Commenti
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Jo 02 dicembre 2006 00:00
se non vuoi il nucleare tieniti strette le centrale a carbone, quelle a gasolio e paga la bolletta salata, io voglio il nucleare, non sarà mica una morte di una spia russa a farmi paura......allora dopo i fatti di auschwitz avrebbero dovuto chiudere tutte le centrali a gas, non si sa mai si ci chiudesse dentro in israeliota.
nuclearista 02 dicembre 2006 00:00
Ogni anno muoiono 7000 persone di ......
.... incidente stradale !

Allora mettiamo al bando le macchine ?

E le centinaia di dipendenti Enel ammalatisi e deceduti per tumori da amianto causati dalle fibre liberate dallo stesso materiale che veniva usato per l'isolamento termico delle caldaie ?

Di quelli non ne parla nessuno ?

passante 02 dicembre 2006 00:00
Anche la CO2 uccide, eppure è nell'atmosfera.
Oppure prova a farti una flebo di olio di semi di girasole e vediamo come stai.
Tutto fa male, bisogna vedere come viene utilizzato e gestito.
Topesio 02 dicembre 2006 00:00
Leggo interventi di una stupidità unica.
La flebo di olio di semi di girasole basta semplicemente non farsela, mentre nel caso del nucleare è il CONTROLLO del fenomeno che sfugge agli uomini.
Troppo difficile da capire?
PaladinodelleLibertà 02 dicembre 2006 00:00
Delle sostanze nocive bisogna cercare di bandire tutto quel che si può, ma in maniera ragionevole.
Comunque, come nel caso degli incidenti stradali, anche la sicurezza del nucleare dipende in gran parte dal comportamento umano, ora che le centrali nucleari sono altamente e tecnologicamente sicure. Per essere precisi lo erano già anche molto tempo fa', infatti l'incidente di Cernobyl ad esempio, avvenne solamente per via di negligenze umane...
Inoltre, a dire il vero, però, l'energia alternativa proveniente da fonti inesaurbili come il vento, è ancora meno costosa ed è realmente, ancora più sicura.
isaia 03 dicembre 2006 00:00
Chi ha avvelenato la spia sara' contaminato ugualmente, non mi sembra molto maneggevole questa roba, da poterla versare con disinvultura dentro un bicchiere.
Isaia
FABRIZIO 03 dicembre 2006 00:00
Nessuno penso voglia sostenere che il nucleare é assolutamente sicuro o che é la soluzione assolutamente migliore.

Ma se avete un cancro e volete cercare di sopravvivere, dovrete accettare cure che vi faranno sicuramente male, prima che bene, ma che forse, vi faranno campare qualche anno in più.

Continuare a sperare che qualcuno abbia la bacchetta magica per l'energia pulita e in quantità illimitata, rifiutando di prendere atto che dal punto di vista energetico, l'Italia é messa di merda (scusate il termine), é un suicidio.

Fra pochi anni, 5 o 10 o forse 20, ma non oltre, noi saremo ancora qui a discutere su nucleare si o nucleare no.

Ma fra 5 o 10 o 20 anni, non ci sarà più petrolio o quello che ci sarà costerà una cifra folle.

E noi saremo ancora qui a discutere, ma lo faremo al freddo, al buio e a piedi, mentre gli altri paesi, come la Francia, avranno tutto il tempo di trovare valide e percorribili alternative, sicuri nel frattempo di non restare al freddo, al buio e a piedi !

Ma si sa, lo slogan preferito dagli imbecilli é sempre stato:
"Tanto peggio... tanto meglio!".

ernest 03 dicembre 2006 00:00
"Ma se avete un cancro e volete cercare di sopravvivere, dovrete accettare cure che vi faranno sicuramente male, prima che bene, ma che forse, vi faranno campare qualche anno in più."

Una cura che fà male c'è dà rimanere di stucco di fronte a tali affermazioni .La cura non dovrebbe solo fare bene ?

"Ma si sa, lo slogan preferito dagli imbecilli é sempre stato:
"Tanto peggio... tanto meglio!"."

Gli esperti in materia crescono giorno per giorno ...

