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Jo 02 febbraio 2007 00:00
i parlamentari ne consumano pure, sono loro che alimentano le cosche, un rimedio? legalizzare......sniff
Scocciato 02 febbraio 2007 00:00
Dare sempre più droga ai deficienti che l'amano. Si toglieranno prima dai coglioni, tanto di idioti ce n'è già anche troppi comunque. Sfoltire, sfoltire è l'unico rimedio per dare una mano al povero "amato" che non sa altro che lamentarsi e non agire.
Isaia Kwick 03 febbraio 2007 00:00
Sono piu' pericolosi certi incroci di certe provinciali che la coca, guardate voi i morti per le strade quanti sono!

E il dato sulle morti per malasanita' ve lo ricordate?

E le morti per incidenti domestici?

Quindi dovremmo vietare le automobili, chiudere gli ospedali e non abitare le case, tutti nelle roulotte.
Isaia
Moon dust 04 febbraio 2007 00:00
X Sergio Bagnasco

Considerato che il tema é il medesimo, ripropongo lo stesso intervento.



da: Moon dust
Data: 3 Febbraio 2007

X il signor Pietro Yates Moretti



I parlamentari sono tutti "disonorevoli", altrimenti qualcuno (prima o poi) avrebbe avanzato una "Proposta decente" per ridimensionare gli stipendi e le pensioni d'oro che si sono indebitamente attribuiti.
Far finta di lavorare, occupandosi di "questioni di lana caprina", costituice un ulteriore insulto per coloro che hanno riposto un minimo di fiducia nelle "new entry", quelle che promettevano di eliminare le ingiustizie e che invece pretendono di farcene digerire altre ancora.
La smettano per primi loro, "i signori del Palazzo e dintorni", di fare uso di droghe leggere o pesanti, diano l'esempio
sottoponendosi ad una onorevole disintossicazione: minore la domanda...

Italiano 04 febbraio 2007 00:00
Le automobili non fanno male SEMPRE.
Le strade non fanno male SEMPRE.
Gli ospedali non fanno male SEMPRE. (anzi, semmai ci finscono a curarsi anche quelli che assumono stupefacenti).
La coca invece crea una realtà virtuale, chi la usa è un malato e come tale va trattato. Somministrazione controllata ai fini della guarigione ok, vendita libera tipo supermarket assolutamente no; non si può pretendere che lo stato somministri morte.
Moon dust 04 febbraio 2007 00:00
Sicuramente "certi incroci di certe provinciali" sono pericolosi, soprattutto quando ti viene addosso uno "fatto di coca" che non rispetta la segnaletica stradale perché neanche si ricorda che esiste!
I drogati ora non muoiono precocemente...Fanno morire gli altri e in mille modi diversi.
Sergio Bagnasco 06 febbraio 2007 00:00
1) Ciò che è proibito è in realtà LIBERO poiché sfugge a ogni controllo e la politica repressiva non è mai riuscita a contenere la circolazione delle droghe. 100 anni di proibizionismo, 100 anni di costante aumento del traffico e del consumo di droghe.
2) Regolamentare per controllare. Così si eliminerebbero (o si ridurrebbero) i costi per la repressione; diminuirebbero i danni collaterali.
3) Niente fa ma sempre, ma solo la quantità e l'uso sbagliato. 1 chilo di zucchero ingerito in una sola volta può uccidere un adulto!
4) I morti per droga sono una inezia se confrontati con quelli dovuti all'alcolismo; gli incidenti stradali o sul lavoro sono quasi irrilevanti statisticamente in confronto con quelli provocati dall'uso sconsiderato dell'alcol. Quindi inutile la demonizzazione di questa o quella sostanza. La legalizzazione delle droghe può solo dare risultati positivi.
passante 06 febbraio 2007 00:00
purtroppo tutto ciò non è documentabile perchè non ci sono esperienze in tal senso.
la droga fa sempre male perchè incide sulla psiche!!
il fatto che con l'alcol succedano tanti danni dimostra che il lassismo non fa per niente bene; perchè replicare con la droga?
e poi come si potrebbe organizzare il controllo? perchè è sempre qui il problema.
Sergio Bagnasco 07 febbraio 2007 00:00
X Passante
1)Ci sono eccome le esperienze sulla legalizzazione e sulla distribuzione controllata sia per le droghe leggere sia per le pesanti. C'è una gamma infinita di esperienze - dalla Svizzera all'Olanda, per restare in Europa - che da tempo hanno imboccato la strada della legalizzazione. I risultati sono estremamente interessanti: riduzione della criminalità, riduzione delle morti per droga, riduzione delle patologie legate all'uso di sostanze non controllate (il che significa che il consumatore non sa mai cosa realmente stia assumendo).
2) Incide sulla psiche quindi la droga fa male: anche il caffè, l'alcol, il tabacco, lo zucchero... incidono sulla psiche. Proibiamo tutto? E' l'uso sconsiderato e fuori da ogni controllo che moltipla i danni provocati - al consumatore e alla collettività - dalla droga. I dati ufficiali della sanità ci indicano che il 5% dei posti letto sono occupati da pazienti che soffrono di patologie dovute al cattivo uso dei farmaci. Milioni di persone per dormire assumono psicofarmaci. Proprio perché la droga incide sulla psiche non possimo permetterci di lasciarla in mano alla criminalità organizzata.
3) Lassismo? Anche in questo caso abbiamo l'esperienza del proibizionismo americano sull'alcol. Contro la droga sono state fatte perfino guerre e bombardamenti per distruggere le coltivazioni di droga. con quale risultato?
Il fenomeno droga, come qualsiasi altro fenomeno sociale, va gestito e non relegato nella clandestinità.
Ragionare sui modi per gestirlo nella legalità è l'inizio per la soluzione del problema.
Moon dust 07 febbraio 2007 00:00
E' la solita storia...

