massimo
27 maggio 2007 00:00
Cazzo, è vero!
Ancora più inquietante l’elezione dell’ebreo Sarkozy in Francia..
ernesto
28 maggio 2007 00:00
Il pavimento antistante palazzo Madama è stato riempito di “stelline”
e “percorsi” esoterici. Siamo sicuri che rappresentino il popolo?
Quei simboli così estranei in piazza Montecitorio
di Angela Pellicciari
Il personaggio può anche non stare simpatico, ma è certamente un grande intenditore d’arte. In un’intervista concessa a La Stampa, Vittorio Sgarbi, neosottosegretario ai Beni Culturali, spara a zero sui restauri dell’era ulivista, definiti “criminali”. In particolare Sgarbi attacca gli interventi effettuati nell’area del potere politico romano: “Palazzo Chigi trasformato in meringa, piazza Montecitorio distrutta”. L’accenno di Sgarbi a Montecitorio ci offre l’occasione di ricordare le caratteristiche del tanto decantato restauro del piazzale, realizzato tre anni fa dall’architetto Franco Zagari per espressa volontà di Violante e Rutelli. C’è da dire - ha ragione Sgarbi - che il restauro ha cambiato radicalmente l’aspetto della piazza, perché l’ha disseminata di stelline di titanio saldamente incastonate nel selciato, disposte lungo un percorso tortuoso e sinuoso che frantuma il primitivo tracciato della piazza, nella sua imponenza, semplicità ed eleganza. La Roma dei papi, capitale mondiale, non ha mai avuto bisogno, per farsi notare, di ricorrere a decorazioni posticce e ridondanti.
La mano pesante di Zagari può però avere una giustificazione: si trattava di enfatizzare l’importanza della Camera dei deputati impreziosendo ed evidenziando lo spazio antistante. Niente di meglio della reiterata ripetizione a mo’ di corona del simbolo stesso della repubblica italiana: la stella a cinque punte, lo “stellone d’Italia”. Il punto è che la stella a cinque punte non è solo il simbolo della repubblica italiana. Il pentalfa (volgarmente detto stella a cinque punte) è anche, se non soprattutto, uno dei più noti e più caratteristici simboli della massoneria. Lo spiega con molta chiarezza il Dizionario dei simboli: “La stella fiammeggiante a cinque punte della Massoneria è il simbolo della manifestazione centrale della Luce, rappresenta l’uomo rigenerato che irraggia come la luce nel mezzo delle tenebre del mondo profano”.
Non è affatto un caso che la stella a cinque punte sia il simbolo dello stato italiano: il regno d’Italia che vede la luce nel 1861 è realizzato a immagine e somiglianza della massoneria. Lo spiega con molta chiarezza la Civiltà Cattolica nel 1887. La stella a cinque punte, scrive la rivista dei gesuiti, “è lo stellone regalato all’Italia dalla massoneria, e con isfacciata improntitudine settaria imposto alle milizie, e piantato sui pilastri dianzi al Casone delle Finanze in Roma, e ficcato da per tutto, perfino sugli stemmi delle repubbliche e delle monarchie, sulle insegne e vetrine delle botteghe, sui vezzi delle signore sciocche, sui berretti e sui giocattoli dei fanciulli”. Questa lettura un po’ più maliziosa del nuovo look di piazza Montecitorio è confermata da un altro particolare di straordinario interesse. Al centro della piazza è stata disegnata una splendida quanto enorme menorah che, vista dall’alto, spicca col suo originale quanto inconfondibile disegno. La menorah è il candelabro ebraico a sette braccia, divenuto simbolo universalmente utilizzato dalla massoneria.
Le stelle a cinque punte da un lato, il candelabro a sette braccia dall’altro, fanno del restauro del piazzale berniniano e papalino di Montecitorio un mostro non solo da un punto di vista artistico ma anche da quello storico e culturale. L’Italia repubblicana non era mai arrivata a tanto. C’era bisogno della sinistra al potere perché simili interventi potessero essere pensati e realizzati. Perché simile sudditanza ai “poteri forti” potesse venire esibita in modo tanto sfacciato. Sempre più frequentemente si assiste alle proteste indignate di chi, non cattolico, si sente offeso dalla presenza di crocifissi nei luoghi pubblici. Se le considerazioni appena fatte hanno un minimo di credibilità, cosa dovrebbe dire la maggioranza della popolazione, non massone, che si vede imporre il simbolo di un potere “illuminato“, per definizione altro, superiore e separato, proprio nel luogo in cui i rappresentanti della nazione dovrebbero legiferare in nome e nell’interesse dei comuni mortali?
Torniamo a Sgarbi. Alla domanda cosa si possa fare per “rimediare agli scempi”, la risposta è amara: “Poco. Toglieremo le catenelle in titanio di fronte e Montecitorio, ci eserciteremo con le carabine sulle lampade al neon davanti a Palazzo Chigi”.
Meglio di niente.
guido
28 maggio 2007 00:00
...già perchè non avete visto i disegni di nazca dall'alto, pure là ci sono di mezzo gli ebrei...
ernesto
28 maggio 2007 00:00
In questo caso gli ebrei hanno nome e cognome come chi si messo ha novanta con una kippa in testa . Se si sono potuti permettere di creare un loro simbolo nell'ingresso del parlamento Italiano (non Istraeliano ma Italiano capita la differenza ?) indica in maniera che più esplicita non si pùo che il parlamento lo controllano in maniera totale e senza che nessun presunto cattolico con la famiglia come punto di riferimento e il crocefisso in ogni scuola e luogo pubblico , si alzi e inveisca contro una menorah massonica-giudaica di una schifezza unica e rivoltante , se si pensa al più piccolo monumento di Roma come confronto .Chiunque usi google heart ho altri programmi potrà vedere che il parlamento non è Italiano ...
Quanti goym ha novanta che ci sono in giro...
ernesto
29 maggio 2007 00:00
elettore di destra ho ebreo di destra ?
oppure goym di destra con kippà annessa ?
Essere di destra e stare con gli ebrei all'apparenza è una incongruenza , ma in realtà non lo è .