er metico
01 febbraio 2007 00:00
... e sì, caro Sergio, mettiamoci fianco a fianco appoggiati su un muretto e restiamo a vedere cosa succede con questa bella novità. Però. se ci sarà qualcosa che non cia piace ed andrà storta e se magari si farà male qualcuno, permetti che ti dia un crognone sul cranio?
Se la Chiesa richiama i valori, fa il suo mestiere; non può chiedere ad un fabbro di segare il legno!
Il discorso morale vale per chi ha voglia di aver fede. Quello che ci riguarda tutti, invece è la disonestà contingente, perché le belle concezioni restano solo sulla carta.
Mi auguro che la cosa vada avanti così come si desidera; sarà l'unico modo per mostrare ancora una volta (finora non ho mai fallito) quanto siamo maleducati come popolo e quanto in realtà ce ne freghiamo della reciproca collaborazione, perché qualcosa che venga a vantaggio di tutti lo sia veramente, anziché essere occasione per favorire i "cazzi" personale!
Se i legislatori avranno saggezza nel concepire la cosa, ti accorgerai che vareranno i relativi decreti ma abbstanza diversi da come tutt'ora ancora ci si immagina, perché il popolo necessita di briglie, mio malgrado (e non solo mio).
Saluti gentili.
Sergio Bagnasco
13 febbraio 2007 00:00
Ho letto solo adesso il tuo commento che francamente non comprendo... Ermetico, proprio eh non c'è che dire...
Chi dovrebbe farsi male? Chi osteggia il diritto di difendere strenuamente i valori; per carità sarei il primo io a difendere la Chiesa se qualcuno intendesse limitare la libertà pastorale ed ecumenica della Chiesa. Ma fare pressing sul governo e sul parlamento perchè si astengano dal legiferare in materia di diritto civile significa ostacolare la libertà religiosa? Da quando i valori si affermano con le leggi? Affermare una cosa simile ci porta allo Stato etico, cioè all'integralismo, ai talebani, alle dittature, scegli tu il colore...
cottadino
13 febbraio 2007 00:00
da: er metico
Data: 1 Febbraio 2007
... e sì, caro Sergio, mettiamoci fianco a fianco appoggiati su un muretto e restiamo a vedere cosa succede con questa bella novità. Però. se ci sarà qualcosa che non cia piace ed andrà storta e se magari si farà male qualcuno, permetti che ti dia un crognone sul cranio?
L'unica cosa che non va è la tua demenziale imbecillità! Non ho capito se ti pagano per dire tante stronzate o sei tu che paghi per dirle!
persona etica
13 febbraio 2007 00:00
Se la Chiesa richiama i valori, fa il suo mestiere; non può chiedere ad un fabbro di segare il legno!
Il discorso morale vale per chi ha voglia di aver fede. Quello che ci riguarda tutti, invece è la disonestà contingente, perché le belle concezioni restano solo sulla carta.
Quali sono i "suoi valori"? Quelli di uccidere, massacrare, torturare, accendere roghi e bruciarvi gli eretici? Sono questi i valori che volete imporre agli altri? Sono queste le radici cristiane dell'Europa? Invece di blaterare parole deliranti, faresti bene a vergognarti!
NESSUNO
13 febbraio 2007 00:00
Scusa er metico, ma che davvero la morale sta tutta da una parte? E tutti i gerarchi cattolici sono maestri di morale nel senso che vivono moralmente? Ma per piacere!!!
er metico
13 febbraio 2007 00:00
C'è sempre dell'etica in un intervento legislativo, qualsiasi sia il pulpito a predicarla. Quindi, se i cattolici fanno la parte loro nella vita sociale secondo la loro etica (la Chiesa non è fatta da Papi e cardinali ma da tutta la cristianità nel suo insieme)che secondo te andrebbe negata, secondo quale principio prioritario verresti ad ammettere la liceità dell'etica del resto dei laici non cattolici?
Questo vale anche per gli uomini che costituiscono il nostro Parlamento, che affermano o cassano secondo la loro appartenenza etica. Qual'é il principio secondo il quale dovremmo far tacere alcuni per lasciar decidere altri?
Nota che anche per dar questa risposta occorre dell'etica. Come facciamo?
Saluti cari.
