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Cronista 27 febbraio 2007 00:00
Purtroppo devo condividere quanto hai scritto perchè è la sacrosanta verità!
Sembra che un gene maligno pervada l'ambiente di quell'area politica e che chiunque ne venga a far parte ne rimanga fatalmente contagiato..

Tutto ciò rappresenta follia pura, in quanto anacronisticamente costoro si rifiutano follemente dal prendere atto della mutazione degli scenari politici internazionali! Solo un partito comunista è rimasto saldamente al potere, ma per farlo ha dovuto operare una palingenesi della sua economia, trasformandola in una di tipo capitalista. Questo ha provocato una dura reazione da parte del mondo talebano dell'estrema sinistra nostrana, la quale ha definito i comunisti cinesi dei traditori del socialismo, e si riutano di predenre atto che solo in tale veste è possibile una simbiosi del partito comunista con la società civile reale.

Dopo il crollo del "muro", D'Alema aveva detto: "..è accaduto qualcosa aldilà del muro, non si può non prenderne atto!" Dopo la storica "svolta" della Bolognina, in cui nacque il primo, vero partito socialdemocratico italiano, i talebani del radicalismo che, come gli struzzi che nascondono la testa nella sabbia per non vedere il pericolo, non vollero prendere atto di quanto D'Alema aveva esternato, si separarono per dar vita ad un raggruppamento poltitico che doveva poi portare al trionfo di Berlusconi e al suo affrancamento dalle numerose pendenze giudiziarie, con l'aggravante del ritorno in grande stile del becero arnese fascista, i cui squallidi esponenti si permettono persino, con allucinante arroganza politica, di dare "lezioni" di moralità e democrazia agli stessi talebani della sinsitra "radicale", i quali devono soffocare impotenti la loro rabbia in quanto non hanno i mezzi per reagire, dato che i mass media sono controllati tutti dai fascisti berlusconiani!

Tutto ciò è sotto gli occhi di tutti, anche un bambino lo capirebbe: evidentemente costoro hanno meno cervello di un bambino!


A.Biagiotti 27 febbraio 2007 00:00
Sig Sergio le sue osservazioni hanno fondamento, a volte penso che questa "gente" stia giocando con il futuro dei cittadini. La maturita' dei politici, e parlo di quelli in vista, spesso mi lascia perplesso.
Sig Sergio perche' non ci organizziamo per una campagna mirata ad eleggere alle prossime elezioni candidati ultimi della lista, facendo cambiare mestiere alle "solite facce", non abbiamo nessun altro strumento di difesa Sig Sergio.
A.Biagiotti
Sergio 28 febbraio 2007 00:00
X Biagiotti e per ogni altro essere pensante

Con l’attuale sistema elettorale è preclusa ogni possibilità di scelta del candidato.
Non ci resta che dare vita a un nuovo movimento\partito – mai avrei pensato in vita mia di formulare una tale ipotesi – per imporre la realizzazione dei principi costituzionali calpestati e rinnegati dall’oligarchia post-fascista.
Con l’autorità che deriva dall’essere i Sovrani d’Italia dobbiamo imporre ai nostri dipendenti la nostra volontà.
Con buona probabilità abbiamo minimo 18 mesi per organizzarci (non scioglieranno le camere prima di aver intascato il diritto al vitalizio). Oggi, con una percentuale variabile tra il 4 e il 7% il nuovo movimento, senza schierarsi con alcuna delle due squadre che si fronteggiano per la conquista dello scudetto (cioè del Potere), potrebbe divenire l’ago della bilancia del nuovo ipotetico Parlamento.
E’ senza dubbio un’idea intrisa di velleitarismo ma una cosa è certa: gli usurpatori del Parlamento ci stanno scavando la fossa! Dobbiamo impedirlo!
Bisogna passare dall’indignazione all’azione. Se è vero che gli italiani sono stanchi di questo personale politico, non dovrebbe essere difficile raggiungere anche il 10% dei voti.
Potremmo cominciare a stilare il nostro programma di governo. Ai primi posti a mio avviso dovrebbe esserci:
> l’eliminazione di tutti i privilegi parlamentari,
> l’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti
> la riduzione (minimo del 30%) del compenso a deputati, senatori e ministri
> la riduzione del bilancio della Camera dei Deputati, del Senato, del Quirinale di almeno il 30%
> la riduzione del Governo a soli 13 ministri
> l’eliminazione del canone RAI
> la trasformazione delle Province in organi tecnici governati da un’assemblea politica eletta tra i sindaci dei comuni della provincia stessa.
Questo solo per iniziare. Una bella dose di demagogia dovrebbe assicurarci il voto degli italiani non beneficiati dal corrotto sistema clientelare al potere da oltre sessant’anni. Certo, se intendiamo avventurarci su questa strada non dobbiamo disdegnare l’uso dell’arma della demagogia e del ricatto. Niente pregiudizi, niente moralismi, niente compromessi con gli usurpatori.
L’Italia è nostra e dobbiamo sbarazzarci degli usurpatori.
Chi ci sta? Andiamo avanti?
Sergio 28 febbraio 2007 00:00
x Cronista

