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Che 25 maggio 2007 00:00
Sono sostanzialmente d'accordo ma non ti sembra di inneggiare un po' troppo al conflitto sociale?
Mi sembra quasi una nuova forma di futurismo. Ricordi Marinetti e la sua esaltazione della funzione "igienica" della guerra?

Però è vero: il governo deve prendere una decisione senza cercare ad ogni costo l'accordo con i sindacati. Loro rappresentano interessi parziali e di parte, il governo ci piaccia o non ci piaccia rappresenta (male) tutti.
Sergio 28 maggio 2007 00:00
Continuare a cedere ai ricatti per salvaguardare la pace sociale significa "tirare a campare" nella speranza che succeda un miracolo in grado di scongiurare quel che a breve (entro i prossimi dieci anni) succederà: la rivolta degli under 40 contro i padri, i nonni e il sistema parlamentare e istituzionale.
I politici, con la complicità determinante dei sindacati, stanno costruendo meticolosamente le condizioni della guerra civile.
Meglio uno sciopero, lungo anche qualche settimana, ma evitare una sicura guerra civile accompagnata dalla "giusta" rivolta contro ogni ordine costituito, a partire dal rifiuto di pagare le tasse.
Quella che qualche anno fa fu solo sventolata (la disobbedienza fiscale) a breve si realizzerà: tra vivere e pagare le tasse il lavoratore sceglierà VIVERE e quindi non pagherà le tasse.
Che 28 maggio 2007 00:00
La disobbedienza fiscale sarebbe una bella iniziativa.
Adesso è il momento delle dichiarazioni dei redditi. Niente male il momento per indurre a un po' di ragionevolezza la nostra ingorda partitocrazia.
Riduzione dei ministeri e dei sottosegretari.
Abolizione delle regalie alla stampa.
Abolizione del finanziamento ai partiti.
Trasformazione delle province in assemblee dei sindaci.
Fatelo nei prossimi 15 giorni diversamente niente tasse!
Sergio 29 maggio 2007 00:00
Il governo ha calato le brache.
Autorevoli ministri hanno la faccia tosta di affermare che è stato raggiunto un buon equilibrio. Certo, il governo è talmente pusillanime che se i sindacati avessero chiesto la luna, Prodi & C. li avrebbero accontentati… pur di galleggiare ancora un po’. Tutte le richieste sindacali sono state accolte senza alcuna contropartita. Ancora una volta ha vinto la ragione politica dell’oligarchia al potere contro il popolo italiano.

Sia ben chiaro: sono contento che gli statali abbiano avuto un aumento; in fondo non sono ben pagati e quindi l’aumento ci sta; non è questo il tema in discussione. La questione è: garantire la produttività e l’efficienza della pubblica amministrazione. Per raggiungere questo obiettivo bisogna iniziare a eliminare le mele marce: gli imboscati, gli assenteisti. Premiare i meriti, le capacità organizzative e non le anzianità di servizio. Promuovere l’informatizzazione della PA per ridurre il personale: troppo in relazione alla popolazione complessiva e a quella attiva.

Adesso, il governo s’impegni perché entro i prossimi dodici mesi si consegua nella PA un risparmio di almeno 10 miliardi di euro.

Con queste premesse, ci attende un’altra disfatta sul fronte delle pensioni. Prodi e i suoi bravi stanno per uccidere le future generazioni. Fermiamoli se non vogliamo che a breve ci sia in Italia una terribile guerra civile.
Che 01 giugno 2007 00:00
Curioso questo strano silenzio del forum sul tema delle pensioni!
Ma come non è uno dei temi che maggiormente sta a cuore agli italiani?

Non è che questo silenzio nasconde il desiderio e l'illusione che le cose possono essere lasciate come stanno?
Vuoi vedere che anche qui c'è una maggioranza che non è disposta ad accettare l'idea che dovrà lavorare di più e che certi privilegi devono finire?

In particolare, trovo disonesto che nessuno si faccia carico della sacrosanta necessità di estendere il sistema contributivo a tutti i lavoratori.
Disonesto e ingiusto nei confronti dei giovani che iniziano a lavorare e delle future generazioni.
Alex1 01 giugno 2007 00:00
Che, purtroppo non c'è più molto da aggiungere.
Tutti parlano di alzare l'età pensionabile, di conti non in ordine, ecc ecc.
Peccato che i conti reali in realtà non li sappia nessuno perchè siamo ancora in una situazione paradossale: L'ASSISTENZA E' A CARICO DEI CONTRIBUTI PENSIONISTICI!!!

Questa è un'anomalia che va risolta subito!!
L'assistenza deve essere a carico della fiscalità generale e non dei contributi pensionistici, altrimenti stiamo barando sui conti.
Quindi bisogna scindere i conti Inps tra assistenza e previdenza; solo allora potremo dire se il sistema è in equilibrio o no.
Comunque il fatto che il sistema alla lunga vada in equilibrio è evidente: il sistema è contributivo, per cui si percepisce a seconda di quanto si è versato. Il problema sarà riuscire a pagare tutti i favoritismi del passato finchè la nuova normativa non andrà a regime.

Inoltre non è da sottovalutare la realtà diversa delle regioni: alcune regioni (soprattutto del nord, e il Lazio) hanno il bilancio Inps in pareggio o in attivo.
Ancora una volta ci sono disparità di trattamento e le cattive gestioni di alcuni (compresi gli assistenzialismi) ricadono anche sugli altri.
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