Jo
07 dicembre 2006 00:00
dicono che al posto dello zucchero velato ci sarà un altra "sostanza", purchè la dose minima non superi i limiti della turco
Pandoro
07 dicembre 2006 00:00
Ed oggi consumare un buon panettone è ancora possibile? Ecco i consigli dell’Aduc, l’Associazione Difesa Utenti Consumatori.
Sia che si scelga un panettone artigianale o industriale, la prima regola è quella di consultare l’etichetta. La qualità dei panettoni e il relativo costo dipendono dalla composizione degli elementi e dalla loro quantità. Sulle etichette gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente, purtroppo senza indicazioni di peso o percentuale per i singoli componenti. Nonostante ciò il consumatore può difendersi osservando l'ordine nel quale sono elencati gli ingredienti. Il panettone e' fatto di farina, uova, burro, zucchero. L'elemento che costa di meno e' lo zucchero per questo alcuni produttori aumentano la quantità dello zucchero, facendolo salire al secondo o terzo posto nell'elenco degli ingredienti. Quindi se l'etichetta colloca lo zucchero al secondo posto dopo la farina, il panettone non è di qualità, così come se insieme al burro o addirittura in sua sostituzione, c'e' la margarina. Un buon panettone deve avere la seguente composizione, in ordine decrescente: farina, uova, burro, zucchero. I produttori non sono obbligati a scrivere se il burro e' fresco di panna o proveniente da siero di latte congelato e se le uova sono fresche o in polvere o congelate. Occorre allora scegliere quei produttori che, di propria iniziativa, indicano la presenza di burro di panna, uova fresche (meglio se c'e' solo il tuorlo). In sintesi la composizione in ordine decrescente di un panettone di lusso è la seguente: farina, tuorlo di uova fresche, burro fresco di panna, zucchero.