Condivido quanto scrivi tranne quando affermi che con la svolta della Bolognina nacque il primo vero partito socialdemocratico.
Le vicende storiche e gli errori di valutazione politica hanno portato Saragat a staccarsi da Nenni e quest’ultimo a mettere il PSI in una posizione subalterna al PCI. Molto prima c’era stata la scissione di Livorno con la nascita del PCI e negli anni trenta la definitiva scomunica da parte comunista della socialdemocrazia.
La svolta della Bolognina è stata l’ennesima occasione persa per i comunisti italiani per fare i conti con la storia, riconoscere i profondi errori della politica e della strategia comunista (a partire dal mancato superamento di Berlinguer e della sua politica miope e perdente) e fondare un nuovo partito che raccogliesse l’eredità laica e socialista.
Così non fu. E persistette l’anomalia italiana di unico paese occidentale con un partito comunista fortissimo ma che ambiva all’alleanza con la DC.
Occhetto si paralizzò appena i conservatori comunisti si staccarono per fondare RC (e a distanza di tanti anni il parolaio Bertinotti e il pifferaio Giordano devono spiegarci come intendono rifondare il comunismo).
L’apparato di partito prese il sopravvento e nacque una nuova politica di compromesso storico che sarebbe culminata nella rovinosa “gioiosa macchina da guerra”.
Il primo risultato di questa nuova stagione veterocomunista fu il cavalcamento demagogico di tangentopoli (con Occhetto isterico che urlava allo scioglimento del Parlamento degli inquisiti... anima candida, lui aveva le mani pulite…forse sì ma tante fette di salame sugli occhi anche… forse temeva di sporcarsi le mani nel toglierle).
E poi arrivò il mattarellum che, violentando la volontà popolare, avrebbe dovuto consentire l’allenza tra Popolari e PDS se non fosse intervenuto a rompere le scatole il terzo incomodo: Berlusconi.
A fare le spese di questa nuova stagione miope degli ex-comunisti, gli gnomi come giustamente li definì Cossiga, furono il movimento radicale (l’esclusione di Pannella e dei radicali dal dibattito intorno alla “Cosa” è emblematico), le lotte per la laicità dello Stato (vero terreno di confronto e di crescita della cultura di sinistra), le riforme istituzionali che non sono mai arrivate, le riforme del sistema giudiziario, del sistema televisivo, delle leggi regolatrici del mercato che non sono mai state varate perché diversamente non ci sarebbero più state armi per sdegnarsi contro Berlusconi.
Mi dispiace, nulla di buono può venire dalla berlusconiana sinistra radicale, statalista, conservatrice e corporativa; nulla possiamo pretendere dagli gnomi che ambiscono solo alla conquista del potere con l’unica finalità di soddisfare il proprio narcisismo e coltivare i propri interessi.
La Repubblica Italiana è fondata sul conflitto d'interessi come sin dai primi anni '50 è fortemente denunciato da parte laica e socialista (due nomi per tutti: Salvemini e Pannunzio) e nel silenzio totale del PCI. Il conflitto d’interessi non nasce con Berlusconi: lui l’ha solo reso evidente. Così evidente che D’Alema & C. si scandalizzano, strumentalizzando ad arte il conflitto d’interesse, per occultare i propri che sono il sostegno del potere cattocomunista, ma guardandosi bene dal varare una legge seria sul conflitto d’interessi (l’occasione l’hanno avuta: dal 1995 al 2001 quando decisero di riconsegnare l’Italia a Berlusconi). Anche il “non legiferare” è una politica ad personam ben più grave di qualche legge “ad personam”. Insomma, Berlusconi pensa di essere l’erede di Don Sturzo e di De Gaperi ma dovrà riconsiderare i suoi ascendenti e non potrà che concludere che è il figlio incestuoso nato dal matrimonio tra la chiesa comunista e la chiesa clericale. Da questo matrimonio è nato anche Prodi, fratello di Berlusconi. Il tornaconto cattocomunista ha generato il berlusconismo.
Francesco 28 febbraio 2007 00:00
Per Sergio.

