Jo
31 gennaio 2007 00:00
hai ragione isaia, usano l'esistenza del male per invogliarti a credere il loro bene, come bush con la scusa del terrorismo attaccò l'iraq e l'afghanistan, chi fa più male?
adesso con il dopo Giovanni Paolo II viviamo un ritorno indietro, delle libertà ciascune senza il loro peto, ehm veto scusa.
Dante stesso lo ritengo il primo raccomandato dalla chiesa, una specie di inviato dell osservatore romano, mentre in quel periodo l'italia, anzi l'europa, conosceva il più grande di tutti, ingiustamente poi condannato, colui che diceva il vero, ma che essendo in contrasto con la chiesa, fu ucciso.......GIORDANO BRUNO
Isaia Kwick
31 gennaio 2007 00:00
Sai,Jo anche io avverto questo "ritorno indietro" delle LIBERTA', e veramente non attribuisco questa sensazione alla politica, forse in aria sta girando un grosso boomerang, e tu sai Jo, che il Boomerang e' lanciato dalla stessa persona che lo riceve... A parte rari casi.
Isaia
Isaia Kwick
31 gennaio 2007 00:00
Sottovoce, sai Jo, che le decisioni importanti in una assemblea con ordini del giorno pomposi tipo: Scelta delle linee di investimento della societa' pincopallino, elezioni del Presidente e del collegio dei provibiri, varie ed eventuali, stanno nell'ultimo punto, a fine assemblea... Che c'e' mi sbaglio?
Isaia
NESSUNO
31 gennaio 2007 00:00
Jo, ma che dici? Giordano Bruno contemporaneo di Dante? Ma ci sei o ci fai?
Simona
31 gennaio 2007 00:00
E' molto interessante quanto hai scritto caro il mio isaia e come il mio amico Jo, penso anch'io che tu abbia molta ragione.
Anche le cose che ha scritto Jo sono vere, le condivido appieno e apprezzo anche l'aver ricordato e citato GIORDANO BRUNO.
Su di lui ci sarebbe tanto da dire e tanto da raccontare giusto per ricordarsi che cosa ha rappresentato la Chiesa per tutti i suoi fedeli e sul come si è imposta così prepotentemente sulla mente dell'uomo rendendolo uno stupido e stolto.
Jonh
31 gennaio 2007 00:00
Mi sembra strano che Dante affermasse ciò. Che si scagliasse assiduamente contro l'autorità della Chiesa e tutta la sua gerarchia è un dato di fatto, però la ragione e la conoscenza del mondo a cui Dante asserì, di certo, non è la stessa che intendiamo noi oggi.
Egli quando parlava di ragione e conoscenza, asseriva sicuramente a un tipo di conoscenza mistica. Ma la conoscenza che intendiamo noi oggi, e cioè quella scientifica, sarebbe stata considerata, molto oltraggiosa, a quei tempi, sia dal sommo poeta così come da tutti i suoi contemporanei religiosi, di qualunque fede.
Tra l'altro all'epoca neanche minimamente si avevano delle concezioni almeno primordiali, della conoscienza nota a noi oggi, le quali vennero a manifestarsi soltanto agli inizi del seicento. Ma prima, i primi tentativi (che andavano contro la Chiesa) di farsi strada nella natura e nell'universo e di comprenderne i meccanismi, erano ancora troppo intrecciati con l'alchimia ed altro di simile. Mentre Dante quando parla della sua concezione di conoscenza, sicuramente parla di una conoscenza raggiungibile soltanto attraverso il misticismo spirituale, atto a raggiungere, in questo modo il divino, e persino l'alchimia sarebbe stata considerata troppo oltraggiosa dal poeta nei confrotni del divino. Poichè tale "scienza" sarebbe stata considerata, da uomini dell'epoca come Dante, troppo materiale e materialista ed anche troppo implicata con la ragione ed il ragionamento e troppo poco implicata invece con lo spirito e la spiritualità.
Jo
31 gennaio 2007 00:00
mi sono sbagliato di 200 anni, ma per ma sono quasi contemporanei, con la differenza che dante viveva un periodo buio medievale, giordno bruno l'inizio dell illuminismo.
Isaia Kwick
01 febbraio 2007 00:00
Vo'chessia 200 anni, adesso ci mettiamo a fare gli occhi alle pulci!
Isaia