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Sergio 03 maggio 2007 00:00
Ecco, mancava all'appuntamento L'Osservatore Romano.
Rivera è un terrorista.

Diffidate da chi non sa riconoscere la satira.
Diffidate da chi non perde occasione per criminalizzare ogni voce di dissenso.
Diffidate da chi trasforma in una cospirazione terrostica quella che al massimo può essere considerata una "caduta di stile" o un monologo inopportuno in una giornata di festa (?!).
Diffidate da chi ha ridotto il primo maggio in un giorno di festa e la lotta dov'è? (festa di che? delle morti sul lavoro? dello sfruttamento? della negata giustizia?...).
Diffidate da chi invade il campo altrui e poi pretende rispetto.
Diffidate da chi uccide in nome di Dio.
Diffidate da chi parla parla parla ma in modo omertoso difende i "membri della famiglia" da accuse pesantissime.
Diffidate da chi pretende di essere un faro della coscienza ma ha per secoli praticato e legittimato tortura, violenza e negazione di ogni elementare diritto (e che la Chiesa cattolica abbia responsabilità nei misfatti dell'umanità non è Rivera a dirlo o io ma Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II).
Diffidate da chi affibbia l'etichetta di terrorista a chiunque sollevi qualche critica: è tipico dei totalitarismi comportarsi così; Stalin si comportava così con i dissidenti.

Quinto: Non uccidere 03 maggio 2007 00:00
Ottimo intervento. Il guaio è che così procedendo finiamo per avere terroristi ovunque.
Talvolta veri, talvolta fasulli, talvolta semplici giullari.
Trovo interessante il commento di Dario Fo: pericoloso chi non sa distinguere la satira dal terrorismo.
Reset 04 maggio 2007 00:00
Caro Sergio
vi sono molte facilonerie e luoghi comuni in quanto scrivi, a parer mio.
Quando dici che l'aborto è un dramma sociale, umano, personale e collettivo da dove lo prendi?
Io che sono un operatore del sttore, ti posso dire che l'aborto lo si fa spessissimo per:
a) nascondere scappatelle extra-coniugali
b) mettere rimedio a rapporti sessuali fra ragazzini maggiorenni solo per legge ma senza cervello alcuno, che non sanno neppure chi li ha creati
c) evitare di complicarsi la vita con un figlio, specie se si è in carriera o se il figlio " non è stato preventivato"
d) evitare un figlio dopo l'altro in chi non ha voluto prendere la pillola per "paura di ingrassare" o mettere la spirale perchè "è un corpo estraneo"...
e l'elenco potrebbe continuare ocn argomentazioni le più incredibili e facete.
E questi tu me li chiami drammi?
DRAMMI?
Se la Chiesa, come istituzione morale non richiama un pò l'attenzione dell coscienze su questi temi, per questi futili motivi, caro Sergio, vuoi dirmi che dovrebbe fare?
Non credo che la Chiesa s'impegnasse con vigore e con toni forse un pò plateali contro costoro se si ricorresse all'aborto per seri problemi medici, di salute, in coppie regolarmente sposate o, comunque stabili. Non credo proprio, come non le credi neanche tu, sono certo.
Come puoi capire dalle mie parole, neanche io sono un cattolico DOC perchè ammetto la contraccezione, ammetto l'aborto per gravi motivi clinici e di salute, al contrario di coloro che, cattolici, neanche ne parlano.
Sono convinto, infatti, che gli estremismi, da qualunque parte vengano, siano sempre nocivi e deleteri.
Però, in moltissimi casi, all'aborto si ricorre acuor leggero, credimi, senza alcuna voglia di capire o, peggio ancora, senza alcun desiderio di evitarlo in futuro con scelte più oculate o con prevenzioni a qualsiasi livello.
Terroristi no! Ma neanche allegri e burloni artefici di morte.
Sergio 04 maggio 2007 00:00
Caro Reset,
le cose che scrivi sono vere o meglio sono tessere di una complessa realtà.
Esistono i casi da te citati (ignoranza, leggerezza, immaturità, cialtroneria...) che comunque sono anch'essi rivelatori di drammi sociali.
Il fatto che i giovani giungano alla maturità sessuale senza una preparazione adeguata è o non è un dramma sociale?
Il fatto che in italia non esista pubblicità alla contraccezione e sia stata ostacolata in ogni modo la diffusione di una cultura contraccettiva è o non è un dramma? Pensa al ruolo che non-svolgono scuole e consultori, per esempio. Pensa che fino al 1975 in Italia la pillola fosse possibile solo come regolatore del ciclo ovarico... Ricorderai che pochi anni fa è stata impedita la diffusione nelle scuole di uns emplice opuscolo dedicato al preservativo... e potrei continuare...
Il fatto che in Italia una gravidanza rappresenti spesso un ostacolo per lo svolgimento di una attività lavorativa è o non è un dramma? Possibile che solo se una donna è regolarmente assunta possa permettersi una gravidanza? Guarda la condizione delle giovani professioniste o artigiane o commercianti...

Comunque io ho conosciuto donne distrutte da un aborto e ancora di più quando dal confessionale è giunto l'invito al battesimo per liberare il "non nato" dal limbo... A questo aspetto mi riferivo con forza e all'assurda equiparazione con il terrorismo.
Il fatto che esistano anche i casi da te citati non significa che l'aborto non sia un dramma.

Riguardo alla Chiesa e alla presunta missione ecclesiastica per illuminare le coscienze, vorrei ricordarti che la Chiesa ha iniziato a occuparsi dell'aborto solo quando è iniziata l'attivtà politica per giungere alla regolamentazione dell'interruzione di gravidanza... Prima ipocritamente e immoralmente taceva!
Vorrei poi ricordarti i tanti paesi del mondo, a netta prevalenza cattolica, dove l'insistente divieto all'uso dei contraccettivi provoca da un lato una spaventosa crescita demografica e dell'altro il ricorso in massa all'aborto (spesso illegale).
Se non si afferma una cultura della contraccezione e una politica di contenimento demografico sarà molto difficile poter rimuovere le cause di povertà, degrado e disperazione.
Ciò vale anche per i tanti paesi a prevalenza islamica, ovviamente.
Ti faccio un solo esempio (e chiudo, anche perchè non era questo il tema da me proposto): il Kenya dalla metà del secolo scorso ha raddoppiato la propria popolazione ogni 15-20 anni. Prova a immaginare cosa sarebbe l'Italia se fosse cresciuta con lo stesso ritmo.
Sviluppo delle politiche contraccettive, educazione sessuale nelle scuole, politiche di contenimento demografico, sviluppo dei servizi sociali alle famiglie (e non assegni familiari): queste le uniche risposte per limitare il ricorso all'aborto e combattere la povertà.