Sergio Bagnasco
14 febbraio 2007 00:00
Er metico, ogni azione dell'uomo ha un tasso di eticità. Ogni singolo legislatore muove - si spera - dalla propria etica ma la legge si pone sopra l'etica individuale, almeno in uno stato democratico. La legge è un po' come l'arbitro imparziale; la legge indica il confine tra lecito e illecito. Sta poi all'individuo decidere come comportarsi secondo la propria sensibilità ed eticità. Faccio un esempio. L'etica cattolica condanna l'uso del preservativo; la legge consente l'uso del preservativo. La legge consente, non obbliga; lascia a te la scelta. Vogliamo che la legge proibisca ciò che per l'etica di qualcuno è MALE, peccato? Il principio è quindi molto semplice: ciò che non arreca danno agli altri è lecito; ciò che non viola le altrui libertà è lecito. Ciò che favorisce la libera espressione del pensare e del sentire di ciascun individuo è bene; ciò che limita, opprime, soffoca è male. Affermare la superiorità dell'essere umano su ogni meccanismo economico, sociale, religioso, culturale, razziale, sessuale che lo opprime è bene.
Non si tratta di impedire a qualcuno il diritto di critica e di parola, mancherebbe. Ma nessuno ha il diritto di pretendere che i propri valori siano gli unici meritevoli di considerazione e tutela; e gli altri cosa sono cacchette?
er metico
14 febbraio 2007 00:00
Caro cottadino, fatti trovare e un crognone sul cranio te lo do anche a te, ignorante pedestre cafonissimo essere!
er metico
14 febbraio 2007 00:00
Persona etica gentile, sei rimasto un po' indietro oppure nella testa ti entrano le cose solo fino a un certo punto? Non ti preoccupare, è normale, per te!
er metico
14 febbraio 2007 00:00
Ma no, NESSUNO caro, di gente immorale ce n'é dappertutto, anche nella Chiesa!
Mi credi un ingenuo?
Ciao.
er metico
14 febbraio 2007 00:00
Riguardo certi giudizi su alcune delle istanze che poni come esempio magari non siamo perfettamente daccordo; ma non è questo che conta, bensì ciò dimostra che non esiste nella ragione una visione chiara e univoca del "reale".
Questo dovrebbe far pensare come non si possa dare per assolutamente sensibile la "ragione" mentre l'etica più pulita risulta essere quella naturale, non inquinata cioè dal pensiero, presa nel momento esatto in cui quella corrisponde a pura intuizione. Ma a parte ciò (a troppi non piace ammettere l'esistenza di un etica naturale perché è scomoda)l'etica interviene sempre e si può essere al di sopra delle parti solo avendo l'esatta visione della realtà, cosa che non esiste uomo al mondo che possa vantarsi di fare.
Perciò prevale la fede. In chi crede nell'uomo prevale la fede di tipo materialistico, in chi non vi crede, prevale la fede di genere spirituale.
Ma gli individui meritano tutti un rispetto di tale individualità per cui non si può cassare un'etica per ammetterne un'altra solamente, visto che tutti camminiamo sul filo della propria fede, e questo ci rende uguali.
I legislatori devono regolarsi solo sul modo in cui accontentare questa convivenza di fedi diverse, non potendo, perciò, trascurarne alcuna. In questo contesto ognuno conserva il proprio diritto di coesistere e non di esistere "da solo"!
Quanto tu ammetti, quindi, vale reciprocamente, sia per chi ha una fede che per chi ne ha un'altra; per questo ammetto sia una pretesa voler cassare la Chiesa dalla vita sociale, anche perché il cristianesimo prende corpo proprio nella essenza del sociale (altrimenti non sarebbe cristianesimo).
L'evolversi degli eventi, poi, quella è un'altra cosa.
Saluti cari.
ZaZaan!
14 febbraio 2007 00:00
Certo che questi "Senza Chiesa" se non ci fosse la Chiesa non saprebbero come sfogarsi!
"er metico"!... ma stai ancora lì a perdere tempo?
Ma non hai qualcosa di più utile da fare?... pensaci bene!
Ciao
cottadino (Dino Cotta)
14 febbraio 2007 00:00
da: er metico
Data: 14 Febbraio 2007
Caro cottadino, fatti trovare e un crognone sul cranio te lo do anche a te, ignorante pedestre cafonissimo essere!
