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er metico 05 dicembre 2006 00:00
...semplice. Non fanno!
lalla 05 dicembre 2006 00:00
io penso che gli atei siano più credenti dei credenti...!!!!
le religioni indicano che dio è dentro di noi, certo per chi lo immagina come un vecchietto seduto in cielo o crede ai racconti è un altro discorso,ma chi è un pò più avanti spiritualmente può definirlo come una sorta di "energia", che permette la vita, quindi è dentro di noi.
credere in noi stessi, nella nostra forza interiore è credere in un certo senso in dio, che non è quello definito dalle religioni, ossia fatto ad immagine e somiglianza umana, ma è "pura energia", è potere di gestire la nostra personalità, capacità di gestire i pensieri, libertà di essere se stessi e di seguire il proprio cuore e i propri desideri.
non sentirsi giudicati da niente e nessuno,questo vuol dire non sentirsi soli..se tu cerchi qualcosa al di fuori di te,è solo xchè hai dei "problemi". se vuoi cercare dio, cercalo dentro di te, xchè ammesso e non concesso che esista, si trova lì..non è altrove...
ti omaggio con queste parole:
"quante volte vi ho detto che non sono l'unico figlio o figlia di dio? tutti voi condividete con me questa discendenza, siamo figli di dio, abbiamo in noi l'amore e la saggezza divini, tutte le risposte ai nostri problemi si trovano dentro di noi.."
Riflessioni dalla mente di cristo- paul ferrini.

gli atei non so "i cattivi", sono solo persone che hanno trovato da soli la loro verità, qualsiasi essa sia.
ZaZaan! 05 dicembre 2006 00:00
Questa volta sono abbastanza d'accordo con lalla (non ne approfittare,piccola!), anche se naturalmente con le parole "pura energia" ci può stare qualunque cosa, anche una pietra, secondo la famosa equazione:

E = m.c.c (Energia uguale massa per il quadrato della velocità della luce)
Paolo 1 05 dicembre 2006 00:00
Gli atei, come me, credono solo a cio' che esiste (la materia) e non credono a cio' che non esiste (dio).
lalla 05 dicembre 2006 00:00
zanzaan..sono emozionata....
ho scritto pura energia appunto per definire un qualcosa di generico, che può essere qualsisi cosa, a seconda delle interpretazioni che gli si vogliono dare.
paolo, secondo te come nasce una vita?
Simona 06 dicembre 2006 00:00
Ma lallina cara.. ma tu sei qui..

Ti invito qui.. ti prego leggi c'ho che ho scritto.. mi farebbe piacere conoscere anche il tuo punto di vista..

Ciao sorellina lalla

Simona
Simona 06 dicembre 2006 00:00
ops.. ho dimenticato di allegare il link a lalla..

Ti aspetto qui lallina cara .. http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=161428

Ciao
gioiadivivere 06 dicembre 2006 00:00
In effetti non so proprio come si faccia a vivere senza Dio! Non riesco ad immaginare la mia vita senza. Anche io prima non credevo ed ero sempre insoddisfatta, cupa e pessimista. Adesso invece non mi sento più sola, credere in Dio dà un senso alla mia vita. E poi Babbo Natale dove lo mettiamo? Anche gli ufo mi danno molto conforto...e gli spiriti, gli angeli, ecc ecc.? Meno male che ci sono loro, perchè con gli esseri umani proprio non vado d'accordo, com'è più facile invece interagire con entità che fanno, pensano e dicono sempre quello che voglio io!!...eh già......poveri atei!!!
Mario 06 dicembre 2006 00:00
Autore: E-segio
Data: 4 Dicembre 2006

Una domanda che pongo agli atei convinti:

come fate senza Dio? Contate solo sulle vostre forze o in fondo sperate che qualcosa oltre il vuoto ci sia?

Da ex ateo mi rendo conto che prima ero solo (siamo soli, canta Vasco Rossi), mentre adesso che credo non lo sono più.
*************************************

Perchè mai un ateo dovrebbe porsi queste domande? per la tua prima domanda ti dico che vivacchiamo ed anche bene, per la seconda... boh?! è una vita che mi rimbocco le maniche e faccio sacrifici da solo....

Solitudine? con una famiglia e degli amici che senso può avere questa parola?!

Saluti
Mario.