Infine, ma questo potrebbe essere l'oggetto di un'altra discussione, una democrazia dovrebbe interrogarsi sul principio di responsabilità: sino a che punto come collettività siamo disposti a farci carico dell'irresponsabilità altrui? Quanta parte della nostra ricchezza siamo disposti a mettere al servizio di coloro che hanno comportamenti irresponsabili?
Nel Regno Unito con Blair questo discorso è già iniziato e ha sollevato un gran polverone ma forse solo così potremo prendere coscienza di quante profonde bare ci stiamo scavando. Ne riparleremo in altra sede.
Ciao.
NESSUNO 04 maggio 2007 00:00
Penso che sarebbe meglio smetterla con il termine "terrorismo" in questi casi e lasciarlo per definire gli attentati dinamitardi e simili.
Certamente le religioni terrorizzano i loro fedeli (non tutti però) con i discorsi sull'inferno o la rinascita come insetto eccetera, e terrorizzano anche molti altri diffondendo tante paure nell'aldiqua su dove andremo a finire come ha fatto Bagnasco passando disinvoltamente dai DI.CO alla minaccia della legalizzazione della pedofilia e dell'incesto. E' vero che hanno cominciato a parlare di "terrorismo" per l'aborto, l'eutanasia eccetera, ma noi non dobbiamo seguirli su questo terreno infido, dobbiamo opporre alle loro follie e manie di onnipotenza la forza della ragione e l'affermazione della nostra libertà.
Roberto B 04 maggio 2007 00:00
Caro Reset,
sei un operatore del settore, e conosci certi aspetti del problema sicuramente meglio di altri, però ritengo che tu sia in errore se ritieni che l'aborto vada negato se non ci sono gravi e drammatici motivi. Il figlio che nascerebbe sarebbe infatti comunque un figlio indesiderato, qualsiasi sia stata la causa del suo concepimento, con le conseguenze che possiamo immaginare, prima tra tutte l'abbandono. A mio parere l'aborto deve essere ammesso (come tra l'altro votarono gli italiani), quello che occorre fare è una prevenzione a livello di educazione sociale per evitare che siano futili motivi a creare un concepimento (scappatelle, ragazzini ecc.).
Un pensiero sui preti: sono i primi ad essere in contraddizione, la castità è infatti una forma di contraccezione, e questo solo a livello teorico, credo infatti che preti casti ne esistano veramente pochi, so per racconti di nonni che in tempo di guerra bombardarono un convento di clausura e vennero alla luce cunicoli con scheletri di feti, mah.
Reset 05 maggio 2007 00:00
Per Sergio e Roberto.
Non credo nè crederò mai che un ragazzo o una ragazza giunti in età adolescenziale (15 - 17 anni) non abbiano MAI sentito parlare di contraccezione, sesso sicuro ecc.ecc., per cui la Scuola sarebbe l'UNICO modo e l'UNICA sede di incontro di questi giovani con le informazioni necessarie per questi comportamenti.
I giovani sanno perfettamente cos'è un preservativo, come si usa, dove si acquista ecc.ecc.
Le ragazze sanno perfettamente cos'è la pillola anticoncezionale.
Solo che non vogliono usarli. Ecco tutto.
Preservativi? Tolgono il piacere!
Pillole? Ingrassano o fanno venir fuori i peli o ti rendono sterile!
Queste le argomentazioni che sento!!!
Non drammi, dunque. Ma solo idee stupide, inserite nello stupidario comune a tutti gli adolescenti (che ahimè costituisce il 90% del loro bagaglio culturale), mutuato ed arricchito quotidianamente da programmi televisivi come il GF e similia!!!
Donne che, gravide, non possono lavorare?
Ma dove? Quando?
In realtà non esiste questa limitazione se non in maniera marginale!
Un figlio è un impedimento al lavoro frenetico, alle "public relations", ai colloqui di lavoro ecc.ecc. e fa stare lontani dal lavoro per il parto e l'allattamento!!!
Percentualmente i futili motivi sono alla base delle richieste di IVG per almeno l'85% della mia personale casistica.
Credetemi. Senza esagerare per nulla.
Riguardo alla Chiesa, ho premesso di non essere un cattolico DOC, puritano al 100%.
Alcuni dei comportamenti della Chiesa Cattolica non li condivido appieno.
Però neanche mi sento di condannare chi ritiene che il ricorso all'aborto (con le motivazioni che ho precedentemente esplicitato nel mio passato post) sia da reprimere e da considerare immorale.
Lo è.
Senza ombra di dubbio.
Rimango della mia idea personale: se TUTTE le richieste di IVG si facessero per seri motivi di salute di donna e feto, di situazioni davvero importanti, anche la stessa Chiesa si manterrebbe...più in sordina.
Andiamo!!
Non siamo nati ieri, nessuno di noi.
Sappiamo bene che, sotto sotto, anche moli degli Alti Prelati la pensano un pò come noi!!!
Soltanto che s'indignano (e secondo me giustamente), arrivando ad atti platealmente e volutamente polemici, proprio per attirare l'attenzione su alcuni temi che, altrimenti, cadrebbero nel dimenticatoio.
Sergio 07 maggio 2007 00:00
Reset, in quel che scrivi c'è la dimostrazione dei drammi da te negati.

Affermi: "Non drammi, dunque. Ma solo idee stupide, inserite nello stupidario comune a tutti gli adolescenti (che ahimè costituisce il 90% del loro bagaglio culturale), mutuato ed arricchito quotidianamente da programmi televisivi come il GF e similia!!!"

Questo per te non è un dramma?
E come si combatte questo stupidario? Aumentando le edizioni del grande fratello o di San Remo?
Non credi che compito della scuola, dei media (paghiamo pure un canone per il servizio pubblico televisivo), della società nelle diverse componenti sia anche quello di contribuire alla rimozione di questo stupidario?

Il ricorso all'aborto. I dati ufficiali del ministero della sanità (vedi ultima relazione annuale) descrivono una realtà profondamente diversa da quella che tu proponi.
Mediamente la donna che abortisce è sposata, con figli e di età compresa tra 30 e 40 anni. Poi vi sono le extra-comunitarie che rappresentano un numero consistente di ricorso all'aborto.

Comunque sia, la cultura non consiste nel sapere che qualcosa esiste ma nella capacità di "metabolizzare" le informazioni superando tabù e pregiudizi.

Il lavoro. Esistono anche giovani commercianti o professioniste che non possono permettersi una commessa a tempo pieno (segretarie o altro) e, di conseguenza, non possono permettersi una gravidanza... Non ignorare la struttura dei servizi sociali e dell'assistenza tutta orientata verso il lavoro dipendente. Come immagini una giovane avvocatessa in permesso per allattamento? Pagano i contributi ma solo se hanno uno studio professionale strutturato o associato possono permettersi il lusso di un figlio. La giovane titolare di un'attività commerciale o artigiana a chi lascia l'attività in caso di gravidanza? Ho conosciuto giovani in queste condizioni. Dobbiamo limitarci a dire "potevano pensarci prima"? Certo, maturità vorrebbe che si sappia gestire responsabilmente la propria sessualità ma non mi sembra che la nostra società sia molto impegnata sul tema del "principio di responsabilità".

