Lucio Musto
21 luglio 2007 00:00
Passo, e mi soffermo un attimo.
Non so resistere alla battutaccia... ma poi ci torniamo su.
Si, noi vecchi affermiamo che il caldo è più insopportabile di sempre, e non ricordiamo da quando...
Vero... e vero!
siamo onesti, a valutare "oggi" come peggiore, perché oggi "è" peggiore.
E siamo nel vero dicendo "come non mai, per quanto... non mi ricordo" perché forse altre volte è stato altrettanto cattivo...
Ma noi eravamo comunque più giovani.
E le cose, da vecchi, sono tutte più difficili da reggere.
O perché si è vecchi... o perché con gli occhi dell'esperienza ci si vede più chiaramente.
Il caldo... come le altre cose della vita!
La nequizia della gente, l'aggressività dell'animo umano, l'avidità egocentrica del singolo e la falsità politica...
Ci sono sempre state, certo, ma oggi... so' peggie!
mibemolle
21 luglio 2007 00:00
No è che a guardare i telegiornali c'e' da sbudellarsi dal ridere...e quando è caldo è troppo caldo, è anormale, c'e' allerta, e si apetta il fresco ma quando arriva è troppo freddo , le temperature sono "sotto la media" e ci sono "danni ingenti" qui e li..
insomma..e quando è freddo non ci sta bene servizi e servizi (e minuti che potrebbero essere usati per ben altre pubbliche informazioni) vengono usati per disquisire su quando arriverà il "sospirato caldo" ...e poi quando è caldo ancora giu' a lamentarsi e buttare servizi e servizi su quando tornerà il fresco...
Scommettiamo che ci saranno allarmismi incredibili al primo temporalone estio d'agosto????
Topesio
21 luglio 2007 00:00
La televisione ormai è un oggetto semplicemente... da buttare!
Non passa giorno senza che non si propinino alle masse assolute minchiate e la "morsa del caldo" o la "morsa del gelo" ne sono un banale esempio.
Ragion per cui, invito i più a farne a meno il più possibile.
Alex1
21 luglio 2007 00:00
La verità è che nei TG si parla di questi argomenti perchè non c'è un CAVOLO D'ALTRO di cui parlare!
D'altronde qualche volta saremo in media rispetto alla temperatura del periodo, qualche volta sopra e qualche volta sotto.. se no che media sarebbe? Mica possiamo avere una temperatura esterna costante!
E comunque come dice Lucio il tempo annebbia i ricordi e ciò che c'è oggi ci sembra sempre "di più", solo perchè è difficile archivare nella memoria le sensazioni del caldo così come le stiamo vivendo in questi giorni. Una volta passato, è passato.
Qualche mese fa si era parlato di allarme siccità per l'estate e poi ha fatto due mesi a piovere...
Enrico Falcinelli
23 luglio 2007 00:00
Per carità, Lucio, di quale battutaccia dici!
Non ho inteso includere te tra gli anziani che non hanno più le recenti memorie a portata di mano,e in compenso, però, le cose più vecchie le ricordano benissimo.
Io stesso, quando ho a che fare con qualcuno di loro, passo delle ore ad ascoltare tante cose che hanno da raccontare e magari non sanno dirti cosa hanno mangiato a pranzo (che poi capita anche a me)!
A loro, ad esempio, la televisione gli fa un baffo. Ancora riescono a parlare per esperienza e non per sentito dire. Noi un po' più giovani, purtroppo, siamo costretti in modo tale nelle solite cose del quotidiano che le nostre fattive esperienze si riducono alle solite reiterazioni di sempre: ecco che sarà più probabile il fatto di riferir le cose per sentito dire.
L’unica cosa che mi preoccupa in questo e la minaccia sottesa alla nostra libertà. Non vi è libertà senza un pensiero che sia nostro, anche se sballato. Sarà l’esperienza, poi, a darci le dritte.
Però… ad averlo quel pensiero nostro!
Oggi viaggia alla grande la famosa frase di Evelyn Beatrice Hall :” Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa continuare a dirlo”. Viene ripetuta fino alla nausea da tutti i benpensanti eppure non vi è ipocrisia più palese di questa.