Dammi il tuo indirizzo. Ti mando una cartolina illustrata con l'immagine del mio pene, così potrai allenarti in vista del nostro incontro d'"amore"!..
cittadino
14 febbraio 2007 00:00
da: er metico
Data: 14 Febbraio 2007
Persona etica gentile, sei rimasto un po' indietro oppure nella testa ti entrano le cose solo fino a un certo punto? Non ti preoccupare, è normale, per te
Si era capito che eri un lercio cattofascista: puoi fare a meno di insistere!
NESSUNO
14 febbraio 2007 00:00
da: er metico
Data: 14 Febbraio 2007
Ma no, NESSUNO caro, di gente immorale ce n'é dappertutto, anche nella Chiesa!
Al tempo! SOPRATTUTTO NELLA CHIESA!
Sergio Bagnasco
14 febbraio 2007 00:00
Er metico, mi pare tu stia facendo filosofia. L’etica naturale esiste, eccome, ma riferita all’uomo si perde nella notte dei tempi. L’etica naturale, basata sull’intuito, sulla percezione istintiva e primordiale di distinzione del bene e del male non ci apaprtiene più da quando abbiamo iniziato a “pensare”. Come fai a riferirti all’araba fenice di un’etica “non inquinata dal pensiero”. Mi vien voglia di dirti che stai fantasticando sull’etologia umana. L’etica è un prodotto dell’evoluzione antropologica; sono tante etiche quante sono le civiltà. Non c’è un “reale” assoluto perché esiste solo la percezione del reale; non c’è un’etica assoluta perché esistono culture e percezioni differenti. I sensi sono uguali per tutti ma ciascuno ne fa un uso differente e sente e vede cose differenti.
Ti trinceri dietro l’uso improprio del “naturale”: ma chi stabilisce cosa è naturale? Quel che esiste in natura può essere considerato naturale? Assumere questo assunto significa appiattire l’uomo sulla sua dimensione biologica e animale. Senza dubbio l’uomo ha una natura animale ma possiede quel quid in più che lo eleva dalle altre specie animali. L’ego, l’anima, la percezione di sé e del proprio destino.
Ma suvvia questa è filosofia e potremmo confrontarci all’infinito e potrebbe essere anche stimolante e piacevole.
Il tema però è la funzione della legge.
Io propongo una funzione pragmatica e utilitaristica perché la legge serve l’uomo e non il contrario. La legge delimiti l’ambito di libero movimento per l’individuo, al quale spetta poi la responsabilità di decidere come comportarsi. La legge non può e non deve regolare ogni singolo aspetto e comportamento umano: cadremmo nel totalitarismo più bieco. La legge deve offrire gli strumenti perché ogni cittadino possa realizzare se stesso nel rispetto degli altri.
La mia critica alla Chiesa è circoscritta a questo ambito: la pretesa delle gerarchie ecclesiatiche di affermare su cosa e come si possa legiferare. La Chiesa non deve avere questa pretesa interagendo con le istituzioni di uno Stato. La Chiesa viene meno alla propria missione, svilisce se stessa, nel momento in cui fa coincidere il concetto di lecito con il proprio ideale etico. Non nego alla Chiesa, e come potrei, il diritto di critica anche pesante e senza sconti ma fino a prova contraria non siamo in uno Stato teocratico e la Chiesa in questa vicenda ha deragliato. Sic et simpliciter.
er metico
15 febbraio 2007 00:00
Non ti sei smentito, caro Dino Cotta!
Ma nemmeno me lo aspettavo.
Ciao caro!
er metico
15 febbraio 2007 00:00
a NESSUNO
Ma dai!...?
er metico
16 febbraio 2007 00:00
Caro Sergio, non nego che ragioni benino, e le considerazioni che fai puntano a temi interessanti.
Innanzitutto mi congratulo per il tuo aver scorto la differenza tra l'uomo e l'animale. Temevo che si fossero cecati tutti, tanto si sente dire in giro che noi non siamo che animali! Io mi domando, allora: hai mai visto un animale fumarsi una sigaretta? Oppure: se fossimo animali, come mai combiniamo tutti questi casini, sulla terra?
Una "natura", allora, esiste; se non fosse così non mi spiegherei perché ci sia una differenza così lampante, tanto che chi non la vede non dimostra altro che d'esser cieco.
