Adolfo
24 gennaio 2007 00:00
om ajnana-timirandhasya jnananjana-salakaya
caksur unmilitam yena tasmai sri-gurave namah
om: vibrazione sonora con la quale ci si rivolge al Supremo; ajnana: (dell')ignoranza; timira: (dal) le tenebre; andhasya: di uno che era cieco; jnana-anjana: (dall')unguento della conoscenza spirituale; salakaya: da uno strumento medico chiamato salaka, che è usato per applicare l'unguento medico agli occhi afflitti dalle cataratte; caksuh: occhi; unmilitan: erano aperti; yena: dai quali; tasmai: a lui; srigurave: al mio maestro spirituale; namah: omaggi.
Offro i miei rispettosi omaggi al mio maestro spirituale, che ha aperto i miei occhi accecati dalle tenebre dell'ignoranza con la torcia della conoscenza.
Hare Krishna
Bhagda
24 gennaio 2007 00:00
Pace e bene.
Hare rama
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Hare Hare
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Krishna,
l’infinitamente affascinante
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Sri panca-tattva pranama
panca-tattvatmakam krishnam bhakta-rupa-svarupakam
bhaktavataram bhaktakhyam namami bhakta-saktikam
panca-tattva-atmakam: che comprende le cinque verità trascendentali; krishnam: al Signore, Sri Krishna; bhakta-rupa: nella forma di un devoto; sva-rupakam: nell'espansione di un devoto; bhakta-avataram: nell'incarnazione di un devoto; bhakta-akhyam: un devoto; namami: offro i miei omaggi; bhakta-saktikam: l'energia della Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.
Offro i miei omaggi a Sri Krishna Caitanya che appare come un devoto [Sri Caitanya Stesso], come Sua espansione personale [Sri Nityananda], come Sua incarnazione [Sri Advaita], come Suo devoto [Sri Srivasa] e come Sua energia [Sri Gadadhara]. Egli è la Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Prayojana-adhideva pranama
sriman rasa-rasarambhi vamsi-vata-tata-sthitah
karsan venu-svanair gopir gopinathah sriye 'stunah
sriman: Signore degno di adorazione; rasa: della danza rasa; rasa: del piacere; arambhi: l'iniziatore; vamsi-vata: dal nome Vamsivata; tata: sulla riva; sthitah: stanno; karsan: attraente; venu: del flauto; svanaih: dal suono; gopih: le pastorelle; gopi-nathah: Sri Gopinatha; sriye: benedizione; astu: che ci sia; nah: per noi.
Sri Gopinatha, che inaugurò l'emozione trascendentale della danza rasa, siede sulla riva a Vamsivata e attrae l'attenzione delle pastorelle con il suono incantevole del Suo flauto. Possano Essi concederci le Loro benedizioni.
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Vaisnave Vijnapti
Preghiera ai vaisnava (dal Prarthana)
(1)
ei-baro karuna koro vaisnava gosai
patita-pavana toma bine keho nai
O vaisnava Gosvami, per favore sii misericordioso ora con me. All'infuori di te nessuno può purificare le anime cadute.
(2)
jahara nikate gele papa dure jay
emona doyala prabhu keba kotha pay
Dov'è possibile trovare una persona così misericordiosa che al solo vederla tutti i peccati se ne vanno?
(3)
gangara parasa hoile pascate pavan
darsane pavitra koro ei tomara gun
È possibile purificarsi bagnandosi numerose volte nelle acque del sacro Gange, ma è sufficiente vedere te e le anime cadute si purificano. Questo è il tuo grande potere.
(4)
hari-sthane aparadhe tare hari-nam
toma sthane aparadhe nahi paritran
Il santo nome libera colui che ha commesso un'offesa verso Sri Hari, ma non esiste possibilità di liberazione se si commette un'offesa alla tua persona.
(5)
tomara hridoye sada govinda-visram
govinda kohena mora vaisnava paran
Il tuo cuore è un luogo dove Sri Govinda è sempre presente, ed Egli dice: "I vaisnava sono nel Mio cuore."
(6)
prati-janme kori asa caranera dhuli
narottame koro doya apanara boli'
Ambisco alla polvere dei tuoi piedi di loto, qualunque nascita io possa ottenere. Per favore, considera Narottama una cosa tua, e sii gentile con me.