Non che sia ipocrita la frase, quando enunciata nella condizione personale ideale perché essa possa avere un senso; è che purtroppo è la carota di quei somari ingenui che attratti dall’ideale si apprestano a seguire la migliore delle immagini che sono in vendita sulla bancarella della comunicazione sociale.
Quello che serve è un pensiero proprio, ripeto, anche sballato, erroneo ma proprio. Si tratterà di partire da questo punto per guadagnare la propria esperienza evitando di accodarsi alla pletora di proseliti dei nuovi guru del libertismo sociale.
Solo così avrà senso interloquire tra noi, perché saremo in grado di scambiarci quelle che potremo chiamare “esperienze”.
Diversamente sprecheremmo tempo e soldi per collegarci, magari a 56 Kb, ed incacchiarsi inutilmente su frasi fatte!
C’è anche un elemento di fondo che diventa il costituente fondamentale per dar senso alla comunicazione: il sentirsi voluto bene cioè “considerato” da colui che ti propone “l’informazione”.
Ma questo è il tema in corso sulla sezione del forum AUGURI ENRICO!!!!
Saluti cari.
Lucio Musto
23 luglio 2007 00:00
Un secondo fa, prima di aprire sul Forum, stavo scrivendo una lettera.
Ad una danzatrice trevigiana che si sta specializzando a Salisburgo e che probabilmente non conoscerò mai.
Ma che si è lanciata con tutto l'entusiasmo dei suoi pochi anni in un progetto artistico che ho visto nascere, ospite onorario più che autore, e che si propone a diventare una cosa importante, con obiettivi ampi, molto al di la della mia immaginazione.
Apro il forum e per primo noto il tuo intervento, Enrico e la famosa frase di Evelyn Beatrice Hall:
"Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa continuare a farlo".
La frase mi era naturalmente affatto sconosciuta (o del tutto dimenticata, è lo stesso), ma concretamente la stavo vivendo scrivendo quella lettera ad una amica sconosciuta, e facendole di cuore gli auguri per un futuro che non mi ci vedrà.
No. La frase non è ipocrita, e nemmeno il suo significato concreto. Perché la tensione verso l'altro, purificata dalla contingenza e dall'egoismo banale, è quello che ci avvicina all'Assoluto, e ci rende degni di definirci uomini.
Ed ancora una volta, grazie, Enrico.
Paolo 1
25 luglio 2007 00:00
Pare ci siano degli "errori" di memoria tipici e in un certo senso normali: il ricordo di certi mobili come molto grandi perche' da bambini si era piccoli, etc etc. Che i vecchi ricordino le cose lontane nel tempo e non le vicine sara' vero piu' che altro in certi casi patologici, piuttosto credo che certe situazioni ripetitive la prima volta che si presentano sono interessanti e quindi si ricordano bene, dopo diventano routine e non ci si fa piu' caso, ad esempio il primo gorno di scuola lo si ricorda, piu' difficile ricordare tutti i primi giorni di ogni anno scolastico.
Quanto al clima pero' il ruolo dei mass media da parecchi anni e' diventato quello di fare propaganda per quel gigantesco complotto (e business) mondiale che e' l'ambientalismo. Sostengono che la temperatura cresce, i ghiacci polari fondono, il livello dei mari cresce (come mai? il ghiaccio ha minore densita' dell'acqua liquida, il ghiaccio galleggia nell'acqua, quindi anche se fondesse al caso il livello dei mari diminuirebbe ... che ignoranti questi ambientalisti, oltre che bugiardi!), etc etc, pero' se vado al mare dove andavo 30-40 anni fa vedo che il livello del mare non e' cambiato.
Questo e' un modo di difendersi, non prendere tutto per buono, e cercare di verificare le informazioni che ci vengono fornite. Nel 2003 dicevano che il Po era in secca, e io passando in treno vicino a Ferrara ho visto che di acqua ce n'era.
