Emilio
27 febbraio 2004 00:00
Racconto un'allucinante esperienza che mi capitò nel 1992 e per la quale tutt'oggi ne ho subito le conseguenze.A seguito delle pressanti insistenze da parte della mia ex moglie (sono divorziato),decisi di accettare l'offerta di un'impresario edile e di vendere per la somma di 215 milioni di lire, la quota di 2/8 di un terreno ereditato (una legittima).Feci lo sbaglio di accettare di firmare l'atto presso il notaio di fiducia dell'acquirente e per giunta senza testimoni. Questo notaio che evidentemente era disposto a farsi a pezzettini per il suo cliente, mi fece credere che di INVIM dovevo pagare solo 15 milioni di lire.Accettai e gli staccai l'assegno per il pagamento di questa tassa all'ufficio del registro. Egli mi nascose la abissale differenza tra il valore iniziale e il valore finale di ciò che stavo vendendo.Misi tutti i soldi nella ristrutturazione della casa coniugale e dopo tre anni quando ormai li avevo quasi finiti, ricevetti 2 notifiche ,una dall'ufficio del registro con ingiunzione di pagamento dell'importo lievitato di imposte e interessi di 50 milioni oltre quei 15 pagati al momento del rogito e da parte dell'ufficio tecnico erariale l'accertamento di valore che attestava che il terreno venduto valeva molto di più.Era quello che desiderava l'acquirente impresario.Andai a piangere all'ufficio del registro, ma mi dissero che mentre per l'accertamento potevo fare ricorso alla commissione tributaria, per l'INVIM non c'era niente da fare e che dovevo pagare quei 50 milioni "senza dire neanche mezzo bah !" (parole del funzionario), perchè andavano pagati al momento dell'atto (totale 65 milioni di INVIM !!!!!).Erano gli ultimi soldi che m'erano rimasti e li pagai.Feci ricorso alla commissione tributaria per l'accertamento perchè si trattava ad occhio e croce secondo il tributarista , di altri 60 milioni da pagare di accertamento.Per paura di vederci confiscata la casa coniugale, la intestai a mia moglie, che però anche lei caduta in depressione perse la testa, chiese la separazione e mi disse di andarmene. Andai in affitto, la denunciai per truffa e la costrinsi a rivendermela in cambio del ritiro della denuncia.Rientrai in posseso della mia casa e divorziai.Scrissi all'ordine dei notai chiedendo semplicemente se il notaio era tenuto a darmi le informazioni sulle conseguenze a cui sarei andato incontro con quella vendita.Mi risposero che il loro collega non aveva colpe, che disse loro che avevo detto che il resto dell'INVIM l'avrei pagato più in là (incredibile) e di non insistere con queste insinuazioni sull'operato del loro collega perchè sennò mi avrebbero denunciato. Dopo dieci anni la commissione tributaria mi ha bocciato il ricorso. Ho potuto aderire ,per fortuna, all'ultimo condono fiscale con rate trimestrali da 1800 euro che mi hanno talmente messo in difficoltà da obbligarmi a vendere la casa e acquistarne una più piccola.Per concludere vendetti quel terreno per pagare una montagna di tasse, ammalarmi di depressione e rovinarmi la vita. Che responsabilità aveva il notaio? Nessuna. Loro le responsabilità se le tolgono tutte e lo scrivono anche negli atti di compravendita.Non avrei potuto dimostrare niente.Questi professionisti non li sfiori neppure legalmente. Un'altro mi ricordo, che volle 100 mila lire per correggere presso la conservatoria un'errore commesso da lui stesso in un atto.
Gianna
05 marzo 2004 00:00
risposta a Emilio
Emilio,
mi dispiace molto per lei anche perchè mi sembra che nonostante non sia uno sprovveduto, lei sia stato veramente vittima delle circostanze molto negative nei suoi confronti, ma le posso confermare che i notai sono forse (e questo forse lo metto solo per evitare eventuali conseguenze ai miei commenti, quindi non ha valore dubitativo) la categoria di 'agenti immobiliari' ovviamente più esperta di tutte......e sinceramente di notai 'onesti' fino in fondo ne ho visti ben pochi mi creda.
Già quando una decina di anni fa mio suocero fece la donazione a mio marito del'appartamento nel quale vivevamo, loro hanno un cugino notaio che, guarda un pò, all'epoca speculò non solo sulle pratiche legali ma anche e soprattutto per quanto riguardava la sua parcella.....
