er metico
20 marzo 2007 00:00
... dico solo questo: nonostante tanta gente di buona volontà, Cristo, troverà la fede al suo ritorno?
Aiutatem' a ddicere!
Enrico Falcinelli
20 marzo 2007 00:00
Sono andato a leggere l'articolo all'indirizzo consigliato dalla signora Laldi, dal titolo:
Cento intellettuali al cardinale "Sui Dico la Chiesa sbaglia".
Fortuna che sono intellettuali. L'argomento più che altro sarebbe: cosa significa essere" intellettuale", oggi?
I miei fratelli di fede si preoccupano di quello di cui non dovrebbero preoccuparsi e tralasciano qualcosa di molto più consistente.
Innanzitutto non serve essere intellettuali per essere cristiani; anzi più si è semplici più si sta al reale, perché il cristianesimo altro non è che coerenza al "reale".
Se consideriamo poi che secoli di filosofia (chi ha studiato lo sa) non ha mai "convertito" nessuno, avvaloriamo quanto appena detto sopra.
La conversione è qualcosa che non viene dal di dentro ma dal prestar fede ad una testimonianza che ci racconta qualcosa che sentiamo "ci corrisponde" Questo converte. Quello che converte è l'annuncio di qualcosa che desideriamo già dentro di noi e lo accogliamo a braccia aperte. Altro che filosofia!
Quello che accogliamo a braccia aperte - perché, cioè, avvenga questo - non lo creiamo noi, sennò non avrebbe senso, sarebbe un falso, una nostra creazione!
Quindi l'avvenimento viene incontro anoi dall'esterno. Cristo è la realtà che viene dall'esterno e che corre in nostro soccorso. Non siamo noi che salviamo Cristo, né la Chiesa, difendendola a buon bisogno; è Cristo e la Chiesa che ci salva e da Cristo e la Chiesa, quindi, dipendiamo.
Cosa pensiamo di voler suggerire a Cristo, alla Chiesa e al Papa, quando secoli di Magistero fondano i loro precetti sulla consapevolezza granitica di una testimonianza grande di oltre duemila anni; cosa pensano di dover suggerire i cristiani cattolici odierni che oltre la Messa della Domenica, quando ci si va, non conoscono per lo più nemmeno una pagina della loro stessa storia? Cosa vogliono suggerire, il sentimento?
Vogliono insegnare il "Credo" agli Apostoli?!?
Davanti alle pretese di certe lettere aperte, non credo di esagerare, viene da preoccuparsi di ben altro di quanto si preoccupano quei signori…
Costoro, ipocritamente con i loro suggerimenti, vogliono salvare quello che invece di già salva loro; ma non lo sanno.
Lo chiamo "mancanza di fede", perché se davvero avessero fede, almeno quanto un seme di sesamo, almeno pregherebbero!
Saluti tristi.
NESSUNO
20 marzo 2007 00:00
Per Falcinelli.
La mancanza di fede cel'ha la santa sede, sennò non la farebbe tanto lunga sui Di.Co e lascerebbe che sia Dio a occuparsene (Dio vede il cuore, l'uomo no, neanche il papa!!!) Perché non la fa altrettanto lunga contro chi sfrutta gli operai e li fa morire a centinaia sul lavoro, contro chi inquina l'ambiente, contro la mafia e compagnia? Su queste cose solo parole, sul diritto della gente di vivere la propria vita senza nuocere a nessuno guarda che sarabanda.
Enrico Falcinelli
23 marzo 2007 00:00
Troppo comodo scomodare Dio quando nemmeno ci si crede. Sarebbe come dire di lasciare le cose al caso. Sarebbe più onesto a questo punto pretendere apertamente una pubblica anarchia senza reinterpretare significati evangelici, non crede? Allora le assicuro che andremmo d'accordo.
Saluti.
Quinto: non uccidere
18 aprile 2007 00:00
Ecco la dottrina cattolica sulla pena di morte. Da questo link
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm
ecco per i pigri uno stralcio:
"2267 L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti »."
L'ipocrisia di questa dottrina è evidente e solo la disonestà intellettuale può non scorgerla.
Cosa significa "il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani"? Se una persona è già in carcere perché la pena di morte dovrebbe essere l'unica via per difendere la vita di esseri umani? E' evidente che ciò che si nega è proprio la possibilità della redenzione.
Dio ha fallito: questa è la fede del Papa.
Negate l'ottopermille alla chiesa cattolica.