01 dicembre 2003 00:00
Io, come tanti altri, ho avuto un danno economico dal criminale comportamento dei dipendenti ATM di Milano e intendo chiedere il risarcimento dei danni subiti. Un paio di proposte:
1) per gli altri danneggiati: riuniamoci in gruppo per avere piu' forza e diminuire i costi legali
2) per ATM: visto che dara' l'ente a cui verranno chiesti i danni, forse conviene valutare la possibilita' di bloccare preventivamente stipendi e 13me..
Antonio
01 dicembre 2003 00:00
Lo sciopero è uno strumento sempre più abusato.
Mi chiedo se il valore aggiunto delle concessioni che otterranno questi lavoratori sia confrontabile con il danno, anche solo economico, che gli stessi hanno procurato a terze parti che in nessun modo possono interagire con decisioni, siano esse politiche o sindacali.
Per questo trovo molto calzante la similitudine con il terrorismo: colpire tutti, senza badare ai danni che si producono, sperando di ottenere un piccolo vantaggio per sé.
Ciò che spiace è che non vengano attuati provvedimenti immediati, perdurando questo stato di cose ancora molte ore dopo l'inizio delle prime polemiche.
Michele Maffucci
01 dicembre 2003 00:00
Sono sempre stato solidale con chi sciopera per i propri diritti.. oggi pero' si e' andati troppo oltre.. quello che e' successo a Milano e' stato VERGOGNOSO... anche gli scioperi hanno le loro regole e oggi non sono state rispettate... Ci siamo trovati in migliaia a piedi per raggiungere i posti di lavoro sotto la pioggia, spiazzati da questa decisione dei lavoratori che, a mia memoria, non ha precedenti. Mi dispiace, ma dalla ragione si passa al torto...
Ilaria
01 dicembre 2003 00:00
mi piacerebbe sapere se posso chiedere all'atm il rimborso della giornata di lavoro persa...
maria
01 dicembre 2003 00:00
direi di stare molto attenti con queste similitudini tra i sindacati e il terrorismo che non stanno nè in cielo nè in terra... a Milano i lavoratori hanno "allargato" lo sciopero spontaneamente, e purtroppo è il cittadino che ne paga le conseguenze, ma avete da consigliare un metodo di lotta migliore? non è violenza, è l'UNICO modo per farsi sentire da un governo sordo e cieco...
per questo sono completamente solidale con chi sta scioperando per i propri (e non solo) diritti!
Rosi
02 dicembre 2003 00:00
Quando andavo a scuola ricordo che era a disposizione di noi studenti una sorta di "monte ore" da utilizzare per le nostre riunioni e discussioni. Quindi stava a noi suddividere questo tempo in modo responsabile ed utile. Vista la situazione degli ultimi anni riguardante tutti i settori ma soprattutto i mezzi di trasporto che che si debba chiedere a gran voce, anche tramite le associazioni dei consumatori, un monte ore/giorni di sciopero utilizzabili nell'arco di un anno.
Molti non saranno d'accordo ma credo che qui non abbiamo più a che fare con la libertà di protesta e di richiesta: la libertà propria finisce dove inizia quella degli altri e mi pare che fino ad oggi gli unici a rimetterci sono gli utenti.
Mariagrazia
02 dicembre 2003 00:00
da un lato son solidale con gli scioperanti, è l'unico modo che hanno per farsi sentire davvero dallo stato, dai sindacati e dalla stessa azienda, poi però, dall'altro lato hanno creato troppi danni ai cittadini, lavoratori e studenti milanesi, ed è per questo che son troppo tentata a chiedere i danni per la giornata di lavoro persa!
cmq, se qualcuno avesse qualche novità a proposito di rimborsi....
Lalla
02 dicembre 2003 00:00
Propongo uno sciopero degli utilizzatori dei mezzi di trasporto pubblico. Per una settimana i conducenti dell'ATM ci portano in giro senza che noi paghiamo il biglietto. Ci sentiamo offesi nel profondo dell'animo e non esiste soluzione al problema, soltanto piccoli rattoppi. CI spiace, ma noi milanesi non lo scorderemo più. Lalla
Gian Carlo
02 dicembre 2003 00:00
Concordo con tutti sull'inopportunità del disagio indotto agli utenti da parte degli scioperanti. Volevo solo fare un'osservazione: se io non rispetto un contratto devo pagare dei danni. L'ATM (e non solo lei in quanto è malcostume nel pubblico impiego) non onora il contratto sottoscritto con i lavoratori. Dovrebbe pagare i danni. E se il danno lo hanno provocato i ben pagati "dirigenti", che investono nelle obbligazioni CIRIO per esempio, dovrebbero pagare loro in solido invece che costringere lavoratori contro lavoratori
Cristiano
03 dicembre 2003 00:00
Comprendo appieno il disagio subito da tutti coloro che, essendo utenti abituali dei mezzi pubblici di trasporto, in occasione del recente e "particolare" sciopero di categoria, si sono ritrovati a piedi in una città, già di per sé congestionata dal traffico e "stressata" quale è Milano, del tutto bloccata e in totale "panico". Io ero tra quelli che hanno affrontato interminabili file per prendere una taxi ed arrivare in stazione dopo ore di file chiusi in auto. Personalmente, tuttavia, non me la sento (e credo sia ingiusto) prendersela con i lavoratori scioperanti. Da quando esiste, lo sciopero è lo strumento dei lavoratori storicamente rivelatosi il più efficace per rivendicare i propri diritti e destare l'attenzione del datore del lavoro e dell'opinione pubblica. Il disagio che tale strumento produce ne costituisce il mezzo intrinseco, inalienabile e necessario per il suo successo. Il fine primo ed ultimo del datore di lavoro è sempre stato il massimo profitto, per conseguire il quale egli ha chiaramente bisogno del consumatore, sia questi di un bene o di un servizio. E' fisiologico che lo sciopero colpisca il cliente per riverberarne l'effetto sul datore di lavoro. Penso pertanto che lo sciopero di lunedì non sia altro che uno sciopero ben riuscito, e l'effetto "sorpresa" suscitato dall'anticipo dell'orario di inizio sia più da premiare per originalità e coraggio che da biasimare e criticare. Negli ultimi anni l'ATM non ha fatto altro che aumentare vertiginosamente i prezzi dei suoi biglietti (non ho dimenticato certo, con l'avvento dell'euro, l'aumento da 1500 lire a 1 euro subito dal biglietto urbano! E solo poco prima lo stesso biglietto costava 1000 lire...), ma non mi risulta che l'Azienda abbia proporzionalmente migliorato la qualità dei servizi che offre. E per giunta vengo a sapere, grazie a questo poderoso sciopero, che i contratti di lavoro dei suoi dipendenti non vengono adeguati da anni! Bhè, in questo i lavoratori dell'ATM hanno tutta la mia solidarietà.