Hare Krishna
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Mangalacarana
vande’ham sri-guroh sri-yuta-pada-kamalam sri-gurun vaisnavams ca
sri-rupam sagrajatam saha-gana-raghunathanvitam tam sa-jivam
sadvaitam savadhutam parijana-sahitam krishna-caitanya-devam
sri-radha-krishna padan saha-gana-lalita-sri-visakhanvitams ca
vande: offro i miei rispettosi omaggi; aham: io; sri-guroh: del mio maestro spirituale iniziatore o del mio maestro spirituale istruttore; sri-yuta-pada-kamalam: agli opulenti piedi di loto; sri-gurun: ai maestri spirituali nel sistema parampara, cominciando da Madhavendra Puri e continuando fino a Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura Prabhupada; vaisnavan: a tutti i vaisnava, cominciando da Brahma e poi a tutti gli altri; ca: e; sri-rupam: a Srila Rupa Gosvami; sa-agra-jatam: con il suo fratello più anziano, Srila Sanatana Gosvami; saha-gana-raghunatha-anvitam: con Raghunatha dasa Gosvami; tam: a lui; sa-jivam: con Jiva Gosvami; sa-advaitam: con Advaita Acarya; sa-avadhutam: con Nityananda Prabhu; parijana-sahitam: e con Srivasa Thakura e tutti gli altri devoti; krishna-caitanya-devam: a Sri Caitanya Mahaprabhu; sri-radha-krishna-padan: ai piedi di loto di Sri Krishna e Radharani; saha-gana: con i compagni; lalita-sri-visakha-anvitan: accompagnati da Lalita e Sri Visakha; ca: anche.
Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del mio maestro spirituale e a tutti gli altri precettori situati nel sentiero del servizio devozionale. Offro i miei rispettosi omaggi a tutti i vaisnava e ai sei Gosvami, a Srila Rupa Gosvami, a suo fratello maggiore Sanatana Gosvami, a Raghunatha dasa Gosvami, a Jiva Gosvami, e ai loro compagni. Offro i miei rispettosi omaggi a Sri Advaita Acarya Prabhu, a Sri Nityananda Prabhu, a Sri Caitanya Mahaprabhu, e a tutti i devoti, primo fra i quali Srivasa Thakura. Offro inoltre i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto di Sri Krishna, di Srimati Radharani, e a tutte le gopi, fra cui Lalita e Visakha.
Adolfoa
25 gennaio 2007 00:00
Nella mitologia dell'induismo uno degli avatara, o incarnazione, del dio Vishnu, ma per molti devoti semplicemente il Dio supremo e salvatore universale. Storicamente, numerosi e differenti "culti di Krishna" si diffusero nei secoli, plasmando una divinità dai numerosi aspetti, come Krishna ladro del burro, fanciullo malizioso ma adorabile (legato alla città di Vrindaban, a sud di Delhi) e il Krishna dalla pelle blu, divinità pastorale che suona il flauto (il significato letterale del nome krishna è "nero"). I suoi due aspetti più importanti per la storia dell'induismo, però, sono quelli di protagonista della guerra descritta nel Mahabharata e di dio mandriano, amato dalle pastorelle.
Il guerriero Krishna dell'epica del Mahabharata svolge, come auriga dell'eroe Arjuna, il ruolo chiave nel più noto episodio del poema, il "Canto del Signore", o Bhagavad-Gita. Qui egli insegna varie vie di liberazione, ma, soprattutto, si rivela come Dio onnipotente. Dio (Krishna) è quindi l'unico vero attore dell'universo e l'unico possibile oggetto di devozione, che ricambia a sua volta l'amore dei devoti. La Bhagavad-Gita è probabilmente il più popolare fra i testi indù, ma è particolarmente significativo per i devoti di Vishnu, che indentificano il Krishna della Gita con il loro grande dio
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Aum aum aum aum aum.
Per liberare il forum dai pensieri cattivi, un mantra in vostro onore. Aum aum aum aum aum. Soprattutto dedicato a Vincenzo Donvito, mio idolo politico.
Aum aum aum.
