Scocciato
03 marzo 2007 00:00
Non difendo nè biasimo Bersani, come anche qualcun'altro per il semplice motivo che trattasi di pedine soggette a pressioni di ogni genere.
Tutte le richieste delle associazioni di consumatori che, per richiedere aggiustamenti provocano talvolta effetti peggiori, della spicciola opinione pubblica che, intravedendo capestri fiscali in ogni piccola aggiuntiva ai prodotti (spese nelle banche, costi ricarica, scatto alla risposta(già parlato quì) ecc.) sono state recepite dal Governo come effettuazione di contentini per la massa becera che poi porterebbe voti. Sappiamo fin troppo bene che nessuna azienda produce per rimetterci, quindi, cominciano a capire stranamente solo ora che, arginato un problemino di massa collettiva, ne sorgeranno altri al suo posto. Bene(per lui) fa allora un responsabile ad accontentare e a zittire con poco le masse, rimandando i problemi che ne deriveranno al futuro, ad altre richieste, ad altre discussioni, magari ad altro Governo, ma tanti cittadini saranno per un pò esauditi e tacitati e il politico(che bravo lui!) riscuoterà gli agognati consensi che lo arricchiranno di voti, di merito e di pecunia.
Il mercato, salvo cartelli,pool, konzern ecc.si livella da solo. Chi non segue le regole del gioco, chiude bottega(nella speranza che non venga tenuto in vita dallo Stato con accanimento terapeutico).
La denominazione di tutte queste voci che così ingenuamente vengono perseguite, cambieranno solo nome; escono dalla porta per rientrare pulite dalla finestra.
Cronista
03 marzo 2007 00:00
<i>Se c’era una cosa trasparente nelle telefonia mobile questa era proprio il costo per la ricarica.
Il resto è avvolto nel più denso fumo.</i>
Per quanti sforzi faccia, non riesco assolutamente a capire il motivo della tua maniacale avversione alla soppressione dei costi di ricarica, visto che essi, almeno sino ad oggi, non rappresentano una quota sostitutiva del costo dello scatto, ma una quota aggiuntiva!
Sembra che tu voglia fasciarti la testa prima di essertela rotta. Perchè dici che alla lunga si risolverà in un danno per il consumatore?..Perchè le società finiranno con il ritoccare i costi del singolo scatto o i meccanismi della sua determinazione? Questo a me sembra più equo! Il prezzo del prodotto come elemento remunerativo per le spese di produzione e per la quota di profitto.
In mancanza della quota fissa, le società saranno costrette a gestire al meglio la dinamica del prezzo, cercando di migliorare l'efficienza del loro servizio, con il conseguente miglioramento dei costi di produzione.
Se, di punto in bianco, i benzinai decidessero anch'essi di aplicare un "costo fisso" ai consumatori-utenti del loro servizio, tu sicuramente (almeno come utente del servizio) avresti da ridire su tale scelta, però trovi del tutto legittimo che tale prassi sia perseguita dai gestori della telefonia mobile..Perchè?..
Un'identica contraddizione nasce dalle tue considerazioni in merito al canone RAI, alla cui azienda tu non riconosci la stessa legittimità a percepire la quota "fissa" (cioè il canone) che invece riconosci alle società di telefonia. E questo a fronte dell'attuale impossibilità da parte dell'azienda fornitrice del servizio di radioemissione di farsi pagare direttamente, al momento del "consumo", il servizio dall'utente, così come invece fanno le società di telefonia mediante la vendita delle "card" e della loro ricarica.
La soppressione del canone televisivo, almeno in linea teorica, potrà avvenire solo quando il digitale terrestre avrà rimpiazzato completamente l'attuale sistema analogico. Allora si potrà pensare ad una sorta di criptazione (come avviene oggi con il satellite) delle immagini, permettendone la riconversione analogica attraverso appositi decoder, "alimentabili" mediante schede prepagate.
Alex1
03 marzo 2007 00:00
Sergio, in effetti è triste vedere che bisogna intervenire per legge a dire cosa e quanto si paga. Perchè non lo si fa in altri settori?