I trasgressivi costituzionali, quelli intenzionati a raggirare il prossimo ad oltranza, si pongono in continuazione la stessa domanda: "Come fare per non apparire "diversi" in un periodo in cui la diversità non costituisce un valore aggiunto?"
Purtroppo hanno trovato la risposta vincente nella proposta reiterata in questo forum dal signor Bagnasco.
Depenalizziamo anche l'omicidio, si potrebbe azzardare: nascondiamo gli assassini tra le vittime e terremo sotto controllo un altro fenomeno in inarrestabile crescita!
Senza trascurare un piccolo particolare, però: per ottenere un risultato ottimale é consigliabile seguire il suggerimento del sopra citato signore e mettere a disposizione di chiunque (degli adulti, dei bambini e dei malati di mente) bracciate di fucili, pistole ed armi bianche!
Reset 08 febbraio 2007 00:00
Una volta la cocaina era definita "droga dei ricchi". Ora, vista la domanda, la si trova a poche lire..pardon a pochi euro.
Di chi la colpa? Probabilmente di tutti noi che guardiamo programmi come il grande fratello o l'isola dei famosi, di noi tutti che insegnamo ai nostri figli, invece che la Storia e la Filosofia, a mettere in mostra cosce, tette, terga e bicipiti per fare i tronisti o le veline, per fare le ballerine (ma ci pensate a quante raggazze vogliono "da grandi" fare le ballerine? probabilmente perchè vogliono mettersi con un calciatore e farsi un figlio così da essere mantenute fino alla quarta generazione...) e via di questo passo.
Se i cosiddetti VIP pescati con le mani nel sacco, si facessero DAVVERO un bel pò di galera o di comunità di recupero a tirar lucidi i gabinetti dei drogati, invece che essere dopo poco tempo osannati, perdonati, coccolati, accuditi e rimessi sotto i riflettori...beh, forse un bel pò di quella "domanda" si ridurrebbe, caro Ministro.
Sergio Bagnasco 08 febbraio 2007 00:00
x Moon dust
Credo tu - mi consenti il tu o preferisci il più formale lei? - abbia frainteso il mio messaggio. Il concetto non è l'essere trasgressivo o diverso e non si può minimamente confrontare un comportamento che riguarda le scelte di consumo individuali (come l'assunzione di droghe o di alcol o di tabacco o di psicofarmaci o ...) con comportamenti che arrecano offesa agli altri (come l'omicidio, la violenza...). Se chi consuma droga diventa spesso anche un delinquente ciò non è dovuto agli effetti della sostanza in sè ma alle condizioni illecite in cui in consumo avviene; condizioni che producono criminalità perché per procurarsi i soldi necessari per la "dose" bisogna rubare, prostituirsi o spacciare. Nessun alcolista vende vino all'angolo delle strade! Ogni civiltà ha le proprie forme di disagio - più o meno acute - che da sempre cerca di superare medicalizzando i problemi. Non si riesce a dormire, giù tranquillanti; perdita di concentrazione, accendi una sigaretta e ingurgita un caffè; insicurezza e depressione, attaccati alla bottiglia o alla stecca di cioccolato. Da molti anni all'ampio repertorio di sostanze a disposizione di ciascuno si sono aggiunte quelle che comunemente sono definite droghe. Non ho la presunzione di pensare che ho la ricetta in tasca per risolvere il problema ma credo ormai giunto il momento per un'analisi seria del fenomeno disagio e, liberandosi da totem e tabù, analizzare nuove vie anche perché quelle sinora percorse hanno provocato solo fallimenti e disastri.
Vorrei ricordare che l'eroina è stata sintetizzata nel 1898 dalla Bayer per disintossicare i morfinomani... il risulatto è stato che per disintossicare gli eroinomani è stato inventato il metadone... Questo approccio al problema droga è sbagliato o comunque non applicabile alla totalità dei casi.
Le droghe rappresentano un problema culturale relativamente nuovo per la civiltà occidentale, e come tale presenta tutte le problematicità tipiche di ogni acculturizzazione; sulle Ande era ed è comune masticare foglie di coca. Negli anni 60 del secolo scorso, in Italia, le anfetamine erano propagandate come cura dimagrante! Le anfetamine - cocaina dei poveri, all'epoca vendute in farmacia - aiutano a superare il senso di stanchezza (oltre a ridurre l'appetito) e per questa proprietà erano molto utilizzate dagli studenti sotto esami. Le anfetamine furono poi proibite e così si passò ad altre sostanze (inizialmente le stesse anfetamine importate clandestinamente, poi la più redditizia cocaina, eroina & C.: il primo morto per eorina in Italia se non ricordo amle è del 1971). In Cina, dimenticato il matattoio maoista durante la rivoluzione culturale, la droga circola alla grande e le leggi e le pene non sono certo blande (pena di morte). Il proibizionismo ha finito per consegnare la ricerca "scientifica" sulle sostanze psicotrope alla criminalità organizzata che così da decenni inonda il mercato con nuove sostanze sempre più da sballo ma soprattutto molto facili da assumere... e la pillola va giù!
Sergio Bagnasco 08 febbraio 2007 00:00
x Reset
