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Useg 13 marzo 2007 00:00
Io vivo il sesso come dono di me alla mia donna.

Sesso non è appagamento di un piacere fine a se stesso, io credo. In questo caso si tratterebbe neanche di istinto ma di sopraffazione bella e buona. Del resto la cultura maschilista di cui siamo permeati ci spinge spesso a vedere la donna come un "buco" in cui soddisfare la libidine.
Sulla stessa linea metto tutte le devianze dalla norma: masochismo, sadismo, feticismo, pedofilia...

L'omosessualità non so giudicarla bene: a vedere certe esibizioni di gay mi pare che sia una porcata, altre volte vedo gay pieni di buone intenzioni sentimentali e mi disoriento... Resta il fatto che il sesso tra uomini o tra donne non è funzionale alla procreazione e pertanto mi pare che sia la natura stessa a relegarlo in un canto...
NESSUNO 13 marzo 2007 00:00
Useg, quanti figli hai?
Ciribiribì 13 marzo 2007 00:00
L'omosessualità è una devianza checchè se ne dica.

La natura è orientata alla procreazione e chi asserisce il contrario sconfina nell'idiozia.

Non per questo bisogna infierire e negare diritti agli omosessuali anzi...

E' mia convinzione che un referendum sancirebbe per legge le unioni gay con molta facilità e questo indipendentemente dalla fede politica o appartenenza religiosa.

Quello che mi urta e credo urti la sensibilità della maggioranza degli Italiani è l'ostentazione volgare della loro condizione, condizione che NON deve essere considerata una malattia ma che non può neanche essere considerata cosa di cui vantarsi.

menopausa 13 marzo 2007 00:00
caro useg anche un matrimonio eterosessuale con una donna in menopausa non può procreare. Perché allora è riconosciuto come tale anche dalla chiesa?
Giuseppe P. 13 marzo 2007 00:00
Sergio, il tuo intelligente post offre molti spunti e molte riflessioni.
Da qui si smaschera quello che viene fatto passare per diritto "naturale" vs diritto "culturale".
La Chiesa si rifà al diritto naturale, ma per fondare se stessa è dovuta ricorrere a un diritto "culturale" (monosessualità - che bell'espressione, l'hai coniata tu?).

Vedo molti documentari naturalistici, molti animali maschi uccidono i cuccioli delle donne che voglio ingravidare (avuti da altri maschi). Questo è diritto naturale.
Dovremmo accettarlo?
Molte coppie di specie "umana", pure essendo nelle condizioni di procreare, non fanno sesso a scopo procreativo. E questa è un grossa ipocrisia che si fa passare a bassa voce.
Sgarbi, facendo un esempio, nel difendere con veemenza le posizione di Ratzinger, con la sua abilità retorica oscura un altro suo "peccato".

Un gay, un etero, un monosessuale paga le tasse in maniera eguale?
Perché deve ottenere trattamenti diversi in base all'orientamento? Perché deve ottenere servizi diversi.

In campo di politica sociale bisogna ovviamente dare la priorità alle famiglie numerose (con minori). Ma non vedo perché una "famiglia" senza figli debba essere avvantaggiata rispetto a una coppia di fatto - solo in virtù del matrimonio stesso.





Useg 13 marzo 2007 00:00
Menopausa,

che domanda è la tua? Non la capisco. Ho parlato di natura che stima l'unione feconda perché è funzionale alla... causa. E la Chiesa benedisce le il matrimonio eterosessuale anche se non è fertile, ci mancherebbe che non lo facesse.

Nessuno,

ho due figli e seguo i metodi naturali perché credo nella paternità (e maternità) responsabile.
Sergio 13 marzo 2007 00:00
Ciribiribì tu scrivi "L'omosessualità è una devianza checchè se ne dica."

L'OMS non è del tuo stesso avviso. Il termine devianza ha tanti significati: spesso si utilizza per indicare qualcosa di patologico, di clinico e di socialmente pericoloso. Per esempio i sordomuti: sono stati per tanto tempo considerati "socialmente pericolosi" e per loro le porte dei manicomi giudiziari sono rimaste chiuse a lungo (forse lo sono ancora...).

Affermi anche "La natura è orientata alla procreazione e chi asserisce il contrario sconfina nell'idiozia".

La natura non è orientata verso nulla perché non sceglie ma consente che tutto possa coesistere. L'aniamle più forte è la formica; l'animale più spietato è la tortora... basta non dargli sufficiente spazio vitale per scatenare una ferocia inaudita. In natura c'è tutto e il contrario di tutto. Tra moltissime specie animali l'omosessualità è molto diffusa, forse la utilizzano per limitare le nascite in funzione delle disponibilità alimentari. Il 50% delle giraffe sono omosessuali; ma anche i leoni non scherzano e non parliamo poi dei nostri cugini scimpanzè.