Le condizioni devono essere trasparenti, questo sì, ma di libera contrattazione tra le parti, considerando anche il fatto che le card vendute dai tabaccai avevano davvero un costo giustificabile dalla remunerazione del canale di vendita.
FABRIZIO
04 marzo 2007 00:00
"Panem et circencens" dicevano i romani !
Maria Antonietta propose di dare brioches al popolo che chideva pane !
Oggi, siamo più moderni:
Per rabbonire il popolino che strepita si tolgono i costi di ricarica !!
Il nostro impavido Bersani, dopo NON essere riuscito a liberalizzare le licenze dei TAXI, dopo NON essere riuscito a togliere o ridurre drasticamente il costo di un trapasso che in Italia costa ancora dai 500 ai 1000 euro (mentre in germania ne costa 10 e si fa alla posta), dopo NON essre riuscito ad abolire gli ordini professionali, ... insomma, nelle sue "lenzuolate" non ha trovato di meglio che "far regalare" agli italioti, qualche decina di euro di ricarica a spese dei gestori telefonici.
E così, gli italioti, risparmieranno qualche spicciolo (io ricarico il telefono una o due volte l'anno) ma in compenso si troveranno a dover tirare fuori più IRPEF, più ICI, più addizionali e tanti altri odiosi balzelli ai quali, il risparmio delle ricariche, equivale a dare l'aspirina a uno che ha il cancro.
Ma é così, se vi pare, all'italiota medio interessa di più ricaricare e telefonare liberamente !
Tutto il resto non conta !
Francesco
04 marzo 2007 00:00
Salve,
come si supponeva da oggi la wind ha iniziato a proporre ai clienti la nuova offerta per l'abolizione dei costi di ricarica. In pratica SE SI VUOLE ELIMINARE IL COSTO DI RICARICA bisogna cambiare tariffa, scegliendo tra le 3 nuove tariffe (aumentate del 30%). Cambiando tariffa VENGONO DISATTIVATI i servizi attivi attualmente sulla propria SIM e volendo riattivarli ci si ritrova a pagarli di più rispetto a prima. E' un furto. La wind ha sfruttato il fatto che il decreto Bersani non è irretroattivo e così ai vecchi clienti dice: "vuoi restare con la tariffa attuale e con i servizi attivi attualmente??? Bene, però mi paghi i costi di ricarica!!!"
Ah dimenticavo, ovviamente la ricarica di taglio piccolo (4 euro) è stata tolta!!! La wind è stata l'unica a propore questa "mazzata" ai clienti, le altre compagnie si sono limitate ad eliminare i costi di ricarica SENZA DANNI AI VECCHI CLIENTI
spero che la mia mail sia utile per iniziare una battaglia contro questo furto bello e buono
saluti
RICARICATORE
04 marzo 2007 00:00
x alex
non ti aggrovigliare,avresti fatto meglio non intervenire.
x scocciato
e' vero si livella da solo...tutti lo stesso importo di tassa...
io ho caricato 10 minuti fa',5 euro in meno
percio' grazie BERSANI!!!!!!!!!!!!!
Disilluso
04 marzo 2007 00:00
Qualcuno credeva che l'abolizione del costo di ricaria avrebbe portato un beneficio ai cittadini? Dai non scherziano. Sapevamo tutti che avrebbero aumentato qualche altra voce per bilanciare questa diminuzione. Alzi la mano chi aveva creduto in questa (LIBERALIZZAZIONE!) presa in giro!
Alex1
04 marzo 2007 00:00
Per Ricaricatore
Sinceramente del tuo giudizio non mi interessa niente, non sta a te stabilire chi ha diritto di intervenire e chi meno (soprattutto alla luce di quello che affermi).
Potevi sicuramente evitarti lo spot a favore di Bersani.
ps: IMPARA L'ITALIANO!
truffato
04 marzo 2007 00:00
x il dotto alex
hai ragione per l'italiano...per il resto be...io ho fatto molti interventi con il nome di truffato,e se ti ricordi sono contro sia alla sx che alla dx,guardo quello che fanno di buono (poca roba)ma se lo fanno a me va' bene.
non sono come te e cronista che uno vede solo con l'occhio destro e l'altro con il sinistro.
in quanto alla grammatica una G in piu' o in meno non cambia il senso del ragionamento,poi ho frequentato solo la terza media e una svista mi verra' perdonata....
sono contro il baffo malefico che con il 4 you mi ha truffato e a favore di bersani
che mi fa' risparmiare sulle ricariche.