Sulla morale, a proposito del bene e del male, ci sarebbe da scrivere dei libri, ma siccome li hanno già scritti, si può avere un'idea di quello di cui si parla leggendoli; poi, magari, se sufficientemente ispirati, potremmo scrivere il nostro.
Il male e il bene esistono, perché se fossero relativi anche quelli non mi spiegherei perché se mi tiro una palla da bowling sul piede devo salire di numero di scarpa!
Sicché, ammettere la naturalità dell'originalità dell'essenza umana non penso proprio sia uguale ad appiattire l'uomo: cosa appiattisce di più di qualcosa che non sia originale? Se tutti gli animali, per quanto variate siano le loro specie li passiamo tutti sotto lo stesso concetto - quello animale appunto - non possiamo dire altrettanto per l'uomo, perché esso è unico! Altroché Zapatero! Altroché Darwin e… pollice verso allo strutturalismo (pur non essendo, io, un romantico)!
D'accordo, invece, sul lasciare da parte la filosofia, perché non è questo l'ambito in cui esprimersi; eppoi si parla di fatti concreti in cui c'è poco da filosofare.
Innanzitutto avrai notato che la nostra condizione è quella di coloro che "servono la Legge" e non l'inverso.
Questo accade perché la colpa è nostra. E' scabroso che dobbiamo esser controllati da un Ordine di sicurezza costituito; è orrendo che dobbiamo sottostare alla Legge, ma ce lo meritiamo perché abbiamo rinnegato (d'altronde la Storia esperienziale della Genesi allegoreggia proprio questo) la nostra naturale legge, il nostro presentimento del bene e del male e lo abbiamo assoggettato al nostro egoismo tramite il nostro raziociniarein modo totalmente arbitrario (esulando da realtà esterne per aderire a quelle nostre soggettive). Allora interviene la Legge che ci obbliga a sottostare. Essa ci "serve" - come tu dici - solo per controllarci a vicenda: non pensi quanto sia squallido ciò?
Eppoi, se così non fosse (se non predominasse il nostro egoismo) non mi spiegherei perché alla base di tante scelte importanti - come appunto il matrimonio - vi siano pretesti immediatamente contingenti e che riguardano espressamente il nostro personale comodo piuttosto che lungimiranze di vita che riguardino anche le nostre aspettative in un inserimento societario, tutto ciò rendendoci sempre più misantropi e individualisti, nuocendo al nostro bisogno naturale di rapportarci con il prossimo.
E il guaio è che non ci sentiamo più nemmeno soli, in questo, perché bastiamo a noi stessi a farci compagnia. Basterebbe denudarsi un attimo di questo egoismo per avvertirsi parte dell'universo e avvertire quel senso di solitudine genuino che ci spinge a ritrovarci per farci compagnia e riconsiderarci l'un l'altro per tornare ad essere quelli che la nostra essenza umana richiede!
La natura esiste e grida forte in noi, nonostante i nostri tentativi di soffocarla: non saremo noi ad annichilirla.
Da protervi, sarebbe come pensare di tirarci la palla da bowling di prima sulla testa con la pretesa che non ci faccia male: provare per credere.
Quindi, tornando al discorso, secondo questa naturalità, la famiglia si intende formata da un uomo, una donna e dei figli. Altre accoppiate sono provvedimenti di fortuna a cui purtroppo qualcuno è costretto a ricorrere e che capisco come sia giusto assicurare da un punto di vista civile sia economicamente che giuridicamente ma non accetto l'ipocrisia di coloro che nel ruolo di responsabilità massima di Governanti di un popolo pretendono di imboccarci di ignoranza con i loro provvedimenti fantoccio, ciarlando di similitudini inesistenti di rapporti tra persone, profittando dell'ingenuità di quei troppi che ancora credono che siano loro a pensare al nostro bene; mentre quelli, invece, per prender voti, ci trattano anche da fessi (perché lo siamo?)!
Faccio un altro esempio. Il relativismo etico ha portato allo sciogliersi delle briglie della censura. Vorrà dire ciò che finalmente l'uomo possa liberamente esprimersi? Questo lo pensano gli illusi o gli stupidi
Innanzi tutto è chiaro che il rinnegare l'esperienza storica di un popolo non rinnova alcunché, bensì ci riscaraventa nei meandri del nostro passato belluino. Ecco quindi che ritorniamo agli atti sanguinari e gli stadi si trasformano in arene, dove il sangue era il circo del popolo frustrato.
