Leucio Mesto
13 luglio 2007 00:00
... La barca misteriosa iniziò il suo cammino di notte. Al timone un improvvisato nocchiero digiuno di grammatica.
Sulla riva non c'erano odori: né dolci, né amari, né agrodolci, ma il timoniere li sentiva perché aveva fumato tre canne una di seguito all'altra prima di inizaire il viaggio.
I rematori, quattro poveri cristi pescatori che arrotondavano i miseri guadagni accompagnando i turisti al largo per vedere l'alba, scandivano ritmicamente una frase: "Lucio, che dici?".
Remi in avanti: "Lucio"; remi indietro: "Che dici?".
Scocciato
13 luglio 2007 00:00
La miseria umana ci riprova per l'ennesima volta con i vaneggiamenti.
moon
13 luglio 2007 00:00
e tutto questo accadeva sotto al chiaro di luna
Moon dust
13 luglio 2007 00:00
Si, al chiaro di luna, una luna piena...rotonda e gialla come... come una frittata!
OVVIO!
14 luglio 2007 00:00
Ah! ah! ah!... Moon dust!...
non si può scopiazzare Metastasio!...
il racconto deve essere originale!... sennò chi lo sente a quello scassacazzo del Musto?
Ovvio, no?
verità
14 luglio 2007 00:00
il nocchiero digiuno di grammatica rivelò il suo nome indigesto:
"mi chiamo squallidamente Moon dust. sono indigesto e cago il cazzo a tutti quanti."
moon
14 luglio 2007 00:00
mentre il timoniere emanava cattivo odore, tanto cattivo da disgustare chiunque gli si avvicinava e non potevano non vomitare dal disgusto per la puzza e per il "lerciume" di cui era rivestito tutta la sua intera persona "marcia".
anch'egli rivelò il suo nome a tutti gli altri, in quella loro follia mentale tanto annaacquata dalle troppe canne che fumarono da tutta una vita:
"Io, mi chiamo Leucio Mesto e sono infetto !!"
figa
14 luglio 2007 00:00
i poveri cristi per a cantilena continuarono a dire idiozie, insultando il povero lucio musto, ben presto intuirono che con lucio non si scherza affatto e se continuano ancora ad abbusare della sua pazienza, ben presto si sarebbero ritrovati nell'inferno più buio mai toccato da genere umano
REA
14 luglio 2007 00:00
nel frattempo, la bella, attendeva il suo amato nell'annozero, impaziente di vedere il GRANDE ISAIA in azione ;))
Ciccio Formaggio
14 luglio 2007 00:00
E si udì una flebile voce provenire dal fondo della barca che profferì:"io dico che al mondo c'è sempre qualcuno che se la canta e se la suona".
I rematori rimasero attoniti e per un attimo la barca rimase come sospesa nell'acqua
suonatrice sballonata
14 luglio 2007 00:00
infatti, si incominciò a sentir suoni ... tanti suoni ... troppi ... lontani ... vicini ... chiari ... chiarissimi .... :)))) ... e le note si udirono sonanti e cantanti allegramente a squarciagola: " Ai suonatori un pò sballati, ai balordi come me, a chi non sono mai piaciuta, a chi non mi ha mai dimenticata e chissà mai perche ?? ... Ai dimenticati, e ai dannati come me !! ... "
HIHIHIHIHIHI .... ;)))
Leucio Mesto
15 luglio 2007 00:00
Erano ormai lontani dalla riva.
Dal buio provenivano disperati richiami di aiuto. Erano cinque extracomunitari marocchini clandestini che nuotavano, ormai senza forze.
Quando la barca li raggiunse, Lucio li invitò a salire a bordo. Quelli si aggrapparono alla barca, guardarono in faccia Lucio Musto e dissero in coro: "Sulla barca di uno stronzo non vogliamo salire. Piuttosto preferiamo affogare".
Ricominciarono a nuotare chiedendosi perché Allah era stato così cattivo con loro. Gridavano a squarciagola: "Liberaci, Allah, dalla presenza di Lucio! Meglio un kamikaze che questo questo testadicaze! Allah, non sei giusto se ci fai incontrare Lucio Musto!"