E noi saremo ancora qui a discutere, ma lo faremo al freddo, al buio e a piedi, mentre gli altri paesi, come la Francia, avranno tutto il tempo di trovare valide e percorribili alternative, sicuri nel frattempo di non restare al freddo, al buio e a piedi !

Per il freddo puoi sempre accendere un fuoco per il buio una candela e i piedi e meglio che non calpestino radiattività .
L'esempio da seguire semmai è la Germania che nonostante sia qualche migliaio di km sopra di noi incentiva il fotovoltaico e il solare termico con quote abbastanza rilevanti , in crescita anno per anno , mentre il paese del sole solo recentemente a deciso di rivolgersi al fotovoltaico , con peraltro un boom di richieste tale che in parecchi sono rimasti fuori ,alla faccia del nucleare.

15 Giugno 2000
LA GERMANIA FUORI DAL NUCLEARE; MA NEL MONDO L'ATOMO RESISTE
"Benvenuti". È l'espressione che oggi Legambiente utilizza per accogliere la decisione della Germania di Schroeder di dare il via alla chiusura progressiva degli impianti nucleari presenti sul suolo tedesco per la produzione di energia. "L'Italia - ha dichiarato Ermete Realacci, presidente dell'associazione - è uscita dalla produzione di energia atomica molti anni fa, grazie alle battaglie vittoriose degli ambientalisti e di Legambiente in prima fila. E la scelta compiuta, più passano gli anni, più si rivela lungimirante. Oggi anche la Germania di Schroeder, con 15 anni di ritardo sulla nostra "felice intuizione" si unisce al "club dell'atomo dismesso", e questa non può non essere che accolta come un'ottima notizia. Purtroppo sono ancora molte le centrali alle porte di casa, e più in generale quelle nel mondo, che sono in funzione o vengono messe in cantiere". Legambiente presenta così la geografia del nucleare, la mappa delle centrali attive ed operanti in giro per il mondo, con un occhio d'attenzione per l'Europa. E senza dimenticare l'eredità maledetta di Cernobyl (un altro impianto che dovrebbe chiudere entro l'anno) che tuttora - come ha avuto modo di verificare direttamente Legambiente, che segue da anni la vicenda con un suo progetto di solidarietà - produce un aumento delle patologie tumorali nelle zone colpite dall'incidente, cibi avvelenati dalle radiazioni, indebolimento delle difese immunitarie nei bambini. Ma torniamo all'Europa. Con un 434 centrali disseminate in tutto il mondo il nucleare copre il 15% della domanda elettrica del pianeta. Nel 1998 dalle centrali atomiche sono usciti 2.291 miliardi di chilowattora di elettricità, soprattutto da Stati Uniti e Francia, leader incontrastati tra i paesi con il numero maggiore di impianti nucleari. Il record di produttività energetica è stato però raggiunto nel '99: la capacità generativa elettrica mondiale degli impianti basati sull'atomo è arrivata infatti a quota 345 gigawatt, valore massimo raggiunto dal 1960, anno dell'avvio del nucleare. Durante gli anni '90 però la capacità globale è salita solo del 4,7%, un valore estremamente ridotto se confrontato con la crescita del 140% verificatasi durante gli anni '80. Il record delle centrali in funzione lo detengono gli Usa con 104 impianti per una produzione complessiva di 673 miliardi di chilowattora l'anno. La Francia, al secondo posto nella classifica mondiale, a fine '98 contava 58 impianti in funzione ed uno in costruzione per una produzione complessiva pari a 368 miliardi di chilowattora. Mentre negli Stati Uniti, nonostante il grande numero di centrali, il nucleare contribuisce al fabbisogno della domanda elettrica con una quota del 18,69%, in Francia copre oltre il 75,5% della richiesta annua. E proprio dalla Francia, a due passi dai nostri confini, giungono notizie poco rassicuranti sul livello di affidabilità delle centrali: troppi incidenti nucleari "significativi" nel 1998 (sono questi gli ultimi dati disponibili) secondo la DSIN, l'autorità di