La sessualità nell'uomo non ha una funzione puramente biologica, anzi questa è ormai secondaria rispetto alle valenze culturali e relazionali. Affermare che la sessualità ha prioritariamente una funzione biologica significa appiattire l'uomo sulla sua dimensione animale. Può essere una scelta: qualcuno mi deve spiegare allora in che misura masturbarsi in pubblico sia più osceno di bere un caffè o mangiare una pizza in pubblico

Persino la Chiesa riconosce il valore della sessualità: infatti propone l'utilizzo dei metodi naturali di pianificazione familiare non per avere buone probabilità di procreare a ogni coito ma per escludere i giorni in cui è più probabile fecondare.


Sergio 16 marzo 2007 00:00
X Giuseppe

No, non ho coniato io il termine "monosessuale".
Si tratta di un termine ampiamente utilizzato per spiegare alcuni comportamenti sessuali tipici di alcune fasi dell'età evolutiva e modalità nella gestione del potere.
La Chiesa è monosessuale anche nella gestione del potere: totalmente fallica.
Bagnasco 06 aprile 2007 00:00
Quanti disastri vogliamo ancora determinare con l'assurda propaganda omofobica?

...sono ragazzi, dicono a striscia la notizia.
Bullismo, violenza, intolleranza, odio, anatemi...
Il diavolo esiste.
E se il Vaticano fosse la sua casa?
Catechista 10 aprile 2007 00:00
Se siamo tutti figli di Adamo ed Eva allora il genere umano è frutto dell'incesto.

Con questa semplice osservazione fui espulso dal catechismo.
Ero un bambino dai pensieri perversi o il prete era demente?
Ficarra 10 aprile 2007 00:00
Ma secondo voi l'omosessualità è una malattia o no? Se sì, c'è una cura o è un male inculabile?
KEKKUL 10 aprile 2007 00:00
Anche io sono stato espulso in prima media da religione. Pretendevo che mi illustrassero le varie religioni nel mondo, ero in palese conflitto di interessi, visto che il docente era un prete, mio zio.
kEk
Lauro 10 aprile 2007 00:00
Certo caro Ficarra che e' una malattia.
Non ti sei domandato perche tu hai un pistolino anatomicamente perfetto per entrare dentro ad un garagino, anatomicamente perfetto per ospitare il pistolino?
Il garagino lo hanno le donne il pistolino gli uomini.
Se hai un'altro po' di tempo per fare una veloce rassegna dei buchetti del tuo corpo, noterai che tra le mele hai un orefizio, anatomicamente fatto per espellere, quindi si evince che il pistolino, qualora volessi parcheggiarlo in un buco differente al garagino sopracitato, incontrera' difficolta' ad entrare in quel maleodorante orefizio nato per una naturale espulsione delle feci. Tutto cio' che il nostro corpo fa con naturalezza e' atrribuibile ad un ciclo biologico, tutto cio' che il nostro corpo fa fuori da cio' e' da associare ad una patologia.
Lauro
Asciuttasco 10 aprile 2007 00:00
X Bagnasco.
Il Diavolo e' l'ADUC.
Asciuttasco
Bagnasco 11 aprile 2007 00:00
Asciuttasco ha fatto fiasco!
NESSUNO 11 aprile 2007 00:00
Per Lauro e i suoi simili.
Ma non vi viene altro da pensare che al sesso e alla genitalità? Per darre tutta questa importanza alla genitalità, mi volete dire quanto tempo passate a letto a scopare? E quanto tempo state a pensarci?
Lo sapete che c'è anche l'affetto, c'è la simpatia, c'è lo stare bene insieme a guardare un film, a fare una passeggiata, a fare mille cose con la gioia di avere la persona amata al fianco. Voi queste cose non le sapete, vero? La pornografia e la guardoneria sono il vostro credo.
Sergio 12 aprile 2007 00:00
Caro Nessuno, suppongo che le tue riflessioni siano rivolte al Papa e alle gerarchie ecclesiastiche.

Noi laici sappiamo bene che esistono gli affetti e che questi sono meritevoli di tutela, e poco importa se il destinatario degli affetti appartiene al proprio o all'altro sesso.

E' la Chiesa Cattolica che sembra incapace di cogliere questa realtà e trsforma tutto in un catalogo di esercizi sessuali...
Catechista 13 aprile 2007 00:00
Secondo l'OMS la scoperta della propria omosessualità è la causa di un terzo dei suicidi tra gli adolescenti.