Scrivi come se in Italia fossimo in un paese in cui della sessualità si sia sempre parlato con apertura e disinvoltura. Non è così.
La sessualità è stata ridotta a veline e culi e tette sparate ovunque, provenendo da un'epoca, vicina, in cui ci si scandalizzava per l'ombelico della Raffa nazionale e il Papa si rivolgeva ai temi della sessualità con l'espressione "le cose che riguardano la procreazione"...
Si contrastava la pillola, il divorzio sostenendo che l'introduzione di queste diavolerie avrebbero trasformato le nostre donne in puttane.
C'è una finta disinvoltura, emancipazione e disinibizione che nasconde la profonda arretratezza culturale.
In sostanza c'è una profonda ignoranza sul sesso e sulla sessualità
Il cammino da fare è tanto.
Vorrei farti riflettere sul fenomeno dell'abbandono. Le cronache ci rendicontano di neonati abbandonati. Che cosa spinge una donna a un gesto simile se non la profonda necessità di salvare le apparenze: nessuno deve sapere. Preferibile tenere nascosta la gravidanza e al momento opportuno disfarsi del fardello piuttosto che ricorrere all'aborto o partorire in ospedale e non procedere con il riconoscimento.
Il giudizio del mondo. Gli occhi del mondo.
Il senso morale si riduce alla semplice percezione che gli altri hanno di me; il resto non conta. Non è importante chi sono e cosa faccio ma quel che gli altri sanno e percepiscono di me.

La stupidità, l'ignoranza e la delittuosa ipocrisia possono essere sconfitte ma ci vuole l'impegno di tutti.

La Chiesa. Lasciamo perdere il ruolo della Chiesa alla quale troppo spesso interessa semplicemente salvare le apparenze (ribadisco: quante volte la Chiesa è intervenuta contro l'aborto clandestino?). La Chiesa ha purtroppo enormi responsabilità nel radicamento di una cultura perbenista alimentata con ipocrisie di ogni genere.
Spini & D’Avanzo 08 maggio 2007 00:00
Per Reset,

LE VOLPI CHE SCORRAZZANO NELLA VIGNA,
LE ZIZZANIE CHE SI MESCOLANO AL GRANO


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Con la malattia e la morte di Giovanni Paolo II, Papa Wojtyla, l’interesse per la religione è tornato alla ribalta. Sono mesi che la televisione, i giornali, i mass media, non fanno altro che parlare del Papa ed adesso con l’elezione del nuovo pontefice si continua a parlare ancora di religione, di fede, di come sarà questo nuovo pontificato considerando le convinzioni ortodosse, reazionarie, sulla dottrina cattolica di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI.

Alcuni programmi televisivi come Mixer, Porta a Porta, hanno definito gli evangelici gruppi settari, particolarmente i pentecostali, chiese fuoriuscite dai diversi ordini ecclesiastici sia cattolici che protestanti che autonomamente ed incontrollatamente, attraverso i loro Leader, usano qualsiasi tipo di strategia e rito spiritual estatico pur di fare proselitismo e presa sulla gente con messaggi escatologici, minacce dell’inferno, il peccato, la guarigione, la prosperità.

Gli evangelici confusi con altre sette da diversi mesi a questa parte vengono accusati di: abuso di credulità religiosa, di circonvenzione di soggetti deboli a cui incutono i timori dell’inferno, delle malattie, delle maledizioni, della non prosperità se non si è membro di una chiesa, se non si è sottomesso ad un leader che predica la verità, ecc..

In un’intervista apparsa sul giornale la Repubblica, sabato 23 aprile, pag. 13, il teologo Leonardo Boff, ex-sacerdote brasiliano ed ispiratore della teologia della liberazione, ha dichiarato: “in Brasile ogni anno migliaia di cattolici abbandonano la chiesa cattolica e si rifugiano nei movimenti e nelle sette evangeliche.” Il teologo Leonardo Boff, nonostante considerato dallo stesso attuale Papa Joseph Ratzinger un ribelle, è oggi a capo di un movimento che raccoglie nel suo seno più di centomila comunità di base e un milione di associazioni (circoli biblici) che professano la teologia della liberazione a lui ispirata. Nonostante in contrapposizione con la chiesa cattolica, egli definisce alcuni movimenti evangelici sette pericolose.

Durante la penultima conferenza evangelica organizzata dal Coordinamento delle Componenti Evangeliche della Campania a Belizzi (SA) il 21 febbraio 2004 l’emerito Storico Professor Giorgio Spini cominciò il suo intervento con la lettura da Isaia 21:14 «Sentinella a che punto è la notte?» Continuando poi disse: «Mi sembra che il buio in cui siamo subentrati sia abbastanza oscuro.»

Facendo poi riferimento alle persecuzioni dei pentecostali avvenute durante il regime fascista raccontò che in quel tempo le attività di tutte le Chiese Evangeliche vennero a trovarsi nel campo delle attività politiche condannate dal regime, maggiormente le attività Pentecostali giunsero ad essere considerate eversive e pertanto assunsero la forma giudiziaria del delitto politico e, cosa peggiore, i Pentecostali vennero imputati come un movimento generatore di minorati fisici e psichici, cioè generatori di ammalati e pazzi. Il 9 aprile del 1935 fu emanata la famigerata circolare Buffarini Guidi la quale adottava un provvedimento considerato il più grave atto di intolleranza religiosa che sia stato mai pubblicato in Italia dopo l’unificazione della penisola. Questa circolare poneva a giustificazione della propria ordinanza motivi di carattere razziale prima che con le leggi fasciste nel 1938 fossero poi approvate le leggi razziali contro gli Ebrei; infatti tale espediente sosteneva che le chiese pentecostali svolgevano “pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità psichica e fisica della razza”.

Dopo la caduta del regime fascista, il 2 giugno 1946, nacque la Repubblica Italiana - con l’emanazione della nuova Costituzione che con gli articoli 2, 3, 19 e 21 recitava - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. - É compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. - Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Purtroppo oggi dobbiamo riflettere e far notare che, nonostante questo, certi diritti costituzionali furono scritti ma mai concessi agli Italiani evangelici perché la famigerata circolare Buffarini Guidi restava e continuava ad essere strumento giuridico nelle mani dei nuovi governanti del post – regime per continuare a reprimere e a perseguitare gli Evangelici Pentecostali che dovettero continuare nella clandestinità le loro attività fino al 1955, quando illustri uomini di cultura e giuristi affermati di sinistra come Gaetano Salvemini, Leopoldo Picardi, Carlo Arturo Jemolo, Giorgio Spini e sotto il profilo Tecnico Giuridico Giorgio Peyrot, intervennero tenacemente nella discussione per l’abolizione di questa demoniaca Circolare. (ed i nuovi Governanti del Post – Regime sappiamo chi sono stati e chi sono tutt’ora – “ La Democrazia Cristiana e chi stava dietro di loro”).

Continuando poi, il Prof. Spini, avvertì i gruppi evangelici presenti a quella conferenza ed in particolare i gruppi pentecostali di stare attenti perché era preoccupato particolarmente per loro, presagendo: «Se si arrivasse ad un momento che la magistratura venisse imbavagliata, come spesso recentemente qualche potente di oggi tenta di fare e come d’altronde è già successo con il crocifisso nelle scuole, cosa credete? Prima o poi torneremo ai bei tempi, una volta imbavagliati i magistrati è tolta la nostra protezione, non lo credete? Ditemi, non lo credete che dietro congruo compenso non si troverà qualche bel professore di medicina che in base a serie indagini scientifiche dichiarerà che i pentecostali sono tutti una banda di matti da legare? Se non lo credete scusate eh, ma siccome siamo in pieno mezzogiorno mi pare che smentite l’antico detto meridionale “ca’ nisciun è fesso”. Sentinella a che punto è la notte? Direi che siamo ad un punto molto oscuro, molto preoccupante e l’alba ancora non si vede, badate bene che chi vi parla non è una specie di pio qualunquista che vi dica: “Ma ché, questi, o quelli, valgono lo stesso, ma ché, laviamocene le mani ed occupiamoci solo delle nostre faccende interne delle nostre chiese.” Chi vi parla è uno che ha una militanza di circa 70 anni sulla groppa, anni di lotta non sempre incruenta.»