Poni un problema serio e reale: quali modelli e riferimenti culturali produce e propone la nostra civiltà. Giungi però a conclusioni a mio avviso sbagliate. A parte la tua premessa inesatta, la cocaina costa ancora una bella cifra nonostante la domanda sia in forte aumento, ma non è questo il punto, è giusta la tua considerazione che c'è molta indulgenza verso i cosiddetti VIP ma questo è sempre avvenuto e sempre accadrà. Il Potere produce scandali che servono a provocare il ruttino generale - ovvero il sempre più diffuso sentimento di indignazione - ma poiché non si può vivere sempre indignati poi (in realtà molto presto) lo scandalo rientra e svanisce come una bolla di sapone, in un eterno gioco che si ripete di scandalo in scandalo. Così tutto viene insabbiato, tutto svanisce ma ogni tanto c'è qualche vittima illustre (pensa alle vicende di qualche nota attrice italiana, la Laura nazionale di ricorda qualcosa?) ma anche questo fa parte dell'esercizio del Potere che offre qualche contentino al popolo come una volta si offriva qualche schiavo alle fauci dei leoni.
La tua riflessione mette comunque in evidenza che il nostro sistema giudiziario sfavorisce coloro che sono già sfavoriti. Chi ha denaro e buone amicizie può sicuramente contare su una buona difesa e su un po' di indulgenza in più.
Sbagli però quando concludi ritenendo che la pena patita anche dal VIP possa essere d'esempio per gli altri. Tendiamo sempre a illuderci che la forza, la repressione, la durezza delle pene possa essere il rimedio per ogni male o per ogni comportamento socialmente pericoloso o ritenuto tale.
La storia ci insegna che non è così. La Turchia ha leggi severissime contro la droga (e il carcere turco non è un hotel a tre stelle): il consumo di droga è in continuo aumento e con esso i tipici reati connessi. In Cina è prevista la pena di morte e ti garantisco che lì viene praticata con disinvoltura e senza grandi cerimoniali ma la droga è in fortissimoa aumento e le autorità sono in agitazione. Gli Stati Uniti d'America da sempre sono gli alfieri del proibizionismo con quali risultati? Il carcere non è mai stato un deterrente. Noi stessi in Italia abbiamo aumentato notevolmente le pene per gli spacciatori ma come unico risultato abbiamo ottenuto l'aumento del traffico di droga e del numero di consuamtori. Il rischio del carcere è ampiamente remunerato dal prezzo di vendita della droga. A ogni sequestro di una certa entità si registra un aumento del prezzo; talvolta è la rivalità tra bande che consente di mettere le mani su qualche importante organizzazione criminale: mors tua vita mea; un trafficante in carcere è motivo di felicità per gli altri che hanno più spazio per sviluppare gli affari. Solo la legalizzazione delle droghe farebbe perdere agli stupefacenti il "valore drogato" che adesso hanno. La droga è una sostanza povera venduta a cifre astronomiche perché deve essere altamente remunerativa in conseguenza degli alti rischi che si assume chi produce e chi spaccia. Sic et simpliciter.
Colombiano 08 febbraio 2007 00:00
Industria della cocaina.
1 Kg costa in Colombia sulla montagna dove vi sono le cucine 2.500.000 Pesos, 700 € in citta 6.000.000 Pesos 1700 €, di solito le piccole quantita- vengono spedite in valigie appositamente costruite con doppi fondi con spazi per due kili, le spese di trasporto sono 10.000 € per il corriere piu- le spese di viaggio alloggio e mangiare 3.000 € negli aeroporti di partenza spesso vi sono agenti di polizia che lasciano passare queste valigie e vengono pagati 5.000 €, totale 19.700 al kilo. Qui parliamo di piccole quantita- ovviamente i trasporti con le navi di 200 kili hanno costi minori. Come potete notare un kilo di coca garantisce un notevole guadagno se pensate che al consumatore un grammo viene venduto a 100 € con il 20-30% di coca e l-80-70% di taglio. La resa e- di 180.000 € al kilo 648.000.000 di pesos, in Colombia una fortuna, un Superenalotto.
Quindi quello che dice il Sig Bagnasco e- vero, niente puo- fermare questo business, solo la legalizzazione.
Colombiano
Colombiano 08 febbraio 2007 00:00
Industria della cocaina.
Il maggior mercato e quello degli Stati uniti, ma ultimamente vi sono mercati emergenti come quello Australiano, Giapponese e soprattutto Russo e cinese.
In Europa il mercato piu' appetibile per i cartelli colombiani e l'Inghilterra, i paesi di transito Spagna Olanda e Italia.
Chiaro che le rotte cambiano continuamente, e le grosse quantita' viaggano con le navi mercantili.
Ovviamente gli scarichi si svolgano in porti dove e' maggiormente la possibilita' di corrompere le persone per il buon esito dell'affare.
Colombiano
Bolivia 08 febbraio 2007 00:00
A differenza di altre nazioni produttrici di coca, come la Colombia, qui esiste una genuina tradizione associata con l’uso della coca. Per gli amerindi, Mama Coca è la figlia di Pachamama, la Madre Terra. "Prima di avviarsi al lavoro, specie nell’agricoltura, si mastica una foglia di coca", prosegue Morales. "Dopo pranzo, dopo la siesta, si dovrebbe masticarne un po’. Se si deve guidare a lungo per raggiungere il proprio posto di lavoro, masticarla aiuterà a tenersi svegli. Durante la notte, ci si può accorgere dei poliziotti di pattuglia con le guance piene di foglie di coca".