Certo e' piu' difficile andare a controllare se al Polo Sud il ghiaccio diminuisce, chi mai ci va al Polo Sud?! Ma per verificare se questi presunti cambiamenti ambientali hanno davvero luogo puo' bastare fare un controllo a Trieste o La Spezia, per il principio dei vasi comunicanti se fosse vero che i mari si alzano si dovrebbero alzare anche li'. Insomma smascherare le bugie e' abbastanza facile.
Piu' che altro cercare di tenere conto della realta' delle cose, e non solo delle chiacchiere della TV, e tenere in esercizio la memoria: con un minimo sforzo ciascuno di noi ricordera' annate con molto caldo o molto freddo, con neve e pioggia o clima secco, etc etc.
E poi ci sono le temperature pubblicate sui quotidiani, facile controllare nelle biblioteche quale sia la tendenza del clima, se c'e'.
Il colmo e' che gli ambientalisti sono un po' come i contadini: se ha piovuto frutta e verdura sono marcite e il prezzo aumenta, se non ha piovuto si sono rovinate e il prezzo aumenta lo stesso, cosi' che faccia piu' caldo o piu' freddo per gli ambientalisti e' sempre una "prova" che il clima sta cambiando, e per loro e' una prova anche quando si e' esattamente nella media.
Fin che trovano dei cretini disposti a credere ...
Paolo
Simona
25 luglio 2007 00:00
Scusa Lucio ma quella frase li non la disse Voltaire ?? ..
A me me pare proprio di si ...
"Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo."
mah
25 luglio 2007 00:00
Scusa Lucio ma son troppo curiosa di sapere:
" ma chi cavolo è la danzatrice trevigiana con cui stai flertando adesso? "
coca
25 luglio 2007 00:00
scusateme se interrompo un così importante dibattito climatico .. mah ..
mah ...
... AVETE MAI SENTITO PARLARE DI SCIE CHIMICHE ????
Lucio Musto
25 luglio 2007 00:00
Dolce Simona,
non hai letto che già confessai
di non conoscerla affatto quella frase?.
Comunque cosa importa chi indicò
la via della virtude, tu non credi?
A noi altro non si chiede
che di seguirla sempre.
Appassionatamente.
Alla curiosa "mah" aggiungerò:
"io danzo con l'amore, ed il sorriso,
ovunque io lo scorga, mi appassiono.
Per viver oggi di quel gaio poema
che forse anche domani avrò, o forse no.
Vieni con me fanciulla, non temere,
porta con te l'amore tuo giulivo.
Tutti insieme a mille, a mille andremo
a cogliere le rose, ed il lillà.
---------------
PS Paolo 1, tu meriti una risposta seria.
Se avrò tempo, la scriverò stanotte.
Cordialità a tutti, e buona serata.
Scusate, ma ho fretta.
Enrico Falcinelli
26 luglio 2007 00:00
Cara Simona, hai una parte di ragione.
La frase è naturalmente attribuita a Voltaire, perché è il condottiero del nuovo pensiero liberale illuminista. In realtà l'attribuizione e notoriamente erronea, in quanto l'originale appartiene al personaggio di cui ha parlato Lucio.
Saluti cari.
Lucio Musto
26 luglio 2007 00:00
Molto interessante questo tuo intervento, “Paolo 1” almeno per me, sempre curioso delle cose del mondo e degli uomini.
Anche se, naturalmente, dei molti punti da te toccati, ne so a volta qualcosa, a volte nulla e sono solo affascinato dal problema.
Interverrò su quello che so, o almeno credo di ricordare, per cercare di dare il mio contributo di esperienza, ma sempre… con il beneficio d’inventario e di vecchiezza!
E risponderò a pezzi, per non appesantire troppo il topic, cominciando dalla “memoria”.
I –
Perché è senz’altro vero quel che tu dici a proposito degli errori di valutazione che si sono cristallizzati nella mente per esperienze soggettive del passato e mai più corrette, come ad esempio dei mobili dei nonni rimasti impressi nella memoria come grandissimi o, per me, il “boccolo all’orizzonte” del mare che è rimasto prima come “ricordo” e poi come mio “errore di bambino” quando per molti anni il mare non l’ho più visto, per ritrovarlo a Napoli senza nessun “boccolo” affatto!...