Sono d'accordo sul fatto che l'atteggiamento di Pdci e RC nei fatti si traduce in un sostegno a chi cerca di far cadere il governo per sostituirlo con un altro Berlusconi. D'altra parte niente di nuovo sotto il sole: fecero cadere il governo per la storia delle 35 ore settimanali di lavoro soltanto perché lo aveva fatto la Francia (che subito dopo si rimangiò la proposta).
Purtroppo i vari Giordano, Bertinotti, Diliberto, Migliore,ecc., continuano a vivere di slogan ed a galleggiarvi sopra.
Non ho nulla contro gli omosessuali, ma non mi pare che fosse così importante portare Luxuria in Parlamento per trattare quelle problematiche, così come non era importante portarci Caruso soltanto perché era abituato a rompere i coglioni nelle piazze. Facendo enormi sforzi non riesco a pensare che cosa mai ci stiano a fare lì.
Con questo passo dovrebbero portarci un rappresentante di coloro che hanno la erre moscia, un rappresentante dei biondi con gli occhi azzurri, uno (una) per le mignotte e uno per gli sciancati.
In tutto questo bailamme di distinguo dalla posizione del governo, che in nome della parola magica "discontinuità" sono pronti a far cadere in ogni momento, nessuno di questi "rivoluzionari" si sogna di presentare una legge per eliminare le loro "pensioni. Qualcuno si sta organizzando al riguardo. Per saperne di più visita il sito www.aures.it.
Sergio 28 febbraio 2007 00:00
Caro Francesco la tua iniziativa presentata su www.aures.it è apprezzabile e penso che ti darò il mio sostegno. Penso che potremmo trovare anche dei singoli deputati disposti a sostenerla.
Ma il punto non è questo.
Rischiamo di avere l'effetto della zanzara: una puntura di spillo.
Qui serve una rivoluzione civile, pacifica e legale per mandare a casa coloro che hanno usurpato la sovranità popolare.
Leggi anche l'altro mio intervento in risposta a Biagiotti.
Guarda cosa è successo con il finanziamento ai partiti. Guarda cosa è successo (cioè nulla) con la RAI: eppure un referendum apriva la porta a ipotesi di privatizzazione, unica strada per procedere verso il superamento del duopolio (ma i partiti non mollano la RAI e preferiscono tenersi Berlusconi con le sue tre reti: ipocriti lazzaroni da Bertinotti a Casini passando da Rutelli già ministro per un giorno, qualcuno si ricorda?). E ancora sui DICO: tanti paroloni da Mastella a Casini peccato però che per i deputati vige già da anni la reversibilità della pensione a favore del convivente! Ma quali questioni etiche, solo arroganza, cultura del privilegio e disonestà mentale: queste sono le virtù di casa in Parlamento. E per me la disonestà mentale e la peggior forma di disonestà: ladri di verità!
Credimi bisogna puntare più in alto, molto più in alto diversamente qui tra poco questi incoscienti microcefali faranno riesplodere gli anni di piombo.
Cronista 28 febbraio 2007 00:00
da: Sergio
Data: 28 Febbraio 2007

x Cronista

Condivido quanto scrivi tranne quando affermi che con la svolta della Bolognina nacque il primo vero partito socialdemocratico.
<i>&quot;Le vicende storiche e gli errori di valutazione politica hanno portato Saragat a staccarsi da Nenni e quest’ultimo a mettere il PSI in una posizione subalterna al PCI. Molto prima c’era stata la scissione di Livorno con la nascita del PCI e negli anni trenta la definitiva scomunica da parte comunista della socialdemocrazia.&quot;</i>