Sergio
05 marzo 2007 00:00
X Cronista
Nessuna maniacale avversione ma solo perplessità sull'opportunità di intervenire per legge non solo sul modo in cui devono essere esposte le tariffe (il che va bene e promuove la trasparenza) ma anche su come devono essere costruite le tariffe.
Perché ciò che non è consentito per la telefonia mobile è consentito per tanti altri servizi? A questa domanda tu non rispondi e a me la decisione governativa suona come demagogica.
RAI: mi sta benissimo il canone se la RAI svolgesse un servizio pubblico ma così non è. La RAI compete sul mercato con il vantaggio di avere un finanziamento che arriva dal canone e la copertura periodica delle perdite grazie all'azionista unico: il Tesoro (denaro nostro!). Perché il nostro denaro deve andare a pagare ballerine, programmi cretini a premi e non? Prova a leggere il contratto di servizio con la RAI e poi sappimi dire se ti sembra che la RAI rispetti il contratto. Leggi il bilancio della RAI e poi sappimi dire se la RAI rispetta le norme europee sulla trasparenza dei finanziamenti pubblici.
Le mie perplessità e critiche sono rivolte a ciò che mi appare incoerente rispetto alle finalità della legge: la trasparenza e la concorrenza.
L'abolizione del costo di ricarica non favorisce la trasparenza. La misura a tempo nella molteplice varietà di secondi o di scatti (unità di misura composti da un numero variabile di secondi) rende non solo poco significativo il confronto tra diverse tariffe ma impossibile il controllo.
Poiché il servizio di ricarica ha dei costi, a me sembra ovvio prevedere che i costi che prima erano ripartiti tra costi fissi e costi per telefonata adesso siano tutti ricompresi nel costo di telefonata con inevitabile aumento dello stesso.
In più, trovo "autoritaria" e pericolosa la scelta di annullare per legge milioni di contratti: gli operatori telefonici sono stati messi nella condizione di poter dire a tutti i clienti che vanno sottoscritti nuovi contratti e non è escluso che ciò avvenga man mano che le ricariche in essere si esauriscono.
Se ciò non si verificherà, sarà solo perché gli operatori reputano "impopolare" e quindi poco interessante sul piano commerciale contrastare una misura governativa molto "popolare": infatti chi si dovesse opporre a questa norma regalerebbe un enorme vantaggio a chi invece immediatamente si adeguerà quasi con gioia (salvo poi tra qualche mese inventarsi qualche nuova diavoleria per recuperare quanto perso con l'addebito per la ricarica). Così non si favorisce la concorrenza e neanche la trasparenza. Non è un caso che Bersani ha "invitato" gli operatori telefonici a non ingaggiare una battaglia su questo provvedimento.
Giuseppe P
05 marzo 2007 00:00
Sergio ti consiglio di leggere il documento del Garante http://www.agcom.it/documenti/d_659_06_CONS_all_A.pdf
se non hai tempo di leggerlo, almeno le pag 82 - 85.
Ma andrebbe letto tutto!
Sai quanto frutta il credito "scaduto" agli operatori? E perche il credito deve scadere se ho pagato un SERVIZIO PREPAGATO?
Liberalismo si, cartelli oligopolistici no!
Sergio è vero, può sembrare demagogia illiberale, ma se leggi attentamente lo studio conoscitivo ti verranno date risposte su quanto costa la ricarica in sé per sé, perche gli operatori italiani la fanno pagare ("i consumatori italiani sono miopi" - dicono), a quanto ammonta il guadagno di credito scaduto, perché viene mantenuta una "struttura" (costo ricarica) da tutti gli operatori.
Il cartello tra operatori c'è e questo nel liberalismo è proibito.