La Chiesa ritiene di essese cristiana espellendo dalla comunità gli omosessuali?
La Chiesa ritiene di essere cristiana trattando gli omosessuali come "diversi"?
La Chiesa si rende conto di essere corresponsabile delle drammatiche scelte di tanti adolescenti?
NESSUNO 13 aprile 2007 00:00
E' naturale Sergio che mi riferivo a interventi come quello di Lauro e guardoni simili con la fissa del sesso e della genitalità. I tuoi interventi sono una boccata d'aria fresca. Grazie per la tua capacità di argomentare con correttezza e pazienza come fai tu.

Sergio 16 aprile 2007 00:00
Grazie, Nessuno. Mi sforzo di utilizzare uno spazio libero come questo per promuovere qualche "libera" riflessione.
Non ho la presunzione di avere la "verità" in tasca ma credo sia importante confrontarsi liberandosi da casacche ed etichette.

A proposito, Catechista pone domande interessanti e sarebbe bello trovare qualche voce "ecclesiastica" che ci spieghi la "cristianità" della posizione ecclesiastica sull'omosessualità.
Devo dire che i preti che ho conosciuto e con cui ho avuto scambi di opinioni non mi hanno mai mostrato molto ardore nel difendere le posizioni ufficiali delle gerarchie eclesiastiche... anzi, una velata critica e talvolta aperta sconfessione.
animhatua 21 aprile 2007 00:00
XSERGIO è talmente bello il tuo post che un Amica lo ha messo quà:

http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=47801&idd=6925&p=6
e quà:
http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=47996&idd=324
GRAZIE
Simona 21 aprile 2007 00:00
Io che faccio battaglie per le libertà e credo nel rispetto altrui uso il termine frocio e frocione per offendere gli altri.
Che dite: sono un pò irrispettosa? O semplicemente molto superficiale?
animhatua 21 aprile 2007 00:00
Da poche settimane, è stata approvata la legge sui DICO, parallelamente rifioriscono non nuove ipotesi sull'omosessualità, e la cura da quello che alcuno movimenti di destra definiscono possa essere una cura, ecco che riappaiono come per magia il NARTH le teorie del dottor NICOLOSI.
Intanto vorrei dire brevemente cos'è l'omosessualità anche se tutti lo sappiamo non è propriamente una cosa banale:

L'OMS definisce l'omosessualità "una variante naturale del comportamento umano"
che cos'è l'OMS?
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, o World Health Organization, WHO in inglese), agenzia specializzata delle Nazioni Unite per la salute, è stata fondata il 7 aprile 1948, con sede a Ginevra.

L'obiettivo dell'OMS, così come precisato nella relativa costituzione, è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità.

L'OMS è governta da 192 Stati Membri attraverso l'Assemblea Mondiale della Sanità (WHA), convocata annualmente in sessioni ordinarie nel mese di maggio. Questa è composta da rappresentanti degli Stati Membri, scelti fra i rappresentanti dell'amministrazione sanitaria di ciascun paese (Ministero della Sanità). Le principali funzioni dell'Assemblea consistono nell'approvazione del programma dell'organizzazione e del bilancio preventivo per il biennio successivo, e nelle decisioni riguardanti le principali questioni politiche.

E' un soggetto di diritto internazionale vincolato, come tale, da tutti gli obblighi imposti nei suoi confronti da norme generali consuetudinarie, dal suo atto istitutivo o dagli accordi internazionali di cui è parte.

La giurisprudenza internazionale ha precisato che esiste, a carico degli Stati, un "obbligo di cooperare in buona fede per favorire il perseguimento degli scopi e degli obiettivi dell'Organizzazione espressi nella sua Costituzione" (CIG, 20 dicembre 1980, Parere relativo alla Interpretazione dell'Accordo 25 marzo 1951 tra OMB ed Egitto).
prima di fornirvi i dati relativi alle cure di queste terapie
vi propongo la testimonianza di un omosessuale che si è rivolto al dottor NICOLOSI per essere curato dalla sua omosessualità
il video è in inglese ed è stato sottotitolato da Andreas Martini e da DAW che hanno contattato Daniel Gonzales
un Grazie per queste informazioni sarà sempre troppo poco...
divulgando l'informazione dettagliata come in questo caso
si puo rendere un utile servizio alla verità poi uno puo fare quello che vuole pure curarsi l'eterosessualità

LINK TESTNOMIANZA
http://www.youtube.com/watch?v=f0fHtCaubd8

Ora vediamo i dati di queste cure

vediamo i dati delle cure e le prove scientifiche del Dott Spitzer su cui si basano anche gli studi e le cure del cristiano cattolico DOTT NICOLOSI

'' PROVE SCIENTIFICHE: Il Dott. Robert Spitzer è l'unico ad aver fatto uno studio serio sui proclami dei "guaritori" di omosessuali. Su loro autorizzazione ha intrapreso gli studi di 143 "ex-gay" e 57 "ex-lesbiche" che avevano segnalato di essere divenuti eterosessuali. Nei fatti però, i dati indicano che pochi ora sono eterosessuali. Ha segnalato che l'89% egli uomini e il 63% di soggetti usciti dalla terapia ancora hanno attrazione verso le persone del stesso sesso. Non si sa quanti hanno seguito la terapia come bisessuali o come omosessuali.

