Scocciato
14 febbraio 2007 00:00
E allora? miseri sono coloro che riconducono le questioni di principio, di morale, di etica, di tradizione, di consolidata valenza(anche se talvolta si notino dei casi negativi, ma ache non formano regola) nei millenni, ad un puro esame personale e prendono decisioni spesso per proprii interessi.
Se questi parlamentari hanno optato per dire la loro in senso pro-famiglia, sono solo degli onesti perchè non hanno parlato per partito preso e personale, ma in modo OBIETTIVO al contrario di tante facce del ..... che esprimono pareri solo perchè fa loro comodo e, purtroppo, i pareri tornacontistici vengono maggiormente ascoltati dal popolaccio che non sa ragionare e non valuta i problemi con le vere logiche del raziocinio.
Il medico che fuma ha il DOVERE di cercare di impedire al proprio cliente questo vizio, e il paziente deve cogliere la verità del messaggio giusto anche se il proprio medico sgarra personalmente. Questione di intelligenza.
Topesio
14 febbraio 2007 00:00
Davvero complimenti!
Neanche una mosca avrebbe saputo far meglio (nel senso di arrampicarsi sugli specchi).
Peccato che tu non abbia notato la "leggera" differenza che intercorre tra un'abitudine SICURAMENTE dannosa per la salute come il fumo ed il fatto che le persone vogliano gestire i rapporti come meglio credono...
NESSUNO
14 febbraio 2007 00:00
Che c'entra il fumo che con la convivenza tra due persone adulte e consenzienti? Gli effetti del fumo è provato che fanno male anche a chi sta vicino ai fumatori, gli effetti della convivenza, no. Dipende da come stanno insieme le persone: se stanno bene insieme e sono felici, non può che fare bene a tutti quelli che avvicinano la coppia.
Ma quante coppie sposate anche in chiesa stanno male insieme e sprizzano noia, risentimento e malessere intorno a loro e prima di tutto sui figli?
Scocciato
14 febbraio 2007 00:00
Ho già capito di che ideologia sei; purtroppo le cose stanno più profondamente di quanto asserisci e, purtroppo per te, anche se ti sei guadagnato la libertà con lotte sovrumane nella vita che ti ha concesso ogni diritto, il minimo che dovresti intendere è che la troppa libertà di tutto e di tutti guasta lo stesso significato di LIBERTA'. Per quanto concerne il concetto di fumo (dato per figura retorica tendente ad estendere la parte per il tutto...altresì sineddoche), conosciamo solo adesso da qualche decennio che il fumo è deleterio, ma prima si fumava anche per curare malattie, come ci si dava il petrolio in testa per combattere la calvizie.
Sig. Topesio, se sei in grado di estendere il ragionamento, rifletti e cerca di separare i concetti in modo da non credere che tutto possa essere fatto da tutti. La spiegazione sta nel fatto che il significato di "libertà" non può e non potrà mai essere così assoluto come si crede. Che fino a poter "...gestire i rapporti come meglio credono (le persone che lo vogliano)..." siamo d'accordo, sempre che ciò sia possibile e non dannoso per altri, cercando di superare l'egoismo. Come deve essere ovviamente possibile che qualche separato, o convivente, o praticante altra forma, abbia la facoltà di esprimere un parere contrario al suo modo di convivere (talvolta nella vita si vivono delle situazioni che non piacciono affatto, ma che si tirano avanti per una miriade di possibili altri motivi).
Perciò sei invitato, non a modificare le tue idee, ma a comprendere anche quelle di altri, in nome della tua vantata rivendicazione di diritto di dire la propria, compreso il paragone con la mosca......?!?
Topesio
14 febbraio 2007 00:00
Io capisco solo che tu sei uno di quei tanti (troppi!) che vogliono insegnare alle persone cosa debbano fare della loro vita.
Non solo insegnare, ma addirittura IMPORRE!
Siamo alle solite, non volete capire la differenza che passa tra avere una propria convinzione (che nessuno vi vieta di avere) e cercare di imporla agli altri.
Se non capisci/capite questo, è meglio soprassedere...
Scocciato
15 febbraio 2007 00:00
Non si tratta di imporre le convinzioni che ognuno può liberamente esprimere; anche al tempo dei Romani, 2000 anni fa, si favoriva questo. Si tratta di capire la differenza che passa tra il pensare, l'esprimere, il divulgare e l'effettivo risultato che ne possa derivare per la comunità nella quale tutti, chi più chi meno, vivono, sfruttano, contribuiscono, ed anche spesso colpiscono.