Lucio non si scompose e diede ordine ai rematori di riprendere il viaggio verso l'ignoto.
Loredanamoon
15 luglio 2007 00:00
Delusi da quell'insolito rifiuto di aiuto fornito gentilmente dal GRANDE e MAESTOSO UOMO chiamato da tutti, Lucio Musto, gli uomini della ciurma errante, iniziarono ad reintonare con più foga e con maggior energia quella BENEDETTA canzone interrotta precedentemente da quell'improvviso arrivo di poveri/cristi/marocco/ambulanti che così tanto timorati da DIO si traumattizzarono improvvisamente da tanta ed immensa bontà donata dal GRANDE ed UNICO Lucio MUSTO:
"Ai suonatori un po' sballati
ai balordi come me
a chi non sono mai piaciuta
a chi non ho incontrato
chissà mai perchè
ai dimenticati
ai playboy finiti
e anche per me
A chi si guarda nello specchio
e da tempo non si vede più
a chi non ha uno specchio
e comunque non per questo non ce la fa più
a chi a ha lavorato
a chi è stato troppo solo
e va sempre più giù
A chi ha cercato la maniera
e non l'ha trovata mai
alla faccia che ho stasera
dedicato a chi ha paura
e a chi sta nei guai
dedicato ai cattivi
che poi così cattivi non sono mai
Per chi ti vuole una volta sola
e poi non ti cerca più
dedicato a che capisce quando il gioco finisce
e non si butta giù
ai miei pensieri
a come ero ieri
e anche per me
E questo schifo di canzone non può mica finire qui
basta giusto un emozione
dedicato all'amore
dedicato a chi non capisce
e lascia che sia così
ai miei pensieri
a com'ero ieri e anche per me"
DEDICATO --->> http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=151109&=f194&st=360
Leucio Mesto
16 luglio 2007 00:00
Lucio Musto stava ritto sulla prua, tronfio e pettoruto, e scrutava l'orizzonte.
I rematori erano ormai stanchi e volevano tornare indietro, ma Lucio non ne voleva sapere e gridava: "Ciurmaglia da strapazzo, questo si chiama ammutinamento!". Si mise a cercare il gatto a nove code per frustarli, ma non lo trovò.
I rematori si incazzarono a morte. Uno di essi diede a Lucio una remata sulla testa che lo fece cadere tramortito in acqua.
Convinti si essersi finalmente liberati da quel rompipalle, tirarono un sospiro di sollievo ed invertirono la rotta.
Ringraziarono San Tammaro per la loro liberazione ed iniziarono un nuovo canto:
"Non c'è proprio nessun gusto
ad andar con Lucio Musto.
Tante grazie a questo remo
che ha colpito quello scemo.
Or che sta in fondo al mare
si riprende a respirare".
Peter Pan
17 luglio 2007 00:00
Ma Lucio Musto, ormai nelle acque e abbandonato dalla sua ciurma cantante, non si lasciò demordere e scoraggiare per così poco e incominciò a nuotare con le sue possenti braccione finchè non raggiunse i suoi marinai ingrati e cattivoni.
Senza farsi vedere da loro, salì sulla SUA nave e una volta sopra andò nella sua stanza da capitano a prendere la sua terribile frusta. Poi torno da quei quattro squinternati ribelli di marinai senza cristo e senza anima e incominciò a frustarli a sangue cantando a con voce tuonante:
"Ciurma!... questo silenzio cos'è?!
Sveglia!... tutti a rapporto da me!
Spugna!!! Pendaglio da forca!
... possibile che nessuno si muova?!
... ma sono o no il comandante
di questa lurida nave?!...
di questa lurida nave?!
Sono o non sono il Capitan Uncino, ah?
e allora quando vi chiamo
lasciate tutto e correte
e fate presto perché
chi arriva tardi lo sbrano!
Avanti chi mi dà
notizie di Peter Pan?
