozzarmi partecipando) anche tu non ti sei cimentato con le filosofie che ti sono proprie; perchè?
Hai preferito creare del nuovo(?) proprio per la stoffa del protagonista che ti distingue. Complimenti per l'originalità.
Vediamo cosa inventerai la prossima volta di piuttosto sempliciottistico "déjà vu".
Un caro saluto.
Tom
19 novembre 2006 00:00
Caro Lucio Musto, la mia risposra è :Dio.
Io penso che noi vediamo in modo confuso, come se vedessimo un ricamo al rovescio, si vedono fili intrecciati senza nessun' ordine, ma al dritto il ricamo ha un suo ordine e una sua bellezza.
E' chiaro che questa è una mia opinione (anzi molto più di un 'opinione) non condivisa da molti lettori, che mi considereranno sicuramente un babbeo.
Non credo che interverrò più su questo tema, perchè non tollero gli insulti, l'ironia e il sarcasmo che abbondano su questi forum.
La mia fede deriva da esperienze molto intime e da dolori che hanno scavato in profondità e a lungo dentro di me.
Altre persone con un vissuto analogo al mio hanno avuto reazioni diverse .
Con questo voglio dire che la fede è una cosa molto personale ; è già difficile raccontare queste cose ad amici, in un forum per me è proprio impossibile.
Un cordiale saluto
Tom.
Lucio Musto
19 novembre 2006 00:00
Sono solo le 23 e già, stasera, sono a pezzi.
Una giornata veramente dura.
Solo una parola per rispondere ad "Isaia".
No, amico, mi interessa immensamente, il tuo parere.
Come quello di chiunque un parere, ce lo abbia.
Se hai pazienza, domani leggerò con calma il tuo intervento, ci pernserò su e, se me ne sentirò all'altezza, lo commenterò.
Comunque, grazie!
passante
20 novembre 2006 00:00
isaia, cambia esempio! hai già datto ribrezzo in altre situazioni
con simpatia
Isaia
20 novembre 2006 00:00
X PASSANTE: Hai ragione adesso ci penso.
Isaia l'imbecille
Lucio Musto
20 novembre 2006 00:00
Caro Mosto Misto, ancora una volta inesatto e male informato.
Non ho mai aperto un forum a sfondo religioso e nemmeno questo lo è.
Si parla di origine dell'universo, non di preti e suore... ma forse per te non fa differenza!
Jerry
20 novembre 2006 00:00
X Tom.
Per me Hanna & Barbera
Jerry
Lucio Musto
20 novembre 2006 00:00
Caro Scocciato, quale sarebbe il mio "peggior incubo"?... non ne ho affatto, di incubi. Ne piccoli, nè grandi.
Come poi ho già detto (forse prorpio a te) altre volte essere "protagonista" in qualche discussioncella di questo forum non è la massima mia aspirazione... e nemmeno la tua, immagino. Per cui penso tu abbia solo voluto dire una facezia.
L'argomento invece, come puoi immediatamente verificare, non è affatto un "già visto" liso e trito, infatti già molti sono intervenuti, e non per fare, come te, solo della sterile polemica.
Ma naturalmente, se non si ha di meglio da dire...
Lucio Musto
20 novembre 2006 00:00
X Isaia
Forse ero giustificato, ieri sera a non afferrare il tuo discorso, al di là della stanchezza.
Infatti tu non parlavi del tema proposto, ma di me. O meglio “contro” di me attribuendomi tutta una serie di caratteristiche gratuite, di pregiudizi inesistenti, di affermazioni che non mi sono mai sognato di fare.
Ci hai parlato della tua religione “seggiuology” che forse per te ha una valenza e che per me non significa niente, ed è completamente fuori argomento, in una indagine di natura scientifica o al massimo escatologica (volendosi sforzare).
Il quesito infatti è un altro: “Questo nostro universo, da dove sbuca fuori”?
E mi pare che non ci sia spazio né per il mio Dio personale, né per il magistrato di Catania e, scusami, credo nemmeno per la tua seggiola.