Solo moltissimi anni dopo, su una spiaggia dell’Adriatico, ho spiegato quello strano ricordo del mare col “boccolo all’orizzonte”, e l’ “errore” che non era un errore!.
Il repentino cambio di colore, laggiù alla fine della secca di sabbia, davvero dava l’impressione di un gigantesco “boccolo” scuro lungo la linea d’orizzonte!. Diffrazione, rifrazione e riflessione, concetti ormai familiari alla mia mente, hanno cancellato in un attimo la visione romantica, ma esattissima, di quella forma del mare laggiù, dove un bimbo non può arrivare!.
Ma la memoria ha anche altre caratteristiche bizzarre ma provvidenziali. Come quella di essere “a breve” ed a “lungo termine”. Istante per istante facciamo inconsciamente la scelta di quello che “occorre assolutamente ricordare” da quanto è “utile tenere a mente per un po’” al resto che possiamo invece dimenticare subito.
Quante volte pigramente svegliandosi ci si accorge che la scena del sogno che ti aveva occupato fino ad un attimo prima si dissolve rapidamente, tanto che in pochi attimi svanisce del tutto e non si riesce più di conservarne il minimo ricordo per quanto ci si sforzi!
Ma basta tenere sul comodino un piccolo quaderno ed appuntarci su qualche parola per fissarlo, quel sogno anche nella memoria, per magari svilupparlo poi in un racconto o una novelletta.
Ma non sempre è così. Certi dettagli apparentemente banali della vita, o appunto certi sogni, o certi eventi obiettivamente importanti “automaticamente” ti si fissano nella memoria e non li schiodi più.
Giusto per gli eventi importanti, ma certi dettagli futili sono certamente registrazioni “errate” o “superflue” nella memoria a lungo termine, o almeno così è razionale classificarli.
E sono più numerosi quando si è più giovani, quando “c’è più spazio libero” nella capoccia. “Noises” che rimangono lì ad impedire poi la registrazione di cose più importanti.
La mente cerca di mediare fra le “risorse” che ha a disposizione e la valutazione “istantanea” dell’importanza dell’evento da memorizzare. Proprio come facciamo con l’HD del nostro PC, sempre troppo piccolo. Identicamente nei due casi la valutazione è soggettiva e relativa a quel momento. E giustamente, come dici, ricordi bene il primo giorno di scuola (quand’era novità) e il quindicesimo, il primo timido bacio dell’amata e non quello più intenso di due mesi dopo…
Su queste caratteristiche (ma ne parleremo poi) fondano tutti i “colossali complotti” dei battages pubblicitari e le “campagne di sensibilizzazione” che, diversi nei contenuti, si affidano agli stessi canali interpretativi.
Per ora, un cordiale saluto.
Simona
26 luglio 2007 00:00
Molto bello quello che hai scritto Lucio Musto. Mi piace molto e penso anche che sia esattamente come tu hai appena descritto qui.
ciao e un bacio
Simona
Simona
26 luglio 2007 00:00
Enrico, son proprio curiosa di scoprire adesso la vera storia, che ancora non so, su quella frase che tutti quanti conoscono come frase illuminista di Voltaire.
Dai racconta esattamente come nacque, chi la disse per prima o primo e il perchè la disse.
Son tutta orecchie pronta a sentire storie nuove.
ciao e un bacio anche a te
Simona
Lucio Musto
26 luglio 2007 00:00
II -
Sull’equivoco di una memoria non oggettiva nella selezione dei suoi ricordi, della possibilità di caricare di pathos le informazioni, sfumarle o fornirle solo parzialmente, trovano cittadinanza, a mio parere, molte altre cose che tu ricordi nel tuo bell’intervento.
Un po’ vere, un po’ romanzate, e tanto, tanto sfruttate sapientemente per tirar acqua al mulino di questa o quella campagna emozionale, talvolta mossa da obiettive preoccupazioni ecologiche o sociali, talaltra solo cassa di risonanza di interessi commerciali più o meno limpidi o leciti.