Scocciato
05 marzo 2007 00:00
E le schede prepagate che si hanno già in tasca dell'utente o sono giacenti presso le varie rivendite da prima del 5/3, ma con credito non scaduto, beneficiano dell'abolizione del costo di ricarica?
Sergio
05 marzo 2007 00:00
Giuseppe, non ci siamo.
Metti insieme cose collegate ma ben distinte. La validità temporale delle ricariche è cosa diversa che nulla ha a che vedere con il costo per la ricarica.
La mia critica è rivolta al metodo e alla sostanza.
Il metodo: intervenire per legge sulla formazione delle tariffe proibendo la previsione di un costo fisso che in tantissimi contratti di fornitura (enel, gas, acqua...) è previsto.
La sostanza: proibito il costo fisso per la ricarica annullando i contratti in essere.
I profitti degli operatori grazie al contributo per la ricarica sono in percentuale sui ricavi una quota significativamente differente e ciò dipende in primo luogo dalla quota di mercato propria di ciascun operatore.
PROIBIRE SOLO PER GLI OPERATORI DI TELEFONIA MOBILE LA PREVISIONE DI UN COSTO FISSO E' UNA DECISIONE DISCRIMINATORIA, ILLIBERALE, DEMAGOGICA che non ha e non avrà alcun effetto sulla concorrenza e sulla trasparenza.
Gli operatori si stanno già allineando su nuovi criteri: aumento del costo fisso alla risposta, aumento del costo verso numeri di altri operatori, tariffe vantaggiose solo con ricariche di maggiore entità di costo e con maggiore frequenza.
A quando l'abolizione del costo alla risposta (in tanti casi già aumentato di oltre il 20%)? Non è anche questo un costo fisso? Non è forse in contrasto con la tariffazione a scatti con addebito anticipato? Ma chi telefona con il cronometro in mano?
La tariffazione a tempo nasconde le peggiori insidie: manca ogni elemento di controllo; rende difficile il confronto e impossibile ogni contestazione.
Non illudiamoci con la storiella del costo a minuto.
Se tre operatori hanno la seguente tariffa:
Operatore A: 1 eurocent a secondo
Operatore B: 30 eurocent a scatto; 1 scatto ogni trenta secondi;
Operatore C: 60 eurocent a scatto; 1 scatto ogni sessanta secondi;
ne deriva che il costo a minuto per tutti e tre gli operatori è di 60 eurocent al minuto quindi perfettamente allineati. Ma:
con l'OP. A la telefonata di 61 secondi costa 61 eurocent;
con l'OP. B la stessa telefonata di 61 secondi costerà 90 eurocent;
con l'OP. C la solita telefonata di 61 secondi costerà 120 eurocent.
Come vedi la differenza è enorme ma dalla comunicazione "governativa" non appare.
Ho stressato l'esempio per renderlo più facile da cogliere ma nella realtà esistono offerte simili.
La scelta quindi di abolire per legge il contributo di ricarica e affidarsi solo al costo della telefonata equivale a consegnare i consumatori nelle mani del marketing e dei loro diabolici meccanismi. Avremo per un po' l'impressione di ottenere un bel risultato ma in conclusione si rivelerà per quello che è: una bufala!
Questi provvedimenti non scalfiscono minimamente le situazioni di oligopolio e i cartelli tra aziende.
Se gli operatori non hanno risposto a questa decisione governativa a "muso duro" come avrebbero potuto sul piano giuridico (non dimenticare che il DL ha reso nulli tutti i contratti in essere con conseguente necessità di stipulare nuovi contratti) è solo perché contano a breve di trarre maggiori benefici da una scomposta manovra politica che ottiene molti risultati sul piano elettorale ma non fa neanche il solletico agli opertori di telefonia mobile (soprattutto ai primi due operatori).
Spero di sbagliarmi e sarò nel caso il primo a riconoscerlo ma mi sembra che le prime mosse degli operatori mi danno ragione. Se io passassi le mie ricaricabili (che attualmente ho con Vodafone e con Wind) a uno qualsiasi dei nuovi piani predisposti da questi operatori non avrei alcun beneficio. Guardatevi dalla tariffazione a scatti e dalle tariffe a tempo.