Lo voglio vivo però
quando lo acchiappo non so
che cosa gli farò.
Si prende gioco di me
e fa il gradasso perché
quei branchi di mocciosi
lo stanno ad ascoltare
lo credono un eroe!
Ma è solo un qualunquista
un esibizionista
di tutti i miei nemici
è il più pericoloso
è il primo della lista.
Ma a voi vi sembra giusto
durante un duello
ha preso la mia mano
l'ha data in pasto a quel
dannato coccodrillo!
Ma non la passa liscia
gliela farò pagare
con le mie stesse mani,
anzi, col mio uncino
io lo dovrò scannare!
Eccolo, in vista!... E' lui con tutta la banda!
Meglio!... che questa volta si arrenda!...
Non voglio prigionieri!...
mi basta solo un ostaggio!
... la ragione è dalla vostra parte
ricordatevelo!...
Avanti all'arrembaggio,
... avanti all'arrembaggio!
Sono o non sono il Capitan Uncino, ah?
e allora avanti col coro!
Cantate tutti con me
e ripetete con me
gli slogan che vi ho insegnato!
Veri pirati noi siam!
Contro il sistema lottiam!
Ci esercitiamo a scuola
a far la faccia dura
per fare più paura!
Ma cosa c'è di male?
Ma cosa c'è di strano?
Facciamo un gran casino
ma in fondo lavoriam
per Capitan Uncino!...
Io sono il professore
della rivoluzione!
della pirateria
io sono la teoria
il faro illuminante!
Ma lo capite o no?
Ve lo rispiegherò!
Per scuotere la gente
non bastano i discorsi
ci vogliono le bombe!
Io ero un benestante,
non mi mancava niente,
ma i soldi di papà
li spendo tutti qua
a combattere sul fronte!
Chi si arruolerà
un bel tatuaggio avrà!
Ma da quel trampolino
io chi non vuol firmare
lo sbatto giù nel mare!...
...Si batte la fiacca, eh?
Io mi sacrifico per voi
e questo è il vostro ringraziamento?
Veri pirati noi siam!
Contro il sistema lottiam!
Ci esercitiamo a scuola
a far la faccia dura
per fare più paura!
Ma cosa c'è di male?
Ma cosa c'è di strano?
Facciamo un gran casino
ma in fondo lavoriam
per Capitan Uncino!..."
hahahahahahahahah
lalla
17 luglio 2007 00:00
la barca prese un'altra direzione..si diresse a nord..il sole ormai stava per tramontare, il capitano sapeva che l'indomani avrebbe piovuto..nubi si addensavano all'orizzonte, ma doveva portare il segreto in salvo..doveva trovare l'isola o Nausica sarebbe morta.
Il marinaio gli chiese se fosse il caso di tornare indietro o di dirigersi a ovesta..il capitano rispose di no, ormai era troppo tardi per tornare indietro...
OVVIO!
17 luglio 2007 00:00
Qui si che il racconto si fa cazzuto!
Dove continuerà nelle profondità marine dove il nostro è andato a rompere il cazzo, o sulla nave dove ha rotto capocce e coglioni?
O da tutt'e due le parti?...
"... mentre soffiava un gagliardo vento di poppa... cioè da dietro!..."
Leucio Mesto
18 luglio 2007 00:00
In quello strano paese, infatti, il sole tramontava due volte. Tutto merito di Lucio Musto, infaticabile nocchiero, che aveva rotto i coglioni al padreterno al punto tale da farsi concedere le capacità di prevedere il tempo e di confondere la gente. Nella ciurma c'era una donna, tale Lalla, che non aveva capito niente di quello che Lucio diceva. Egli, infatti, non aveva alcun segreto da difendere, non doveva salvare Nausicaa e poteva prendere qualsiasi rotta con il medesimo risultato: sarebbe rimasto comunque uno stronzo ed un pallone gonfiato. I palloni gonfiati, per l'appunto, galleggiano: era questa la ragione per la quale non era sprofondato negli abissi marini dopo aver ricevuto il colpo di remo sulla testa.