Come quelle delle “Scie chimiche” che periodicamente vengono riproposte nei forum dai “Fanatici del Bromuro rosso?” o da altri, su cui lo spettacolare fenomeno ha fatto molto effetto e si sono lasciati ammaliare da imbonitori di fantasie diverse e variegate.
Ma non scandalizziamoci. Se gli strumenti per giungere al cuore della gente sono quelli, li adopererà sia il santo che il demone. E se quello ne sarà giustificato, questo non potrà esserne condannato.
Purtroppo tocca a noi, all’utente finale, tutto l’onere di accogliere la “informazione” (ora i battage pubblicitari si chiamano così) e sfrondarli poi della “reclame” per salvarne il succo. Perché quasi sempre un succo c’è, come in un chicco di granturco. In una briciola di pastone per i polli o in un vaporoso pop-corn da cinque centimetri per il cocktail.
Un esempio per tutti. Tu parli di calotte polari, del loro sciogliersi e della conseguente variazione del livello dei mari.
Tutti sappiamo che quando si scioglie il ghiaccio nel mio bicchiere il livello non aumenta assolutamente, perché l’acqua risultante occuperà “esattamente” il volume della parte sommersa del cubetto.
Cosi per l’iceberg, la cui parte aerea non torreggerà più sul mare ma compenserà il volume perso dalla parte sommersa… e (quasi) altrettanto succederebbe se si sciogliesse la banchisa, al polo Nord, quasi tutta galleggiante.
Ben diverso invece il discorso dei ghiacci del polo Sud, che stanno su un solido continente. Sciogliendosi, riverserebbero l’acqua in mare, in spaventose quantità, capaci si, queste, di aumentare sensibilmente il livello degli oceani!...
Ed ecco spiegato l’arcano: se gli ambientalisti (onestamente) ci dicessero “ attenti a se si squaglia l’Antartide, sono guai seri col livello dei mari… ma non altrettanto col polo Nord!...”
Chi li starebbe a sentire?... il polo sud è all’altro capo del mondo!... ma che vuoi che ce ne importi?... il polo nord, quello che è dietro l’angolo, quello si, che ci interessa!...
Ed ecco che per far pesare una preoccupazione vera, occorre enfatizzarne una falsa!...
Te l’immagini poi se (giustamente) si dicesse che la presenza di “Due” poli ghiacciati sulla Terra è geologicamente una situazione assolutamente eccezionale… quasi una bizzarria della natura? apriti cielo! ed a che servirebbe correggere il tiro dicendo che tutta la vicenda evoluzionistica dei mammiferi si è svolta in questa “eccezionalità”?... la reazione popolare più ovvia sarebbe:
«Embè, se abbiamo quasi sempre campato con un polo solo, a che ce ne servono due?...»
Come vedi, anche a dire il vero, bisogna stare attenti!
Per concludere, amico “Paolo 1” voglio dire che io sono “abbastanza” con te.
E se so bene che il caldo insopportabile di questi giorni, che mai più caldo l’ho sentito in vita mia, è più imputabile alla mia maggior vecchiezza che non a stravolgimenti planetari, non me la sento di denigrare gli sforzi (obiettivamente veri, ed effettivamente caricati di pubblicità) dei nostri ambientalisti.
Forse il livello del Po non è “visibilmente” calato, come dici tu, e forse nemmeno quello dell’Esino, il fiumiciattolo che passa dove vivo io. Ma certo dal bacino dell’Esino quindici anni fa emungevamo acqua per venti piccoli comuni, ed oggi acqua per quarantasei fra piccoli comuni…che nel frattempo hanno raddoppiato di dimensione e grosse città. Ed anche le industrie si sono moltiplicate, e gli orti, ed i giardini… e le piscine pubbliche e private. E gli irrigatori dei campi, io lo vedo, sono diventati dei mostri immensi!...
Forse non so bene del polo Sud, ma questo rigagnolo sotto casa mia, fino a quando, riuscirà ad alimentare la mia doccia?