Adolfo
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Il Mantra
Quando qualcuno ci fa un regalo, anche il più piccolo, il minimo che possiamo fare è ringraziarlo. È buona educazione e buon senso. Figuriamoci allora che cosa dovremmo fare verso la Persona che ci dà la vita. Anima e corpo, respiro e cibo, gioia e conoscenza. Verso la Persona che ci sostiene e che ci vuole infinitamente bene.
È vero che a volte incontriamo delle difficoltà quando dalla vita dobbiamo imparare qualche dura lezione; ma questi sono i frutti delle nostre mancanze e dei nostri errori. Egli ci ha dato il libero arbitrio, siamo noi a decidere come usarlo. Allora se vogliamo ringraziarLo per tutto, pregarLo per qualcosa o semplicemente glorificarLo, possiamo farlo, in qualsiasi modo e lingua. Ma da testi millenari sappiamo che c’è un modo con il quale Gli si parla e si ottengono buoni risultati! Alcuni grandi santi confermano, nelle Scritture e con l’esempio, che a Lui piace essere chiamato così. Sarà vero? Noi lo facciamo e sappiamo che funziona. Se anche voi volete provare, aprite il cuore, tranquillizzate la mente e recitate, pregate o cantate:
Hare Krishna Hare Krishna
Krishna Krishna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare
Vridna
25 gennaio 2007 00:00
Il nome Krishna vuol dire 'Colui che attrae tutti', il nome Rama significa 'Colui che dà piacere a tutti' e il nome Hare è indirizzato all’energia devozionale del Signore. Quindi il maha-mantra significa: “O Signore che attrai e dai piacere a tutti, o energia del Signore, Ti prego impegnami nel Tuo servizio di devozione”. Cantate il mantra Hare Krishna e le vostre vite saranno sublimi.
Vvv
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Il karma e la reincarnazione
"Per l'anima non vi è nascita nè morte. La sua esistenza non ha avuto inizio nel passato, non ha inizio nel presente e non avrà inizio nel futuro. Essa è non nata, eterna, sempre esistente e primordiale. Non muore quando il corpo muore." (Bhagavad-gita 2:20)
Può sembrare che ciò che si pensa su ciò che succede dopo la morte non sia così importante, e che ciò che veramente conta sia solo come si vive qui e adesso. Ma che dire se le due cose fossero strettamente connesse? Che dire se ciò che si fa ora influisse in modo determinante sul futuro e le mie attività del passato avessero ora i loro effetti? Con un'analisi approfondita, inoltre, si può osservare che lo stile di vita nelle diverse culture del mondo si può facilmente mettere in relazione al concetto che ciascuno ha della vita dopo la morte
Adolfo
25 gennaio 2007 00:00
Krishna e' il Signore di tutti tempi, gioviale tollerante e' colui che ama il mondo, e onesto e generoso.
Hare rama hare Krishna
Adolfo
26 gennaio 2007 00:00
Krishna e' la luce che illumina la notte senza luna, il pensiero generoso di una felicita' costante che ti accompagna per sempre.
Adolfo
Adolfo
27 gennaio 2007 00:00
Sri panca-tattva pranama
panca-tattvatmakam krishnam bhakta-rupa-svarupakam
bhaktavataram bhaktakhyam namami bhakta-saktikam
panca-tattva-atmakam: che comprende le cinque verità trascendentali; krishnam: al Signore, Sri Krishna; bhakta-rupa: nella forma di un devoto; sva-rupakam: nell'espansione di un devoto; bhakta-avataram: nell'incarnazione di un devoto; bhakta-akhyam: un devoto; namami: offro i miei omaggi; bhakta-saktikam: l'energia della Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.
Offro i miei omaggi a Sri Krishna Caitanya che appare come un devoto [Sri Caitanya Stesso], come Sua espansione personale [Sri Nityananda], come Sua incarnazione [Sri Advaita], come Suo devoto [Sri Srivasa] e come Sua energia [Sri Gadadhara]. Egli è la Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.
profano
28 gennaio 2007 00:00
Cosa fai Adolfo? Prima tenti di attirare l'attenzione su di te raccontandoci un po' di belle cose sulla filosofia-religione indiana dell'induismo, per poi mettercelo in culo a tutti quanti, una volta che mostrerai al tua vera faccia?