La storia del PSI (invero rispettabile e ricca di personalità di primo piano), si conclude con Nenni: dopo di lui solo un sconcertante pletora di arrivisti corrotti (Craxi & C.) i quali hanno istituzionalizzato ciò che durante la DC era solo una &quot;anomalia&quot;: la CORRUZIONE a tutti i livelli della società civile! Non è un caso che il balzo più spettacolare il debito pubblico lo abbia fatto proprio negli anni &quot;craxiani&quot;. Oggi, con le nostre tasche, finanziamo ciò che quei &quot;galantuomini&quot; hanno rubato ieri! E che la loro natura morale non ebbe nulla a che vedere con la morale e l&#39;etica socialista, lo dimostra il fatto che quasi il 100% degli &quot;orfanelli&quot; craxisti hanno trovato confortevole rifugio nell&#39;alcova berlusconiana, gomito a gomito con leghisti e fascisti!

L&#39;intento di Saragat fu sicuramente onesto, ma non lo fu quello degli arnesi che imbarcò nel suo partito, i quali si dimostrarono dei cialtroni e ladroni di bassa lega, peggiori degli stessi democristiani! Questo accade quando si riducono i principi etici, legati all&#39;ideologia, a meri &quot;opzional&quot;! Se per il clero un cristiano si deve comportare in un determinato modo, a maggior ragione chi si richiama all&#39;etica socialista deve rispettare certi principi inalienabili, che però NON devono essere di ostacolo ad una presa di visione realistica del momento storico-politico! Pragmatismo sì, ma senza perdere d&#39;occhio quelli che sono inalienabili valori etici, che dovrebbero informare qualunque persona civile, e questo a prescindere se li si vogliano o meno legare a visioni filosofico-religiose.

Cronista 28 febbraio 2007 00:00
da: Francesco
Data: 28 Febbraio 2007

Per Sergio.

Sono d&#39;accordo sul fatto che l&#39;atteggiamento di Pdci e RC nei fatti si traduce in un sostegno a chi cerca di far cadere il governo per sostituirlo con un altro Berlusconi. D&#39;altra parte niente di nuovo sotto il sole: fecero cadere il governo per la storia delle 35 ore settimanali di lavoro soltanto perché lo aveva fatto la Francia (che subito dopo si rimangiò la proposta).
Purtroppo i vari Giordano, Bertinotti, Diliberto, Migliore,ecc., continuano a vivere di slogan ed a galleggiarvi sopra.
Non ho nulla contro gli omosessuali, ma non mi pare che fosse così importante portare Luxuria in Parlamento per trattare quelle problematiche, così come non era importante portarci Caruso soltanto perché era abituato a rompere i coglioni nelle piazze. Facendo enormi sforzi non riesco a pensare che cosa mai ci stiano a fare lì.


E&#39; semplice: ciò non è altro che una conseguenza della visione strategica del Grande Talebano, o talebano per eccellenza: Fausto Bertinotti! Fu lui, infatti, ad insistere che bisognava corteggiare ed imbarcare i movimenti, perchè, &quot;ipse dixit&quot;, i movimenti erano vicini al paese reale e che bisognava ascoltare le loro proteste di piazza! L&#39;operato di Rossi e Turigliatto rispecchia fedelmente una siffatta visione politica!

Dopo la vergogna del maggio 2001, in cui la stessa RC rischiò pericolosamente di rimanere fuori le porte del Parlamento, si aspettava il suicidio di Bertinotti. Invece eccolo qui, più velleitario che mai a difendere a spada tratta il suo &quot;diritto&quot; a farsi eleggere presidente della Camera: ruolo che lo sta soffocando, visto lo scarsissimo rilievo che egli sa dargli. (Casini, nella passata legislatura, non passava giorno senza il suo comizio, con parole ben scandite e non agglutinate come quelle di Bertinotti, davanti ai microfoni dei telegiornali!