Una testa particolare, da molti definita "testadicazzo", che aveva la caratteristica di essere morbida, come di gomma. Per questa ragione aveva assorbito il colpo senza nessuna conseguenza.
Scocciato
18 luglio 2007 00:00
Invece di rimar cazzate, scrivete almeno correttamente:
...""il capitano sapeva che l'indomani avrebbe piovuto..nubi ..."";
dov'è l'errore? almeno agli albanesi si può perdonare, ma ai saputelli di questo illuminato forum, no.
Cercatevi anche la saputina/o che l'ha scritto, ma lei lo sa.
Leucio Mesto
18 luglio 2007 00:00
Faceva parte della ciurma anche un certo "Scocciato", uomo di misera cultura.
Costui, però, spesso si atteggiava a profondo conoscitore della lingua italiana.
Alla povera Lalla, di origini extracomunitarie, tutti avevano perdonato molti errori.
Lei aveva sentito parlare dell'Odissea, ma certamente non l'aveva letta; tutti pensavano che fosse normale, perciò, per lei dire "Nausica" invece di "Nausicaa". Si limitavano a sorridere sotto i baffi senza farglielo pesare troppo.
Scocciato, invece, pensava che il resto della ciurma fosse composto da saputelli ignoranti e che solo lui sapeva parlare forbito; non si lasciava scappare nessuna occasione di critica.
Era uno "tuttofumonientearrosto" che, al di là della sua proclamata sapienza linguistica, in fatto di errori di grammatica non era secondo a nessuno.
Infatti, mentre rimproverava aspramente Lalla per i suoi errori, non si accorgeva di aver scritto "albanesi" al posto di "Albanesi".
Nausica.A
18 luglio 2007 00:00
lalla infastidita ed inviperita con i suoi compagni MOZZI, si sedette in PRUA e incominciò a meditare da sola non capendo esattamente il perchè di tutte quelle aggressioni e precisazioni Sverballi*
Eppure, ricordò che un Lucio Musto le aveva fatto credere per davvero che l'impresa che stavano avanzando era per andare a salvare Nausica che manco lei sapeva esattamente chi fosse. Sospettava fosse l'antica fiamma o fidanzata del suo capitano, Lucio Musto.
Ma ora, a sto punto, guardando quei brutti cefali, puzzolenti di MOZZI, amici suoi da sempre anche se eccessivamente troppo maleducati e troppo sgarbati con lei, a sto punto della storia e della loro eroica e tanto grande impresa, non capì più nulla. Soprattutto non capì più il vero senso di tale grande e colossale impresa, in cui Lucio Musto raggruppò tutto sto piegamento di forze e risorse con molteplici energie da sforgiare verso un nemico invisibile.
Sbuffò e si scocciò.
*(Sverbo+balle mancanti)
Alex1
19 luglio 2007 00:00
il vento soffiava sulla dolce pelle di lalla, le accarezzava i capelli e la schiuma gocciolante del mare che si scontrava con l'avanzare della nave al largo del GRANDE Capitano, Lucio Musto, le sollettico il viso, la pelle quasi a pizzicarla con tanti e tanti minuscoli bacetti.
Tutto ciò, a lalla, le provocurò un'infinita sensazione di benessere e di beatitudine e ripensando alle burle dei suoi amici mozzi, non gli procurarono più tanto fastidio e iniziò a perdonare le male paroli e le offese che aveva appena subito. Notò solo ora che quei squinternati puzzolenti, nel guardarla li in prua con i suoi capezzoli rizzi e invitanti, erano famelici di lei, vogliosi come dei bavosi impazziti e solo a questo punto capì che le loro offese esistevano perchè lei non gliel'ha mai data. Quindi, da sempre indispettiti per questo, la trattavano male solo per farla cadere nelle loro trappole, rendendola fragile e vittima, per poi abusare di lei come da sempre era nelle loro fantasie più perverse.