2 anni orsono vendemmo quell'appartamento per acquistare da un'agenzia immobiliare una piccola casetta singola da ristrutturare, dove ora attualmente ci siamo da poco trasferiti, ma nonostante io mi sia sempre tenuta documentata e informata circa gli aspetti legali della compravendita, sia il (la in questo caso....) notaio e l'imprenditore ci hanno dato una buggeratura di quelle proprio da 'truffa legalizzata', avendomi spacciato per cortile comune al quale noi avevamo diritto di posto auto, una proprietà privata che era stata rogitata al legittimo proprietario in precedenza al ns rogito di un tre o quattro mesi prima.......
Da poco ho scoperto questa 'concordata manchevolezza' nell'informazione del notaio - perchè sono andata io al catasto a verificare la cosa in quanto l'altro proprietario della cosiddetta 'corte comune' dove io avevo acquistato i miei 2 posti auto, mi ha esplicitamente vietato la sosta anche solo momentanea delle ns. auto, mentre sibillinamente il ns. rogito riporta a tale riguardo un fraseggio alquanto contorto che non permette a chi lo legge di capire bene cosa voglia significare, ci è concesso solo il passaggio carrabile per entrata e uscita dalla ns. proprietà, altrimenti avremmo dovuto pure prendere l'elicottero per poter uscire di casa.
Alle mie rimostranze con velata minaccia di denuncia - peraltro da me riportata in modo molto educato - il notaio sorridendo mi rispose che non era suo 'dovere' controllare al catasto se vi fosse stata qualche variazione, anche perchè senz'altro non le sarebbe risultata visto che anche quel rogito aveva una differenza di un paio di mesi preceednti al mio, e quindi il notatio se ne lava le mani dando la colpa alle 'lungaggini burocratiche' del ns. sistema catastale ed esentandosi quindi da ogni colpevolezza..........in più anche a me oltre alle tasse ed alla sua parcella notarile per il rogito, mi espose un'ulteriore parcella di ben 900 Euro sempre per correggere l'errore ch e Noi le avevamo segnalato........... quindi la cosa mi sembra molto simile alla sua....e purtroppo sapendo che loro hanno la situazione sotto controllo più di noi, chi osa denunciarli???????
Certo che a questo punto dico: sì l'Italia è proprio il paese dei ladri e per di più legalizzati!!!!
Poveri noi .........speriamo in bene, saluti a tutti
Emilio
08 marzo 2004 00:00
Ringrazio la Sig.ra Gianna per la solidarietà mostratami per quanto mi accadde ma ho letto che anche Lei è stata vittima del menefreghismo professionale di uno di questi "pubblici ufficiali". Come dice il proverbio : " mal comune...mezzo gaudio." C'è però chi dice che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio neanche in questa categoria di professionisti. Allora diciamo che siamo caduti, come chissà quant'altra gente, nelle mani sbagliate, in "pecore nere" della categoria e che le persone disoneste e senza scrupoli esistono in ogni campo professionale. La cosa vergognosa e che dà fastidio però è che quando facciamo presente il comportamento scorretto di questi professionisti, ci viene risposto che non sono tenuti a tutelare i clienti (da cui percepiscono salate parcelle), e sono esenti da responsabilità derivanti da atti "pericolosi"... E se inoltriamo proteste o chiediamo semplici delucidazioni al loro stesso ordine, le prendono come delle insinuazioni accusatrici e ci minacciano addirittura di querela. Beh...si sa che cane non mangia cane. Ma se vogliono essere ulteriormente pagati per correggere i loro stessi errori, di che cosa sono responsabili queste persone nel loro lavoro? Se fosse per me, metterei la firma per far abolire questa categoria oppure per farli stipendiare come degli impiegati statali. A mio parere anche gli uffici delle entrate del ministero delle finanze ed in particolar modo gli uffici del registro hanno un comportamento ingiusto e discutibile nei confronti del cittadino. Ma non avranno un accordo per far affluire soldi alle casse del fisco per sanzioni nei confronti di malcapitati cittadini? Mi auguro che non sia così. Ormai in italia non c'è più niente che possa stupire, neanche ciò che può sembrare assurdo ed impensabile. Tutto può far cassa per risanare i bilanci dello stato.D'altronde, una grossa fetta delle entrate