controllo della sicurezza delle centrali nucleari. Sebbene il numero degli incidenti - 376 su alcune centinaia di reattori nucleari sparsi sul territorio - sia stato inferiore a quello dell'anno precedente, il quadro generale si presenta preoccupante. "Negligenza", "dimenticanze", "strappi alle regole", "lassismo": sono queste le critiche mosse all'autorità nazionale francese, l'EDF, che "per dieci anni si e' disinteressata delle regole perché sapeva che lo Stato non avrebbe effettuato controlli". Circuiti di raffreddamento difettosi, ''invecchiamento'' delle centrali da 1300 megawatt e mancanza di adeguate misure di protezione del personale, unita alla "leggerezza" di alcuni tecnici, delineano i contorni di una situazione che ha imposto all'EDF di intensificare nel 1999 i suoi sforzi in materia di sicurezza. Scorrendo la classifica dei paesi più 'nuclearizzati' - secondo i dati del NucNet, l'agenzia di informazioni nucleari - spicca anche il Giappone con un parco di 53 centrali, una produzione di 368 miliardi di chilowattora l'anno ed una copertura del fabbisogno elettrico nazionale del 35%. Forte contributo del nucleare anche in Lituania dove le due sole centrali esistenti riescono a soddisfare il fabbisogno nazionale per il 77%. Nel 1999 e' iniziata la costruzione di due reattori, entrambi in Giappone, che hanno portato a 32 il numero di reattori in fase di realizzazione, per una capacita' complessiva di 25.716 megawatt. Tre nuovi reattori (in Francia, India e Repubblica Slovacca) sono stati collegati alla rete elettrica nello stesso anno, mentre in Svezia un reattore è stato definitivamente chiuso. L'Asia rimane l'ultima area del pianeta in cui si registra una crescita del nucleare. La Corea del Sud ha il più consistente piano di sviluppo: alle 14 centrali esistenti (che forniscono il 40% del fabbisogno energetico) se ne dovrebbero affiancare altre 6 entro il 2005. La Cina ha attualmente 3 reattori e 6 in costruzioni: l'obiettivo della Repubblica Popolare è quello di realizzare altri 50 reattori entro il prossimo decennio. Estremamente carenti, soprattutto ad est, le condizioni minime di sicurezza: un recente rapporto delle Autorità di Controllo per la sicurezza nucleare dell'Europa Occidentale ha ad esempio espresso su tre Paesi in lista d'attesa per l'ingresso nell'Ue (Bulgaria, Lituania e Slovacchia) forti dubbi sulle capacità di evitare incidenti nucleari. Ma un discorso analogo si potrebbe fare per tutte le centrali dell'ex blocco sovietico, mentre l'ex-capo dell'Ufficio indiano di controllo dell'energia atomica (Aerb), Gopalakrishnan, ha recentemente detto che l'India "dovrà probabilmente far fronte ad un serio incidente nucleare in un futuro non troppo lontano". Gopalakrishnan ha svelato che la stessa Aerb ha elencato 130 difetti in installazioni nucleari in un rapporto elaborato quattro anni fa. L'India due anni fa ha tra peraltro lanciato un nuovo progetto nucleare, raddoppiando il budget a disposizione dello sviluppo di questo tipo di energia. Nonostante le ingenti spese l'energia nucleare in India non copre più del 2% del fabbisogno energetico nazionale

Fonte:legambiente

Fabio Quattrocchi [email protected]
SIGN e-PETITIONS WWW.PASSPORT.PANDA.ORG
Let's leave our children a living planet
passante 03 dicembre 2006 00:00
bravo topesio, capisci sempre quello che vuoi tu!!!
e ora sfuggi pure ai virus, ai batteri ed alla CO2... tu che sei così abile!
come al solito non hai capito un cazzo e ti fermi a guardare il particolare invece della questione di fondo.
magari sei anche uno di quelli che sostiene che l'iran ha diritto al nucleare? giusto per capire la coerenza.
Topesio 03 dicembre 2006 00:00
Le tue amenità, caro il mio passante (che passa e ripassa ma mai se ne va...), fanno letteralmente cascare le braccia, tanto sono ingenue.
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