Poi riferendosi a papa Giovanni Paolo II, Papa Wojtyla, continuò: «Non è stato un papa qualsiasi, egli è stato il papa che ha fatto santo Pio IX, il santo padre che per difendere il suo potere temporale si è tuffato le mani nel sangue umano e non una volta: nel 1849 quando chiamò i francesi a schiacciare la Repubblica Romana; nel 1860 facendo combattere le sue truppe a Castel Filardo; nel 1867 facendo strage dei Garibaldini a Mentana e perfino nel 1870, quando era ormai completamente inutile, fece perdere ancora la vita inutilmente a soldati. Questo papa, Giovanni Paolo II, è stato il papa che ha fatto santo José María Escrivá de Balaguer il fondatore dell’Opus Dei, la società segreta di estrema destra spagnola in cui il regime fascista di Franco traeva tutti i suoi quadri finanziari; Opus Dei, i cui rapporti segreti con il mondo dell’alta finanza sono tutt’ora un problema gravissimo per il mondo e particolarmente per i paesi poveri.»

Rivolgendosi poi ad un certo numero di deputati del Parlamento Italiano, tra cui anche alcuni della sinistra, dichiarò che essi sono all’oscuro di questi fatti e non si rendono conto della gravità e dell’esistenza di questo potere occulto e verrebbe voglia di dir loro di pentirsi, di convertirsi, di non correre più dietro alle sottane dei papi e dei cardinali e di non spellarsi più le mani ad applaudirli e, nell’interesse di tutti, di impegnarsi a difendere la laicità dello Stato italiano.

Volgendosi di nuovo agli evangelici continuò: «Proprio perché la notte è così oscura, è più attuale Matteo 5,13: “Voi siete la luce del mondo, dunque non mettete la lampada sotto il moggio, ma mettetela in alto affinché illumini tutta la casa.”

Voi, dice Gesù, proprio voi! Ma come - possiamo rispondere - noi? Noi, quattro gatti? Noi? che spesso non andiamo d’accordo neanche tra di noi; noi? che non abbiamo i miliardi, non abbiamo il controllo dei mass media; noi? contro cui è evidente che i nostri padroni del paese hanno dato ordine alla TV ed alle televisioni che certe parole siano soppresse, a cominciare da Gesù. Vedete mai che la TV pronuncia il nome di Gesù? La TV parla solo del papa, ma non di Cristo. La TV vieta ai suoi spettatori di venire a conoscenza del messaggio del Vangelo e degli Evangelici. Si, proprio a noi è stato dato questa vocazione dal Signore ed è anche rimproverato ai farisei ed ai sadducei: “voi non sapete interpretare i segni dei tempi” (Matteo 16: 3). “I segni dei tempi”, lo chiedessero a me, quali mi sembrano i segni dei tempi. Risponderei che non sono un indovino, non sono un infallibile, ma pure nella mia grande fallibilità e debolezza mi sembra di scorgere un segno dei tempi della spaccatura che si è aperta dentro la chiesa cattolica, tra l’ala che in sostanza sostiene la linea papale, che come ho detto è la linea del Opus Dei, e dei cattolici che invece vorrebbero tornare alla linea di riforme della chiesa che era comparsa al tempo di Giovanni XIII 3° e del Concilio Vaticano II .

I giornali e la Televisione fanno di tutto per nascondere la verità al popolo italiano e parlano di un cattolicesimo e di una chiesa monolitica ma lo scontro è durissimo. Il Vaticano ha emarginato senza pietà tutti gli esponenti dell’ala riformatrice, il più alto di tutti, voi me lo insegnate, era il Cardinale, Arcivescovo di Milano, Martini che oggi vive in una specie di esilio in Terra Santa, perché per lui non c’è posto presso la Santa Sede. Martini aveva la colpa di essere il più illustre studioso cattolico di ebraico e di antico testamento. Tra l’altro noi Evangelici possiamo ricordare i rapporti fraterni tra questo cardinale studioso della Bibbia ed il suo dirimpettaio protestante, il Professore di ebraico della Facoltà teologica valdese, Garrone.

Per i cattolici di tipo giovanneo conciliaristi non c’è posto in Vaticano, in quanto essi speravano che morto questo papa potesse essere eletto un papa più aperto alle riforme, più sensibile all’Evangelo. Ma Giovanni Paolo II, o chi per lui, li ha giocati creando di un colpo un numero di cardinali tali da, diciamo così, truccare il gioco in partenza, in modo da assicurare comunque l’elezione di un futuro papa della stessa linea di Wojtyla, magari peggio. Anzi, io sono convinto che sarà peggiore! Perché se il papa Wojtyla ha emarginato tutti i cattolici di tipo ecumenico vicino agli evangelici, il prossimo, non fatevi illusioni, li perseguiterà come accadde un secolo fa con Pio X, che perseguitò i modernisti. Se dovesse succedere che si arriverà a una crisi del genere, allora cosa succederà agli evangelici? I nostri padri di cento anni fa ebbero la dignità di dare una mano fraterna ai perseguitati. In particolare i battisti crearono una rivista, “Bily crist”, in cui potessero collaborare anche i cattolici modernisti per ridare loro la parola attraverso il giornale. Se si arriverà a questa crisi, che accadrà? Sapranno gli evangelici ricordare che Gesù ha detto in Luca 14:34 “Voi siete il sale della terra, ma se il sale diventa insipido, gli uomini lo gettano, lo calpestano”? Oppure si laveranno le mani delle loro responsabilità come Pilato? Perché questo è il problema che ci sta davanti, cari fratelli. La radio, la televisione, la stampa, fanno di tutto per imbrogliare la gente. Questa spaccatura è il problema che ci sta davanti. Non dico altro, fratelli e sorelle, vi dico solo di prepararvi alle prove che molto probabilmente vi attenderanno. Meditate seriamente questo versetto di Luca e che lo Spirito Santo ci guidi in questa meditazione, Amen.»

G. Spini

Nel corso di una trasmissione televisiva di Mixer è stato evidenziato il fenomeno delle sette così definito :

Un vero e proprio mercato delle religioni. In Italia sono presenti circa 616 denominazioni religiose, ramificate con gli antichi culti e le moderne religioni, il fenomeno è in crescita e sta suscitando serie preoccupazioni, fanatici che si autodefiniscono ministri di culto ed esercitano messe, culti improvvisati, nonostante non siano stati ordinati da nessun ordine religioso né siano dipendenti da enti ecclesiastici. Costoro non sono in concordia con altre chiese, vivono isolati ed autonomamente esercitano l’arte sacerdotale; per poter giustificare la loro ciarlataneria essi occupano una posizione apicale tra gli adepti ed esercitano un’autorità assoluta ostentando una santità, una purezza ed una conoscenza che altri non hanno; predicano una libertà ed una fantasia che altri non predicano, poteri spirituali personali, unzioni particolari, doni di guarigioni ed altro. Essere uguali ad altre confessioni religiose non giustificherebbe la loro elezione divina, la loro separazione né la loro retorica quindi per un’ autoaffermazione personale e per continuare a fare proseliti, screditano e demonizzano tutti e tutto ciò che è in contrapposizione con loro.