Un totale di 86 dei 200 soggetti era inviato al dott. Spitzer dai gruppi cristiani conservatori che si specializzano nel ministero omosessuale; il NARTH ha fornito 46 oggetti; altre fonti ne hanno fornito 68. È emerso che gli individui che il Dott. Spitzer ha intervistato sono stati selezionati appositamente a partire da un gruppo di persone molto grande che aveva un orientamento omosessuale o un orientamento bisessuale.

I 46 soggetti del NARTH sono invece i pazienti seguiti con maggiore successo tra più di 250.000 individui che sono entrati in terapia con loro. Purtroppo, nessun dato è stato segnalato circa il numero totale di persone dal quale i 200 pazienti sono stati con molta attenzione selezionati. Supponendo, con ampio margine di sicurezza che soltanto 100.000 fossero i soggetti presi in considerazione in partenza, allora un successo di 37 casi rappresenta un tasso di conversione dello 0.04%

Conclusione: Dai dati disponibili, quattro studi hanno segnalato un "successo" valutato durante la terapia di conversione di 0.4%, di 0.0%, di 0.0 e di 0.04%. Cioè la terapia di conversione ha un'incidenza di insuccesso sopra il 99.5% in ogni studio.
Tenendo conto dei dati personali che indicano una grande percentuale dei clienti che emergono dalla terapia di conversione, estremamente depressi e con inclinazioni suicide, è evidente che questa forma di terapia è senza valore. Essa può invece condurre alla morte per suicidio più gay e lesbiche di quanti essa non "converta" ad un orientamento eterosessuale.
Purtroppo, non possiamo essere sicuri di questo. La qualità di questi studi di "conversione" studi è estremamente bassa

(Sexual Orientation and Adolescents, American Academy of Pediatrics Clinical Report. Retrieved 2007-02-23.
Luo, Michael. Some Tormented by Homosexuality Look to a Controversial Therapy, The New York Times, 2007-02-12. Retrieved 2007-02-22.
Shildo, A. & Schroeder, M., Changing Sexual Orientation: Does Counseling Work? Paper presented to the American Psychological Association, Boston MA, 1999.
"Ex-Gay Ministry Founders Recant," "Keeping in Touch," The Universal Fellowship of Metropolitan Community Churches, May 1990.
Yeoman, B. Gay No More, Psychology Today, Mar/Apr 1999. Retrieved 04-06-2007.
Halpert, S. "'If It Ain’t Broke, Don’t Fix It': Ethical Considerations Regarding Conversion Therapies", International Journal of Sexuality and Gender Studies, Vol. 5, No. 1, 2000.)

La cura per i gay: vizi e abusi [parte uno]
TESTIMONIANZA
http://www.youtube.com/watch?v=CEL0XeB635k
» Orrori ed errori della terapia riparativa -1 »

Inizio da questo post una contestazione sistematica di quanto si legge con molta superficialità sulla cosiddetta 'terapia riparativa' dell'omosessualità, sostenuta da una sparuta minoranza di psicoterapeuti americani ed internazionali (in primis Joseph Nicolosi ed il suo Narth), ma anche il nostrano Risè.

L'argomento sarà suddiviso in vari capitoli (ogni tanto, oltre a studiare i deliri di Nicolosi e del Narth, mi tocca anche lavorare...) ciascuno riportante una affermazione dei difensori di questo tipo di terapia dell'omosessualità (che, è bene ribadirlo fino alla nausea, non è supportata da alcuna evidenza scientifica ed è anzi, in quanto tale, respinta ufficialmente dalle organizzazioni internazionali che si occupano di psicoterapia, come l'APA - American Psychological Association) e la contestazione nel merito basata esclusivamente sulla review della letteratura pertinente sull'argomento. Quando intendo 'letteratura pertinente' intendo quella su riviste scientifiche che abbiano una rilevanza internazionale ed una documentazione a supporto di una tesi che conforti gli standard in materia di psicoterapia.

Dopo questa premessa inizierei dalla prima affermazione contestabile.