Le regole e logiche del convivere fra due persone, devono anche fare i conti con le regole e logiche della loro compartecipazione allo stato sociale.
Diamo per scontato che ognuno possa fare, agire, comportarsi come gli pare e, teoricamente non provoca danni a nessuno nella comunità in cui vive. Ma questa può essere un'idea che, per tornaconto, ci si può fare personalmente.
Altro è, invece, riuscire ad individuare gli eventuali danni (od anche i vantaggi) che i comportamenti inusuali possono provocare.
Chiaramente, visti dal lato buonistico, due accompagnati(omo o etero che siano) non sembrano, lì'per lì, far male a nessuno, anzi, a volte possono anche essere migliori di due regolarmente sposati e questo fa parte della natura di ogni singolo individuo(se uno è violento lo è anche se non sposato legalmente).
Ma siccome si vive in una società allargata, si devono considerare gli effetti non come al solito e sempre più in modo egoistico( cioè limitato ai desideri del proprio piccolo IO credendo di non danneggiare alcuno), ma al contesto altruistico dove certi effetti possono creare danni(morali, propedeutici, fiscali, ecc.), disagio, distorsioni legali e comportamentali, insegnamenti ed esempi libertari che possono in futuro arrecare ulteriori danni.
Porto un esempio: La deputata Poretti(vedi tanti interventi proprio in questo FORUM)
esprime la volontà(per lei e per altri giusta) di detenere cani e di non costringerli a portare museruola e guinzaglio come minimo. Ma il problema è, invece, nel fatto che ella vuole esercitare questi suoi personali diritti nel contesto pubblico, creando potenzialmente seri problemi.
Quindi distinguiamo fra il dire e il fare.
Alex1
15 febbraio 2007 00:00
Ma chi impedisce a qualcuno di vivere con chi vuole?
Fate passare questo concetto come se fosse la realtà, ma non è così: oggi chiunque vive come gli pare.
I "diritti" se non sono assolutamente personali vanno comunque a ledere quelli degli altri.
miriana
15 febbraio 2007 00:00
e' l'ipocrisia che io volevo mettere in evidenza, tanto rumore contro i pacs a difesa della famiglia tradizionale secondo il concetto cattolico, pero' loro vivono in situazioni che con la famiglia tradizionale non c'entra niente, ma non vogliono ragolamentare situazioni di fatto di cui esse stessi sono testimoni , se non e' ipocrisia questa. e' come se liz taylor conducesse una campagna contro il divorzio.
Cittadino
15 febbraio 2007 00:00
...e' come se un oca come miriana pretendesse di ragionare con la sua testa.
Topesio
16 febbraio 2007 00:00
Sinceramente fate più schifo che pena, voi che difendete posizioni di stampo medievale.
Peccato però che quando vi fa comodo non vi par vero di usufruire delle conquiste di civiltà per cui ALTRI hanno lottatto e pagato il prezzo, tipo per il divorzio, tanto per fare l'esempio più eclatante.
Infatti il candido Casini in una intervista ha detto di aver votato contro il divorzio... (bella faccia tosta!!!), per non parlare degli altri suoi degni compari, che non sto qui ad elencare.
Scocciato
16 febbraio 2007 00:00
Evidenziare il concetto di ipocrisia, anche se appare tanto evidente nelle azioni e nelle dichiarazioni dei citati...ecc., è una semplice notazione che si dovrebbe estendere a tutto il mondo politico, culturale, sociale, umanitario, scientifico, religioso. A ben osservare ditemi dove non c'è ipocrisia. E' come scoprire , non l'acqua calda, ma addirittura la fredda. Ci sono decine di proverbi, motti, frasi popolari che lo indicano dalla notte dei tempi: """predica bene e razzola male""". Ma è un atteggiamento naturale degli esseri umani come l'autodifesa, la paura, le reazioni, ecc. La persona intelligente deve saper distinguere fra gli atteggiamenti falsi o veri e cercare di ascoltare sempre meno le sparate oratorie di chi ci "comanda" e prenderle con le molle in quanto SEMPRE opportunistiche e, ovviamente ipocrite.
Non guasterebbe una campagna contro l'imbonimento delle folle perpetrata da parte dei politici, dei sindacalisti, degli organi d'informazione, cioè da coloro che ancora giocano sulla credulonità dei popoli che ascoltano estasiati e ragionano solo sulla falsariga dei commenti e delle orazioni dei loro beniamini..