Tra l'altro l'induismo non è mica quella religione che tiene ancora adesso l'India divisa in caste? e che permette dunque la sopraffazione, dei più deboli e degli appartenenti alle caste inferiori, da parte dei più forti nonchè da parte degli appartenenti alle caste superiori? I quali, tra l'altro fanno uso di una violenza inaudita e gratuita verso coloro che considerano "inferiori". Perchè non citi anche questi aspetti della religione Induista?
Che sicuramente erano gli aspetti più amati dal tuo idolo di nome adolf(o), altro che le cazzate tutto "rose e fiori" che stai raccontando adesso!
Adolfo
29 gennaio 2007 00:00
I piedi di Sri Rupa Manjari
(dal Prarthana)
(1)
sri-rupa-manjari-pada, sei mora sampada,
sei mor bhajana-pujana
sei mora prana-dhana, sei mora abharana,
sei mor jivanera jivana
I piedi di Sri Rupa Manjari (la forma eterna di Rupa Gosvami come gopi a Vrindavana) sono la mia vera ricchezza. Essi sono l'oggetto del mio bhajana e del mio puja. Sono il tesoro del mio cuore, gli ornamenti e la vita della mia vita.
Adolfo
30 gennaio 2007 00:00
X profano.
Gli aspetti della religione induista che tu dici non li condivido, Krishna e' il mio Dio che ripudia la violenza. Krishna e' amore e felicita', valori che stiamo perdendo. Il suo intervento ne e' un segnale evidente, comunque gli auguro felicita e serenita'.
Adolfo
ps. L'allusione che ha fatto al mio nome non la commento.
Adolfo
30 gennaio 2007 00:00
Ma io scrivo che cazzo mi pare! Non devo certo rendere conto a te, caro profano.
Adolfo
Adolfo
30 gennaio 2007 00:00
"Per l'anima non vi è nascita nè morte. La sua esistenza non ha avuto inizio nel passato, non ha inizio nel presente e non avrà inizio nel futuro. Essa è non nata, eterna, sempre esistente e primordiale. Non muore quando il corpo muore." (Bhagavad-gita 2:20)
Può sembrare che ciò che si pensa su ciò che succede dopo la morte non sia così importante, e che ciò che veramente conta sia solo come si vive qui e adesso. Ma che dire se le due cose fossero strettamente connesse? Che dire se ciò che si fa ora influisse in modo determinante sul futuro e le mie attività del passato avessero ora i loro effetti? Con un'analisi approfondita, inoltre, si può osservare che lo stile di vita nelle diverse culture del mondo si può facilmente mettere in relazione al concetto che ciascuno ha della vita dopo la morte.
Spesso è proprio questo che modella l'intera impostazione culturale. Sebbene i particolari della trasmigrazione dell'anima, la reincarnazione, siano differenti da religione a religione, le basi scientifiche di questo credo o i princìpi su cui si fonda, sono gli stessi. In sostanza il concetto è che la forza vitale, o l'essenza che distingue un corpo vivente da uno morto, sopravvive alla morte del corpo; bisogna passare di corpo in corpo, proprio come in questa vita si passa dall'infanzia all'adolescenza e dall'adolescenza alla vecchiaia, fino a quando non si raggiunge la perfezione, vale a dire la relazione di puro amore per Dio che rende coscienti della propria posizione originale. Fino a che non saremo abbastanza puri e desiderosi di ricongiungerci a Dio, torneremo più e più volte a prendere nuovi corpi materiali al fine di purificare appunto la nostra coscienza da tutti i desideri di natura materiale.
La legge di causa ed effetto, conosciuta nella letteratura vedica come "legge del karma" e simboleggiata nella Bibbia dalla frase "ciò che semini raccoglierai", accompagna logicamente il concetto di reincarnazione. Spesso confuso con una specie di punizione, il karma, propriamente compreso, è un sistema didattico dal quale si può trarre insegnamento; se si fanno le cose giuste, tutto andrà bene, mentre se si fanno cose sbagliate tutto andrà male; così è possibile imparare dai nostri errori. Spesso l'apprendimento è sottile quindi, anche se non ricordiamo gli errori commessi nelle vite precedenti, saremo guidati naturalmente verso il progresso, o il regresso, secondo i desideri e le attività del passato. Il fatto che non si possano ricordare le attività del passato non dimostra affatto che non esistano. D'altro canto chi ricorda le prime parole di questo articolo? Gli scettici sostengono che la reincarnazione è la speranza di chi non riesce ad accettare la morte. Molti non desiderano però reincarnarsi, ma cercano di perfezionare le loro vite in vista di un obiettivo al di là del mondo materiale.