'It works' (Funziona)

Questa affermazione dei difensori della terapia riparativa si basa essenzialmente su un lavoro di Spitzer del 2003 (Archives of Sexual Behavior, Vol. 32, No. 5, October 2003, pp. 403–417 2003). Questo autore venne naturalmente esaltato da Nicolosi e dal Narth in quanto era stato uno dei più accesi promotori della decontestualizzazione dell'omosessualità come malattia. Nel 2003 scrive un articolo intitolato (con una certa malizia, vedremo poi perchè) Can Some Gay Men and Lesbians Change Their Sexual Orientation? 200 Participants Reporting a Change from Homosexual to Heterosexual Orientation . Il proposito di questo lavoro fu di esaminare 200 persone che, a causa di una terapia 'riparativa' dell'omosessualità, avevano mostrato un qualche cambiamento dell'orientamento sessuale. Purtroppo per gli osannatori di questo lavoro, lo stesso Spitzer lo contestò di là a poco tempo, dopo che insigni psicoterapeuti avevano espresso le loro critiche in un peer commentary ( Archives of Sexual Behavior, Vol. 32, No. 5, October 2003, pp. 419–468 2003 ) apparso nella stessa rivista che aveva ospitato l'articolo in oggetto .

Qual è la realtà che si può evincere dalla lettura di questo lavoro, basato sul cosiddetto 'self reporting' (ovvero degli stessi 'pazienti' tramite intervista telefonica). Prima critica: la selezione dei pazienti. Ogni lavoro di questo genere deve prevedere un'ampia gamma di individui, per garantire che il risultato ottenuto non sia viziato. Gli individui esaminati invece avevano una spiccata religiosità di base (il 93% definivano la religione per loro come 'estremamente o molto importante' e ben il 78% aveva espresso in pubblico la loro 'conversione' alla terapia riparativa). Questo già garantisce che il risultato dell'analisi non è validabile. Non solo, non è chiara la distinzione fra quanti erano in realtà bisessuali e non realmente omosessuali prima del trattamento (fattore di non trascurabile importanza nel trarre poi le conclusioni). Non solo, il case mix è notevolmente inficiato dal fatto che quasi tutti erano di razza bianca, di media età, protestanti ed appartenenti alla classe media.

Altro simpatico particolare: nessuno dei partecipanti al self reporting aveva potuto firmare e/o accettare un consenso informato sull'utilizzo dei dati forniti. Questo fatto, associato alla non anonimità dell'intervista (l'intervistatore conosce l'identità dell'intervistato) lascia più di un fondato dubbio sul come alcuni non si siano sentiti protetti da questo modo di procedere.

Ancora: non esiste alcun gruppo controllo in questo lavoro: questo vuol semplicemente dire che la relazione fra la 'terapia' ed il risultato' non può essere dimostrata in alcun modo secondo gli attuali modi di procedere usati nel metodo scientifico (ma questo fu ammesso a distanza dallo stesso Spitzer).

Ma veniamo ai risultati. Un primo motivo di stupore: il periodo 'medio' dell'osservazione viene indicato in ben 12 anni. Non si capisce cosa faccia pensare a Spitzer che sia stata la 'terapia' e non la maturazione dell'individuo, i casi della vita che si sono succeduti e via dicendo che abbiano portato alcuni (molto pochi, come vedremo, in barba al trionfalistico titolo...)a rivedere il loro atteggiamento sulla sessualità.

Ma quanti alla fine hanno ammesso di aver completamente cambiato il loro orientamento sessuale? L'11% degli uomini ed il 37% delle donne coinvolti nello studio. Mentre l'86% degli uomini ed il 63% delle donne affermava di avere ancora attrazione per il proprio stesso sesso. Del resto lo stesso Spitzer affermava (in una lettera aperta al parlamento finlandese): 'It would be a serious mistake to conclude from my study that any highly motivated homosexual can change his or her sexual orientation, or that my study shows that homosexuality is a choice' ( Spitzer, R. L. (2001, September 24). Open e-mail letter to Kari Karkkainen, MP. Cited in Stalstorm, O. & Nissinen, J. (2003) .

E se lo dice lui dobbiamo proprio crederci....

http://inyqua.iobloggo.com/archive.php?eid=215#
Qualcuno 22 aprile 2007 00:00
Lauro non ha tutti i torti, poichè se si parla di omosessualità stiamo parlando delle scelte sessuali e non delle amicizie o dei rapporti di buon vicinato o di parentela.
in quei casi, hanno scelto di usare il buchino non adatto....
Sergio 23 aprile 2007 00:00
x Animhatua

Grazie per la segnalazione.