Sergio
06 marzo 2007 00:00
Intanto l'UE solleva dubbi sulla legittimità dell'azione governativa ma non trae alcuna conclusione in attesa che il DL sia convertito in Legge (e poi sarebbe troppo impopolare decidere che il governo ha abusato dei propri poteri).
Intanto, come da copione, Wind rinuncia al braccio di ferro: rischiava di regalare un vantaggio ai concorrenti.
Sempre l'UE ha affermato la piena legittimità della revisione delle tariffe per compensare il mancato introito derivante dall'abolizione del contributo per la ricarica.
Questo è infatti il maggior motivo della mia critica all'operato del governo: Bersani con questo DL ha reso nulli i contratti con la conseguenza che è necessario stipularne di nuovi. I nuovi contratti sul piano giuridico non sono quelli vecchi con la semplice cancellazione del costo di ricarica e questo principio è riconosciuto anche dal provvedimento governativo.
Paolo Mendotti
06 marzo 2007 00:00
E che dire allora della "tassa governativa" su cellulari a contratto?
Perchè non tolgliere anche questa? Risultava un vero affare quando si faceva più di una ricarica al mese con un cellulare ricaricabile... ora è una tassa per..??? Paghiamo le telefonate (salate), gli SMS (salati), l'IVA (...) e 10,33€ su ogni fattura per casa???
Giuseppe P
06 marzo 2007 00:00
Sergio,
Paolo ha fatto riferimento ad esempio alla tassa governativa sui contratti ad abbonamento: gli operatori si sono inventati una tassa sulla ricarica, perché non c'era lo Stato ad esigere la tassa governativa - l'illegittimità non sta nel costo ricarica, ma se questa diventa un cartello.
L'eliminazione del costo di ricarica è un estremo si, tutto questo non sarebbe accaduto se gli operatori non avessero operato in accordo tra loro. E' questo il punto. Un po' come le spese di chiusura del conto bancario, la stessa identica cosa!
Bastava un costo di 1,00 - 1.20 di ricarica per recupero costi per non far agitare gli animi... ma avendo fatto il cartello, le compagnie si tevano stretti i 5 euro di tassa "<b>privata all'italiana</b>".
Sergio, ho spesso confrontato le tariffe dei diversi operatori e sono sempre state caratterizzate da una certa "<b>creatività diabolica</b>".
Ora accadrà che gli operatori dovranno lottare di piu per accapararsi i clienti.
Non nutro ideologie a riguardo, sarei anche propenso ad accettare costi di ricarica differenziati per canale di distribuzione (tabaccaio, bancomat, carta di credito), un po' come la tariffa del bollettino postale - che vada a coprire i costi e il ricarico del "venditore". Ma fissarlo a 5 euro è stato un "prendere la mano con tutto il braccio". Il ricarico dell'operatore telefonico sta gia:
- nel concedergli un pagamento pre-pagato ancora prima di usufruire del servizio.
- effettuando chiamate secondo il piano telefonico prescelto.
Tuttavia era necessario agire in maniera estrema, per poter aprire la strada del compromesso, dove per una volta la parte da leoni non è recitata dagli operatori d'accordo sottobanco - il dl non poteva fissare il prezzo di ricarica - ma prendendo atto del cartello - lo ha tolto. E' vero era compito dell'Antitrust, ma se fosse intervenuta con le multe (a beneficio dello Stato e quindi anche dei non clienti) , Sergio, le compagnie non avrebbero risposto con piani tariffari per recuperare il colpo? E avremmo avuto falsi adeguamenti. Ora che sono "nudi" possono almeno lottare e chiedere gli effettivi costi di ricarica! Invece con le multe antitrust avrebbero difeso strenuamente i 5 euro.
L'Aduc dice che l'Antitrust doveva vigilare e multare il cartello... ma questa volta la "multa" invece di essere incamerata dallo Stato, viene incamerata dagli utenti stessi. E io sono d'accordo, mi spiace.
Alex1
07 marzo 2007 00:00
x truffato-ricaricatore
Non hai l'esclusiva di vedere con due occhi!!! E, detto tra noi, quell'interevento potevi proprio risparmiartelo, visto che io ho solo espresso una mia opinione e non mi pare che questo sia ancora reato.