Nel concludere questo trattato, per non renderlo lungo, desidero rivolgermi brevemente a tutta la fratellanza evangelica:

Cari fratelli in Cristo, nati di nuovo, molto probabilmente in Italia, tra queste 616 denominazioni religiose, sicuramente esistono delle sette e molto probabilmente ci sarà anche qualcuno come d’altronde già in principio come leggiamo da: Tito 1:11 uomini che sovvertono le case intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amor di disonesto guadagno.

Ma noi nati di nuovo, evangelici perché Cristo si è fatto conoscere da noi, non abbiamo nessun motivo di contendere né nessun interesse da difendere, siamo propensi al dialogo, alla solidarietà, alla pace, alla carità fraterna; la maggior parte delle persone che sono diventate spontaneamente membri delle nostre chiese lo hanno fatto perché hanno gustato il calore e la solidarietà fraterna attraverso i quali hanno saggiato la comunione con Cristo per l’unzione dello Spirito Santo.

Cari fratelli, in questo momento storico in cui la notte è oscura abbiamo bisogno di creare tra tutti i nati di nuovo la catena della solidarietà. Adoperiamoci affinché le barriere tra le chiese evangeliche cadano, preghiamo affinché gli uomini che fino ad adesso si sono opposti all’unità degli evangelici siano investiti dalla potenza dello Spirito Santo e capiscano che per difendere la nostra testimonianza, la nostra libertà, è giunta l’ora del dialogo. La nostra forza, il nostro scudo, ci sarà se con onestà, nel rispetto della diversità denominazionale, riusciremo a creare un movimento di opinione, una vera forza sociale che sappia dialogare con le altre forze che caratterizzano la società civile. Così facendo ci distingueremo dai disonesti, dai ciarlatani e dai megalomani e non saremo confusi con le tante sette che commettono iniquità, le volpi che scorrazzano nella vigna del signore per saccheggiarla, la zizzania che si mimetizza col grano.

Gli Ebrei durante e dopo le persecuzioni nazi-fasciste capirono che dalla loro unità dipendeva la loro sopravvivenza, ed infatti attraverso la catena della solidarietà tra gli stessi Ebrei dispersi in tutto il mondo riuscirono a costituire l’attuale Nazione Ebraica.

Prima che la notte diventi più oscura per gli evangelici italiani, gli attuali rappresentanti delle varie denominazioni evangeliche per il bene dei giovani e delle future generazioni evangeliche devono ragionevolmente essere disponibili al dialogo tra gli evangelici per un confronto costante con le Istituzioni, la società civile ed i mass media.

Che Dio ci faccia riflettere e ci assista in questo momento.

Vostro fr. in Cristo
Luigi D’Avanzo
Bagnasco 09 maggio 2007 00:00
Giovanni Paolo II è stato un innovatore sostanzialmente solo nell'uso sapiente dei media.

Sul piano dottrinale è in perfetta continuità con Paolo VI e segna il profondo allontanamento della Chiesa dall'indirizzo conciliare di Giovanni XXIII.

Non è un caso che oggi sia Ratzinger, l'ideologo di Giovanni Paolo II, il pontefice: il suo compito è chiudere i conti con la minoranza dei cardinali d'impronta giovannea e ritornare alla tradizione di Pio IX e predecessori.
Andrea 38 anni 13 maggio 2007 00:00
Mi scusi Bagnasco, ma dove la chiesa cattolica romana fa la volontà di Dio?

Nei suoi insegnamenti non vi trovo verità bibliche, solo raggiri filosofici; quando sento i papi parlare di Gesù Cristo mi vengono i brividi perchè dicono tante bugie a della gente che pende dalle loro labbra senza avere un minimo di conoscenza scritturale, e si affidano ciecamente a colui che li porterà direttamente alla perdizione eterna e questo mi rattrista, perchè non posso farci niente se non dire: <strong>LEGGETE IL NUOVO TESTAMENTO</strong> PERCHE&#39; L&#39;ANIMA DI OGGNI ESSERE UMANO E&#39; PREZIOSA AGLI OCCHI DI DIO E DIO VUOLE SALVARLE TUTTE E CONOSCERLE TUTTE PERSONALMENTE, e Dio si può conoscere personalmente leggendo e non affidandosi ciecamente a uomini; l&#39;Unico a cui ci si può affidare ciecamente è Gesù Cristo, perchè egli è vivente perchè risorto dal Padre, e nè santi nè Maria sono stati risuscitati o assunti in cielo, sono tutti morti e non possono fare nulla per i vivi da dove si trovano; l&#39;Unico che può intercedere per noi è il Figlio di Dio Gesù Cristo.
Bagnasco 13 maggio 2007 00:00
X Andrea 38 anni

e chi ha mai detto che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana fa la volontà di Dio...

Al massimo interpretano quel che credono di aver inteso della parola di Dio...
avvocato 13 maggio 2007 00:00
il papa ha detto in brazile, di fare la abbstinenzia sexuale, dentro e fuori del matrimonio, jejej

Anche hanno tolto il LIMBO, se vede che Lui ancora c&#39;e li, jejej
Quinto: Non uccidere 14 maggio 2007 00:00
In un mondo come il Brasile dove la popolazione cresce a un ritmo spaventoso e con essa anche la violenza e la disperazione di cosa si occupa papa Ratzinger? dell&#39;uso dei contraccettivi!

In un Paese dove prospera la vendita di bambini e di organi umani il problema sarebbe l&#39;uso eccessivo dei contraccettivi!