“L’infuso di coca è usato per combattere il mal di montagna e dalla coca si producono farmaci naturali utili per diverse tipologie di malanni, come sciroppi per la tosse. Nel passato, ne hanno usufruito i papi, i re di Spagna, Fidel Castro. Nella vostra società, voi bevete un cocktail o un bicchiere di vino, mentre noi mastichiamo un po’ di coca. Durante l’epoca repubblicana, i minatori usavano la coca per poter lavorare più duramente, e inviare più stagno negli Stati Uniti. Per noi, è uno stile di vita, ma la coca non è cocaina. Storicamente, i boliviani non hanno mai prodotto cocaina. Siamo assolutamente contrari a questo. Io dico no alla guerra alla coca, ma dico sì alla guerra alla cocaina”.

Confusi? Questo perché in Occidente, o nei paesi sviluppati dell’emisfero Nord, la gente conosce poco o nulla dell’uso tradizionale amerindio della coca. Quando arrivi al tuo hotel di La Paz, a 4.000 metri di altitudine, nella hall c’è un grosso recipiente di tè di coca, fatto con delle bustine che sono identiche a quelle che usi per la tua colazione, che viene offerto per aiutare a combattere il mal di montagna. Durante il tuo lungo viaggio, l’autista potrebbe offrirti una pastiglia di coca. E ovunque, praticamente tutti masticano la loro foglia. Ma, come spiega Morales, questa non è la droga pesante che si produce macerando la foglia nel cherosene e poi trattandola con acido solforico.
Moon dust 08 febbraio 2007 00:00
X Sergio Bagnasco