Per il “tu” il “lei” o il “voi” non preoccuparti. Io uso il “lei” con le persone che non conosco per rispetto, ma personalmente non ci tengo. Quindi grazie della familiarità che mi concedi.
Lucio Musto
20 novembre 2006 00:00
X Tom e X Serena
I vostri interventi mi lasciano entrambi invidioso delle vostre certezze.
Io non riesco a vedere la cosa così chiara e semplice, né in un senso, né nell'altro.
Comunque grazie.
passante
20 novembre 2006 00:00
C.V.D.
isaia Kwick
20 novembre 2006 00:00
Bene, io ritengo che l'universo e' il frutto di un processo chimico, nubi di gas e di polvere che interagendo tra loro hanno incapsulato miliardi di combinazioni chimiche, ed una sola di queste portava i connotati giusti per l'avvio della vita. Questa capsula tuttavia per generare la vita ha dovuto trovare le condizioni idonee. Quindi il risultato lo ha ottenuto mediante cicli e cicli di combinazioni, che la nostra mente credo non possa immaginare se ragioniamo in termini di tempo/spazio, anni e anni luce. Ritorniamo alla nostra capsulina che genero' la vita, in essa vi era l'ingrediente principale l'acqua, che sottoposta ad una pressione Px ad una temperatura Ty e ad un Phz, unito ad un processo di raffreddamento rapido che ha potuto garantire una sorta di ibernazione, ha generato un batterio. Questo batterio a sua volta ha dovuto trovare le condizioni per uscire indenne dalla sua ibernazione, finchè' un giorno incontro' un pianeta che gli permise questo, e non credo sia stata la terra, quest'ultima e' l'esperienza di vite passate in altri pianeti. Io immagino che questo pianeta fosse caratterizzato dall'essere quasi completamente ricoperto di un liquido che creava un ambiente 100%asettico, privo di vita, vuoi per cause di temperature altissime, piuttosto che bombardamento di raggi cosmici, l'arrivo di questo batterio in un ambiente cosi' estremo ha scatenato una reazione sintesi-chimica, agevolando la riproduzione dello stesso. Sicuramente questo batterio faceva parte del gruppo dei Procarioti, unicellulari e privi di nucleo e compartimentazione, paragonabili ad un computer senza nessun programma, ove possiamo scegliere che sistema operativo installarci.
Isaia
ZaZaan!
21 novembre 2006 00:00
Professore Lucio, ma non ti pare che tu ed Isaia ve ne stiate andando troppo lontano con la scienziosità per far sembrare noi normali dei poveri ignoranti?
passante
21 novembre 2006 00:00
X Isaia
finalmente è tutto chiaro!
Il tuo non è altro che un atto di fede.
Lucio Musto
21 novembre 2006 00:00
È una buona teoria, amico Isaia, ed in effetti è quella più caldeggiata dagli evoluzionisti puri.
Ed in realtà basterebbe fermarsi assai prima, nella catena di eventi casuali. Basterebbe concepire anche solo una prima proto-proteina capace di replicazine, ed il resto potrebbe discendere tutto di li!
Già il citoplasma o il DNA di un archeobatterio potrebbe essere giustificabile in termini evoluzionistici!
Ma non ci troviamo con la matematica, e con le leggi probabilistiche che, per numeri così grandi, si approssimano all’esattezza.
Il numero delle coincidenze casuali è inimmaginabile!... e non occorre molto per convincersene.
Ma anche questo, non esclude ancora il discorso.
Un numero sia pur grandissimo di "circostanze favorevoli concomitanti" è ancora possibile fra un numero di circostanze ancora più grande... praticamente infinito, come giustamente rilevi tu, avulso dal nostro concetto di tempo e di spazio.
Ma lo stesso ragionamento non può escludere, anzi deve necessariamente considerare un altrettanto grande numero di circostanze "quasi" favorevoli, in cui tutto quel mondo di vita viene replicato a meno di uno, due... "n" dettagli..., finchè quell' "n" sia troppo grande per continuare la catena.