Francesco 28 febbraio 2007 00:00
Per Sergio.

Caro Sergio, so bene che lorsignori sono sempre capaci di fare il gioco delle tre carte. Però non si può fare altro che percorrere le strade previste dalla legge.
Sta a ciascuno di noi, poi, portare questi argomenti all&#39;interno dei rispettivi partiti per dire fino alla noia ai &quot;rappresentanti del popolo&quot; che la loro funzione non è quella di aggiustarsi i cazzi loro.
Sergio 01 marzo 2007 00:00
X Cronista
Il tuo giudizio sul PSI e sul PSDI è troppo tranchant... Penso che i socialisti siano equamente divisi tra i due poli: prova a fare la conta e vedrai!
Comunque il mio intento era semplicemente in tre righe ricostruire il tormento quasi secolare della sinistra italiana che portò all&#39;egemonia - purtroppo - del PCI e contestare la tua affermazione che con la svolta della Bolognina fosse nato il primo partito socialdemocratico: ciò non è ancora avvenuto e dalla Cosa siamo passati alla Cosa 2 poi ai Progressisti, quindi all&#39;Ulivo adesso all&#39;Unione e domani forse al Partito Democratico ma per fare cosa?
In realtà il progetto &quot;partito democratico&quot; sta configurando una sorta di nuovo compromesso storico in tono minore.
Conclusione:
> proibito affrontare ogni tema &quot;eticamente&quot; sensibile;
> spetta alla chiesa indicare i temi &quot;eticamente&quot; sensibili;
> i &quot;mali&quot; della società (sarà sempre la chiesa a indicarceli) si affrontano con la preghiera, il silenzio e la repressione;
> lo Stato darà sempre più soldi al Vaticano in aperta violazione dei trattati in essere;
> lo stato finanzierà la scuola cattolica (scandalo sotto il governo Berlusconi ma riconfermati i finanziamenti con prodi);
> la politica estera sarà sempre all&#39;insegna del &quot;pisciarsi addosso&quot; e non si capirà mai perchè sono così importanti i diritti dei palestinesi (per me importantissimi, non importanti) ma non quelli delle popolazioni del Darfur, dei cinesi, dei coreani del nord, dei cubani...;
> le riforme economiche saranno in linea con gli insegnamenti mussoliniani: per legge è proibito il costo fisso o il contributo di ricarica... E così s&#39;intende promuovere la concorrenza? Ma fatemi il piacere...
> le privatizzazioni continueranno a essere svendite dei beni collettivi per onorare le amicizie che contano: secondo la migliore cultura mafiosa...
> l&#39;amministarzione pubblica continuerà a crescere a dismisura perchè l&#39;esercito politico crescerà ancora e con esso gli amici da sistemare...
> la RAI continuerà a rubarci denaro... ma si sa il servizio pubblico è importante.

Scusa ma non doveva nascere un partito socialdemocratico? Ma dove sono le idealità liberali, laiche, socialiste?
In questo partito dove stanno di casa i Gobetti, i Rosselli, i Salvemini, Ernesto Rossi, Calamandrei, Spinelli, Pannunzio...


Cronista 01 marzo 2007 00:00
da: Sergio
Data: 1 Marzo 2007

<i>X Cronista
Il tuo giudizio sul PSI e sul PSDI è troppo tranchant... Penso che i socialisti siano equamente divisi tra i due poli: prova a fare la conta e vedrai!</i>


Scusa, ma a questo punto non ti capisco.. Cosa vuol dire che &quot;il mio giudizio sul PSI e sul PSDI è troppo tranchant&quot;?... Le vicende dei socialsiti e dei socialdemocratci di quegli anni sono agli &quot;atti&quot;, rintracciabili nelle cronache quotidiane di quegli anni!
Il processo Enimont-Gardini è forse stata un &quot;malvagia&quot; invenzione dei giudici, come sostengono ancora i berlusconiani, i nostalgici craxisti ed il momdo corrotto della vecchia DC?..