Appena avrò un attimo di tempo andrò a curiosare... oppure invita la tua amica a esprimere in questo forum le sue opinioni.
DANILO 27 aprile 2007 00:00
Ma perche' ve la prendete cosi' ? ? Siete lesbiche o culattoni ? ? Vi piace ? ? Meglio per voi . Ma che ci dobbiate imporre che noi dobbiamo chiamarvi NORMALI .... mi sembra davvero troppo ! ! Fate cio' che volete del vostro corpo . Tagliate , gonfiate , mettetevi le protesi , bucatevi , ma piantetela di dire che siete normali .Non vi sta cercando nessuno . Fate sfilate di froci ,lesbiche , trans , ibridi e nessuno ve lo impedisce . Andate in giro con un buco al posto del pisello e due palloni di silicone sul petto . D'accordo....ma non mi sembra poi normale. Se io vi dicessi che voglio essere un volatile , e mi faccio tagliare gli avambracci e impiantare 2 ali ,pensate che dopo voi siete obbligati a chiamarmi IL SIGNOR CONDOR ? ? Magari me lo dite , ma per compassione . In effetti mi giudichereste un pazzo che non ha capito niente della natura e della vita . Sappiate che io rispetto gli omossessuali , ma mi fanno vomitare quelli che si travestono , che si operano e che pretendono di essere chiamati con un nome opposto al proprio sesso di nascita . E' piu' forte di me ! !Mi fanno schifo ! ! CIAOOOOOOOOOOOOOOO
Sergio 04 maggio 2007 00:00
Animhatua ho visto che Anna Corsi ha inserito il mio intervento in un paio di forum.
Ho anche letto con curiosità e interesse i commenti di Polymetis.
Mi permetto di proporli in questa sede e di commentarli. Troverete quindi nell’ordine lo stralcio del mio intervento (Sergio) il commento di Polymetis e la mia risposta.

Sergio
“Ignoro con quale diritto qualche medico, qualche psicoterapeuta, qualche clerico e parlamentare possano catalogare l’omosessualità come una malattia”

Polymetis
Con quel diritto che si chiama libertà di parola. O la scienza deve forse piegarsi al politicamente coretto?

Sergio
La libertà di parola non si nega a nessuno. Va però considerato che se si decide di discutere di qualcosa è buona educazione informarsi. Per rispetto di se stessi, prima ancora del rispetto dovuto agli altri. Non è auspicabile che qualsiasi persona possa permettersi di decidere cosa sia malattia e cosa no. L’OMS, che in tema di malattie qualcosa capisce, ha espressamente escluso l’omosessualità dal novero delle malattie. Ovvio che si è liberi dal dissentire ma chi dissente ha il dovere intellettuale di precisare che l’omosessualità non è ufficialmente considerata una malattia ma nonostante ciò dissento e per questi motivi propendo per considerarla una malattia. Questa si chiama onestà e correttezza. La persona della strada, il non addetto ai lavori, che sente un cardinale affermare che l’omosessuale è un malato è diversamente portato a ritenere che quel cardinale stia affermando un dato assodato e non la sua semplice discutibile opinione su una realtà umana.
Se accettiamo il tuo squinternato criterio di intendere la libertà di parola ciascuno sarebbe autorizzato a catalogare le cose come gli pare con la conseguenza che diventa impossibile comprendersi. Che l’omosessualità sia una malattia è una personale opinione di una minoranza di persone.
Se dicessi che tu sei malato... considerato quel che scrivi, forse lo sei...eh
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Sergio
“Ne deriva che l’eterosessuale non è “normale” quando si sollazza con il sesso orale. Anche la pratica del sesso anale tra eterosessuali non è “normale”.”

Polymetis
La reductio ad absurdum in questo caso non funziona perché a differenza di animhatua che non può dirsi d’accordo con la pedofilia io invece sono d’accordo con le conseguenze che trai. Il sesso non volto alla riproduzione è un artificio umano. Qualora volessi considerare normali le pratiche da te citate potrei farlo solo qualora vengano usate come preliminari, dunque come qualcosa che cresce l’eccitazione dell’atto sessuale in vista della meta finale, non come esito in sé stesse. La morale cattolica infatti è contraria al coito interrotto.

