FABRIZIO
23 gennaio 2007 00:00
Io non vedo nessun sopruso nel fatto che alcune emittenti private abbiano iniziato a spegnere le emissioni analogiche sostituendole con quelle digitali, dal momento in cui, tra l'altro, per vedere queste emittenti non si pagava comunque alcunchè canone.
Costoro hanno esercitato un loro legittimo diritto nella evoluzione del sistema di emisione.
Tra l'altro, l'unica per cui si paga il canone é la Rai che peraltro, non ha ancora spento nulla, per cui, anche in questo caso, non ci vedo alcun sopruso nel fatto che la stessa Rai abbia affiancato alla normale emissione analogica anche tutta una serie di canali digitali.
Come ad esempio non mi era parso un sopruso il fatto che la Rai abbia spento radiodue (e presto spegnerà radiouno) in AM, dato che ormai nessuno più ascolta l'AM.
Casomai potrà dispiacere a chi ascolta le trasmisioni da paesi stranieri, anche se ormai, col satellite, non ha più molto senso parlare di emissioni radiofoniche in AM.
E neppure ho visto soprusi quando le case discografiche smisero di produrre i 33 giri e si misero a fare i CD.
La gente non si é strappata i capelli e non ha buttato i giradischi ne cesso, anzi, li ha tenuti in buona conservazione ed ha affiancato loro i lettori CD (che non costavano poco, all'inizio)
La stessa cosa si potrebbe dire per tante altre evoluzioni delle tecnica (si chiamano così) che permettono un continuo miglioramento della qualità, una pluralità maggiore e un aggiornamento delle tecniche e delle apparecchiature.
Se ciò non accadesse, saremmo ancora al fonografo a tromba e alla radio di marconi in codice morse !!
E non mi pare neppure un esborso considerevole spendere 60-70 euro per un D.D.T.
In merito al contributo, chiunque poteva fruirne, bastava presentare la ricevuta dell'abbonamento alla TV.
Addirittura in certi IPER c'é stato un periodo che grazie al contributo il DDT era addirittura gratis o comunque non costava più di 20 euro, come quando l'ho preso io.
I soprusi sono ben altri, come impedire alla gente di usare internet, o impedire alle radio e TV libere di esistere, o alla stampa di esprimersi liberamente, e purtroppo di paesi dove ciò accade, ve ne sono più di quanti pensiamo.
Mi pare anzi che nel nostro paese di libertà di espressione coi mezzi di comunicazione, a volte, ce ne sia anche troppa !!
Franco
23 gennaio 2007 00:00
Spegnere la trasmissione radio sulle frequenze di AM perché nessuno ormai utilizza quelle frequenze non è ovviamente un sopruso, ma non puoi fare una similitudine col digitale. Il giorno che l’utilizzo delle trasmissioni analogiche sarà sostituita definitivamente dal digitale e gli utenti non useranno più l’analogico, allora la RAI potrà spegnere la trasmissione su queste frequenze cosi come ha fatto con la radio in AM.
Per quanto riguarda la modica cifra di 70 euro per l’acquisto di un decoder digitale, ti ricordo che questa cifra va moltiplicata per il numero di televisori che hai in casa.
Se si vuole sperimentare il digitale terrestre lo si faccia pure ma in parallelo all’analogico, impedire a un cittadino che vive in Sardegna e in Valle d’Aosta di vedere la RAI sul digitale mentre in tutte le altre regioni la si vede tranquillamente a me sembra un vero sopruso!