Possiamo darci del tu, come proponi, ma devo dirti che considero eccessivo il tuo coinvolgimento in quello che a me risulta essere un falso problema.
Dovresti profondere il tuo impegno in altre problematiche, più serie e di interesse generale.
Per combattere la delinquenza, ad esempio, basterebbe attuare una politica del lavoro degna di tale nome: un individuo gratificato nelle sue esigenze di primaria importanza non é "costretto" a spacciare per vivere e la cocaina la lascia tranquillamente ai vip insoddisfatti e annoiati, alla continua ricerca di nuove emozioni.


PS Concordo con Reset circa il trattamento da riervare ai VIP colti "con le mani nel sacco"
Sergio Bagnasco 09 febbraio 2007 00:00
x Moon dust
Ti ringrazio per l'invito ma ti assicuro che il mio impegno è già profuso in tante direzioni. Dovresti però spiegarmi\ci perché analizzare ipotesi diverse dal proibizionismo, sperimentare politiche di riduzione del danno sia un falso problema.
Da molti decenni tutti i conservatori d'Italia sono sempre bravi a indicare "quel che non è": non è questo il problema, non è il momento, il Paese non è pronto, sono ben altre le cause, basterebbe...
"Basterebbe una politica del lavore degna di tale nome: un individuo gratificato...", scrivi.
Intanto di questa politica del lavoro non vedo traccia e l'inutile guerra alle droghe sottrae ingenti risorse e produce danni incalcolabili... Ed evidentemente questa agognata politica del lavoro capace di gratificare l'individuo non esiste da nessuna parte del globo terrestre visto che il problema droga è diffuso in tutto il mondo. Poi, forse ti è sfuggito, che ponevo un problema più ampio di quello specifico che riguarda le droghe, ovvero il problema droga va collocato all'interno del diffuso disagio che crea molteplici forme di dipendenza. Ci accaniamo contro la droga e non ci accorgiamo dei disastri provocati dall'alcol, dal tabacco, dall'uso sconsiderato dei farmaci... Non ci accorgiamo che sempre di più l'uomo è un pesce fuor d'acqua, un "animale" disadattato. Cambiare approccio verso la droga si deve perché è necessario prendere atto con umiltà del fallimento di ogni politica proibizionista. Si deve cambiare strada per iniziare a occuparci con senso di responsabilità del diffuso disagio che crea molteplici forme di dipendenza. Pensa all'allarme sociale per mucca pazza; e l'alol? Allarme zero!
Nelle tue parole sento l'eco del vetero-comunismo, sento la solita vulgata marxista stile anni settanta. Già, (ri)leggi gli articoli di autorevoli esponenti del PCI pubblicati su Rinascita nel primi anni settanta; la posizione del PCI era che la droga riguardava la borghesia ed era una manifestazione tipica del decadentismo borghese; il proletariato non aveva questi problemi; i ricchi e i fannulloni fanno uso di droghe per vitalizzare la loro vita oziosa... La stessa posizione era assunta nei confronti delle tematiche sessuali; e il Paese non era pronto per il divorzio che avrebbe spaccato l'unità del mondo del lavoro...
D'altra parte cosa possiamo aspettarci se un personaggio come Massimo D'Alema verso la fine degli anni novanta ha con la sua solita fierezza affermato "anch'io sono sempre stato favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere ma Berlinguer era contrario" (le parole forse non sono esattamente queste ma il concetto e il riferimento a Berlinguer sì): forse a D'Alema nessuno aveva detto che Berlinguer era morto da tempo...