In effetti il popolo è frustrato? Sììì! Frustratissimo direi, dato che coloro che si dedicano a performance come quelle recentemente discusse riguardo i fatti di Catania sono sospinti verso tali ardimenti da quello stato di solitudine sociale che si ribella in loro e che negli stessi serve sia da sfogo emotivo, sia da strumento mediatico per crearsi quell'odiens che il mondo oggi, nel suo appiattimento omologante, ci nega.
Se così non fosse non mi spiegherei nulla di tutto questo che fa parte delle costanti osservazioni del sociale, che sono alla base delle prerogative del mio mestiere.
La Chiesa è l'unica che alza la voce verso tutto ciò che altro non è che l'abbrutimento della nostra legittima condizione di privilegio rispetto alla specie puramente animale. E' assurdo che proprio chi parla di liberalità sia in effetti colui che non propone altro che il ritorno al giogo di quell'istintività che la storia ci ha insegnato a dominare, con la promessa di quella libertà totale che, così come è concepita, è pura utopia in quanto non rispetta le normali e "matematiche" (lo sono davvero!) modalità delle simmetrie naturali.
"Loro" lo sanno, ma fanno finta di niente, perché gli interessano i voti. Tanto, al minimo disordine, chimano l'Ordine costituito che sistema tutto!
Caro Sergio, sei convinto ancora che io sia dalla parte di coloro che detesti (non parlo della Chiesa, che io approvo, malgrado tante magagne di diverso genere)?
Se fosse così, non mi spiegherei ciò diversamente dal fatto che godi nell'attaccarti un cappio al collo!
De gustibus…
Ti ringrazio e ti saluto caramente.
Agente spione 007
16 febbraio 2007 00:00
Er metico in realtà ....
.... E' LUCIO MUSTO !!!!
Per er metico
16 febbraio 2007 00:00
"Non domandate a chi vi ascolta se concorda assolutamente con voi: domandategli se procede nello stesso senso."
Goethe
__________________
Viva la Libertà di Espressione
Sergio Bagnasco
16 febbraio 2007 00:00
Er metico, ho proposto una riflessione sulla funzione della Legge.
Sono convinto che compito delle istituzioni democratiche sia, prendendo atto delle modificazioni intervenute nella società, dell’evoluzione del costume e dei bisogni, legiferare per aggiornare il diritto alle nuove istanze, ampliare sempre lo spazio dei diritti e delle libertà nel rispetto della Costituzione.
Il riconoscimento “legale” delle coppie di fatto risponde pienamente agli articoli 2 e 3 della Costituzione ed è pienamente compatibile con l’art 29, poiché nulla viene tolto al matrimonio e alla famiglia fondata sul matrimonio. Piuttosto, la previsione che solo con il matrimonio una coppia possa accedere a determinati diritti è uno svilimento del matrimonio, sia civile sia religioso, poiché si può indurre in modo capzioso e quasi coercitivo a una scelta.
Muovendo da queste premesse critico la Chiesa poiché, senza a mio avviso alcuna motivazione etica, evangelica o pastorale, interferisce con l’attività legislativa per evidenti finalità politiche.
La Chiesa così tradisce la propria missione. I valori etici non si affermano e non si difendono con la legge.
Comunque non ti ho affibbiato alcuna appartenenza, non detesto nessuno e non ritengo che tu appartenga a quelli che io, secondo qualche tuo strano percorso logico, detesterei; fammi sapere chi sono costoro perché io non lo so.
Non ho affermato che la legge serve per controllarci a vicenda (questa è una tua banalizzazione).
Se l’uomo serve la legge e non il contrario ciò è il risultato di una profonda distorsione dell’assetto democratico.
Riguardo alle altre tue considerazioni di carattere, diciamo così, filosofico direi che stai facendo un minestrone poco equilibrato e dal gusto incerto. Forse dovresti fare un po’ di ordine tra le tue idee e provare a “essere” sulle cose, senza uscire troppo disinvoltamente dal seminato.