Anche questo è terrorismo. Che ne pensi?
Sergio 15 maggio 2007 00:00
Per come ci è giunto il messaggio papale dal Brasile, affermerei che il Papa ondeggia vigorosamente tra il cinico e lo psicopatico.
Spaventoso e preoccupante il livello di insensibilità umana, il distacco profondo dalla realtà quotidiana, l’indifferenza per la sofferenza umana, l’ottusa incapacità di ascoltare, l’abulico e apatico ignorare ogni dato sociale e ambientale.
Il Papa e le gerarchie clericali, totalitariamente assorbite dalle loro questioni teologiche, non solo appaiono a distanza siderale dal messaggio cristiano ma sono indifferenti alle umane esigenze materiali e spirituali.
La Chiesa sembra rivolgersi esclusivamente ai tanti che vivono nella miseria (e si sforza di mantenerli in tale condizione offrendo solo la speranza in un aldilà migliore) e ai pochi ricchi che navigano nell’opulenza e non hanno alcuna difficoltà, come da secolare tradizione, a simulare grande fede e religiosità.
Il Brasile sta fortunatamente riducendo in questi ultimi anni il tasso di crescita demografica e ciò si sta immediatamente riverberando in una società che sta lentamente migliorando tutti gli indicatori sociali.
Nel 1950 la popolazione del Brasile era di 53.975.000 abitanti.
Nel 2005 era di 186.405. abitanti: in cinquant’anni una crescita di 3,5 volte.
Con l’attuale trend demografico si prevede che il Brasile avrà nel 2025 227.930.000 abitanti e nel 2050 253.105.000 abitanti. Come vedete una crescita ancora consistente.
L’Italia nel 1950 contava 47.104.000 abitanti.
Se l’Italia fosse cresciuta come il Brasile, nel 2005 saremmo stati 164.000.000 abitanti: riuscite a immaginare cosa sarebbe l’Italia con una popolazione simile?
In simili condizioni, l’affermazione papale che l’uso dei contraccettivi mette a repentaglio il futuro di un popolo non so se sia terrorismo ma non faccio fatica a definirla una solenne sciocchezza totalmente destituita di qualsiasi fondamento logico.
Assolutamente sproporzionato appare poi il confronto tra una (a mio avviso risibile, insulsa e priva di valore etico e religioso) preoccupazione dottrinale e i devastanti effetti del folle ritorno alla crescita demografica del recente passato. Piuttosto, il Brasile incentivi al massimo l’uso dei contraccettivi.
Bagnasco 15 maggio 2007 00:00
Ben detto!
Possibile che tutti ci raccontano i viaggi papali ma nessuno ha il coraggio di mettere in luce le cavolate che dice?
Andrea 38 anni 15 maggio 2007 00:00
Forse sarebbe meglio sopprimere la chiesa cattolica, essa è solo una manipolatrice della volontà di Dio per guadagnare fiducia dal mondo.

Ciò che mi dispiace è che allontana gli uomini da Dio facendogli credere che gli stanno vicini.
Sergio 16 maggio 2007 00:00
Andrea 38 anni, non esagerare.

Sopprimere la Chiesa cattolica non solo non si può ma non va neanche pensato e immaginato.

Limitiamoci a criticare le gerarchie clericali perchè la Chiesa, intesa come comunità, ha molte persone valide e rappresenta un enorme patrimonio da difendere.
Quinto: Non uccidere 18 maggio 2007 00:00
Ecco un&#39;altra sparata del Sommo Pontefice, sempre in Brasile:
“L’annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu l’imposizione di una cultura straniera”.

Come si può commentare un&#39;affermazione simile?
Bagnasco 18 maggio 2007 00:00
Potrebbe essere utile l&#39;impegno della stampa democratica e degli storici nell&#39;informare sul ruolo svolto dalla Chiesa nel massacro e nella riduzione in schiavitù delle popolazioni locali del nuovo mondo.
I documenti non mancano e gli stessi archivi vaticani testimoniano di un ampio dibattito per accertare se potessero essere considerati &quot;uomini&quot; quelle quasi scimmie che non riconoscevano il Cristo.
Il dovere di cristianizzare gli indios si manifestò attraverso istituti legali quali l&#39;encomienda, il repartimiento e il requierimiento. Strumenti che dovevano servire a tutelare gli indios se si convertivano ma che in realtà permisero la riduzione in schiavitù di intere popolazioni.
Anche la tolleranza delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti della schiavitù è emblematica, aldilà di una serie di affermazioni di condanna alle quali non seguivano mai atti concreti.
E si giunse così sino all&#39;alba del XX secolo.
Andrea 38 anni 19 maggio 2007 00:00
Scusami Sergio, qualsiasi persona buona all&#39;interno della chiesa romana cattolica non è tanto diversa dalle persone buone che vivono nel mondo.

Il messaggio vero di Cristo non è legato ad essa, e lo dimostra il fatto che esprime idee e comportamenti che vanno contro l&#39;insegnamento di Cristo; ecco perchè dico che andrebbe soppressa, semplicemente perchè tra il pensiero cattolico e il pensiero cristiano non c&#39;è corrispondenza e siccome il principe della menzogna è Satana, la chiesa cattolica romana non ne è tanto lontana, anzi ne è la portavoce; e questo lo dico per conoscenza biblica e non per mia idea.

Non è uno sfogo contro qualcuno ma è un&#39;affermazione che ha un riscontro biblico.

Ciao.
OVVIO 20 maggio 2007 00:00
Tu potresti andare a fare il prdicatore fra i Papua della nuova Guinea... ma all&#39;interno... parecchio all&#39;interno della foresta!
Filosofo 20 maggio 2007 00:00
&quot;Terrorismo cattolico&quot;? - Chiesa romana che &quot;andrebbe soppressa&quot;?!...
Bene, a costo di farmi... &quot;sbranare&quot;, vorrei almeno che le persone che così la pensano dessero almeno una spiegazione di quello che vanno elucubrando e scrivendo in questo forum! Passi pure il fatto che alcune delle tesi propugnate dal cattolicesimo possano prestarsi a più di una critica, ma cosa pensare di chi ritiene che Dio abbia affidato per secoli le sorti dell&#39;umanità a questa... (va bene il termine?) &quot;setta&quot;, in attesa che un certo Lutero pubblicasse le sue ben note &quot;tesi&quot;? Non è che si sia molto lontani da quello che pensano i TdG, che a loro volta ritengono che Dio abbia atteso più di diciotto secoli per tornare a parlare a un&#39;umanità irretita da falsi cristiani (cattolici, ortodossi e variamente &quot;protestanti&quot;) con gli adepti della &quot;Torre di Guardia&quot;, mi sembra!...
E a questo proposito, chi potrebbe contestare l&#39;accusa che detti TdG rivolgono agli altri cristiani, ovvero di continuare a giustificare e a partecipare a ogni sorta di guerre (&quot;evangelici&quot; compresi, basti pensare all&#39;appoggio che questa corrente del protestantesimo ha recentemente dato alle guerre di Bush, in nome della presunta superiorità ideologica del cristianesimo rispetto ad altre civiltà e religioni...)?
Per quanto riguarda, infine, l&#39;argomento della specifica discussione, ovvero il &quot;dramma sociale dell&#39;aborto&quot;, vorrei chiedere all&#39;autore (Sergio) come possa dirsi (e quindi, presumibilmente, anche essere) allo stesso tempo &quot;fieramente contrario all&#39;aborto&quot; e &quot;assolutamente favorevole alla regolamentazione per legge dell&#39;interruzione volontaria della gravidanza&quot;: un aborto diventa forse eticamente giustificabile solo perché legalizzato? E veramente basta legalizzare l&#39;aborto per vederlo diminuire (a questo punto, perché non legalizzare allora tutti quelli che adesso sono considerati reati, se il problema risiede nell&#39;illegalità - nella &quot;proibizione&quot; - di un determinato comportamento)?
E che dire di chi, sempre in questo forum, a proposito del recente viaggio del papa in Brasile, tutto va ricordando tranne il fatto che abbia equiparato, condannandole, entrambe le ideologie dominanti dell&#39;epoca moderna, marxismo e liberalismo (o, se si preferisce, &quot;comunismo&quot; e &quot;capitalismo&quot;) come facce di una stessa medaglia? Non mi sembra cosa da poco, ma naturalmente di questo nessuno parla...
A questo punto qualcuno potrebbe pensare che chi scrive sia chissà quale bigotto &quot;baciapile&quot; praticante cattolico, ma sono spiacente di deludere simili illazioni precisando che, benché in effetti &quot;battezzato&quot; come &quot;cattolico&quot; (&quot;con molto ritardo&quot;, mi dissero una volta...), devo anche far presente che non frequento chiese appunto da quel giorno (non essendo mai stato neppure &quot;cresimato&quot;...), ma, a differenza di tanti altri fervorosi e caritatevoli &quot;cristiani&quot; che qui continuano ad esibirsi, prima di contestare nel modo che si vede un&#39;istituzione come la chiesa cattolica - almeno per quanto riguarda argomenti religiosi ed etico-morali - ci penso non due ma almeno dieci volte, e questo al di là di quello che potrebbe suggerirmi la cosiddetta mia &quot;buona coscienza&quot; tanto cara ad altri cristiani &quot;dissidenti&quot; e &quot;pieni di carità&quot;... Non vorrei infatti trovarmi, a forza di seguire laica &quot;ragione&quot; e cristiana &quot;buona coscienza&quot;, nella stessa situazione (solo per fare un esempio) di tante simpatiche signorine che pur avendo &quot;Dio nel cuore&quot; e Gesù come loro &quot;personale salvatore&quot; si meravigliano di trovarsi poi a vent&#39;anni o poco più già ragazze-madri, e pure abbandonate dai furbissimi &quot;compagni&quot; di una sola notte!....
Mi aspetto, per questo intervento, ogni sorta di reazione (o forse, il totale silenzio, chissà!), però vorrei che i sedicenti cristiani che sono intervenuti in risposta all&#39;argomento proposto, oltre che a scagliarsi a testa bassa contro il cattolicesimo (o meglio, contro la chiesa cattolica...) e a scannarsi tra loro, volessere finalmente far sapere se sono contro o a favore dell&#39;aborto, perché, onestamente, non si capisce bene...
Grazie in anticipo, per tutto...
Sergio 21 maggio 2007 00:00
Filosofo, rispondo in modo necessariamente sintetico al tuo denso messaggio.