Adolfo
31 gennaio 2007 00:00
O Kesava! O Signore dell'universo! O Signore Hari, che hai assunto l'aspetto di un essere metà uomo e metà leone! Tutte le glorie a Te! Proprio come si può schiacciare facilmente tra le unghie una vespa, così il corpo del demone Hiranyakasipu simile a una vespa, è stato squarciato dalle poderose unghie appuntite delle Tue meravigliose mani di loto.
Adolfo
31 gennaio 2007 00:00
Krishna la luce il sorriso la serenita'.
hare rama
Adolfo
31 gennaio 2007 00:00
Preghiera della notte. Luce della luna divina, divina l'ombra che che delinea la luce.
Adolfo
01 febbraio 2007 00:00
Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati pranama
(1)
nama om visnu-padaya krishna-presthaya bhu-tale
srimate bhaktisiddhanta-sarasvati iti namine
namah: omaggi; om: vibrazione sonora con la quale ci si rivolge al Supremo; visnu-padaya: a colui che è ai piedi di loto di Sri Visnu; krishna-presthaya: che è molto caro a Sri Krishna; bhu-tale: sulla Terra; srimate: bellissimo; bhaktisiddhanta-sarasvati: Bhaktisiddhanta Sarasvati; iti: così; namine: chiamato.
Offro i miei rispettosi omaggi a Sua Divina Grazia Bhaktisiddhanta Sarasvati, che è molto caro a Krishna, perché ha preso rifugio ai Suoi piedi di loto.
Adolfo
01 febbraio 2007 00:00
hari he doyala jaya radha-nath
baro baro ei-baro loho nija sath
O Hari! Mio misericordioso Signore! Tutte le glorie a Te, che sei il Signore di Radha! Molte volte Ti ho evitato, ma questa volta, per favore, prendimi come fossi di Tua proprietà.
Adolfo
01 febbraio 2007 00:00
Preghiera serale
panca-tattvatmakam krishnam bhakta-rupa-svarupakam
bhaktavataram bhaktakhyam namami bhakta-saktikam
panca-tattva-atmakam: che comprende le cinque verità trascendentali; krishnam: al Signore, Sri Krishna; bhakta-rupa: nella forma di un devoto; sva-rupakam: nell'espansione di un devoto; bhakta-avataram: nell'incarnazione di un devoto; bhakta-akhyam: un devoto; namami: offro i miei omaggi; bhakta-saktikam: l'energia della Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.
Offro i miei omaggi a Sri Krishna Caitanya che appare come un devoto [Sri Caitanya Stesso], come Sua espansione personale [Sri Nityananda], come Sua incarnazione [Sri Advaita], come Suo devoto [Sri Srivasa] e come Sua energia [Sri Gadadhara]. Egli è la Suprema Personalità di Dio che dà forza al devoto.
Adolfo
02 febbraio 2007 00:00
La reincarnazione e le religioni del mondo
Proprio come gli hindu e i buddisti accettano la dottrina della reincarnazione, così tutte le tradizioni religiose l'hanno accettata in tempi diversi. Gli antichi Egizi e i Greci la accettavano come un fatto della vita, mentre i Druidi arrivavano a prestare denaro pensando di riaverlo in una vita futura. Gli indiani d'America, gli aborigeni australiani e molte tribù africane includono la reincarnazione nei loro credo. L'idea, pienamente accettata da Ebrei ed Esseni, era largamente diffusa ai tempi di Gesù, e ha continuato ad essere popolare tra gli Ebrei europei fino alla fine del Medioevo, tra gli Ebrei Cassidici e mistici, presso i quali è conosciuta come gilgul ed è spiegata abbastanza in profondità in varie opere cabalistiche.