Nessuno nega che esista la natura, il diritto naturale e l’etica naturale.
Ho scritto che l’uomo non segue l’etica naturale da quando ha iniziato a pensare, elevandosi dalla sua originaria natura animale. Che questo sia avvenuto per “evoluzione della specie” o “per volontà divina” è un fatto che attiene alle convinzioni di ciascuno di noi che non ha alcun impatto sul dato di fatto: l’uomo è un animale speciale, su questo nessuno ha dei dubbi.
Sebbene abbia visto una gallina fumare e anche uno scoiattolo bere coca cola con la cannuccia, sebbene gli animali siano capaci di apprendimento, sebbene vi sia almeno un esempio – oltre l’uomo – di evoluzione culturale (il cosiddetto fringuello vampiro delle Galapagos), sono assolutamente convinto che ogni essere umano è unico e irripetibile, sono assolutamente certo della straordinaria originalità dell’uomo. Sono meno certo, se dovessi decidere, se è più Dio che somiglia all’uomo o se è l’uomo che somiglia a Dio (ma sto facendo delle ricerche e non escludo di arrivare a una risposta certa).
Da questa originalità non discende però alcuna “naturalità dell’originalità dell’essenza umana” che possa stabilire erga omnes regole di comportamento assolute.
Bisogna finirla con la mistificazione della natura: in natura c’è tutto (ivi compresa l’omosessualità; lo sai che il 50% delle zebre sono omosessuali?). L’omosessualità tra le specie animali è ampiamente studiata, osservata e documentata.
In natura c’è la violenza anche per semplice “gioco”, in natura c’è l’abbandono della prole, in natura trovi tutti i comportamenti che tanto orrore suscitano tra gli umani ma non c’è il libero arbitrio.
La differenza vera e profonda tra l’uomo e gli altri animali risiede nella creatività che caratterizza solo il primo, cioè l’uomo. Da questa creatività, intesa come capacità progettuale di modificare se stessi e l’ambiente, discende l’etica, che non è una semplice istruzione genetica, come avviene per tutti gli altri animali.
L’uomo progetta, realizza, agisce secondo finalità da lui stesso stabilite.
L’uomo deve scegliere come comportarsi. Caino scelse di uccidere Abele. Abramo era sul punto di sgozzare Isacco. Sempre Abramo, con il consenso della moglie Sara, si unì carnalmente con un’altra donna per cercare di avere un figlio (ampie vedute, allora). Le figlie di Lot si unirono al padre (dopo averlo ubriacato) per avere dei figli (erano gli unici scampati alla distruzione di Sodoma e Gomorra dove sembra non regnasse esattamente “l’ordine divino”).
Siamo noi a stabilire le priorità e solo ciascuno di noi può decidere quale sia la Legge Divina da seguire perché Dio ci ha reso un bel servizio complicandoci l’esistenza e tutti coloro che parlano in nome di Dio affermano e indicano percorsi differenti: la relatività etica non è un’invenzione dei laici ma dei massimi interpreti teologici.
Ogni individuo ha una propria religiosità e nessuna Chiesa è così ampia da poter rappresentare, interpretare la religiosità del genere umano.
Nessun Papa può interpretare e rappresentare il mio sentimento religioso.
Quindi, è inutile vagheggiare la legge naturale che avremmo rinnegato: esistono tantissime varianti di questa benedetta legge naturale.
Per favore, declama con chiarezza questa legge naturale assoluta; forse avremo così un nuovo profeta.
La Chiesa evangelico-luterana svedese celebra e benedice l’unione tra omosessuali; lo stesso avviene in altre Chiese luterane, riformate, protestanti… Anche loro parlano in nome di Cristo
Insomma mi sembra che tu ondeggi tra il mito arcadico e l’utopia anarchica (non attribuisco alcun valore negativo né all’arcadia né all’anarchia e tanto meno all’utopia che ritengo sia sempre utile come modello ideale cui tendere).
Ti assicuro, comunque, che apprezzo la tua profondità e complessità d’analisi, un po’ meno le tue conclusioni.
mariAnna
16 febbraio 2007 00:00
Molto bello quello che ha scritto Sergio Bagnasco... mi piace molto !! .. L'ho letto con molto piacere.