Giustificare il depredamento delle risorse pubbliche, come fece Craxi, sostenendo che ciò era &quot;quasi&quot; legittimo per autofinanziarsi, visto che la DC e l&#39;MSI venivano finanziati dalla CIA mentre il PCI dal KGB, è puramente nauseante!.. Non solo per l&#39;inaccettabile logica craxiana, ma per l&#39;allucinante strategia scelta per raggiungere tale obiettivo, la quale ha portato come conseguenza ad una spaventosa lievitazione del debito pubblico! Ha fatto più danni Craxi in 10 anni che la DC in 50!

Secondo la logica del &quot;10%&quot; (l&#39;ammontare della tangente che gli assegnatari degli appalti pubblici dovevano versare nelle tasche del PSI-DC-PSDI), il partito socialista di allora doveva aver incassato qualcosa come mille miliardi delle vecchie lire. Quando il sogno di Craxi si infranse contro la barriera formata dai magistrati di mani pulite, si scoprì che l&#39;Avanti, il quotidiano del partito, aveva accumulato debiti per oltre 200 miliardi di lire! A cosa erano serviti, allora, i fondi provenienti dalle tangenti?..In quali tasche, in quali banche estere erano finiti?... Servirono, forse, a finanziare l&#39;&quot;astro nascente&quot; Mediaset?...

Il vittimismo nauseabondo della figlia di Craxi non riuscirà certo a far credere alle persone di buon senso che il padre non ne sapesse nulla! Come dire: buon sangue non mente! Tanto più ignobile è tale vittimismo in quanto ella cerca di far intendere, come Berlusconi fa quasi quotidianamente, che si trattò di un complotto dei magistrati e del PCI contro il suo &quot;onesto&quot; padre! Ormai è diventato di moda seguire il tracciato che Berlusconi ha cosparso del fango gettato sugli onesti magistrati, che con coraggio e determinazione hanno affrontato le onnipotenti lobby di potere, formate da un&#39;allucinante intreccio di poteri economici, mafiosi, politici, militari e religiosi! (caso Marcinkus docet!)

In quanto agli schieramenti degli ex socialisti io trovo del tutto naturale che una parte di loro si siano schierati a sinistra, mentre non trovo altrettanto naturale che un&#39;altra parte si sia schierata insieme ai fascisti di AN e della Lega! Anche al tempo del dominio craxiano si è registrata la presenza nel PSI di una componente anticraxista, rimasta fedele ai principi seguiti da Nenni, i quali erano i principi fondanti del PSI. E&#39; evidente che tale componente, una volta demolito il partito, per colpa dei craxisti, ha scelto di schierarsi a sinistra e non certo con i fascisti, come ha fatto invece l&#39;&quot;entourage&quot; di Stefania Craxi!