utili al risanamento dei bilanci comunali,non deriva dalle contravvenzioni fatte dai vigili urbani? Ecco perchè le città sono piene di divieti di sosta anche dove non servono! Personalmente non credo più neanche un pò nella buona fede, nella trasparenza e nella comprensione delle istituzioni nei confronti dei cittadini. A tal proposito cito un'altro fatto incredibile che mi è accaduto recentemente. Tre anni fa, a seguito di una visura che chiesi presso il concessionario incaricato nella mia città per la riscossione dei tributi, scoprii per caso, che avevo nei miei confronti una cartella esattoriale a ruolo, per una somma di 5 milioni di lire da parte dell'ufficio del registro. Recatomi a chiedere spiegazioni in merito, venni a sapere che riguardava la decadenza dei benefici fiscali (4%) per l'acquisto della prima casa. In effetti nel 1985 acquistai una casetta chiedendo, nell'atto, l'agevolazione fiscale prevista. Il NOTAIO però, non si degnò di informarmi che per usufruire di quell'agevolazione fiscale, bisognava essere residenti anagraficamente e al momento del rogito, nello stesso comune dove stava la casa che si stava acquistando. Figuriamoci se io potevo essere al corrente dell'esistenza di questa legge (che poi giustamente modificarono). Ma il NOTAIO lo sapeva sicuramente. I solerti impiegati dell'ufficio del registro si accorsero da una ricerca anagrafica che in realtà il giorno del rogito non ero residente nel comune dove acquistavo. Infatti cambiai la residenza 20 giorni dopo! E cioè dopo che, come tutti fanno, aver traslocato e reso la casa abitabile con fornitura d'acqua e energia elettrica. Per questa grave manchevolezza (20 giorni di ritardo!), l'ufficio del registro mi prese alla tregua di uno che voleva truffare lo stato e mi impose la restituzione della somma detratta come agevolazione di cui avevo usufruito.Circa un milione di lire. Sostennero che mi notificarono tale richiesta con una raccomandata (a me mai pervenuta),e che ritornò loro indietro per un probabile errore o disguido postale. E il ricorso avrei dovuto farlo entro 60 gg. dal ricevimento di quella raccomandata(?!) Il loro dovere era terminato. A loro non interessava se io non ne ero venuto a conoscenza. Anche il concessionario per la riscossione dei tributi sostenne di avermi notificato per posta quella cartella esattoriale. Nell'arco di 15 anni quella somma è lievitata per more ed interessi fino a raggiungere l'importo di 5 milioni di lire.E mai nessuna comunicazione neanche da parte dell'ufficio Albo pretorio del comune che regolarmente però mi mandava il certificato elettorale.A nulla servirono le mie proteste. A nulla servì il ricorso all'ufficio e alla commissione tributaria che feci tramite un avvocato tributarista facendo presente che, tuttavia la residenza, anche se dopo 20 gg., la cambiai. Mi negarono persino il pagamento rateale. Il funzionario rispose al mio avvocato: "eeehh...già può pagare...". Gente insensibile. Gente spietata. Qualcuno mi disse: "è il loro lavoro. Questi impiegati fanno carriera così e ormai sono abituati come il becchino che si mangia il panino davanti al cadavere". E il NOTAIO? Che responsabilità aveva? Nessuna. Era tenuto professionalmente (visto che lo pagavo) a dirmi che dovevo essere residente nel comune dove acquistavo, per poter usufruire di quella agevolazione fiscale No. Non era tenuto.I NOTAI pare che non abbiano nessuna responsabilità per gli atti che stipulano.Potrebbero anche non dirti che ci sono tasse da pagare, e poi dire magari che non gli hai dato i soldi. Ma allora non sarebbe meglio andare noi personalmente a pagare queste tasse di registro? E allora chi può aver avuto responsabilità per quanto accadutomi? L'ENTE POSTE? Che scrisse "irreperibile all'indirizzo" con tanto di cassetta postale nel mio cancello. Riuscite a vederlo uno che fa causa alle POSTE ? L'avvocato mi disse che uno non è mai "irreperibile". Può essere in ospedale, in carcere, ma se non sta al cimitero e si vuole notificargli qualcosa, lo si DEVE trovare per forza, per portarlo a conoscenza, anche "lasciandogli un avviso incollato all'uscio di casa" come prescrive la legge. Ma non ci si deve più meravigliare di niente...non siamo il paese di Pulcinella?