Ed è un "n" spaventosamente grande!... praticamente infinito!
Ci siamo; eccoci arrivati all'ipotesi di infiniti universi paralleli che la nostra mente, e la nostra esperienza concreta rifiuta di accettare.
Una infinità di universi monotonamente quasi identici mentre non conosciamo due fiocchi di neve uguali!
È questo il motivo per cui ancora il problema è oggetto di dibattito, ed ancora non si intravede una universale soddisfacente soluzione. Ma non bisogna abbattersi. La meraviglia dell'uomo è appunto la sua capacità speculativa ed ogni contributo serve.
Poi naturalmente ci sono altre considerazioni da fare ed altre angolature da analizzare criticamente in difesa dell'una o dell'altra possibilità; il discorso fra "Dio" e il "Caso"... è ancora decisamente aperto! Possiamo esercitare la capoccia!
Lucio Musto
22 novembre 2006 00:00
No, ZaZaan!
L'argomento è tanto vasto e profondo che lo sforzo mentale di "un normale" come dici tu è altrettanto valido di quello di uno con venti lauree guadagnate.
E naturalmente venti lauree guadagnate non le ha nessuno!
Quindi sforzati!, un contributo lo possiamo dare tutti!
Isaia Kwick
28 novembre 2006 00:00
.....Dopodiche' arrivo' l'uomo, e iniziarono i problemi, perche' fino all'ora gli animali si equilibravano, si organizzavano in gruppi e il loro grande vantaggio sull'uomo era il fatto che non si facevano domande, ma rigorosamente pratici gli animali davano vita ad strutture sociali piu' o meno complesse senza dogmi o pregiudizi. Con l'arrivo del furbetto "uomo" iniziarono i dolori, rendendosi conto della propria ignoranza inizio' ha porsi delle domande alle quali non sapeva rispondere, finche' uno piu' furbetto dell'altro comincio' a dare delle risposte, senza prova alcuna; iniziarono le credenze, in nome delle quali scoppiarono guerre e odi, e siamo ai nostri giorni, le guerre ci sono li odi sono rimasti.
Isaia
Lucio Musto
28 novembre 2006 00:00
Analisi acuta, possibile ed estremamente interessante, per noi, ma credo molto riduttiva, amico Isaia.
Io riesco a vedere l’uomo solo come un infinitesimo evento di tutta la creazione, un anello soltanto (anche se per noi vitale) di una catena lunghissima, e tutta la sua storia null’altro se non un attimo nel fluire incessante del tempo.
Un anello infinitesimo in cui c'è un atomo ancora più microscopico, che sono io, con la capacità di chiedersi: "Cui prodest?"
E naturalmente quello che mi intriga di più è lo scoprire perché io stesso mi ponga la domanda.
Ma non mi riesce di pensare che il fine non ci sia, e sia solo una bizzarria di un evento caotico non deterministico!
Lucio Musto
30 novembre 2006 00:00
Scusa Passante, non ho inquadrato bene il tuo messaggio C.V.D.
che cos'è che si voleva dimostrare?
isaia
30 novembre 2006 00:00
Chi e' nato prima l'ovo o la gallina?
Isaia
Lucio Musto
30 novembre 2006 00:00
Come rispettoso omaggio all'amico Isaia
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Prima l’uovo o la gallina?
«… il problema è, come al solito, se sia nato prima l’uovo o la gallina…»
Me ne stavo sotto il portico, in compagnia del mio amico, negli ultimi minuti del tramonto.
In attesa della cena ormai quasi pronta, filosofeggiando di non so che e sorseggiando il primo “negroni” della serata. Forse godendo dello stare insieme, o forse perdendoci nei raggi lontani di un sole morente, o forse solo presi dal gusto dolceamaro dell’intruglio riuscito, chissà mai perché, particolarmente buono. Si dovrebbe fare uno studio serio e scoprire perché il “negroni”, pur nella sua semplicità, riesce bene una volta su otto, cinque volte solo accettabile, e due volte, su otto, miserevole. Pensateci, non dipende dalla stagione, e nemmeno dal Gin.