giorgia
03 dicembre 2003 00:00
VERGOGNOSO!!!! ma non indirizzato ai lavoratori di Milano, vergognoso è che che il governo e i sindacati possano portare all'esasperazione una categoria, ma tante altre ce ne sono, fino a rischiare il proprio posto di lavoro per 100 euro in più al mese. Capite dove stiamo andando? Gli scioperi regolarizzati non hanno piu potere. Preavvisi, precettazioni, non piu' di un giorno consecutivo... l'unico disagio è per il lavoratore che perde denaro, senza aver dato voce alle sue ragioni. Quello che hanno fatto a milano è secondo me un gesto di grande disperazione e di grande coraggio. Dovremmo prendere esempio come lavoratori, e sopportare i disagi a noi provocati.... perchè ben altri e peggiori ce ne aspettano se andiamo avanti cosi'....
Sabrina
03 dicembre 2003 00:00
Quello che si è vissuto a Milano il gg. 01/12/03 è VERGOGNOSO, per non dire altro.
La sottoscritta per recarsi al lavoro si è dovuta fare a piedi c.ca 5 Km ad andare e tornare a casa, il tutto con problemi di salute e soprattutto di gambe. Cortesemente vorrei avere il modulo per farela denuncia al giudice di pace, urgentemente.
Grazie, saluti
pier luigi gallozzi
04 dicembre 2003 00:00
ma siamo impazziti? le azioni sindacali (tutte!!!) sono come gli atti terroristici? una cosa del genere si può capire detta al bar dopo aver passato una giornata di inferno per uno sciopero messo in atto con criteri deprecabili, ma a scriverla sul sito (pubblico!) di un'associazione di consumatori c'è da vergognarsi. Non ho niente a che spartire con i lavoratori dei servizi pubblici ma, per curiosità, quale sarebbe secondo lei uno strumento corretto che potrebbero usare per le loro rivendicazioni, invece dello sciopero?
P.S. visitavo il sito perché avevo pensato di associarmi!
Lucio Silvestri
09 dicembre 2003 00:00
AHIME'!
Sono d'accordo con Primo Mastrantoni nel dichiarare che lo sciopero è, ormai, uno strumento superato e - soprattutto - lesivo degli interessi del lavoratore. Dello sciopero, inoltre, sopportano il peso gli utenti (e non le Imprese) e, di nuovo, gli stessi lavoratori che ne esercitano il diritto.
Non siamo più ai tempi di Taylor: oggi dovremmo essere nell'epoca del diritto e del pieno rispetto reciproco, per cui lo sciopero NON DOVREBBE PIU' AVER MOTIVO di essere esercitato. NON SUSSISTE DIRITTO a ritardare il rinnovo di un contratto dopo la scadenza di quello in vigore! Avete mai calcolato che, dopo alcuni giorni di sciopero, le concessioni economiche che si ottengono vanno a malapena a coprire la perdita derivante dallo sciopero stesso?
E' IMMORALE che, con ANNI a disposizione per pianificare il rinnovo, questo non avvenga ENTRO il termine FISIOLOGICO!
Bisogna normare CON APPOSITA LEGGE quanto segue:
1) i Sindacati presentino le richieste con XX mesi di anticipo rispetto alla scadenza del contratto;
2) inizino le trattative, anche con opportune mediazioni;
3) Se l'accordo non viene raggiunto ENTRO LA SCADENZA del contratto in vigore, LE AZIENDE PAGHINO - temporaneamente, e fino a raggiungimento dell'accordo - QUANTO INIZIALMENTE RICHIESTO DAL SINDACATO; il successivo accordo NON comporterà conguaglio.
L'interesse delle Aziende sarà così teso al RAGGIUNGERE un accordo, e non a RISPARMIARE grazie agli scioperi dei propri lavoratori, i quali sono anche odiati per aver esercitato il proprio diritto alla lotta sindacale.
Ma CHI fa le leggi?
Auguri!
Lucio
Tram
04 gennaio 2009 00:00
E la tramvia fiorentina a che punto e'
tram
Gianni
04 gennaio 2009 00:00
Per sciopero si intende l'astensione collettiva dal lavoro di lavoratori dipendenti allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o per solidarietà.
Il salario o stipendio che viene detratto è proporzionale alla sospensione lavorativa.
Non ci vedo niente di superato, anzi sono i datori di lavoro che ultimamente, con il precariato, hanno acquisito un esagerato potere di contrastare le rivendicazioni dei lavoratori o prestatori d'opera, vero strumento lesivo degli interessi dei lavoratori.
Gianni