Chissà se cercare di metterci qualche pulce nell’orecchio, e magari farci un po’ spaventare non sia una cosa saggia?
Cordialità
Lucio Musto
26 luglio 2007 00:00
O il cazo picolo.
mah
26 luglio 2007 00:00
senti un pò, caro Lucio Musto, a te che piace tanto danzare tutti insieme appassionatamente gli uni con gli altri, dove l'amore libero e gaio sforgia tanti sorrisi appagati dal tuo piacere dialettico tanto verbale nelle tue solite strofette cantate e suonate meravigliosamente, dove sembrerebbe che il tuo poema "idilliaco/amoreggiante = iliade-omero/parlante" prende sempre più forma, tra rose e lillà raccolti a turno dalla tua ciurma apaprentemente pigrotta e tanto confusa in capa loro, esattamente dimmi, che cosa può trarne la tua dolce consorte e dolce metà che sposasti ( IN CHIESA ?? )molto tempo fa ??
Lucio Musto
27 luglio 2007 00:00
Hai ragione mah. Scusa.
SCIO' VVIO!
27 luglio 2007 00:00
O mustacchione povero minchione il nick di "ovvio" che ti sei scelto è certamente adatto a tutte le banalità che butti per ogni dove. Ma quante cazzate che scrivi. Sei come la pubblicità nella cassetta delle lettere. Sciòvvio, sì?
Lucio Musto
27 luglio 2007 00:00
Gentilissimo signora/signor "mah",
"Dì la tua" è un libero spazio virtuale dove ognuno, da dietro le sembianze del/dei personaggi che ha voluto costruire per se e condividere con gli altri, dice quello che crede in assoluta libertà, dando o meno un suo contributo agli altri, nelle forme e nei modi che crede opportuno.
Cosa le fa pensare che io intenda raccontare qualcosa della mia vita privata, soprattutto se sollecitato da lei che, diciamolo in tutta franchezza, non contribuisce molto se non con qualche battuta, forse molto arguta, ma altrettanto ermetica, se non incomprensibile?
Cioè, se mi permette, col linguaggio qui spesso usato:
"E a te che te ne frega, dei fatti miei?"
Con molta stima.
Lucio Musto
27 luglio 2007 00:00
Grazie Simona della tua affettuosità.
Sei sempre troppo gentile e mi attribuisci troppi meriti, ma naturalmente gradisco assai più i tuoi complimenti, anche se esagerati, ai balbettii miserrimi dei soliti squallidi plagiatori ed alle battutine deliquescenti di altri attori.
Un abbraccio.
mah
27 luglio 2007 00:00
Il dubbio, la perplessità e la curiosità nel conoscere è stata motivata da quel tuo precedentemente post che scrivesti a me con così soavi rime baciate ad incantare i tuoi verbi e che con molta cortesia te li voglio riporto in cima ai nuovi post. Questo ovviamente lo faccio, giusto giusto per rinfrescarti un pò le idee e comprendere meglio la mia audace richiesta.
ecco ciò che scrivesti e che con invito gaio mi invitasti ad entrare nel tuo giro di piaceri:
da: Lucio Musto
Data: 25 Luglio 2007
....
Alla curiosa "mah" aggiungerò:
"io danzo con l'amore, ed il sorriso,
ovunque io lo scorga, mi appassiono.
Per viver oggi di quel gaio poema
che forse anche domani avrò, o forse no.
Vieni con me fanciulla, non temere,
porta con te l'amore tuo giulivo.
Tutti insieme a mille, a mille andremo
a cogliere le rose, ed il lillà.
....
_____________
Dopo ciò che hai scritto non capisco perchè la mia curiosità venga da te penalizzata con il tuo dire: "E a te che te ne frega, dei fatti miei?"
A me non frega di certo, ma se cerchi ti attrare devi pure soddisfare le curiosità di questi semplici "mah"
mah ...
27 luglio 2007 00:00
.. ora puoi soddisfare tale mia curiosità?
Almeno il nome, dillo!! e soprattutto di da quanti anni sei sposato felicemente con lei?
;))
ps ma tu la tradisci?