E mentre me ne stavo così, praticamente in dolce panciolle, l’intercalare trito e sdrucito, ma tanto spesso usato sia pur nella sua insipienza, mi violentò i neuroni agitandomi il cervello. E…:
«Perché l’hai detto?»
«Cosa?…»
«Il fatto dell’uovo e la gallina. Cosa volevi intendere?… Non avevi null’altro da dire? o ti stuzzica la questione? o ripeti a pappagallo quello che senti dire al Bar?…»
«Ma che ne so, io… l’ho detto perché l’ho detto… se poi la cosa ti turba, posso ritirare la frase, o possiamo ragionarci su insieme e cercare di capire…»
Naturalmente del nostro sfaccendato disquisire precedente se ne perse ogni traccia, e ci dimenticammo del “negroni”, e dovettero chiamarci tre volte per andare a cena… Ma noi continuammo anche dopo.
“E’ nato prima l’uovo o la gallina?”.
L’abbiamo detto tutti, una volta o l’altra; ma perché?
Forse come archetipo di un problema irrisolubile. Ed in questo caso va benissimo. Salvo alla curiosità di chiederci perché questa frase e non una qualsiasi altra, del tipo: “Come i peperoni blu” o “per la papera a tre zampe”, o qualunque altra scemità. Simbolo per simbolo, uno vale l’altro.
O forse come mistero della natura da accettare e basta. E qui mi va malissimo. Perché, ovviamente, è nato prima l’uovo, poi la gallina. E’ possibile che qualcuno non ne sia certo?
Il mio amico ed io ci mettemmo “dalla parte del Diavolo”, come comunemente di dice, per studiare la posizione di quelli che non sono assolutamente certi che sia nato prima l’uovo; per cercare di farli ragionare. Tutti gli altri, quelli che hanno le idee chiare, sono dispensati dal continuare la lettura.
“L’uovo è nato prima della gallina” - Questo è quanto qui intendo dimostrare (almeno sulla scorta del lungo elucubrare col mio amico, anche dopo cena). Da ogni punto di vista; comunque si voglia considerare la frase o l’intenzione.
A prenderla letteralmente l’espressione si presta ad una risposta capziosa: la gallina è un uccello e, anche come Classe di animali, non ha più di cento milioni di anni. L’uovo è molto più antico; prima c’erano le uova dei rettili, degli anfibi, dei pesci… Quelle degli insetti, quelli dei molluschi e dei vermi poi, erano ancora più antiche… e di tanto!
Ma la frase va intesa come: “è nato prima l’uovo di gallina, o la gallina stessa?”.
Anche così, non ci sono dubbi. La gallina nasce da un uovo, e se è nata l’uovo da cui è uscita era certamente un uovo “di gallina”. E se questa era la prima creatura definibile come “gallina”, vuol dire che la fattrice di quell’uovo… non era “ancora” una gallina.
Quel qualcosa che ha determinato l’ultima variazione di qualità, quell’ultimo tassello degli innumerevoli già andati al loro posto perché un essere preesistente diventasse quello che definiamo “gallina” si può essere verificato solo nell’uovo, nella costruzione del nuovo organismo
“Ma insomma, su cosa vi state accanendo?… continuate a parlare fitto fitto lasciando noi signore da sole…” Il rimprovero di mia moglie ci scuote dal nostro ragionare, manco se loro, le “signore trascurate” avessero fatto qualcos’altro, nel frattempo.
“Mah… si parlava di molte cose,… di genetica, di forme animali,… di mostri…”.
“Ho capito!, ho capito!… come al solito!… quella biondastra del Supermercato, non riuscite proprio a levarvela dalla testa eh?… Uomini!!…”. E si allontana sdegnosa
Lucio Musto 17/maggio/2002 parole 676
passante
30 novembre 2006 00:00
X Lucio Musto
Vi sono molti passanti in questi forum, io sono uno di quelli con la p minuscola.