Quante voci di protesta ha sollevato la sinistra conservatrice (impropriamente definita radicale) contro la Fini-Giovanardi... però dopo quasi un anno di governo Prodi la legge è ancora lì...
E sull'argomento è assordante il silenzio di Pecoraro Scanio, Diliberto, Giordano, Bertinotti (quest'ultimo dispensato, data la carica che adesso ricopre; a proposito è tornato dal tour sudamericano? ma è lì per lavoro o per turismo?).
Lo SPENSIERATO 09 febbraio 2007 00:00
Sembra talco ma non è...serve a dare l'allegria!
PINO 09 febbraio 2007 00:00
LA COCAINA è DIVENTATA DI CONSUMO COMUNE XCHE è ALLA PORTATA DI TUTTI COME PREZZO DI CIRCA 50 EURO AL G E SI PUO TROVARE AGLI ANGOLI DELLE STRADE NELLE CITTA IMPORTATA DAGLI EXTRACOMUNITARI CHE SI ACCONTENTANO DI POCHI SPICCIOLI ED ASSENDO INCENSURATI NON RISCHIANO COME GLI ITALIANI PERCIO IL MERCATO ESSENDO GESTITO DA EXSTRACOMUNITARI POSSONO ACQUISTARLA SIA I RAGAZZINI CHE GLI ADULTI
Moon dust 09 febbraio 2007 00:00
X Sergio Bagnasco

Oggi, quando parliamo di VIP, lo facciamo in senso ironico: ci riferiamo a quella miriade di attori senza arte né parte, letterine illetterate, ex calciatori a caccia di veline spiegazzate ecc...che infestano il mondo dello spettacolo.
Preciso, inoltre, che la posizione (su qualsiasi argomento) del vecchio PCI e quella dei suoi eredi non godono della mia attenzione politica.
Reset 10 febbraio 2007 00:00
Per il Sig. Bagnasco
se la repressione non serve per Turchi e Cinesi o maericani, potrebbe servire per gli Italiani. Non crede?
Io sì.
Pippo 11 febbraio 2007 00:00
Ma fateci pippare in santa pace, porcamadonna.
Per colpa dei soliti 1% di tossicodipendenti ci dobbiamo andare di mezzo tutti.
Come dire che si deve proibire la macchina perche` 1% va troppo veloce e causa incidenti.
E proibiamo anche il calcio allora a causa di 1% di stronzi. E la politica, e la religione...
Tossicodipendenti: se vogliono si ricoverano, altrimenti e` una semplice selezione naturale.
Isaia Kwick 11 febbraio 2007 00:00
Bravo PIPPO, per una minoranza di deficenti ci dobbiamo rimettere tutti. Che arretratezza mentale hanno questi uomini; la solita ipocrisia, e poi pippano di nascosto.
Isaia zingaro del Ponte all'Indiano
Sergio Bagnasco 13 febbraio 2007 00:00
OK, Moon dust era chiarissimo il senso con cui è utilizzato il termine VIP ma ciò nulla toglie al valore taumaturgico che anche tu assegni alla pena quando è evidente che il sempre maggior numero di detenuti per reati legati alle droghe e la maggior entità media delle pene non è servita a contrastare la diffusione delle droghe. Cmq non hai risposto alla domanda: spiega perché sarebbe un falso problema occuparsi di politiche alternative al proibizionismo; spiega quali sarebbero le problematiche più serie e d'interesse generale. Cosa è per la nostra società più devastante del traffico di stupefacenti; attività in grado di condizionare governi, che ha intrecci con il terrorismo, il traffico di armi e vite umane, che ha effetti dirompenti sui consumatori e sulle vittime dei consumatori, che è in grado di condizionare la libera concorrenza e ogni importante gara d'appalto... perché da qualche parte il fiume di denaro raccolto con il traffico illecito deve pur essere investito... Spiegateci perché c'è sempre qualcosa di più importante ma non si sa mai cosa sia...
Sergio Bagnasco 13 febbraio 2007 00:00
x Reset