Grazie per la tua attentissima analisi, condivido tutto ciò che hai scritto in questo tuo ultimo post
ciao
er metico
20 febbraio 2007 00:00
Per Agente Spione.
SBAGLIATO! Ritenta, non è poi così difficile!
Fossi io, al posto tuo, avrei già indovinato!
Ciao!
er metico
20 febbraio 2007 00:00
Gentile Sergio, la sua risposta mi suggerisce più che altro quanto io sia incapace di farmi comprendere con facilità.
Riassumo le mie risposte alle sue proposizioni in brevi (per quanto possibile) sintesi, senza fronzoli.
- Riguardo il compito delle istituzioni democratiche, credo che sia quello di combattere la relativizzazione incipiente che porta alla soggettivizzazione del reale e non quello di soddisfare tout court chiunque. Il problema attuale di tale frenesia della relativizzazione ha le sue radici in una sorta di nuovo gnosticimo (le tendenze new age) dettato dalle ideologie di sinistra, che si pongono come paladini di un nuovo liberalismo dei costumi di vita.
Questa destrutturazione ideologica dell'etica dei costumi cominciata fin dalla fine degli anni cinquanta con il boom economico trova il suo apice negli anni settanta e, in discesa, fino ad oggi, avendo privato nel tempo le generazioni più giovani di basi solide su cui poggiare le proprie certezze.
La massa, unità psicologica semplice, non è in grado di autocostruirsi quelle fondamenta che occorrono ad una società forte e all'unità di un popolo e la gravità che ne consegue non è tanto quella secondo cui qualcuno chieda il riconoscimento di diritti che per altro potrebbero essere anche legittimi, quanto il disorientamento generale che posa su quel vuoto culturale. Non bisogna attendere più per vederne le conseguenze che di già si palesano.
Credo che uno Stato debba fare i suoi progetti su basi sociali solide e non relative, come mostrano d'essere codesti DICO.
- La Chiesa è l'unica che ha mantenuto la sua posizione di sempre, grazie alle stabili fondamenta del Vangelo. Difatti si oppone vivamente alla relativizzazione dei principii in quanto, proprio secondo il Vangelo, i principii dell'uomo sono tutt'altro che relativi e si fondano proprio sull'essenza ontologica umana. E' vero che vi è una tendenza precipitosa dettata dall'urgenza di influire sulle legislazioni per evitare il peggio ma è, appunto, una questione di urgenza. Personalmente, sono d'accordo con Monsignor Ravasi, riguardo il fatto che l'ideale, da parte della Chiesa, sia la funzione testimoniale ed educativa riguardo, ad es., la bellezza ed il significato profondo del matrimonio (siamo in tanti a poterne dare testimonianza e lo facciamo con forza), in luogo dell'esporsi contro delle norme, atto non capito e quindi sterile educativamente, al punto da esser giudicato come ingerenza. Ma far questo, comunque, è il nostro dovere dei cristiani cattolici cittadini italiani, come Chiesa, appunto.
- Contrariamente a quanto dici, caro Sergio, l'uomo ha creato in sé un'etica proprio fin da quando ha cominciato a pensare (credo che tu intendessi, però, "pensare" riferendoti ai "lumi") perché l'etica è frutto della razionalizzazione sulla morale integrata alla cultura umana.
Morale e cultura non possono essere disgregate e i "lumi" hanno portato, invece, a questa tendenza. Se si annichilisce la morale la cultura, da sola, non crea un 'etica e tutto sembrerà lecito perdendo di vista il sostrato naturale che ci appartiene. Non sarà possibile, quindi, parlare di diritti umani li dove non venga considerata la parte più importante dell'uomo, quella della sua ontologia profonda.
- Gli animali possono anche fumare, certo, ma la differenza non è tanto nell'atto in sé quanto nel fine per il quale quell'atto non è non è che un tramite. Gli animali non hanno un fine, nel fumare una sigaretta!
- Infatti, l'uomo, il fine ce l'ha, perché quello che lo distingue dagli animali non è l'etica (gli animali non hanno alcuna etica) ma la coscienza di sé e, quindi, l'"io". La coscienza di sé è quella che fa prender nota di tutto quello che siamo e quindi anche delle nostre istanze morali, bisogni caratteri e desideri.
