Reset
30 novembre 2006 00:00
La morte è morte, eguale per tutti. Eguale per vecchi, bambini, uomini e donne adulti. In guerra, in operazioni militari, la morte di esseri umani grida alle nostre coscienze di uomini e donne con voce tonante.
Le armi devono tacere, è chiaro quanto necessario, ma da entrambe le parti, da entrambe le fazioni in lotta.
Esaltare la morte di alcuni a scapito di quella di altri non fa che alimentare odio, vendetta e tribolazione.
Episodi come questi sono una vergogna per l'uomo civile, per l'uomo ragionevole, da qualunque parte si guardi in un conflitto.
Bush si dovrebbe sentire in imbarazzo, quanto i capi dei terroristi e dei facinorosi iracheni, tutti con la stessa morte nel cuone, tutti con la stessa condanna dell'anima.