Ma lei, lalla, sicura di se, se ne fece un baffo e li linguaccio divertita.
ahahahahahahhaha
Scocciato
19 luglio 2007 00:00
...albanesi....= forma lessicale minuscola che si riferisce a uomini o cittadini albanesi, quale aggettivo, dove "uomini" o "cittadini" o "nativi" ecc.,è volutamente omesso per semplicità, ovvietà e perchè si sopravvalutano le capacità di intelligenza e percezione dei lettori quali Leucio Mesto.
per esempio il De Mauro:
al|ba|né|se
agg., s.m. e f.
1 agg. AD dell’Albania | agg., s.m. e f., nativo o abitante dell’Albania.
Certo Leucio Mesto è uno dei tanti saputelli di questo forum (compreso il sottoscritto per non stare indietro), cioè emerito zuccone, ma anche più tronfietto. Nel post del 18 c.m. sputa...."i coglioni al padreterno "....che, guardacaso, si scriverebbe(o, solo, dai letterati credenti?) "Padreterno". Leucio Mesto, misero poetastro, mattatore linguistico, membro floscio dell'Accademia della Crusca, fiero martellatore di Lucio Musto (che condivido), si è spacciato italiano (sì..."italiano") ma coglionazzo (o, meglio, "Coglionazzo"... forma maiuscola che attribuisce più valore al lemma).
Nausica.A
19 luglio 2007 00:00
Nuovamente lalla, sospirò e sbuffo.
ulisse
19 luglio 2007 00:00
E Nausica sospirò pensando a Ulisse.
Lucio Musto
21 luglio 2007 00:00
due righe corte con finale uguale, un aforisma, la novelletta o un piccolo saggio so scrivermeli anche da solo e, credetemi, anche la fantasia non mi fa difetto.
Pertanto questo “Racconto nuovo” non mirava ad essere un capolavoro letterario da scippare, ma solo il tentativo di “fare qualcosa insieme”, come gruppo, comunità, tribù, associazione, clan, vagonata di compagni di viaggio… insomma “noi quelli” che intervengono a “Di la tua”.
Il risultato di una settimana da esperimento, è qui davanti e non è difficile commentarlo.
Non per gli “astenuti” che come tali non hanno cittadinanza e parola “a posteriori” ed il loro pensiero è come sempre arbitrio di chi parla.
Non per i “disponibili”, che pur essendo la proposta affatto banale e dichiaratamente “non originale” hanno comunque cercato di dare il proprio contributo.
Hanno fatto la loro parte e sono meritevoli di ringraziamento.
E nemmeno infine per chi ha trovato un palco donde dar sfogo di livore, qualche forse giustificato risentimento e le intime frustrazioni, rancori e vacuità.
Fallimento quindi del “progetto”?... assolutamente no!
Successo direi, se pure alquanto doloroso.
“Quelli di Dì la Tua” siamo noi, e da questo simposio politicamente neutro, ideologicamente libero e svincolato da condizionamenti di fede e di bandiera appariamo
genuini, nella panoramica di questo forum che ci comprende e ci raggruppa.
Il salotto di conversazione di un club di utenti e consumatori.
Siamo questi, siamo così. Prendiamone atto e proseguiamo nel nostro cammino “comunitario”.
Niente di personale per nessuno ovviamente. I “noi” di questo forum siamo solo delle maschere, degli archetipi, dei personaggi che abbiamo costruito apposta per recitare delle parti.
il più delle volte per esercitarci ad essere finti tanto quanto lo vorremmo essere nella vita reale.
Quelle “persone” disegnate che abbiamo definito scegliendoci il nick-names!
Grazie a tutti, molto interessante.
Ipponatte
22 luglio 2007 00:00
il comandante del veliero, rotto a tutte le esperienze, virò indignato e prosegui solcando il mar ionico diretto verso l'ignoto
Ma poi?
22 luglio 2007 00:00
dal secchio
ora io bevevo, ora Arete
brindava
Ipponatte
23 luglio 2007 00:00
..e solcava le acque amiche, fiero di errare alla ricerca dell'oblio...
Nomado
24 luglio 2007 00:00
io..vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho