Alex
05 giugno 2007 00:00
Si così magari saremmo tutti preda degli errori dei segretari comunali o dei faziosismi degli avvocati della parte più forte ... quella che ha più soldi per pagarli.
Altro che lobby.. qui si può scegliere fra anarchia e maoismo.
gigi
06 giugno 2007 00:00
Alex, sei forse figlio di un notaio?
Nessuno vieterebbe all'acquirente di rivolgersi comunque ad un Notaio.
Perchè pio i segretari comunali dovrebbero "sbagliare" e gli avvocati essere "faziosi" in una vendita immobiliare poi magari ce lo spieghi.
Privato sottufficiale
06 giugno 2007 00:00
Per Gigi.
Non dare troppo peso alle sciocchezze di Alex.
Pare che la sua attività preferita sia quella di cercare i forum nei quali si parla male dei notai per poterli difendere a spada tratta e con le fette di salame sugli occhi.
Alex
06 giugno 2007 00:00
Oh che bella lezione di democrazia .... perchè la penso diversamente e parlo di interesse dello stato alla tutela dell'imparzialità del controllo di legittimità degli atti, allora si può sbeffegiarmi ed ignorare il perchè di una funzione prevista dall'ordinamento a garanzia delle fasce deboli. Bello! Grande lezione di maoismo d'assalto.
Mi hanno insegnato che quando si passa all'aggessione verbale è perchè non si hanno altri mezzi per far valere la pochezza delle proprie ragioni. Pare proprio vero.
In ogni caso, gli avvcati sono faziosi per definizione ... difendono gli interessi di una parte e non del sistema ... la professione forense vive nell'ordinamento ma non ha come fine la difesa dell'ordinamento ... anzi persegue il suo utilizzo a favore del cliente ..
Sulla preparazione tecnica dei segretari comunali a rogare atti fra privati non credo serva gran replica .. non ne sanno niente e la loro preparazione professionale è tesa a tutt'altri obbiettivi ...
Privato sottufficiale
07 giugno 2007 00:00
La madre dei cretini è sempre incinta.
Ragionare con chi è prevenuto è sempre impresa ardua.
Se Alex facesse il piacere di dirci dove sta scritto cha la funzione notarile è "prevista dall'ordinamento a garanzia delle fasce deboli", gliene saremmo tutti molto grati.
Gliene saremmo anche se ci dicesse perché "la professione forense ... non ha come fine la difesa dell'ordinamento". Magari potrebbe dirci che cosa dovrebbero fare gli avvocati quando vanno in giudizio e che cosa intende per "ordinamento".
Se poi facesse lo sforzo di dirci perché i segretari comunali "non ne sanno niente", allora l'opera sarebbe completa.
Penso che Gigi si sia sbagliato nel pensare che Alex è figlio di un notaio.
Penso che sia proprio un notaio, di quelli che non vedono al di là del proprio naso e del proprio portafogli, che a forza di ripetere i medesimi atti cambiando soltanto le generalità dei contraenti diventano analfabeti di ritorno per quanto riguarda le conoscenze giuridiche e che si fanno prendere da diarrea acuta al solo pensioro che qualche minuscola porzione dei loro guadagni possa essergli sottratta.
A questo genio del diritto vorrei chiedere se l'autenticazione della firma fatta da un impiegato comunale vale meno di quella fatta dal notaio.
Infine, questo presuntuoso parla di "interesse dello stato alla tutela del controllo di legittimità degli atti".
Di quale controllo di legittimità parla?
Controlla forse la legittimità dei suoi atti?
Alex, sei un asino!
Roberto B
07 giugno 2007 00:00
Legge inutile!
Spiegatemi che tipologia di appartamento si può comprare oggi a meno di 100 mila euro! A Milano non riesci a prendere un box doppio!
Gigi
07 giugno 2007 00:00
La lobby ha natiralmente vinto
<Liberalizzazioni: la cessione di immobili resta esclusiva dei notai.
L'emendamento di Lulli che toglieva l'esclusiva ai notai per gli atti sulla compravendita di immobili sotto i 100mila euro è stato, invece, ritirato. Andrea Lulli, ha, però, preannunciato che continuerà la battaglia sulla norma in un altro provvedimento, come la legge annuale sulla concorrenza. Oltre al no del ministero della Giustizia hanno pesato le contrarietà nella maggioranza, soprattutto di Prc e Pdci. «Avevo un testo che rispondeva alle critiche - dice Lulli - ma per rispetto del ministro della Giustizia che aveva espresso la propria contrarietà l'ho semplicemente ritirato». Ciò non toglie, sottolinea Lulli, che «la questione andrà avanti e che dovremo cercare una soluzione, anche se in altra sede».
P.S. per Roberto B.: il valore di euro 100.000 era quello catastale e non commerciale.
Alex
11 giugno 2007 00:00
Egregio Sottufficiale,
prendo atto che non è assolutamente aduso a parlare di diritto ed a valutarne le conseguenze. Invero leggo nella sua cortese ultima almeno due aspetti di rilevanza penale: i termini cretino e asino mi paiono quel tantino diffamatori da dover far riflettere anche ai responsabili e moderatori di questo illustre forum.
Mi riservo ogni decisione sul sanzionare la sua maleducazione con una meritata querela.
Tornando al merito, dicevamo: rilevata la sua assoluta ignoranza in materia giuridica pare opportuno fare un breve corso di ripasso; “mi consenta” esserle tutor in ragione della mia contiguità alla materia: esercito, infatti, proprio quella professione forense di cui lei ha fatto dettagliato commento.
Andiamo per punti:
1. la funzione notarile è "prevista dall'ordinamento a garanzia delle fasce deboli": il legislatore ha previsto la trascrizione/iscrizione in un pubblico registro di tutti gli atti di disposizione patrimoniale al fine di garantire loro quella pubblicità che, conoscendo “incontestamente” l’esatta pattuizione raggiunta dalle parti e le sue conseguenze nella sfera dei contraenti, permette sicurezza e certezza nonché trasparenza nel circuito dei rapporti giuridici aventi rilevanza patrimoniale. Bene: la certezza di cui parlavo è chiaramente posta a tutelare i cittadini e, in particolar modo, coloro che non possono avvalersi di specializzati consulenti di parte; appunto le fasce deboli. Se il notaio è guardacaso il soggetto responsabile di iscrizioni/trascrizioni è per certo a tutela anche di coloro che beneficiano dell’impianto giuridico protetto;
2. "la professione forense ... non ha come fine la difesa dell'ordinamento" per definizione in quanto l’attività mia e dei colleghi è finalizzata a perseguire il mero interesse del cliente nei limiti più equivoci consentiti dall’ordinamento medesimo. Anzi, Le dirò che, sotto il profilo deontologico, è dovere di ogni avvocato anteporre la difesa delle ragioni del cliente a qualunque occasione di tutela astratta di quell’ordinamento giuridico che spesso ostacola gli obbiettivi di “cassetta” del cittadino. Un tanto vale anche quando siamo in giudizio e cerchiamo di sfruttare tutti i mezzi concessi dall’impianto normativo esistente (appunto, l’ordinamento) per perseguire il riconoscimento delle ragioni dell’assistito. Insomma, per farla breve, siamo dei mercenari al servizio del cliente e non dello stato: chiederci di essere suoi rappresentanti nelle autentiche è come proporre alla volpe di far la guardia al pollaio.
3. i segretari comunali "non ne sanno niente" perché nel loro cursus studiorum non hanno mai coltivato la conoscenza del diritto civile (detto anche diritto privato) dedicandosi per la maggior parte del proprio apprendimento soltanto a quella branca nota come diritto amministrativo. Le assicuro che la specializzazione conta alquanto nella formazione: se non crede a questa titolata segnalazione le consiglio, la prossima volta, di sottoporsi ad intervento cardiochirurgico lasciando il bisturi in mano ad un ortopedico. Il rapporto è lo stesso;
4. in merito alla domanda se l'autenticazione della firma fatta da un impiegato comunale vale meno di quella fatta dal notaio le preciso che i termini sono differenti; ovvero: non è l’autenticazione che cambia ma la presenza o meno di quel “controllo di legalità ” di cui lei afferma di non sapere nulla. Le semplifico il concetto: il notaio ha il dovere di verificare, e sempre verifica, la legittimità di ogni atto rogato in riferimento alle prescrizione contenute in tutto il complesso di norme statuite dal nostro legislatore. Se il notaio sbaglia il controllo, e l’atto è viziato, il primo ci lascia le penne. Per essere più preciso le evidenzio che un qualunque contratto di compravendita, mutuo, affitto d’azienda o costituzione di società può essere inficiato da vizi di svariata natura che possono comportare la nullità, l’annullabilità o l’inefficacia dell’atto medesimo: mentre il notaio ha il compito di verificare tale legalità dell’atto, lo stesso non si potrebbe dire di segretari comunali o avvocati.
5. Da ultimo le aggiungo che il notaio è anche il garante dell’esatta liquidazione, e percezione allo stato, dell’imposta inerente l’atto rogato: quest’ultima viene quantificata e versata immediatamente proprio dal notaio quale sostituto d’imposta. Se non versa subito o sbaglia a liquidare, chi roga risponde personalmente di quanto dovuto dalle parti. Lo stato ha così la certezza di incassare immediatamente quanto afferente le imposte indirette conseguenti ai trasferimenti patrimoniali. Di tanto non si potrebbe certo parlare in riferimento alla proposta di riforma di cui si è discusso.
Penso che possa bastare e mi congedo con una breve riflessione: prima di parlare è meglio informarsi con imparzialità e non dare sfogo impulsivamente ad ansie dettate dall’invidia o dalla propaganda maoista. Come ho detto in un altro topic mi pare sciocco chiedersi quanto costa un servizio senza nulla valutare sul fatto che sia necessario o funzioni.
Del resto, si ricordi che, in difetto di tutela della certezza delle trascrizioni/iscrizioni degli atti di disposizione patrimoniale, si innescherebbe un effetto domino di tale portata da far collassate l’intera tenuta dell’ordinamento civilistico e tributario con un aumento del contenzioso stile tsunami (rammento in chiosa che un atto di compravendita di € 100.000,00 di rendita catastale può facilmente riferirsi ad immobili che superano il mezzo milione di valore di mercato: si tratta perciò del 85 % degli atti che si rogano ogni giorno).
Privato sottufficiale
11 giugno 2007 00:00
Per Alex.
"Cretino" e "asino" non sono meno offensivi di "maleducato" ed io non mi altero perché lei mi attribuisce una "assoluta ignoranza in materia giuridica". Tot capita, tot sententiae.
Se fossi un segretario comunale non gradirei affatto sentirmi dire che "nel loro cursus studiorum non hanno mai coltivato la conoscenza del diritto civile" e che "non ne sanno niente".
Di grazia, è possibile conseguire la laurea in Giurisprudenza senza sostenere l'esame di Diritto Privato e di Diritto Civile?
Qualche nozioncina di diritto ce l'ho anch'io ed il suo concetto di "ordinamento" mi pare molto strano.
Le iscrizioni/trascrizioni relative alle sentenze ed ai pignoramenti immobiliari le fanno i notai? Mi pare di no.
Sono meno efficaci delle iscrizioni/trascrizioni fatte dai notai relativamente ai mutui ad agli atti di compravendita?
Immobili con rendita catastale di 100.000,00 Euro che hanno un valore di mercato che supera il mezzo milione?
Guardi che quando lei va in giudizio per una causa relativa alla proprietà e deve determinare il valore della causa, ai sensi dell'art. 15, 2° comma, c.p.c., se la rendita catastale è di 100.000,00 Euro il valore è pari a 20.000.000,00 di Euro.
Mi sbaglio?
Se poi vuole dire che i notai si prestano a rogare atti di compravendita nei quali si indica un valore diverso da quello reale, allora è tutt'altra faccenda.
Max
12 giugno 2007 00:00
Io ho dovuto spendere mille euro (solo di spese vive) per fare un atto di conferma dal notaio xchè quel "bravissimo professionista" del mio avvocato, quando ha predisposto gli accordi con la mia ex moglie in sede di separazione, si è semplicemente dimenticato di menzionare la licenza edilizia nella cessione dell'immobile.
Quando il notaio lo ha chiamato davanti a me per dirgli che il trasferimento da mia moglie a me era nullo, lui gli ha risposto che gli sembrava strano ma che si sarebbe informato! Figuriamoci se ci tornerei per comprare un immobile.
Privato sottufficiale
12 giugno 2007 00:00
Max, Alex, Rex, Asterix ...
Trasferimento della proprietà nel verbale di separazione dei coniugi?
Ci deve essere da qualche parte, ben nascosto, un codice civile ed uno di procedura civile che solo i notai e pochi avvocati conoscono.
Riccardo
12 giugno 2007 00:00
Non commento il sottufficiale (spero solo sia uno pseudonimo perchè altrimenti non farebbe onore alla sua divisa, qualunque essa sia), ma vorrei spendere due parole in risposta a Gigi (anche lui assiduo frequentatore dei blog parlando sempre male dei notai).
Prima di tutto una considerazione generale: prima di modificare qualcosa, sarebbe buona norma studiarla ed analizzarla; individuare i difetti e gli errori e valutare le possibili modifiche e correzioni.
Qualunque intervento dettato dall'impeto del momento, di solito, si rivela più dannoso che altro.
Detto questo, mi permetto di far notare a Gigi ed a tutti voi che dall'eliminazione del notaio non sarebbe il consumatore a guadagnarne.
Dite che un funzionario comunale (non il Segretario, badate bene, perchè l'emendamento parlava di funzionario generico) può fornire le stesse garanzie del notaio, ma la realtà è diversa.
Non si tratta di aver dato l'esame di diritto privato all'università (anche io ho superato gli esami di diritto penale, ma non mi sentirei in grado di difendere un imputato di omicidio), bensì di aver acquisito una specializzazione superiore alla media in questa particolare branca del diritto.
Ovviamente anche gli avvocati possono avere od acquisire analoga specializzazione, ma quello che a loro manca, per cultura e formazione mentale, è la terzietà.
L'avvocato è un professionista di parte, è normale e logico che lo sia.
Questo vuol dire che venditore ed acuirente si presenteranno ognuno con il rispettivo avvocato.
I due avvocati cercheranno di introdurre nel contratto clausole favorevoli al proprio cliente, ma nessuno dei due sarà tenuto ad assicurare il risultato del contratto.
Del resto il decreto rimetteva a carico dell'acquirente l'onere e la responsabilità di effettuare le visure necessarie ad accertare la proprietà e libertà del bene, nonchè tutti gli adempimenti successivi, compreso il pagamento delle imposte.
Questo è il sistema anglosassone. Se l'acquirente vuole garantirsi la proprietà dell'immobile deve stipulare una polizza assicurativa che, in caso di contenzioso con terzi aventi diritti sulla casa, gli assicuri il rimborso di quanto speso?
E' questo che vogliamo? un rimborso in denaro al posto della casa?
E' un sistema più economico ed efficiente?
No
I costi sono complessivamente più alti (devono essere pagati due avvocati, un autenticatore della firma, l'assicurazione) ed il sistema comporta un contenzioso enorme.
E' preferibile pagare un professionista che ex ante ci assicuri il risultato od uno che ex post ci difenda in giudizio? e con il nostro sistema giudiziario?
La veerità di quanto sopra lo dimostra il fatto che molti paese anglosassoni stanno abbandonando il loro sistema a favore del nostro.
Incredibile vero?
Louisiana, Alabama, Florida, Quebec sono i primi ad aver seguito la strada del notariato latino.
Altrettanto hanno fatto tutti quei paesi che avevano necessità di assicurare certezza giuridica ai propri rapporti economici (tutti i paesi dell'est Europa, il centro e sud America, il Giappone, la Cina e così via) tanto da far sì che il notariato latino sia il sistema giuridico più diffuso al mondo.
Ma il danno peggiore lo avrebbero proprio quei consumatori che si vorrebbero proteggere.
Chi pensate sarebbe meglio tutelato tra la giovane coppia che compra la sua prima casa ed il grande costruttore o la banca? chi potrà permettersi i migliori consulenti ed avvocati per la stesura del contratto?
Il notariato ovvia a tutto questo proprio perchè fornisce un soggetto terzo ed imparziale.
Il tutto ad un costo ridotto.
Esatto: ridotto.
La tariffa del mio distretto prevede, per una compravendita tra privati del valore di euro 180.000 un onorario di euro 1.360 (0,73%) e per una del valore di euro 280.000 un onorario di euro 1.520 (0,54%).
E' troppo?
L'agenzia immobiliare avrà chiesto il 3% al venditore ed il 3% all'acquirente.
Tutto questo non vuol dire che il nostro sistema sia perfetto.
Ci sono sicuramente moltissime cose da cambiare e migliorare, ma non è questo il modo per farlo nè sono queste le soluzioni utili ai cittadini (per me sono cittadini, non consumatori).
Dispiace sinceramente che vi sia un così forte preconcetto verso il notariato.
Io credo di svolgere correttamente il mio lavoro e di dare ai miei clienti una prestazione di valore.
Non so se questo astio sia ddettato da una forma di invidia o cos'altro, ma la cosa che più infastidisce è il dover sempre sentire ripetuti i soliti falsi luoghi comuni.
E questo non solo dai cittadini comuni (che come tali hanno anche il diritto a non essere a conoscenza dei veri dati), ma da parte di politici e giornalisti che invece avrebbero il dovere (se non l'obbligo) di fornire solo informazioni veritiere e corrette.
Scusate la lunghezza del messaggio.
Gigi
12 giugno 2007 00:00
Per Alex
premesso che le risposte di Privato sottufficiale già da sole smentiscono quanto da te assunto, credo oltremodo che se tu fossi un avvocato non faresti altro se non screditare la classe forense.
Infatti, quanto da te indicato al punto 1. sembra piuttosto il parto della tua fantasia. Dire che la funzione del Notaio sia quella di tutelare le fasce deboli è una pura invenzione.
Quanto al punto 2., o è una mera offesa alla classe forense, oppure hai descritto quello che è il tuo opportunistico atteggiamento. Forse ti sei dimenticato (sempre ammesso che tu sia realmente un avvocato) del giuramento che i legali devono prestare all'inizio dell'attività. Sul resto ti ha già risposto Sottufficiale (gli avvocati già si occupano delle trascrizioni delle sentenze). Voglio, comunque, ricordati che gli avvocati trattano spesso questioni ben più importanti di trasferimenti immobiliari di modesto valore. Mi riferisco alle separazioni/divorzi, affido dei figli minore, processo ove gente rischia l'ergastolo, ecc...
Da ultimo il punto 3. Evidentemente ignori quale sia il compito di un Segretario Comunale (che è laureato in giurisprudenza esattamente come il Notaio). Oltre che di diritto amministrativo si occupa quotidianamente anche di diritto civile. A parte elevare i protesti cambiari, predispone o sovraintende anche a tutti gli atti di natura civilistica del comune, quale le compra-vendite immobiliari dell'amministrazione.
Penso che questo basti.
Alberto
12 giugno 2007 00:00
Caro Max
nessuno voleva obbligare nessuno a rivolgersi ad un avvocato per l'atto immobiliare. Si voleva solo dare libertà di scelta fra Notaio, Avvocato e Segretario Comunale.
Poi il cittadino avrebbe scelto di propria iniziativa. Certo, comunque, le tariffe sarebbe crollate a vantaggio di tutti i consumatori
Alex
12 giugno 2007 00:00
Sulla qualificazione di ciò che è diffamatorio mi rimetto alla valutazione della procura e di quanto finora statuito dalla giurisprudenza. Se Lei Sottufficiale ritiene di equiparare l’aggettivo “Maleducato” ai sostantivi “Asino” e “Cretino” ne avrà ben donde. Di certo è un esperto di diritto penale. Latineggiare poi aiuta chi non ha altri mezzi.
Non vedo poi come lei possa ritenere legittimante l’offesa il non alterarsi per essersi sentito spiegare la sua condizione di non conoscitore (appunto ingorante) del mondo del diritto. Se prende atto della sua condizione non fa un favore ad alcuno, se non a se stesso. Per il resto può comunque andare ad imparare anche un po’ di educazione: non credo che nemmeno nel suo libretto rosso sia scritto che sta bene recare offesa a destra e manca gratuitamente.
In merito alle riflessioni sul diritto civile e sulla sua conoscenza mi riporto a quanto detto in materia di specializzazione. Credo basti per chi ha voglia di capire e non fare sterile polemica veterobolscevica.
Visoto che siamo tutti insigni civilisti mi permetto di ricordare che le trascrizioni/iscrizioni svolte dagli avvocati sono meri passaggi dovuti dopo che il titolo da iscrivere/trascrivere è stato preformato dal Giudice.
La sua svista è del resto conseguente alla sua scarsa conoscenza della materia. Per qualunque avezzo al mondo forense Sarebbe sciocco pensare che le parti, nella loro autonomia, possano accedere alla modifica di quanto soggetto a pubblicità senza una verifica dell’istituzione stato.
In realzione al valore degli immobile le rilevo appunto che il comma da lei citato è sbagliato. Il secondo parla infatti di valore delle cause per il regolamento dei confini. E’ più facile che lei cercasse di riferirisi al primo comma non capendo che nemmeno questo, più simile, fa al caso nostro. Il disegno di legge parlava di rendita catastale e non di valore per la determinazione della competenza processuale. Le due cose infatti nulla hanno in comune.
Associarle è da profani confusionari.
Dal caos culturale credo non consegua niente di utile alla collettività.
PS:
Leggo poi del suo stupore circa la trascrizione a cura di parte del
Trasferimento della proprietà contenuto verbale di separazione dei coniugi. Lei, che già mi pare un po’ paranoico perchè mi immagina autore o sobillatore di tutti i post che la contraddicono, mi ha confermato ancora una volta di non capirci niente.
Il Giudice che ha omologato la separazione personale dei coniugi ha anche definito, come capita sovente, i rapporti patrimoniali fra i due attribuendo magari l’immobile familiare alla moglie. La trascrizione del titolo resta a cura delle parti richiedente e non viene eseguita d’uffcio dalla cancelleria. Nel caso di specie, probabilmente, le parti si sono rivolte ad un Notaio affinché ne curasse volturazione in conservatoria. Quest’ultimo, come capita sovente, avrà scoperto che gli immobili contenuti in atto non erano esaustivi del patrimonio dei separati. Ciò capita perché il giudice non fa alcuna verifica del dichiarato avanti a lui, la cui congruità rimette alla valutazione dei separandi, per il tramite dei loro procuratori. Purtroppo gli avvocati sono spesso così avvinghiati all’insieme della vicenda che non curano con maniacale attenzione il corretto censimento del patrimonio dividendo.
Spero che il corso sia stato utile.
Alex
12 giugno 2007 00:00
Mia Caro Aduchiano prevenuto colgo l’opportunità di darti immediata risposta.
Credo, senza tema di smentita, che le risposte tecniche date a Sottufficiale abbiano ben spiegato che di diritto straparla e non mi smentisce nemmeno un po’.
ANZI! La sua pochezza semantica è la miglior conferma della scarsità della sue ragioni.
Sulla valutazione etica di come leggo la mia professione mi disinteresso della Tua opinione (non titolata) e Ti invito, se credi, a segnalarmi all’Ordine; ciò per dare voce a qualcuno che avrebbe magari una seppur minima competenza. Per il resto Ti assicuro che il giuramento non configge con la difesa del cliente tentando di aggirare ovunque possibile i limiti statuiti dalla norma positiva, magari anche cercando di invocare una evoluzione giurisprudenziale avanti la suprema corte (ciò dopo aver perso i primi due gradi di giudizio).
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici e le eresie iperboliche invocate Ti invito a rileggere quanto ho spiegato infra.
Chiudo con una preghiera: se non ne capite nulla non sentenziate, non fate demagogia, non diffondete leggende metropolitane ed invenzione di bassa lega con il solo fine di ergervi a paladini dei più deboli.
Suona falso pure a leggerVi.
Privato sottufficiale
12 giugno 2007 00:00
Per Riccardo.
Egregio notaio,
non ci vuole molto a capire che "privato sottufficiale" è uno pseudonimo.
I sottufficiali con la divisa, infatti, non sono soggetti "privati", ma pubblici dipendenti.
Visto che lei è del mestiere, mi faccia la cortesia di spiegare se il suo lavoro (la sua funzione) consiste nel proteggere le fasce deboli", nel garantire la "legittimità degli atti" e nel tutelare ordinamento.
Ho chiesto spiegazioni ad Alex, ma pare che si sia ritirato dall'agone.
Lei sostiene che il notaio ha una formazione altamente specialistica. E' vero, anche se ciò non garantisce che l'atto notarile sia immune da vizi.
Il problema sta nel fatto che il numero chiuso impedisce l'accesso alla professione e fornisce un ingiustificato privilegio a pochi eletti.
Non è d'accordo?
Se prova un attimo ad uscire dalla propria pelle ed a pensare al suo periodo di praticantato, la risposta le sarà facile, salvo che non voglia fare come Carlo Magno per la sua corona (Dio me l'ha data, guai a chi me la tocca).
Lei va personalmente in Conservatoria a fare le visure?
Ne dubito. Avrà la sua agenzia di fiducia.
Non ha mai commesso un errore? Glielo auguro, ma le assicuro che tanti suoi colleghi ne commettono.
Lei non ha una polizza assicurativa per la professione? Macché, ce l'ha come ce l'hanno tutti i notai.
Quale soggetto è da tutelare, scegliendo tra una giovane coppia ed un costruttore?
Mi dica concretamente in che cosa si estrinseca questa tutela e mi cospargerò il capo di cenere.
Lei ha il potere di ridurre il tasso d'interesse richiesto da una banca per un mutuo?
Nemmeno per sogno.
Il limite è dato dalla legge sui tassi usurari; per il resto lei si limiterà a recepire l'accordo che le parti hanno raggiunto prima di presentarsi al suo studio.
Se ci sono clausole vessatorie (e lei non può fare nulla al riguardo, oltre ad esprimere il suo personalissimo parere) chi la subisce reagirà nei modi consentiti, magari non rivolgendosi all'opera professionale di Alex.
Privato sottufficiale
12 giugno 2007 00:00
Per l'avv. Alex.
Opportuna la precisazione che si tratta del 1° e non del 2° comma.
Nella mia tastiera 1 e 2 sono adiacenti.
Nella sua?
Per un esperto di diritto come lei non sarebbe stato difficile capire che si trattava del comma 1, visto che io ho fatto riferimento ad una "causa relativa alla proprietà".
Per quanto riguarda la diffamazione faccia pure quello che ritiene opportuno.
Latineggiare? Me lo posso permettere.
Parlare di diritto? Me lo posso permettere.
Lei è abituato a vedere maoisti e bolscevichi dappertutto?
Liberissimo, anche se mi pare un po' fuori dalla storia.
Io aspetto ancora che lei mi faccia capire che cosa intende per "ordinamento".
Un immobile con rendita catastale di 100.000,00 Euro ha valore venale di mezzo milione di Euro?
Ne deduco che non ha capito il mio riferimento all'art. 15 c.p.c., ma non me ne meraviglio.
Alex
13 giugno 2007 00:00
Per Sottufficiale.
Non mi sono ritirato da nessun agone. Anzi.
Ho cercato di spiegare con poche parole i concetti tecnici a cui mi è parso necessario riferirsi per comprendere il tema oggetto di discussione. Pare, purtroppo, che a precisazioni di carattere giuridico non si riesca ad avere che polemica retorica.
Ho dato riferimenti determinati che non hanno visto alcun cenno di riscontro. Che dire? Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Colgo però almeno che il Suo tono si è fatto un pò più urbano. Lo apprezzo.
Mi consento quindi una sola breve replica. L'esistenza di regole, di verifica del rispetto delle regole e presenza di un soggetto terzo che svolge la predetta verifica sono tutti elementi che garantiscono i soggetti contraenti più deboli. Non è un concetto di dogmatica giuridica e quindi confido che possa eser assimilato. Magari per osmosi.
Auguri.
Alex
13 giugno 2007 00:00
Attesa la palese, insormontabile, incapacità di comprendere un commento generale, passo alla risposta in sinossi.
Lei dice: Opportuna la precisazione che si tratta del 1° e non del 2° comma.
Nella mia tastiera 1 e 2 sono adiacenti.
Nella sua?
Io rispondo: se ha sbagliato, ha sbagliato. Punto e basta. Non serve cercare giustificazioni nelle battute umoristiche.
Lei dice: Per un esperto di diritto come lei non sarebbe stato difficile capire che si trattava del comma 1, visto che io ho fatto riferimento ad una "causa relativa alla proprietà".
Io rispondo: in effetti ho immaginato il suo strafalcione e ne ho dato menzione. Il prendere in giro chi rileva i propri errori da soltanto la misura della propria arroganza intellettuale. Faceva più bella figura se incassava e taceva.
Lei dice: Per quanto riguarda la diffamazione faccia pure quello che ritiene opportuno.
Io rispondo: Grazie. Farò come ritengo opportuno: magari ci vediamo in aula; io sarò la parte offesa, e Lei?
Lei dice: Latineggiare? Me lo posso permettere.
Io rispondo: Se aver letto tre frasi latine sul bignami di suo sorella è motivo di vanto, faccia pure. Non la aiuta a concorrere nella conoscenza della materia giurdica con coloro che ne hanno fatto una professione da qualche decennio. Abbia almeno l’umiltà di riconoscere i propri limiti e non cerchi di essere l'ennesimo tuttologo. Se non se ne è accorto, glielo dico espressamente: suona stonato.
Lei dice: Parlare di diritto? Me lo posso permettere.
Io rispondo: NO! Non se lo può permettere: non ne capisce niente. Lasci perdere. L’ignorante che parla a sproposito si palesa più inattendibile e litigioso di quanto in realtà sia.
Lei dice: Lei è abituato a vedere maoisti e bolscevichi dappertutto?
Liberissimo, anche se mi pare un po' fuori dalla storia.
Io rispondo: Lei confonde. Io ritengo che Lei sia maoista e veterobolscevico. Lei in particolare.
Invero a Lei da fastidio l’esistenza dei Notai perché è roso dall’invidia della loro professione, del loro apprezzamento, DEL LORO REDDITTO. Non gliene importa niente che il loro lavoro sia ben fatto, sia utile, sia necessario, funzioni e renda un servizio allo stato. Lei vorrebbe che fossimo tutti al suo livello (probabilmente medio-basso) e che non ci sia nessun distinguo per meriti, responsabilità e ruoli.
Lei dice: Io aspetto ancora che lei mi faccia capire che cosa intende per "ordinamento".
Io rispondo: Riproviamo ancora una volta. L’ordinamento è l’insieme delle norme che regolano la nostra comunità.
Per facilitarLe l’elaborazione del concetto le riporto la definizione data da wikipedia: “Con il termine ordinamento giuridico si intende sia una comunità organizzata in vista del perseguimento di uno scopo comune (quindi, in questo senso, si può dire che lo Stato è un ordinamento giuridico) sia l'insieme delle norme (il diritto positivo o diritto oggettivo) che regolano la vita di questa comunità (in questo senso, quindi, si dirà che lo Stato ha un ordinamento giuridico).”
Se non le basta proveremo con quella del Trabucchi o del Sandulli.
Lei dice: Un immobile con rendita catastale di 100.000,00 Euro ha valore venale di mezzo milione di Euro?
Ne deduco che non ha capito il mio riferimento all'art. 15 c.p.c., ma non me ne meraviglio.
Io rispondo: Si, il valore di mercato può arrivare a 5 volte la rendita catastale. Le confermo il consiglio già speso nel topic: entri in qualche agenzia immobiliare e chieda. Poi, mi faccia pure sapere.
In riferimento all’art. 15 c.p.c. mi trovo costretto a segnalarLe che è Lei a non aver capito di cosa si parla.
Tentiamo di darne compiuta illustrazione partendo dalla lettura della norma:
“Art. 15 - Cause relative a beni immobili
Il valore delle cause relative a beni immobili è determinato moltiplicando il reddito dominicale del terreno e la rendita catastale del fabbricato alla data della proposizione della domanda:
per duecento per le cause relative alla proprietà [c.c. 832 ss.];
per cento per le cause relative all'usufrutto [c.c. 978], all'uso [c.c. 1021], all'abitazione [c.c. 1022], alla nuda proprietà e al diritto dell'enfiteuta [c.c. 959];
per cinquanta con riferimento al fondo servente per le cause relative alle servitù [c.c. 1027 ss.].”
Bene. Tale prescrizione serve a determinare la "competenza per valore della causa". Ciò è necessario per individuare l’organo giudiziario competente: Giudice di Pace (sotto i 2.500 euro – RCA esclusa) o Tribunale (sopra i 2.500 euro - RCA esclusa) - il pretore è stato abrogato con la riforma del 99. Mi risparmi ogni precisazione in materia di competenza per territorio e materia; troverà comunque ogni riferimento agli art. 7 e ss. e 18 e ss. del codice di rito.
A questo punto spero abbia compreso che la determinazione del valore computabile ai fini della predetta disposizione normativa non ha niente a che vedere con la determinazione del valore di mercato del bene. Quello considerato è infatti un parametro "meramente" convenzionale utilizzato a fini "meramente" processuali. Nulla più.
Resta perciò intonso il mio ragionamento circa l’entità della portata dell’emendamento proposto.
Concludo confidando che la spiegazione sia esaustiva e la sua sterile polemica si spenga nel raffronto con i fatti.
La prossima volta, temo ci sarà, abbia la gentile cortesia di esporre ragione tecniche a supporto delle sue vantate lamentele e non sproloqui da tribuno della plebe (di romana memoria). Auguri.
sibilla per alex
13 giugno 2007 00:00
Caro Notaio,
ringranziando il nostro vergognoso sistema, i "preparatissimi" Notai non pagano mai!! La Suprema Corte è appiattita sulla Casta e non riconosce mai danni al cittadino a carico dei pressapochisti Notai!!
I veri somari siete voi e la cosa grave è che la vostra voce sembra Verità agli occhi del cittadino.
POVERA ITALIA
Alex
13 giugno 2007 00:00
In merito alla Sua pretesa a latineggiare mi sovviene una sottolineatura.
Lei ha detto "Tot capita, tot sententiae".
La citazione appare fuori luogo.
Quella esatta sarebbe : Quot capita, tot sententiae; e avrebbe il seguente significato letterale "quante sono le teste, altrettanti sono i giudizi."
Tale affermazione ha però valore generale e non proccessuale: l'apprezzamento che ho dato dei termini con cui mi ha chiamato non è infatti da ricondursi ad una mia soggettiva valutazione.
La giurisprundenza penale, del resto, non cambia idea ogni quarto d'ora nel trattare fattispecie giuridiche analoghe.
Quando Lei dice a taluno SEI UN ASINO E SEI UN CRETINO deve tener conto che la rilevanza penale del fatto va esaminata ai sensi di quella che è sussumibilità del caso concreto nella previsione astratta della norma.
Leggiamola assieme:
Art. 595 - Diffamazione
Chiunque ..... comunicando con più persone offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
[2] ..... .
[3] Se l'offesa è recata col mezzo della stampa [57-58bis, 596bis] o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità ......... la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.
Quindi, adesso, avrà capito che l'offesa alla mia reputazione non va considerata a casaccio gurdando la sensibilità di ciascuno, ma secondo il criterio mediamente accettato dalla più recente giurisprudenza penale.
Vada pure ad informarsi da qualche mio collega del settore. Le consiglierà di non porre più in essere condotte illecite.
Arrivederci.
Privato sottufficiale
13 giugno 2007 00:00
Pel l'avv. Alex.
Lasci stare la dogmatica giuridica e cerchi di rispondere alle domande che ho posto.
Non ho bisogno di osmosi per afferrare i concetti giuridici, mi bastano gli strumenti di conoscenza che mi hanno dato a "la Sapienza" di Roma.
Eheu me miserum, siamo colleghi, avv. Alex!
Non mi piace fare esibizione di titoli e per questo, come il quisque de populo, avevo scelto uno pseudonimo che non facesse alcun riferimento alla mia professione.
Mi consenta qualche espressione latina, visto che a "La Sapienza" ho conseguito anche una laurea in Lettere.
Detto questo al solo scopo di evitare che lei continui a dare dell'ignorante ai suoi interlocutori, le rinnovo l'invito a dare risposte, senza arroccarsi nella torre d'avorio della sua grande cultura.
Lei, come il capitano Drogo del Deserto dei Tartari di Buzzati, continua a scrutare l'orizzonte per avvistare inesistenti nemici bolscevichi e maoisti.
Le preciso che non nutro alcuna invidia nei confronti dei notai, non fosse altro che per il fatto che la mia età non mi consente di partecipare a nessun concorso di questo tipo.
Mi limito a ribadire un concetto: sono contrario al numero chiuso per la professione notarile, così come per le altre libere professioni.
Se è vero che il concorso garantisce un'alta professionalità, ciò non significa che detta professionalità debba essere accertata entro determinati limiti numerici.
Chi riesce a superare il concorso (che deve essere un concorso-abilitazione) deve essere libero di aprire lo studio dove cavolo gli pare.
Altro che bolscevico o maoista!
Colosseo
13 giugno 2007 00:00
Beati voi che avete un immobile e almeno dal Notaio ci dovete andare. Ma quando un giorno, finalmente, tra quattro pareti, potrò dire "Questa è la mia casa", voglio essere certo di acquistare bene e di essere tutelato al pari del venditore. Per questo voglio andare da un soggetto preparato e soprattutto imparziale: voglio andare dal Notaio.
reni
13 giugno 2007 00:00
sono d'accordo.
Il numero dei notai è da ampliare notevolmente.
Ma ciò che è importante è che i "nuovi" sostengano il concorso pubblico come hanno fatto i "Vecchi".
Ciò esclusivamente per garantire la alta professionalità visto il delicato ruolo della funzione notarile (garantire un contratto inattaccabile).
Quanto all'emendamento era scritto malissimo ed era evidente che era volto esclusivamente a fare un favore agli avvocati (la loro lobby non esiste forse?). Inoltre affermava un principio assurdo: gli atti di vendita immobiliari più importanti (in termini di valore immobiliare) avrebbero avuto le garanzie che il notaio normalmente assicura, mentre le vendite di chi acquista case meno "importanti" sarebbero state in balia di chi non ha alcuna esperienza in merito e di chi, in base allo stesso emendamento, non avrebbe avuto nemmeno il dovere (che i notai hanno) di verificare se sulla casa ci sono ipoteche.
Come al solito si sarebbe favorito i più ricchi, senza considerare che l'importanza della transazione immobiliare è relativa alla capacità economica di ognuno. Ci sono infatti soggetti per i quali 100.000 euro sono una cifra enorme e altri per i quali sono una cifra meno importante. Chi merita più tutela?
Un dato: le percentuali di cause relative agli atti notarili immobiliari è, in Italia, pari allo 0,0027%. Praticamente nulla; e per quelle poche cause che ci sono interviene l'assicurazione collettiva del notariato.
E' il caso di rompere un sistema che funziona quasi perfettamente?
In Italia è oggettivamente una eccezione di efficenza.
Vale la pena rischiare?
Per ultimo voglio segnalare che su 4ruote è riportato che la liberalizzazione delle autentiche di firma sulle autovetture (decreto Bersani 1) non ha portato ad alcun risparmio di spesa per i consumatori: infatti quanto andava al notaio è stato incamerato dalla agenzie di pratiche auto (novelle autenticatrici); in contemporanea sono aumentate le vendite di auto rubate.
riflettete gente, riflettete......
Reni
Alex
13 giugno 2007 00:00
Per sottufficiale abilitato.
Prendo atto del suo titolo e della pochezza della preparazione richiesta per ottenrelo. Spero non eserciti. Per Lei e per i clienti.
Alle domande che mi ha svolto ho dato risposte più che esaurienti, confido le abbia apprezzate.
Desidera che prenda posizione anche sulle domande ricolte ad altri?
In particolare sul numero chiuso? Su altri argomenti?
Mi faccia sapere?
Per Sibilla: mi permetta di consigliarle la lettura dell'intero topic. Troverà che ho già ampiamente preso posizione su contenuti analoghi al suo esordio.
Passante
14 giugno 2007 00:00
In effetti la garanzia di professionalità non si ha col numero chiuso, al massimo la si ha con un certo periodo di "praticantato" e con un esame serio. I meccanismi si possono studiare, quello che ci si deve mettere in testa è che il numero chiuso fa bene solo a chi vi rientra, il costo lo pagano i cittadini.
Privato sottufficiale
14 giugno 2007 00:00
Per l'avv. Alex.
Vorrei evitare di scadere in una inutile polemica che si allontana dall'argomento "La lobby dei notai", però non posso fare a meno di osservare alcune cose.
Lei che è tanto precisino da ritenere che digitare 2, anziché 1, sia sintomo di grave ignoranza giuridica, non si chiede perché parla di domande "ricolte" ad altri? Anche la lettera "v" è adiacente alla lettera "c" e per me non sarebbe stato un problema intendere che lei pensava a domande "rivolte" e non "ricolte".
Devo osservare, però, che io non le ho "svolto" nessuna domanda, come lei afferma, e che mi è difficile interpretare il suo "Mi faccia sapere?". Si tratta di una domanda? Mi faccia sapere lei (senza punto interrogativo).
I suoi atti sono caratterizzati dalla medesima cura sotto il profilo linguistico?
Ne sono contento per i suoi clienti.
Lei è precisino anche per quanto concerne il latino e si atteggia a censore, forte della sua formazione basata su Vikipedia. Peccato che il suo “quot capita, tot sententiae” non abbia maggior valore del mio “tot capita, tot sententiae”: entrambe le espressioni si basano sul testo latino “quot homines, tot sententiae” (Terenzio, Phormio). Perché la sua è corretta e la mia no?
Sono in attesa di conoscere quando sarò chiamato in giudizio per rispondere del mio reato.
Si tratta, forse, di una nuova fattispecie di reato? Propongo di chiamarla "diffamazione in incertam personam".
Mi aspetto di essere querelato da Alex Bianchi, Alex Rossi, Alex Verdi, Alex Marroni, Alex Gialli ..., da quelli che vivono in Italia e da tutti quelli che vivono in altri paesi, nonché da tutti quelli che si chiamano Alessandro e che dagli amici e dai familiari si fanno chiamare Alex.
Ovviamente, bisognerà stabilire qual è il giudice territorialmente competente, ma per questo tutti gli Alex di questo mondo potranno rivolgersi all'avv. Alex che scrive su questo forum il quale, oltre a costituirsi parte civile nel processo che lo riguarda, sarà felice di prestare la sua opera professionale a favore degli altri diffamati.
Sarà un processo di dimensioni planetarie che si dovrà svolgere, per forza di cose, in un luogo adatto a contenere almeno 100.000 Alex parti lese, oltre ai rispettivi avvocati. Penso che non ci siano stadi sufficientemente ampi, però si può fare richiesta al governo cinese, che ne deve costruire per le prossime Olimpiadi.
Sempre che sia d’accordo Alex, visto che a Pechino potrebbe essere rimasto qualche nostalgico maoista.
Comunque, si sbrighi con la querela: potrebbero scaderle i termini tra una chiacchiera e l’altra.
Giacomo
14 giugno 2007 00:00
In assoluto la miglior cosa che ho letto è che è:
"sufficiente un laurea in giurisprudenza per avere le conoscenze per autenticare un atto di compravendita immobiliare"
Dunque io che sono neolaureato in giurisprudenza (con il massimo dei voti) dovrei averne capacità???
Buono a sapersi! eh eh eh!!!
Vi è forse qualche notaio che può darmi una dritta per capire da dove debba iniziare, così qualora l'emendamento Lulli dovesse essere riproposto faccio richiesta al Comune per un'assunzione!!!
LEGGO TANTO ASTIO VERSO I NOTAI E SINCERAMENTE VI NON CAPISCO...e se non capisco non è per ignoranza bensì per buona conoscenza della professione.
Riccardo
14 giugno 2007 00:00
>Egregio notaio,
>non ci vuole molto a capire che "privato sottufficiale" >è uno pseudonimo......
Evidentemente sono un po' tardo, ma forse un po' di accademia non le avrebbe fatto male ,visto il tono con cui scrive ed i termini che a volte utilizza.
>Visto che lei è del mestiere, mi faccia la cortesia di >spiegare se il suo lavoro (la sua funzione) consiste nel >proteggere le fasce deboli", nel garantire la >"legittimità degli atti" e nel tutelare ordinamento.
Certamente, se per "proteggere le fasce deboli" intende assicurare anche a loro il rispetto della legalità.
Se poi vuol dire combattere per far loro conquistare diritti o benefici (come un migliore tasso di interesse) .... allora no, non è il mio compito. Io non tutelo una parte a danno dell'altra (a differenza dell'avvocato).
>Il problema sta nel fatto che il numero chiuso >impedisce l'accesso alla professione e fornisce un >ingiustificato privilegio a pochi eletti.
>Non è d'accordo?
No, non sono d'accordo.
Nessun impedimento all'accesso: basta studiare e superare il concorso.
Tutte le volte in cui i candidati idonei sono risultati in numero superiore a quello delle sedi disponibili per il concorso (come è avvenuto quando io ho l'ho superato), il Ministero ha sempre assorbito tutti, aumentando le sedi disponibili per i notai di prima nomina.
Il fatto poi che il concorso sia difficile e selettivo è indubbio. Ma questo è un difetto? Cercare di assicurare una preparazione superiore alla media è sbagliato?
Non mi pare.
>Se prova un attimo ad uscire dalla propria pelle ed a >pensare al suo periodo di praticantato, la risposta le >sarà facile ......
Tralascio di rispondere alla seconda parte della frase.
Il mio periodo di praticantato è stato duro, impegnativo, ma anche ricco di soddisfazioni.
Lei non immagina con quale orgoglio mi sono reso conto, mentre stavo svolgendo la pratica e studiavo per il concorso, di poter dimostrare le mie capacità svolgendo (per 5 anni) il ruolo di giudice onorario di Tribunale e tenendo testa a professionisti con molti anni di esperienza sulle spalle.
Sicuramente non avevo alcuna certezza di raggiungere il mio obiettivo, ma la consapevolezza che comunque stavo costruendo la mia preparazione professionale, quello sì (per inciso, ho anche l'abilitazione forense ed ho svolto la professione per alcuni anni).
>Non ha mai commesso un errore? ......
Purtroppo sì.
E ad ogni errore ho sempre posto rimedio. A mie spese.
Solo chi non fa non sbaglia, ricordi.
L'importante è saper riparare ai propri errori.
Il fatto è che la preparazione specifica consente di ridurre il numero degli errori e nel caso del notariato le statistiche sono lì a dimostrarlo.
Forse che tra i suoi colleghi non è mai stata sbagliata una causa? Ed in caso affermativo, hanno risarcito personalmente il cliente danneggiato?
>Lei non ha una polizza assicurativa per la professione?
Sì, certo. E'obbligatoria e non mi pare un male; serve ad assicurare al cliente che, anche se non lo facessi io, il danno verrebbe comunque risarcito.
E' sbagliato?
(a proposito, Lei è assicurato?)
>Quale soggetto è da tutelare, scegliendo tra una giovane coppia ed un costruttore?
Ambedue.
Come vede l'abito mentale del notaio e dell'avvocato sono diversi.
Per lei è normale scegliere tra l'uno o l'altro. Per me no.
Io devo assicurare legalità, un contratto equo in cui entrambe le parti siano tutelate.
In cosa si estrinseca la tutela? Mi stupisce che me lo chieda un avvocato. Nel prevenire le liti, assicurare certezza giuridica, garantire gli acquisti (leggi: che stai comprando casa da chi ne è realmente proprietario, senza ipoteche o simili, che il tuo contratto è conforme alla legge, idoneo ad assicurarti la proprietà, che sarà opponibile a terzi ec.) e simili.
Il notariato è un sistema perfetto?
Sicuramente no.
A mio avviso potremmo e dovremmo fare molto di più per tutelare i nostri clienti.
Penso ad una maggiore diffusione del preliminare trascritto (per evitare che un pignoramento contro il venditore trascritto dopo il preliminare, detto anche compromesso, danneggi l'acquirente), al deposito del saldo prezzo presso il notaio fino a quando non sia stata effettuta la trascrizione della compravendita, tanto per fare solo due esempi.
Se la discussione sul notariato fosse seria ed argomentata, non dubito che troverebbe proprio nei notai i primi disposti a contribuire al cambiamento, ma quando si basa su falsi preconcetti, leggende metropolitane od interessi di parte, allora .........
Riccardo