Sergio
Questa è bella. Il sesso non volto alla riproduzione è un artificio umano. Si tratta della personalissima opinione di Polymetis. Neanche la dottrina cattolica giunge a tanto poiché ritiene compatibile una ricca vita sessuale tra coniugi senza proliferare a ogni eiaculazione. Infatti, la dottrina cattolica ammette l’uso dei metodi naturali di pianificazione familiare. La sessualità non è un artificio ma una attività tra tante dell’essere umano. Insigni teologi hanno scritto fiumi d’inchiostro sulla sessualità come forma di comunicazione e persino papa Ratzinger è molto attento all’aspetto dell’amore fisico. Qui si rischia di scadere nell’essere più papalisti del papa. Che poi la morale cattolica sia contraria al coito interrotto, boh questa me la sono persa… comunque anch’io sono contrario!
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Sergio
“Ovviamente non sono “normali” i prolungati toccheggiamenti reciproci, portati sino all’estremo dell’eiaculazione, che, lungi dall’essere “atti preparatori” del naturale accoppiamento, si esauriscono in pratiche masturbatorie, manifestazione dell’immaturità sessuale che non ha superato l'onanismo.”

Polymetis
Concordo con ciò che tu invece presenti come assurdo e che neppure ti degni di giustificare in quanto a te sembra di auto-evidente assurdità. Ma non temere, so perfettamente in quale paradigma filosofico hai inserito la sessualità quindi posso capire che la prospettiva cattolica possa sconvolgere.

Sergio
Non temo nulla, nemmeno i tuoi paradigmi. Non devo giustificare nulla. La sessualità ha mille sfaccettature e non ha senso parlare di normalità a proposito di sessualità umana. Per chi crede in Dio, la sessualità è un dono divino; il Creatore ci ha fatto così e nessuno ha il diritto, in suo nome, di propugnare la rinuncia all’esercizio di una funzione fisica e intellettuale che rientra nei disegni del Creatore. La rinuncia alla sessualità è una bestialità innaturale e blasfema. Questa è una mia valutazione ma è innegabile che l’essere umano ha una propria sessualità: questo è innegabile. L’uomo ha caricato la sessualità di mille significati, trasformando un atto naturale in qualcosa spesso di sporco, immondo, perverso, violento… Che senso ha oggi parlare di naturalità nella sessualità quando per millenni una cultura sessuofobica l’ha resa innaturale e fonte di disagi e frustrazioni? Perché se incontro una ragazza che mi piace, mi attrae e le dico educatamente i tuoi occhi mi ammaliano e mi piacerebbe fare sesso con te… rischio di prendermi una sberla? O di essere denunciato per molestie sessuali? La prospettiva cattolica come la rappresenti sconvolge solo per la stupidità che esprime. Confondi le convenzioni sociali con l’etica; le funzioni biologiche con l’individualità, la personalità e la coscienza.
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Sergio
“Si tratta di un’imposizione che sul piano del nostro diritto costituzionale è molto dubbia, per non dire che costituisce violazione dei diritti fondamentali dell’uomo. L’obiezione che nessuno obbliga ad assoggettarsi a queste regole non ha alcun pregio giuridico poiché nessuna organizzazione dovrebbe poter istituzionalizzare la violazione dei diritti naturali e inalienabili di un individuo come requisito per aderire all’organizzazione stessa. ”

Polymetis
Non se fatta volontariamente. O vuoi impedire una persona di aderire ad una società dove si richiede la castità? Se non è più d’accordo con queste regole non ha che da andarsene. Spero tu ti renda conto che stai postulando l’incostituzionalità del rimanere casti perché lo si vuole. E’ la tua obiezione che non c’entra un emerito nulla, infatti non si può creare un’associazione che abbia come fine di privare i membri esterni ad essa di un diritto, ma nessuno può sognarsi di dire che una persona, nel pieno esercizio delle sue facoltà, non possa scegliere di non esercitare un suo diritto, ad esempio andare a votare.

Sergio
Ecco un’altra scivolata. Che significa volontariamente? Supponiamo che io sia un datore di lavoro e proponga a un’avvenente fanciulla l’assunzione in regola e uno stipendio generoso però deve accettare di non sposarsi e di non farsi ingravidare (brutto termine ma in questo contesto rende l’idea). Chi la obbliga ad accettare? Può sempre cercarsi un altro lavoro… Certo, violerei le leggi ma queste leggi non sono forse delle conquiste di civiltà per impedire lo sfruttamento, la coercizione, la violenza psicologica facendo leva sui bisogni altrui?
Chi vuole oggi esercitare l’attività del sacerdote cattolico deve rinunciare all’esercizio della sessualità non perché decide così ma perché diversamente non potrebbe realizzare il suo sogno. Mi spiace per te ma hai una visione molto riduttiva del diritto e della libertà. Nessuna associazione, club o partito dovrebbe poter pretendere la rinuncia a una parte di sé. Si tratta di una richiesta che viola i diritti fondamentali dell’individuo.
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Sergio
“Qualsiasi psichiatra, psicologo, sessuologo, psicoterapeuta potrebbe senza difficoltà scrivere lunghi libri su quali possano essere gli effetti sul comportamento quotidiano della repressione della “normale” pulsione sessuale e della rinuncia a una “normale” vita sessuale.”