Come ha detto Giuseppe andava attaccato il cartello, forse questa è stata una misura drastica. Di sicuro nei contratti telefonici c'è poca trasparenza, tra scatti alla risposta, canoni mensili, minuti gratuiti, autoricariche differenziate.. non si capisce davvero quale piano convenga!
E cosa ne diciamo dello scatto alla risposta e delle comunicazioni che troppo spesso cadono??
Sergio
07 marzo 2007 00:00
Per Giuseppe, Alex1 e quanti hanno ancora voglia di riflettere.
Non c’è nulla di cui dispiacersi, Giuseppe: abbiamo dato valutazioni diverse a un provvedimento del Governo.
Mi sembra che concordiamo sul fatto che il provvedimento sia stato un po’ scomposto e non rispettoso delle competenze dell’Autorità Garante (e affermando ciò implicitamente valutate come inefficiente l’azione dell’Autorità Garante).
Tu e Alex1 ritenete che in qualche misura fosse necessario intervenire per smuovere il cartello oligopolistico e, poiché avete aspettative positive da questo provvedimento, finite per promuovere l’operato del ministro Bersani.
Io ritengo che forzare i meccanismi giuridici che regolano il mercato non sia mai un bene e si rischia di ottenere nel medio e lungo periodo un risultato opposto a quello desiderato (ovvero, meno concorrenza e trasparenza).
Ritengo, ancora, che sia sbagliato intervenire sul mercato abusando dello strumento costituzionale del decreto legge.
Quali sono i motivi di necessità e urgenza che rendevano irrinunciabile agire per decreto?
Cosa succederebbe se il Parlamento legittimamente decidesse di ripristinare il costo di ricarica?
In realtà questo non può accadere. La maggioranza non si permetterà di esporre il Governo a una sconfitta simile (pensate solo ai costi ai quali sono stati costretti gli operatori di telefonia mobile in forza di un provvedimento che potrebbe essere bocciato o modificato). Neanche se la maggioranza di governo si trovasse in minoranza, il centro-destra si assumerebbe l’onere di ripristinare l’odiata “tassa di ricarica”.
E’ esattamente questo che si chiama demagogia: perseguire una politica di facile consenso preferendola a una logica di “buon governo”.
Abolire la “tassa di ricarica” assicurava un consenso e un risultato politico certo e notevole sul piano mediatico e poco importa se questa specifica misura nulla produce sul piano della trasparenza e della concorrenza (considerato oltretutto che questa misura favorisce nettamente i due maggiori operatori: TIM e Vodafone). Bersani (o meglio l’autorità garante) avrebbe dovuto concentrarsi sullo scatto alla risposta (che interesse hanno gli operatori a migliorare la rete se ogni volta che la linea cade loro ci guadagnano?) e sulla tariffazione a scatti (che non tiene conto degli effettivi secondi di conversazione) che rende inconfrontabili le tariffe, è incontrollabile e in più si paga sempre del “tempo” non utilizzato (che differenza c’è tra questo tempo pagato e non utilizzato e il credito residuo sulla ricaricabile che con un po’ di intelligenza si può ridurre a zero passando ad altro operatore appunto ad azzeramento raggiunto?).
Concludendo: operazione demagogica che non produrrà effetti apprezzabili sul piano della concorrenza e della trasparenza.
Col tempo vedremo chi ha la vista più acuta, nell’immediato rimane l’assoluta fondatezza delle critiche procedurali, di metodo e di sostanza: abuso dello strumento del decreto legge, mancato rispetto delle competenze dell’autorità garante, provvedimento frettoloso che ha esposto gli utenti a un rischio serio poiché tutti i contratti in essere sono stati dichiarati nulli e quindi devono essere stipulati nuovi contratti. Se quest’ultimo rischio reale e concreto non ha ancora prodotto effetti devastanti ciò succede solo perché i due maggiori operatori ne hanno subito approfittato per cercare di prendere quote di mercato agli operatori minori (con nuove tariffe comunque più alte di quelle precedenti). Ciò favorisce la concorrenza? Ne dubito.