Mi riferivo al post di Tom e alla battuta di Jerry.
Lucio Musto
30 novembre 2006 00:00
grazie, passante. Capito.
logich
30 novembre 2006 00:00
da: passante
Data: 30 Novembre 2006
X Lucio Musto
Vi sono molti passanti in questi forum, io sono uno di quelli con la p minuscola..
forse perchè sei gobbo...a furia di passare a testa bassa..
Bruno Bargiacchi Via del Vingone 9 Arezz
08 dicembre 2006 00:00
---E ’ NATO PRIMA L’UOVO O LA GALLINA?---
Ho visto per caso questo argomento e mi provo ad intervenire:
Questo quesito è nato come battuta da una teoria,(la Teoria dell’evoluzione) che sostiene come la vita sulla terra si sarebbe sviluppata grazie a reazioni chimiche spontanee avvenute miliardi di anni fa.
La teoria non afferma che il caso avrebbe trasformato la materia inanimata direttamente in uccelli, rettili(galline) o altre forme di vita complesse. Sostiene piuttosto che una serie di reazioni chimiche spontanee avrebbe portato infine alla comparsa di forme di vita molto semplici come alghe e altri organismi unicellulari,da qui poi si arriva a forme di vita più complesse.
La teoria dell’evoluzione però incontra grosse difficoltà per quanto concerne l’origine dell’intero codice genetico, indispensabile per la riproduzione della cellula. Il vecchio enigma dell’uovo e la gallina si ripete a proposito di proteine e DNA.Lo scienziato Francis Hitching dice: “La formazione delle proteine dipende dal DNA. Ma il DNA non si può formare senza una proteina preesistente” (vedi libro The Neck of the Giraffe, cit., p. 66 ). Da qui il paradosso menzionato dal chimico Richard Dickerson nel libro Storia naturale ed evoluzione, cit., p. 55. “Alla domanda: ‘Sono comparsi prima gli uni o gli altri? [cioè le proteine enzimatiche o gli acidi nucleici]’ si deve rispondere: ‘Si sono sviluppati in parallelo’”. In altre parole sta dicendo che ‘l’uovo’ e ‘la gallina’ devono essersi evoluti simultaneamente, senza che l’uno sia venuto dall’altro. E'una conclusione ragionevole? Uno scrittore scientifico riassume la questione con queste parole: “L’origine del codice genetico costituisce un rompicapo simile a quello dell’uovo e la gallina, ovvero un problema ancora tutto da risolvere”. (The Sciences, “The Creationist Revival”, di Joel Gurin, aprile 1981, p. 17.)
Il chimico Dickerson fa anche questa interessante affermazione: “L’evoluzione del meccanismo genetico è la fase per la quale non esistono modelli di laboratorio; pertanto si possono fare congetture senza fine, non essendo intralciati da alcun fatto scomodo”.(Storia naturale ed evoluzione, cit. p. 67).
È scientificamente corretto mettere da parte con tanta facilità questa valanga di ‘fatti scomodi’? Leslie Orgel (un altro evoluzionista)definisce l’esistenza del codice genetico “l’aspetto più sconcertante del problema delle origini della vita”.( New Scientist, 15 aprile 1982, p. 151.) Da parte sua Francis Crick conclude: “Il meccanismo necessario per rendere operante il codice genetico, che è quasi universale, è troppo complesso per essere nato in un colpo solo”.(L’origine della vita, di Francis Crick, Garzanti, 1983, trad. dall’inglese di Bruno Vitale, p. 70).
A me sembra che la teoria dell’evoluzione cerchi di eliminare la necessità di far avvenire l’impossibile “in un colpo solo” presupponendo un processo graduale che abbia consentito alla selezione naturale di agire lentamente? Senza il codice genetico che permettesse di dare inizio alla riproduzione non poteva esistere il materiale sul quale la selezione naturale avrebbe dovuto operare.