“Dio ha affidato le sorti dell’umanità alla Chiesa”: Dio non ha affidato un bel niente alla Chiesa; è questa organizzazione politico-religiosa che pretende di aver ricevuto un’investitura da Dio.
L’argomento di questa discussione non è il dramma sociale dell’aborto, argomento solo laterale alla questione posta che è la cultura totalitaria della Chiesa Cattolica che utilizza con disinvoltura l’arma del terrorismo e del ricatto morale.
La Chiesa è sempre stata – e lo è tuttora – organizzazione religiosa e politica. Avrebbe potuto dare il buon esempio nella gestione delle cose pubbliche invece è stata una delle peggiori organizzazioni statali che l’umanità abbia mai conosciuto.
La Chiesa ha dimostrato di non saper governare i problemi sociali meglio di quanto abbiano fatto gli altri regnanti, purtroppo per secoli condizionati nelle loro scelte dalle imposizioni papali. Quando la Chiesa amministrava la giustizia con largo e disinvolto uso della tortura e della pena di morte, i laici davano dimostrazione di quanto erano migliori interpreti del cristianesimo rispetto a papi e cardinali: Beccaria e Leopoldo di Toscana, per fare due soli piccoli esempi.
Il processo a Galilei è una dimostrazione della cultura integralista e totalitaria della Chiesa. Se la Chiesa ha oggi recuperato un briciolo di rispettabilità etica ciò è dovuto al pensiero laico e liberale che ha sfidato la Chiesa cattolica sul terreno dei principi etici e dei valori cristiani da sempre calpestati dalle gerarchie ecclesiastiche.

Che si paragoni il ricorso all’aborto al terrorismo, che si definiscano terrorismo le innocue battute di Rivera sono comportamenti indecenti che squalificano sul piano etico chi ne è responsabile.

Che il Papa vada in Brasile a sostenere che l’evangelizzazione del Nuovo Mondo è avvenuta senza violenza e nel rispetto delle popolazioni indigene è una solenne menzogna che squalifica sul piano cristiano chi la pronuncia.

Che il Papa in un paese come il Brasile affermi che l’uso dei contraccettivi sta mettendo a rischio il futuro di un popolo è semplicemente un’affermazione ridicola! Drammatico che tutti fingano di non aver sentito questa solenne bestialità destituita d’ogni valore e priva di senso se non nell’ottica del cinismo clericale. Ho fornito i numeri della crescita demografica del Brasile negli ultimi cinquant’anni e quindi non mi ripeto. Basti pensare che se l’Italia fosse cresciuta demograficamente come il Brasile oggi saremmo in 164 milioni nella nostra piccola Italia!

Che si metta sullo stesso piano marxismo e liberalismo (da te erroneamente tradotti in comunismo e capitalismo) è una discutibile affermazione, come sostenere che gli alberi camminano. Non solo i due sistemi di pensiero sono profondamente diversi – e senza il liberalismo la Chiesa sarebbe quella cloaca che è stata fino a ieri (pena di morte, tortura, violazione di tutti i diritti umani, schiavismo, razzismo, antisemitismo, assolutismo, sostegno ai regimi totalitari…) – ma è anche sbagliato considerare il liberalismo una ideologia. Allo stesso modo, il capitalismo non è una ideologia ma un sistema economico (della cui affermazione la Chiesa ha notevoli responsabilità storiche) che si è affermato per il convergere di più fattori storici: lo sviluppo delle tecnologie, che hanno favorito l’affermazione della civiltà delle macchine industriali (le quali richiedevano ingenti capitali), e lo sgretolamento della civiltà rurale fondata sul latifondo e sullo sfruttamento – al limite della schiavitù – degli agricoltori (ovviamente sto semplificando). Come si viveva nello Stato Pontificio? Documentati e comprenderai come la condanna del capitalismo suoni come condanna della Chiesa. Più corretto affermare che la Chiesa ha sempre ostacolato il pensiero democratico e liberale.

Mi fermo qui perché avevo promesso una risposta sintetica.
L’aborto. Essere contrario all’aborto si traduce per me nella responsabile gestione della mia sessualità e paternità al fine di evitare – per quel che mi riguarda – il ricorso all’aborto. Essere contemporaneamente favorevole alla regolamentazione legale dell’interruzione volontaria della gravidanza è la conseguenza della semplice constatazione che l’aborto – sino a ieri sempre punito e considerato reato – è sempre stato praticato a ogni latitudine e longitudine provocando altri drammi e problemi (pensa a quante donne sono morte in Italia in conseguenza degli aborti clandestini): quel che non si riesce a debellare va gestito per sottrarlo alle grinfie del mercato clandestino. Regolamentare l’aborto non significa trasformarlo in comportamento “eticamente lecito” ma “legalmente non punibile”: solo chi confonde il peccato con il reato non coglie la profonda differenza tra le due cose. Il fatto che la legge non punisca un determinato comportamento non significa che ciò sia moralmente lecito. La funzione della legge non è affermare un‘idea di bene ma regolare la vita dei cittadini definendo il limite tra lecito e illecito.

