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FABRIZIO 20 febbraio 2007 00:00
La differenza fra la FIAT e Mediaset:

Tutti vogliono aiutare (ed aiutano) la Fiat, che da sempre sopravvive ai momenti di crisi grazie a tutti noi contribuenti.
Però, chissà come mai, quasi più nessuno spende propri soldi per comprare le sue macchine.


Tutti vorrebbero affossare Mediaset e se potessero, anche crocifiggere Berlusconi, salvo poi constatare che lo share di maggiore ascolto va proprio alle sue televisioni (quelle che tutti vorrebbero oscurare e che non hanno mai chiesto una lita di cassa integrazione alle casse dello stato).

Coerenza Italiota ?
Alex1 20 febbraio 2007 00:00
La Fiat è uscita dalla crisi proprio perchè sono stati negati seri aiuti dallo stato negli ultimi anni ed allora, insieme alle banche, si è tirata finalmente su le maniche.
Ora gli azionisti si dividono gli utili alle spalle nostre. Questo sinceramente non è giusto nè equo.
Ma Prodi non era lì per diffondere equità?
Perchè la mobilità non la paghiamo con gli utili della Fiat?

In compenso preparano il decreto Gentiloni che volutamente colpisce l'unica tv che fattura solo con la pubblicità... e che unico tetto viene introdotto?? Il tetto pubblicitario! A pensare male ci si azzecca sempre.
FABRIZIO 21 febbraio 2007 00:00
La mia mano va là dove la polvere degli anni ha messo le radici e toglie dalla libreria un numero di 4ruote del 1968.

Apro la rivista alla pagina dei listini e leggo che la Fiat offre una pagina intera di modelli, tutti uno diverso dall'altro, ma anche tutti in versioni pressoché uniche.
Unico optional: il colore !

Della 500 vedo la berlina e la familiare (che ha fatto per decenni la felitità degli artigiani).

Della 850 vedo la berlina, la special, la coupè, la spider e il pulman 850 (gettonatissimo dalle famiglie numerose e dalle.... suore).

Della 128 vedo la berlina cui seguirà la Rally e la coupè (che entrambe possiederò) e una favolosa inedita spider a motore centrale (X1/9)

Della 124 vedo la berlina, la special, la coupè e la splendida spider che spopolerà per anni nei rally mondiali.

Vedo anche una favolosa e grossa ammiraglia chiamata 130 di cui uscirà una 2400, una 3200 e una coupé, tutte con motore derivato 6 cilindri Ferrari, lo stesso che verrà montato sulla Dino Coupè e sulla Dino Spider (tutte 2 Fiat).

Poi vado alla pagina delle BMW e, in poco più di 3 righe di listino leggo che si può acquistare:

Una 1500, una 2300, e una 700 cc con motore posteriore e una coupè (!).
Tutto qua, finito il listino BMW, 3 righe!

Capite perché 40 anni fa la Fiat aveva il 75 % del mercato e l'auto italiana aveva comunque il 90% ?

Oggi, vado alle pagine del listino e vedo che la Fiat occupa addirittura 3 pagine intere.
Tanti modelli ?
Macché.
Una Panda, una Punto, una Stilo e una Croma.

Ognuna di queste, prodotta e offerta in 64 versioni diverse per differenze che stento a comprendere.

Scarsità di fantasia o eccesso di pignoleria ?

Non é moltiplicando le versioni della stessa vettura che si conquistano i clienti.

Provate invece a chiedere ad un fortunato possessore di una 124 spider o di una Dino o anche solo di una modesta 850 spider se é disposto a separarsene !

Non basta far cantare una canzone a Gianna Nannini per risvegliare la voglia di possedere una "meravigliosa creatura" di stile italico.

Ci vuole ben altro !

PS:

Nello sfogliare le pagine impolverate ho trovato una pubblicità bellissima che mi ha fatto risentire brividi nella schiena che non provavo da quasi 40 anni.

Ve la leggo (chi ha la mia età se la ricorderà e se la sarà anche sognata):

"Giulia, l'ha disegnata il vento !"

Quelle si che erano auto !
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