No, non credo. La politica repressiva è comunque una costante da oltre un secolo. Le pene sono state costantemente aumentate anche in Italia dove ti ricordo che per un semplice spinello c'è chi ha visto il sole a scacchi...
Qualcuno può auspicare che pene più dure e severe risolverebbe il problema ma nessun paese del mondo è riuscito a risolvere o arginare il problema: anche quelli che non hanno la mano leggera con le pene e che non sanno cosa siano i diritti civili possono vantare successi significativi nella lotta alla droga.
Moon dust 13 febbraio 2007 00:00
Cos'é più importante della liberalizzazione della droga?
Insegnare ai ragazzi che se ne può fare a meno!
Come?
Concentrando le forze sulla prevenzione e continundo a dire, in modo forte e chiaro, con tutti i linguaggi ed i mezzi a nostra disposizione, che chi si droga nuoce a sé e al prossimo; che chi si droga, anche se non ruba e non spaccia per ottenere l'oggetto del proprio desiderio, é un "mina vagante".
Io non ho affidato il mio voto ad una masnada di incoscienti che pongono come priorità assolute i loro personali bisogni e ricattano un Governo costretto, per tirare avanti, a tenerseli buoni.

Sergio Bagnasco 14 febbraio 2007 00:00
Non ho mai parlato di liberalizzazione. Ma che confusione che fai! Ho parlato di legalizzazione, di politiche alternative alla legalizzazione, di politiche di riduzione del danno, di distribuzione controllata... Insomma chiediamoci seriamente come possiamo sottrarre il traffico di droga alla criminalità organizzata.
Perché poi politiche di legalizzazione o di riduzione del danno dovrebbero essere alternative alle campagne di informazione e prevenzione? L'alcol è in libera vendita ma ciò non impedisce di fare campagne contro l'abuso di alcol; lo stesso dicasi per il tabacco.
Quindi prevenzione sì, informazione fino alla nausea, politiche per combattere ogni forma di disagio ci sto... Ma non dimentichiamoci che i tossicodipendenti andrebbero considerati come malati e le loro condizioni di salute peggiorano a causa delle condizioni di illegalità; la loro dignità di persona finisce sotto i tacchi quando giungi a prostituirti per avere i soldi necessari per la dose. La clandestinità non ha mai permesso di risolvere o di contenere un problema sociale. Questo è un dato incontrovertibile: portami un solo esempio storico che ha consentito di sconfiggere una piaga sociale con le armi della repressione e dell'informazione. Serve un'azione più ampia, a 360°.
Sergio Bagnasco 14 febbraio 2007 00:00
nel mio ultimo intervento ho erroneamente scritto "politiche alternative alla legalizzazione"; volevo scrivere - come forse si potrebbe intuire - politiche alternative al proibizionismo.
Moon dust 14 febbraio 2007 00:00
X tutti

Ho saltato deliberatamente un passaggio, perché sono convinta che la lagalizzazione precederebbe di un solo nano secondo la liberalizzazione.
Chi può impedire oggi ad un alcolista di ubriacarsi?
Chi potrebbe trattenere domani il tossicodipendente dal drogarsi? La famiglia? La società? La comunità di recupero?
Io credo che si voglia costringere queste ultime a remare all'infinito contro corrente.

Cordiali saluti a tutti i frequentatori del forum
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