C’è un altro ostacolo che la teoria dell’evoluzione deve sormontare. A un certo punto la cellula primitiva dovette escogitare qualcosa che avrebbe rivoluzionato la vita sulla terra: la fotosintesi. Questo processo, mediante il quale le piante assorbono anidride carbonica e cedono ossigeno, non è ancora del tutto compreso dagli scienziati. Come dice il biologo F. W. Went, “è un processo che finora nessuno è riuscito a riprodurre in provetta”.( The Plants, di Frits W. Went, 1963, p. 60.).Eppure c’è chi crede che una semplice minuscola cellula sia riuscita a produrla accidentalmente.
Grazie alla fotosintesi, un’atmosfera priva di ossigeno libero si trasformò in un’atmosfera nella quale una molecola su cinque è ossigeno. Questo rese possibile la vita degli animali, che respirano ossigeno, e la formazione di uno strato di ozono a protezione di ogni forma di vita dai dannosi effetti della radiazione ultravioletta. Si può attribuire questo sorprendente insieme di circostanze al caso oppure a una meteora che come un’astronave trasportava varie componenti per creare la vita?Credere questo è scienza o fantascienza?
Di fronte alle astronomiche probabilità contrarie alla formazione accidentale di una cellula vivente, alcuni evoluzionisti si vedono costretti a fare marcia indietro. Per esempio, Hoyle e Wickramasinghe, autori di Evoluzione dallo spazio, si arrendono, dicendo: “Questi problemi sono troppo complessi per poterli esprimere numericamente”. E aggiungono: “Non c’è alcun modo . . . di risolvere i nostri problemi disponendo semplicemente di un brodo organico maggiore e migliore, come noi stessi speravamo che fosse possibile solo un paio di anni fa. I numeri che abbiamo ottenuto sono tali da lasciare così poche speranze alla scala dell’universo come a quella terrestre” (Evoluzione dallo spazio, cit., pp. 37, 38.)
Quindi, dopo aver riconosciuto che per dare origine alla vita dev’esserci in qualche modo voluta un’intelligenza, gli autori dicono: “In effetti una tale teoria è così ovvia che ci si chiede perché non sia accettata da tutti come evidente. Le ragioni sono psicologiche più che scientifiche”( pp. 141, 142 Stesso libro) Un osservatore potrebbe quindi concludere che l’unica spiegazione plausibile del perché la maggioranza degli evoluzionisti preferisca credere a un’origine casuale della vita piuttosto che — per usare le parole di Dawkins — “a un disegno o a uno scopo o a una direzione preordinata”( Il gene egoista, cit., p. 14.),sia quella di una barriera ‘psicologica’. Perfino Hoyle e Wickramasinghe, dopo aver riconosciuto la necessità di un’intelligenza, dicono di non credere che l’origine della vita sia da attribuire a un Creatore.( Evoluzione dallo spazio, cit. p. 3Errore. L'argomento parametro è sconosciuto. Secondo il loro ragionamento, l’intelligenza è presupposto inderogabile, ma l’idea di un Creatore è inammissibile. Non sembra un atteggiamento contraddittorio?
Per essere accettata come fatto scientifico, l’origine spontanea della vita dovrebbe essere dimostrata col metodo scientifico, così descritto: Osserva ciò che accade; sulla base di queste osservazioni formula una teoria su ciò che potrebbe essere vero; verifica la teoria con ulteriori osservazioni ed esperimenti, e vedi se le previsioni basate su di essa si realizzano.
Volendo applicare il metodo scientifico, non è possibile osservare la generazione spontanea della vita. Non c’è nessuna prova che ciò si stia verificando ora e, ovviamente, nessun osservatore umano era presente quando, secondo gli evoluzionisti, ciò sarebbe avvenuto. Nessuna teoria in merito è stata verificata dall’osservazione. Gli esperimenti di laboratorio non sono riusciti a replicarla. Le previsioni basate su tale teoria non si sono realizzate. Vista l’impossibilità di applicare il metodo scientifico, è scientificamente corretto dire che una simile teoria è un fatto?