Paolo 1 06 dicembre 2006 00:00
Lalla, sono un disoccupato, non una levatrice. Comunque, per dirla con Laplace, dio e' un'ipotesi non necessaria, tutto si spiega in termini materiali, non c'e' bisogno di tirare in ballo spiriti e spiritelli. Qualche spiritoso ha definito la vita una malattia contagiosa, che si trasmette per via sessuale, e porta inevitabilemente alla morte. E il primo uomo? Rileggiti Darwin e compari.
Ciao

Comunque nella mia vita quotidiana posso sentire la mancanza di denaro, di servizi efficienti, di tante altre cose, ma non certo di dio.
Uso "dio" con la minuscola perche' lo considero un nome comune, fin troppo, e non un nome proprio di persona.
mister x 06 dicembre 2006 00:00
Vi invio questo gustoso racconto, credo sia in tema con l'argomento del forum.



G.H.Hardy (1877-1947) matematico, professore di Cambridge,era uno spietato avversario dell’idea che eesistesse Dio e dei simboli esteriori della religione.
Con Dio avrebbe combattuto una battaglia senza sosta nel corso di tutta la sua vita, tentando di dimostrare l’impossibilità della sua esistenza.
La sua lotta divenne così personale che paradossalmente egli finì per evocare proprio quella figura la cui esistenza tanto veementemente desiderava negare.
Quando si recava a vedere gli incontri di cricket, portava con sé un corredo di armi “ antidio” per scongiurare ogni possibilità che piovesse.
Anche se in cielo non c’era una nuvola, arrivava allo stadio con quattro maglioni, un ombrello e un fascio di lavoro da fare sotto il braccio.
Come spiegava agli spettatori che gli sedevano accanto al campo di gioco, stava cercando di indurre Dio a pensare che egli sperasse che piovesse, di modo da avere l’opportunità di portarsi un po’ avanti con il lavoro.
La sua idea era che Dio, suo nemico giurato, avrebbe fatto splendere il sole al solo scopo di mandargli in fumo ogni prospettiva di utilizzare quel tempo per fare della matematica.
Un giorno d’estate Hardy rimase molto deluso nel vedere la partita di cricket a cui stava assistendo interrompersi bruscamente perché il battitore si era lamentato di essere stato accecato da un lampo di luce proveniente dalle tribune dove lui era seduto.
Ma la sua irritazione si trasformò in gioia quando fu chiesto a un ecclesiastico dalla stazza gigantesca di togliersi l’enorme croce d’argento che teneva al collo, dato che rifletteva la luce del sole.
Hardy non poté trattenersi e passò la pausa pranzo a mandare cartoline a raffica ai suoi amici per raccontare la schiacciante vittoria del cricket sul clero.


Tratto da
L’ENIGMA DEI NUMERI PRIMI
Di Marcus du Sautoy
BUR
Useg 06 dicembre 2006 00:00
Gioiadivivere,

l'idea che trasmetti è quella di una grande solitudine. O è solo rabbia repressa troppo a lungo?
Lucio Musto 06 dicembre 2006 00:00
Scusi, mister x, in quale capitolo è?

Non m'è riuscito di rintracciarlo, nemmeno attraverso il nome. Hardy è presente in cento pagine diverse!

Grazie
mister x 06 dicembre 2006 00:00
X Lucio Musto
E' il quinto capitolo:
La corsa matematica a staffetta:
parte la rivoluzione riemanniana.


Hardy, l'esteta della matematica.

Un cordiale saluto

Lucio Musto 06 dicembre 2006 00:00
Grazie, mister x. Trovato.

Dovevo anche averlo letto, ma non me ne ricordavo punto.
Aveva ragione Renato Caccioppoli, quando diceva che il rimbecillimento è un limite raggiungibile!
filosofo 07 dicembre 2006 00:00
Autore: E-segio
Data: 4 Dicembre 2006

Una domanda che pongo agli atei convinti:

come fate senza Dio? Contate solo sulle vostre forze o in fondo sperate che qualcosa oltre il vuoto ci sia?

Da ex ateo mi rendo conto che prima ero solo (siamo soli, canta Vasco Rossi), mentre adesso che credo non lo sono più.


A prescindere dalla validità del discorso ateo, una cosa è comunque certa:

CREDERE NELLE RELIGIONI E' DA COGLIONI!

punto e a capo...

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