Andrea 38 anni 22 maggio 2007 00:00
Aggiungo al post di Sergio, che condivido in pieno e ringrazio per la sintetica ed esaudiente risposta, la frase che disse Gesù Cristo e che la chiesa romana cattolica non mette in pratica: &quot;Rendete a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio&quot;. Matteo 22:21.
Nonchè i 2 versetti del capitolo 13 della lettera ai Romani che sono il primo e il 7, ovvero Romani 13:1 e 7; non per bigottismo ma per sapere cosa la Parola di Dio afferma di tutto ciò, e soprattutto per fare capire al caro F1ilosofo che il suo sarcasmo nei miei confronti serve solo per difendere la sua non conoscenza della Sacra Scrittura.

Oltretutto, un non giustificato pregiudizio su chi non conosce come confessione di fede dimostra un ulteriore incoerenza; poi dicendo di essersi battezzato, non si sa perchè, ad un età adulta, senza interessarsi a cosa stava facendo dimostra ancora incoerenza.

Poi ogni uomo e ogni donna di qualsiasi confessione faccia parte, credente, praticante o no, deve fare i conti con il Creatore e non con chi li giudica (Filosofo): poverette mamme 20enni o furbi scopatori.

Infine Gesù ha detto che è venuto non per giudicare o per fare le leggi, ma è venuto per salvare chi si ritiene peccatore, e non chi dice di non esserlo; le leggi, non i comandamenti, sono molto precedenti ed erano di Fede solo per il popolo d&#39;Israele mentre i comandamenti sono regole d&#39;Amore; e comunque Gesù non è mai entrato a fare parte della vita pubblica e non ha mai detto che chi l&#39;avrebbe seguito che doveva farlo; anzi, la Scrittura condanna anche l&#39;eventualità di una chiesa stato.

Dio non si interessa a chi gli va contro, ma risponde a chi lo cerca con il cuore, ma poi sta agli uomini perseverare nella ricerca, infatti, se la ricerca è superficiale, il rapporto rimarrà superficiale; se il rapporto sarà perseverante e secondo la Sua volontà in rapporto alla conoscenza, le benedizioni saranno continuative e abbondanti.

Mi sembra di non aver mai scannato nè offeso alcuno dei miei interlocutori, e se casomai qualche mia frase fosse stata presa come offensiva, chiedo scusa, non era nel mio intento; Non mi sento un sedicente cristiano ma un semplice innamorato del mio Creatore e del Suo meraviglioso Unigenito Figlio, che ho imparato a conoscere, amare e stimare, comprendendo quale sacrificio ha fatto per me, e sarei pronto a morire pur di non rinnegarLo, soprattutto davanti all&#39;arroganza di uomini orgogliosi o presuntuosi e altezzosi, come tanti che scrivono su questi forum.

Ho già detto che non devo giustificare la mia carità a nessuno se non a Dio, quello che faccio per il mio prossimo Dio lo sa e questo mi basta; non mi scaglio a testa bassa contro il cattolicesimo, dico solo quello che la Bibbia afferma rispetto alle bugie che insegna la chiesa romana cattolica, e ho gia detto che i veri evangelici non appoggiano guerre, e soprattutto gli evangelici non sono protestanti nè eretici, e non è nemmeno detto che siano dei buoni cristiani; infatti, il buon Cristiano è colui che persevera nella conoscenza di Dio e non chi pratica per imitazione o perchè possa dire &quot;io sono cristiano&quot;.

P.s. non sono un tdg.

Ciao.
Quinto: Non uccidere 24 maggio 2007 00:00
Il Papa ha fatto una rettifica.
In brasile l&#39;incontro con Gesù non è stato sempre spontaneo...

E&#39; un po&#39; lentino Ratzinger, sta prendendo l&#39;abitudine di rettificarsi un po&#39; troppo spesso però con calma piano piano anche lui ci arriva.

D&#39;altra parte il tempo è un&#39;astrazione e per chi ha familiarità con l&#39;eternità... i secoli non bastano.
OVVIO 25 maggio 2007 00:00
EBBRAVO SERGIO!!!!

CHE HAI FATTO SCOPA?... Rileggiti, và, e giudicati da solo!

....... inizio

&quot;Il totalitarismo ha sempre utilizzato il terrore per imporsi e mantenere le posizioni di comando.
Non suscitano pertanto scalpore le bordate del segretario del laboratorio del terrore clericale, noto come Congregazione per la Dottrina della Fede, se non per il livello di livore e squallore morale che esprimono.

......... fine

lo so... lo so... che hanno cominciato loro e che quindi il tuo, di astio e livore è giustificato... lo so, lo so...

ah!... non ho continuato a leggere il tuo testo, ed ho commesso una indelicatezza!... ma visto che avevi cominciato tu, la mia è giustificata!... lo sai, lo sai...
OVVIO 25 maggio 2007 00:00
E NON OFFENDETE i Testimoni di Geova.
Hanno i loro difetti, ma sempre esseri umani sono!
Sergio 25 maggio 2007 00:00
OVVIO, mi spiace ma riconfermo la mia valutazione, anche se riconosco di aver utilizzato aggettivi pesanti per commentare le recenti bordate dei massimi gerarchi cattolici.

Trovo però squallido ricorrere al termine &quot;terrorismo&quot; per condannare le considerazioni di Rivera o il ricorso all&#39;aborto.
Non sto a fare analisi su cosa sia il terrorismo ma voglio richiamare un aspetto che caratterizza sempre questo fenomeno: una parte, nel contenzioso con un’altra parte, solitamente il Potere legittimamente o illegittimamente costituito, si arroga il diritto di disporre della vita altrui, vita spesso estranea alle parti in gioco, trasformando la vittima dell’atto violento nel latore di un messaggio, e talvolta perfino nel suo contenuto, indirizzato al contendente.
Se su questa definizione c’è accordo, come si può definire terrorista Rivera o la donna che abortisce?
Chi ricorre a questi epiteti a mio avviso commette un’operazione moralmente e intellettualmente squallida.
Squallida sul piano intellettuale perché violenta le parole trasfigurandone il significato con l’obiettivo di creare, in una parte dell’auditorio, disorientamento, sensi di colpa, soggezione…
Squallida sul piano morale perché si limita a condannare pesantemente un comportamento (certamente non edificante, come l’aborto) senza confrontarsi con la realtà che lo genera e confondendo le scelte etiche con la funzione della legge.
Quando la predicazione è avulsa dal contesto sociale, rifiuta di “sporcarsi le mani” con la realtà e propone ricette funzionali solo al consolidamento di sofferenza e miseria, allora si trasforma in astio nei confronti di un’umanità che si vuole mantenere povera e disperata perché dalla povertà e miseria la Chiesa trae forza.
E’ questo il caso dell’ottusa ostilità delle gerarchie cattoliche nei confronti della contraccezione indicata addirittura come “minaccia per il futuro del popolo brasiliano”. Basterebbe analizzare i dati demografici del Brasile o di tanti Paesi del terzo mondo per rendersi conto che un’affermazione simile è una bestialità. Basterebbe visitare il Brasile da turista e non da Papa per scorgere la drammatica situazione demografica del Brasile.
OVVIO 25 maggio 2007 00:00
Non dispiacerti Sergio!...

Il fatto del trave nell&#39;occhio e della pagliuzza, mica l&#39;hai inventato tu...

Tu sei venuto dopo... è OVVIO che tu abbia ragione!
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