Dall’altro lato, ci sono ampie prove a sostegno della conclusione che la generazione spontanea della vita dalla materia inanimata non è possibile. “Basta pensare alla vastità di quest’impresa”, ammette George Wald, docente all’Università di Harvard, “per concludere che la generazione spontanea di un organismo vivente è impossibile”. Ma poi a cosa dice di credere questo evoluzionista? “Eppure eccoci qua: e sono convinto che siamo un risultato di una generazione spontanea”( Molecole e vita, cit., p. 13.5.). Vi sembra una conclusione obiettiva o scientifica?
Il biologo britannico Joseph Henry Woodger definì questo modo di ragionare “vero e proprio dogmatismo: pretendere che ciò che si vuol credere sia effettivamente accaduto”( The Immense Journey, di Loren Eiseley, 1957, p. 200). Com’è stato che gli scienziati sono arrivati ad accettare nella loro mente questa palese contraddizione del metodo scientifico? Il noto evoluzionista Loren Eiseley ammise: “Dopo aver rimproverato il teologo per la sua fiducia nel mito e nel miracolo, la scienza si è trovata nell’imbarazzante situazione di dover creare una propria mitologia, ovvero la supposizione che ciò che, nonostante lunghi tentativi, non si poteva dimostrare avvenisse oggi fosse realmente avvenuto nel passato primordiale”(stessa fonte , p. 199.).
Stando così le cose, si può dire che la teoria della generazione spontanea della vita trovi posto più nel reame della fantascienza che in quello dei fatti scientifici. A quanto pare molti suoi sostenitori hanno messo da parte in questo caso il metodo scientifico per credere quel che vogliono credere. Malgrado le schiaccianti probabilità contrarie all’origine accidentale della vita, un tenace dogmatismo prevale sulla cautela normalmente suggerita dal metodo scientifico.
Allora per concludere è venuto prima l’uovo o la gallina? Ecco in due parole una risposta che nessun fatto scientifico può contraddire L’unica”pecca” di questa risposta è che contrariamente alle varie teorie pseudo - scientifiche è molto semplice. Ma una verità per essere tale deve per forza essere complicata.
DOMANDA: “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”
RISPOSTA: “E Dio proseguì, dicendo: “Produca la terra anime viventi secondo le loro specie, animale domestico e animale che si muove e bestia selvaggia della terra secondo la sua specie”. E così si fece. E Dio faceva la bestia selvaggia della terra secondo la sua specie e l’animale domestico secondo la sua specie e ogni animale che si muove sul suolo secondo la sua specie.
(Libro della Genesi al capitolo 1 versi 24,25).
Sfido chiunque a dimostrare che questa realtà visibile a tutti da migliaia di anni non sia anche scientifica.
Grazie per l'attenzione.
Bruno Bargiacchi Arezzo
Bionda Baldracca Via del Minchione s.n.
09 dicembre 2006 00:00
Per Bruno Bargiacchi il sapiente.
E' nato prima l'uovo o la gallina?
Con l'uovo ci faccio la frittata; la gallina me la cucino alla diavola.
Al diavolo tutto il resto.
REALTA'
10 dicembre 2006 00:00
X Bruno Bargiacchi Via del Vingone 9
Quante chiacchiere intelligenti per giungere a una conclusione stupida:
Anche gli dei adorati dagli Egizi e altri popoli primitivi precedenti esistevano prima di quello degli Ebrei. Forse ti conviene di più accettare che siamo figli del Sole che sarebbe molto più plausibile e intelligente.
Qualche secolo fa, non si conosceva neppure l'elettricità e tanti altri fenomeni e tranquillo che se non arriva prima una guerra atomica, la scienza ti spiegherà anche il futile problema dell'uovo e della gallina.
Nel frattempo Babbo Natale e la Befana dove li mettiamo? Almeno queste creazioni sono nate da menti positive e non dal terrore di ESSERE SOLO DEGLI ANIMALI COME TUTTI GLI ALTRI evoluti un po' prima, ma COMUNI e MORTALI.