I Drusi, di origine musulmana, non solo credono nella reincarnazione ma considerano le memorie delle vite passate una cosa normale, anche se fino a poco tempo fa era loro vietato di parlarne al di fuori del loro popolo. Il concetto di reincarnazione è decisamente una componente anche nel primo Cristianesimo; ciò nonostante molti cristiani moderni tendono a considerare l'idea come una buffa superstizione. I padri della Chiesa Cristiana, comunque, testimoniano che le reincarnazione era parte del pensiero cristiano primitivo. Per esempio, nel terzo sec. d.C., Origene che era considerato secondo solo ad Agostino per la sua influenza durante i primi tempi della Chiesa, scrisse nella sua opera Sui principi:
"A causa di una certa inclinazione verso il male di alcune anime, esse perdono le ali e prendono corpo, prima sotto forma di uomini; quindi a causa dell'associazione con la passione irrazionale, dopo il periodo assegnato con la forma umana, essi si trasformano in bestie, forma dalla quale passano poi alla forma di piante. Restano in queste diverse forme di corpi fino a quando non saranno degni di essere riportati alla loro posizione spirituale."
Con il tempo, quando la teologia cristiana iniziò a cambiare, l'idea della reincarnazione divenne sinonimo di eresia, e nel 553 d.C., nel secondo Concilio di Costantinopoli, l'Imperatore Giustiniano proclamò il suo anatema contro Origene: "Se qualcuno dovesse proclamare che l'anima trasmigra da un corpo ad un altro che sia maledetto". Questo pose fine ad ogni disquisizione seria sulla trasmigrazione dell'anima nella cristianità organizzata.
Adolfo
02 febbraio 2007 00:00
La conclusione vedica
Secondo i Veda, che danno informazioni più dettagliate e scientifiche sulla trasmigrazione dell'anima, la forza vitale è legata al corpo nella stessa misura in cui il corpo è legato ai vestiti che indossa o alla casa in cui abita. Quando un vestito sta stretto o la casa è piccola li cambiamo. La scienza spiega che nel corso di sette anni tutte le cellule del corpo cambiano, quindi il corpo di sette anni fa, non è più lo stesso, difatti basta... guardarsi allo specchio. La nostra mente e la nostra personalità subiscono, nel corso della vita, cambiamenti altrettanto radicali. Eppure, nonostante questi cambiamenti, su un altro livello (quello spirituale) siamo sempre gli stessi, siamo sempre la stessa persona. Che cos'è questo livello più profondo e fondamentale che continua in mezzo a tanti mutamenti? L'anima.
Il vocabolo 'personalità' deriva dal latino persona, che in origine indicava la maschera indossata dagli attori sulla scena. La maschera aveva le caratteristiche del personaggio interpretato, mentre l'attore restava anonimo. Anche noi, usando stratagemmi simili alle maschere, camuffiamo la nostra vera identità con i trucchi e le apparenze del ruolo che stiamo interpretando. Le nostre reali personalità sono nascoste. Sfortunatamente chi sceglie di ignorare il messaggio di Dio, così com'è rivelato dalle Sacre Scritture, tende a perdere di vista la differenza tra la vera personalità e la personalità materiale, che è la maschera che stiamo indossando attualmente, ma che ci verrà tolta alla fine di questo show, con la morte. Siamo tanto identificati con questa parte, che non riusciamo più a vedere nient'altro. Però c'è chi decide di ritrovare la propria vera identità nascosta, cercando di portare la propria attenzione sull'elemento spirituale che sta sotto alle apparenze esteriori. Così riuscendo ad eliminare tutti gli strati della maschera della falsa identificazione materiale, possiamo scoprire il vero attore che c'è sotto: un'anima, che per 'vera' natura è piena di conoscenza, di felicità ed è eterna servitrice di Krishna, Dio, la Persona Suprema.
Adolfo
02 febbraio 2007 00:00
Krishna AMORE E SERENITA', GIOIA E SOLIDARIETA DEI POPOLI.
Profano
03 febbraio 2007 00:00
Alcuni pensieri di questi "antichi", riguardanti la reincarnazione dell'anima etc., sembrano quasi dei concetti di psicoanalisi moderna. Con la sola differenza che i concetti religiosi hinduisti ivi espressi, vengono sempre mascherati da un velo di metafore o di immagini figurate, ma nonsotante ciò essi sono pur sempre di natura molto attuale e molto attinenti con la realtà sociale odierna.
Anche il fatto di indossare più maschere nella nostra vita sociale, come affermavano gli antichi greci, è senz'altro molto attinente con la realtà attuale.