Sergio 02 marzo 2007 00:00
Cronista, hai trasformando la mia riflessione politica sulla sinsitra e sulla svolta della Bolognina in un palco per scaricare ogni responsabilità del fallimento della sinsitra democratica sul PSI e sul PSDI.
Ritengo che le vicende di quegli anni non possono essere letti solo con la lente del casellario giudiziario, anche se questo è rilevante, pesante e non certo trascurabile.
La riflessione che faccio è politica, lasciando ai magistrati decidere chi ha rubato di più. Vorrei però che qualche magistrato o ex-magistrato, Di Pietro per esempio, ci spiegasse come mai non sia stata formulata l&#39;accusa di associazione a delinquere quando proprio i casi giudiziari da te citati porterebbero inevitabilmente a questa accusa.
La mia valutazione mi porta a concludere che il sistema politico italiano incentrato sull&#39;&quot;arco costituzionale&quot; sia responsabile del debito pubblico, dell&#39;arretratezza strutturale dell&#39;Italia, della sostanziale mancanza di informazione (conoscere per deliberare, è qualcosa di più di uno slogan), della pessima gestione di tutti i servizi pubblici, della democrazia bloccata.
In breve il sistema era ed è marcio ma craxianamente la risposta del Palazzo è stata &quot;tutta colpa di qualche mariuolo&quot;.
Io credo invece che la responsabilità politica sia da ascrivere allo schieramento PLI - PCI, l&#39;arco costituzionale appunto, al ceto dirigente dall&#39;industria alla finanza passando per il giornalismo e senza salvare neanche la magistratura che per troppo tempo ha finto di non vedere.
In tutto ciò il PCI ha avuto un ruolo fondamentale e decisivo.
Perché ha perseguito la strategia dell&#39;alleanza con la DC. In nome di tale strategia il PCI fu pronto a rinunciare a qualsiasi battaglia per la modernizzazione dell&#39;Italia.
La miope strategia del compromesso storico era perdente perché il PCI non era credibile quando parlava di libertà e democrazia (sempre in piazza per il cile, la Spagna, la Grecia... ma sempre silenzio per tutto ciò che avveniva a Est) e il sorpasso della DC non avvenne mai. Era perdente perché invisa a buona parte della DC per il semplice motivo che la cultura clientelare e correntizia della DC garantiva la rotazione al potere dei notabili di partito mentre l&#39;alleanza con il PCI avrebbe determinato il rischio dell&#39;esclusione definitiva dal potere della parte perdente della DC. Infatti, la corrente maggioritaria della DC e il PCI da soli avrebbero avuto la mggioranza assoluta. Ergo l&#39;alleanza tra DC e PCI si sarebbe trasformata in una sorta di dittatura che privava le correnti DC, di volta in volta perdenti, della possibilità di riscossa facendo uso semplicemente dei &quot;franchi tiratori&quot;.
La gestione del PCI fu così demenziale da non avere neanche la lucidità di comprendere che era impossibile realizzare il compromesso storico: non solo la DC non aveva alcun interesse e avrebbe rischiato una spaccatura ma mentre il PCI era un partito monolitico caratteristica &quot;genetica&quot; della DC era la frammentazione, tranne serrare i ranghi al momento delle elezioni (unico partito senza scissioni). Dopo De Gasperi nessuno all&#39;interno della DC per statuto poteva essere segretario di partito e presidente del consiglio: perché ciò avrebbe comportato un&#39;eccessiva concentrazione di potere che avrebbe tolto ossigeno alle altre correnti.
In questa gara tra PCI e DC, incomprensibile alla maggioranza degli italiani e che portò tanti moderati a sostenere &quot;turatevi il naso ma votate DC&quot;, s&#39;inserì Craxi cha a partire dalla fine degli anni &#39;70 comprese di poter rilanciare il PSI con la &quot;politica dei due forni&quot;.
D&#39;altra parte il legame del PCI con le dittature dell&#39;est, il doppiopesismo del PCI in materia di libertà e diritti civili, offrivano facili argomentazioni a Craxi per ricompattare il PSI e il fronte dei partiti &quot;laici&quot; da sempre per necessità alleati della DC. L&#39;impossibilità di rilanciare una politica unitaria della sinistra nasceva dalla posizione internazionale del PCI e dalla strategia del compromesso storico.
Che poi Craxi abbia fatto pessimo uso del potere e che con lui la corruzione sia arrivata a livelli insostenibili, questo è altro discorso che dal piano politico scivola su quello giudiziario e penale (e mi interessa poco perché l&#39;indignazione non è il mio sport preferito).
Vale però la pena ricordare che il puzzo che arrivava dal Palazzo era così forte che tutti lo sentivamo.