Polymetis
Forse vorresti dire “chiunque creda al paradigma psicanalitico della sessualità può scrivere libri”, ma siccome secondo il sottoscritto Freud è stata la più grande perdita di tempo che l’umanità abbia avuto negli ultimi secoli, e ci vorranno molti decenni che recuperare la retta via e correggere tutti gli errori che quest’uomo ha introdotto, ne discende che hai sbagliato interlocutore se pretendi che simili discorsi attacchino, anche perché come già ricordato io non credo minimamente che la psicologia e la psicanalisi siano scienze: è tutta questione di paradigmi.

Sergio
Ma allora proprio te le cerchi. Tua mamma forse quella volta avrebbe fatto meglio a occupare diversamente il suo tempo. Sei liberissimo di considerare Freud una perdita di tempo; anche Dio è una perdita di tempo. Chissà come mai si parla tanto di ciò che non si conosce. Come vedi così il confronto si trasforma in uno sterile muro contro muro. Tu sarai anche per una sessualità rivolta alla procreazione ma sei intellettualmente sterile.
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Sergio
“Una simile imposizione come può influenzare e modificare il comportamento di un individuo? In che misura la misoginia della Chiesa, l’omofobia, l’ossessiva attenzione alla sessualità, la concezione del “peccato originale”, il valore purificatore che si attribuisce al sacramento del battesimo, la percezione oscena della nudità, il dogma dell’immacolata concezione… sono il prodotto della innaturale vita sessuale dei clerici?”

Polymetis
Queste boiate le dicevano già Jung e Freud, ed è sconsolante vedere quanto seguito abbiano ancora oggi. Deliri al pari di quelli dei libri in cui Jung sosteneva che il cattolicesimo antico ha recuperato la Madonna e ne ha fatto una Dea perché nella religiosità popolare era venuto a mancare un principio divino femminile e i pagani che si convertivano al cristianesimo non riuscivano a farne a meno. Gesù non era né omofono né misogino, eppure lui stesso consiglia la castità (ci sono alcuni che si fanno eunuchi per il regno dei cieli). Tutta questa assurda teoria secondo cui più reprimi il sesso e più diventi un pervertito è un paradigma interpretativo buona solo per la Vienna dell’ottocento e che va rifilato ai corsi universitari di psicologia dinamica e per chi creda a stregonerie simili.

Sergio
Può darsi che tu abbia ragione ma quanto affermi può a buon titolo essere rivolto alla tua Chiesa e al tuo Dio che di stregonerie se ne intende. Io ho solo letto di persone trasformate con la violenza in enuchi… anche questi erano voluti da Gesù? Forse esistono tanti Gesù… Certamente Freud e Jung hanno imparato molto dalla Chiesa. Che cos’è in fondo uno psicanalista se non una specie di confessore? Possono non piacerti gli strumenti interpretativi della psicanalisi ma non puoi negare che i preti usano strumenti interpretativi analoghi ma semplicemente proiettati nell’aldilà. L’immanenza fa la differenza.
Prova poi a interrogarti sul fatto che la Chiesa non è sempre stata così: l’obbligo del celibato non è sempre esistito, il dogma dell’immacolata concezione è di recente affermazione e così anche quello dell’infallibilità del papa. Come vedi senza questi arnesi si potrebbe vivere benissimo… Adesso poi ci tolgono anche il limbo… pensa un po’. Chi sono gli stregoni Freud e i suoi scolaretti o i Papi che da duemila anni vendono merce avariata?

Dio ci liberi dalla Chiesa.

Mi sono proprio divertito, bloccato con il mio pc al riparo dalla pioggia torrenziale.
Grazie Animhatua per avermi consentito di scoprire questo singolare personaggio, Polymetis.
copertone 07 maggio 2007 00:00
danilo è gay
Sergio 09 maggio 2007 00:00
X Danilo

Puoi dare per cortesia una definizione del termine "normale"?

Grazie.
UMILE 14 maggio 2007 00:00
CHI NASCE OMOSESSUALE DEVE ESSERE RISPETTATO PERCHE' NON E' COLPA SUA SE LA NATURA HA COMMESSO UNO SBAGLIO, MA CHI SCEGLIE DI ESSERLO E' UN SUO PIACERE PERSONALE CHE SI ASSUME LE SUE RESPONSABILITA' DI NON RISPETTARE I PRINCIPI E LE REGOLE DELLA NOSTRA BELLISSIMA NATURA.
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