- Il fatto che vi siano casi di omosessualità tra gli animali cosa giustifica in noi, quando tali casi li abbiamo in casa nostra? Chi ha mai detto che tali casi non capitino? E se per alcuni animali fosse normale ciò, significherà che sarà normale anche per noi? Mi sembra una pretesa pretendere sia normale quello che non lo è. Nessuno di buona volontà credo che stigmatizzi l'omosessualità ma credo che non sia strano se questa venga interpretata come una anomalia dalla nostra coscienza, perché questo corrisponde alla realtà. Se così non fosse credo che dovremmo affrontare un mare di domande senza risposta: più relativismo di questo si muore!
- Credo che ognuno è veramente libero padrone di sé nel decidere qual sia la sua divinità (nemmeno Dio obbliga in ciò) e come orientare il proprio senso religioso ma non sia mai che si pretenda di pensare di seguire Dio per altre strade quando Egli stesso ha tracciato strade ben precise secondo il suo Vangelo. Si faccia altro, si scelga la propria divinità come fanno molti coerenti che secondo la new age divinizzano addirittura la propria individualità. Stimo molto più costoro che coloro che dichiarano di seguire Cristo per strade diverse da quelle del suo Vangelo. Su questo non si ammettono personalizzazioni e come Chiesa difendiamo l'ortodossia. Fuori di questo e su propria responsabilità chiuque può fare come crede. Non sono né io né il Papa che lo dice, ma è lo stesso Vangelo. Per il resto non è la mentalità dei differenti cristiani che stabiliscono la legittimità di qualcosa, perché le varianti del cristianesimo come i protestanti e dintorni, si basano su interpretazioni, mi auguro, in buona fede. Anche in questo gioca la libertà di scelta della persona. Noi, come cristiani cattolici, facciamo il nostro mestiere. Gli altri facciano il loro.
- Infine nomini il mito, accusandomi di aggirarmici e io ne approfitto perché (è proprio uno dei miei rami di studio comportamentali) è proprio la tendenza al mito la causa principale dei cambiamenti epocali! Ancora non trovo smentite in questo nonostante le mie costanti osservazioni. Sembra proprio che il liberalismo uspicto sia il nuovo mito dell'epoca attuale che già mostra le sue prime grosse delusioni a tutti. Non credo che bisogna attendere molto per constatarne la ragione o la smentita. Aspetterò e prenderò appunti.
Saluto cordialmente.
er medico
20 febbraio 2007 00:00
da: mariAnna
Data: 16 Febbraio 2007
Molto bello quello che ha scritto Sergio Bagnasco... mi piace molto !! .. L'ho letto con molto piacere.
Grazie per la tua attentissima analisi, condivido tutto ciò che hai scritto in questo tuo ultimo post
ciao
A Bagnascoooooooo!!...E falla finita, coglione!
cottadino
20 febbraio 2007 00:00
da: er metico
Data: 15 Febbraio 2007
Non ti sei smentito, caro Dino Cotta!
Ma nemmeno me lo aspettavo.
Ciao caro!
Sono sempre in attesa del tuo indirizzo..
Lucio Musto
20 febbraio 2007 00:00
Buonasera.
Una cara amica mi ha fatto sapere che il mio nome è stato associato a quello di "er metico", qui su questo forum.
Devo dissuadervi. No, non sono "er metico".
Lui è una persona molto più in gamba di me, e mi stupisce molto che, con tante cose più importanti che ci sono da fare, perda ancora il suo tempo in questo forum che è diventato più o meno una fogna a cielo aperto disseccata dalla siccità.
Molto cordialmente saluto tutti voi; buona permanenza!
gioiami
21 febbraio 2007 00:00
da: Lucio Musto
Data: 20 Febbraio 2007
Buonasera.
Una cara amica mi ha fatto sapere che il mio nome è stato associato a quello di "er metico", qui su questo forum.
Devo dissuadervi. No, non sono "er metico".
Lui è una persona molto più in gamba di me, e mi stupisce molto che, con tante cose più importanti che ci sono da fare, perda ancora il suo tempo in questo forum che è diventato più o meno una fogna a cielo aperto disseccata dalla siccità.
Prima che tu ci "onorassi" della tua presenza, questo era semplicemente un forum...
er metico
21 febbraio 2007 00:00
A cottadino:
hai tempo da perdere?
Beato te!
Ciao.