Quando nl &#39;78 si votò il referendum per l&#39;abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, il 43% votò per l&#39;abrogazione. Questa posizione era sostenuta solo dai radicali e dal pli se non ricordo male - cioè circa il 5% delle forze politiche!
Per sostenere la tesi del mantenimento DC e PCI si allearono e affidarano la campagna a Piccoli e Cossutta!
Il finanziamento ai partiti era stata la risposta dell&#39;arco costituzionale agli scandali finanziari e di finanziamento ai partiti che riempivano le pagine dei giornali da anni!
In seguito a questo voto referendario dall&#39;enorme peso politico, il Parlamento votò una legge che riconosceva al Presidente della Camera la facoltà di chiedere ai partiti bilanci analitici e completi della posizione patrimoniale. Nessun presidente si è mai avvalso di questa facoltà. Quando infuriava tangentopoli, fu chiesto a Nilde Jotti perché non avesse mai fatto uso di questo potere: la risposta fu &quot;per evitare situazioni che avrebbero rischiato di deteriorare la fiducia dei cittadini nella politica&quot; (le parole non sono queste ma il significato sì).
Quando all&#39;inizio degli anni &#39;70 il PCI promosse la riforma della RAI, l&#39;obiettivo - raggiunto - era quello di sottrarre la TV al controllo del Governo per portarla sotto il controllo del Parlamento in modo da impossessarsi di un pezzetto di TV: al PCI del servizio pubblico, dell&#39;accesso agli spazi informativi non gliene fregava nulla! Nuova lottizzazione punto e basta.
Come nulla gliene fegava delle libertà d&#39;opinione dal momento che non disdegnava che i codici fascisti consentissero di soffocare ogni contestazione da sinistra (ricordo che i fogli della sinsitra extra-parlamentare potevano uscire perché persone lontanissime da quella cultura, Pannella per esempio, prestavano la loro firma come direttore responsabile).
Se oggi abbiamo il duopolio RAI\Mediaset, la responsabilità non è solo della DC e dei suoi alleati ma anche del PCI.
Il debito pubblico non è cosa estranea al PCI che votò TUTTE le leggi di spesa di tutto il periodo che va dal 1979 al 1989. E con quelle anche tutte le leggi in materia di politica estera, ordine pubblico, previdenza e lavoro... Non si può dire che il PCI sia stato fuori dalle responsabilità di governo solo perchè non ha avuto propri ministri.
Consiglieri del PCI erano in tutti i CdA di tutte le aziende pubbliche: che allora rappresentavano più del 50% del PIL.
Un comunista fu per anni alla presidenza dell&#39;INPS! E le pensioni facili non diminuirono!
I comunisti sapevano perfettamente quanto fosse inefficiente la gestione del patrimonio immobiliare pubblico: se non altro perchè ne beneficiavano (ricordate affittopoli? nessun reato per carità, ma nessun D&#39;Alema di turno può candidamente affermare di non essere stato a conoscenza dello scempio che si faceva del bene pubblico).
Quindi, e concludo diveramente rischio di scrivere un libro, il casellario giudiziario è senza dubbio molto più pesante per il PSI ma le responsabilità politiche sono ben distribuite e al PCI va in primo luogo la responsabilità di aver reso impossibile ogni alternativa alla DC e quando un sistema di potere diviene ingessato è inevitabile che si nutra con il clientelarismo e la corruzione.
Un&#39;ultima cosa vorrei ricordare, giusto perchè poco nota.
Nel 1959 quel geniale folle di Giacinto Pannella detto Marco provoca una rottura all&#39;interno del partito radicale perchè riesce a far passare la sua linea politica che invita tutte le forze laiche, democratiche e socialiste a far cadere ogni ostracismo nei confronti del PCI senza chiedere ai comunisti alcuna abiura ma semplicemente dando credito alla &quot;diversità&quot; del PC italiano. E&#39; scandalo e molti abbandonano il partito: tra questi Eugenio Scalfari che sarà candidato alle successive elezioni nel PSI.
Il PCI ha la responsabilità politica di aver ucciso in Italia la speranza nel cambiamento. La Bolognina è stata un fallimento e mi sembra che ancora oggi pochi a sinistra si rendano conto del reale stato delle cose.
Dalla morte della speranza è nato il terrorismo (forse con qualche aiutino da parte di servizi deviati); temo che le stesse condizioni oggi possano dar vita a una nuova stagione di piombo.
Lasciamo perdere quindi le nefandezze del PSI ma illuminami per favore sulle capacità e volontà riformiste di questo centrosinistra.
Io faccio fatica a intravedere nell&#39;Unione e nel nascituro PD una nuova grande forza socialdemocratica.
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