Commenti
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Gourry
10 agosto 2007 0:00
Mi pare che la latrina che vomita insulti sia tu, indignato. Certo che se i sostenitori della colpevolezza di Don Gelmini sanno rispondere solamente così allora verrà sicuramente assolto.
Enjoy plebe ;)
Remolo
10 agosto 2007 0:00
Altri tre testimoni si sono aggiunti ai 7 che già hanno accusato il don "galeotto" (4 anni di galera per truffa, tutti scontati).

Don Gelmini si difende attaccando, come è prassi per gli uomini del Vaticano. Il suo avvocato ha già parlato di inattendibilità della testimonianza dei nuovi testimoni-vittime. Vedremo come andrà a finire, anche perchè l'alto clero si è esposto, come è di prassi, in sua difesa, cercando di denigrare l'operato dei giudici che si occupano del caso. Don Gelmini aveva parlato di complotto giudaico-massonico-marxista e subito i nostalgici di Fini e Gasparri gli sono andati dietro, visto che si tratta di un prete-camerata.


indignato
9 agosto 2007 0:00
da: Gourry
Data: 9 Agosto 2007

Dal sito del corriere.
Don Mazzi testimone d'accusa: frainteso
Il sacerdote ascoltato dal pm per il caso Gelmini: «Da parte mia solo un gesto di solidarietà a un ragazzo, nessuna accusa»


Siete lerci e pieni di merda come una latrina.



Eretico
9 agosto 2007 0:00
Don Mazzi dal pm contro don Gelmini
Torna indietro nel tempo fino al ‘93 l’inchiesta sulle presunte violenze sessuali commesse da don Pierino Gelmini su alcuni tossicodipendenti all’interno della Comunità incontro. La novità è emersa dall’interrogatorio come «persona informata sui fatti» di don Antonio Mazzi, il padre di Exodus: è stato sentito dai magistrati di Terni all’inizio della scorsa settimana e ha confermato il contenuto di una lettera da lui inviata a un ragazzo che aveva assistito nel suo centro per un paio d’anni.
Il giovane ha denunciato di aver appunto subito gli abusi 14 anni fa, quando ha trascorso un periodo di sei mesi ad Amelia. Poi si è trasferito in una struttura di don Mazzi, con il quale si è confidato e ha continuato a mantenere rapporti epistolari. Il procuratore Carlo Maria Scipio e il pm Barbara Mazzullo volevano sapere dal fondatore di Exodus se confermava quello che aveva scritto all’ex drogato nel 2003. Il sacerdote, nel corso dell’interrogatorio, ha ribadito punto per punto quello che aveva sottolineato nella missiva, in cui c’è un chiaro riferimento alle violenze sessuali.
Le parole del fondatore di Exodus avrebbero aggravato la posizione di don Gelmini: per gli inquirenti sono una conferma, seppure indiretta, delle accuse nei suoi confronti […]
Don Gelmini ieri era a Pompei. E il sindaco Claudio D’Alessio ha riportato le sue parole: «La Chiesa mi è vicina: io non mollo, mi sento un leone. L’albero più alto è quello che rischia di più di essere abbattuto dal vento», ha aggiunto con una metafora il capo della Comunità incontro. «L’unico vero giudice è la coscienza e io sono in pace con la mia…». […]




Gourry
9 agosto 2007 0:00
Dal sito del corriere.
Don Mazzi testimone d'accusa: frainteso
Il sacerdote ascoltato dal pm per il caso Gelmini: «Da parte mia solo un gesto di solidarietà a un ragazzo, nessuna accusa»

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Don Pierino Gelmini con don Luigi Ciotti e don Antonio Mazzi
Don Pierino Gelmini con don Luigi Ciotti e don Antonio Mazzi
Un intervento per frenare la valanga di polemiche. Don Mazzi ha reso noto di aver inviato una lettera, che verrà pubblicata sul Corriere della Sera di mercoledì, per precisare che da parte sua non c'è stato alcun atteggiamento accusatorio nei confronti di don Pierino Gelmini, ma soltanto un gesto di solidarietà nei riguardi di un «ragazzo disperato». Il riferimento è all'interrogatorio che il prete ha fornito al pm su un episodio che risale al 1993 (le confidenze di un giovane sulle violenze subite nella comunità di Amelia, ndr) e che si inquadra nell'inchiesta sugli abusi sessuali che vede coinvolto don Gelmini. «L'unico fatto che ho confermato a lui - continua Mazzi a proposito della deposizione - così come al magistrato, è che quattro anni fa ho risposto a una lettera di un ragazzo disperato, con parole di incoraggiamento, consigliando di rivolgersi a uno psicologo: non ho accusato né mi sento di accusare nessuno».
Freddy
8 agosto 2007 0:00
da: vagabondo
Data: 5 Agosto 2007

AHAHAHAHAHAHAH!!!
UARR mi vien proprio da ridere!
AHAHAHAHAHAHAHAH1


Sei talmente idiota e pederasta da non sapere neppure che si scrive UAAR!


Woody
6 agosto 2007 0:00
da: passante
Data: 5 Agosto 2007

Allucinante che come al solito si facciano i processi di piazza su fatti che non si possono conoscere e sui quali farà luce la magistratura.
Un po' di prudenza, capisco che faccia comodo fare rumore per certe prese di posizione, ma un po' di sano equilibrio non guasta mai


Il problema non sono i "processi in piazza", cosa di cui tutti, chi più o chi meno, hanno abusato (a cominciare dal clero cattolico); il problema sono le difese a "senso unico", quando l'accusato è persona particolarmente "gradita" alla destra berlusconiana, la quale domina ancora, malgrado sia trascorso oltre un anno dalla sua sconfitta elettorale, lo scenario mediatico ed è quindi in grado di pilotare l'opinione pubblica a proprio piacimento, fregandosene dei diritti delle vere vittime, cioè i bambini che hanno subito violenze e molestie sessuali da parte dei preti pedofili! L'unica consolazione, se pure può definirsi tale (facendo tacere i propri sentimenti etici), è che tali bambini provengono da famiglie cattoliche e molte anche di destra..



Eretico
6 agosto 2007 0:00
Il vero Gelmini: “quattro anni di carcere”
C’è stato un altro don Pierino prima di don Pierino. Un prete che ha sempre sfidato le convenzioni, ma che di guai con la giustizia ne ha avuti tanti, ed è pure finito in carcere un paio di volte. A un certo punto è stato anche sospeso «a divinis», salvo poi essere perdonato da Santa Romana Chiesa.

E’ il don Gelmini che non figura nelle biografie ufficiali. I fatti accadono tra il 1969 e il 1977, quando don Pierino era ancora
considerato un «fratello di». Una figura minore che viveva di luce riflessa rispetto al più esuberante padre Eligio, confessore dicalciatori, amico di Gianni Rivera, frequentatore di feste, fondatore delle comunità antidroga «Mondo X» e del Telefono Amico.

Anni che furono in salita per don Pierino e che non vengono mai citati nelle pubblicazioni di Comunità Incontro. Per forza. Era il 13 novembre 1969 quando i carabinieri lo arrestarono per la prima volta, nella sua villa all’Infernetto, zona Casal Palocco, alla periferia di Roma. E già all’epoca fece scalpore che questo sacerdote avesse una Jaguar in giardino.

Lui, don Pierino, nella sua autobiografia scrive che lì, nella villa dell’Infernetto, dopo un primissimo incontro-choc con un drogato, tale Alfredo, nel 1963, cominciò a interessarsi agli eroinomani. In tanti bussavano alla sua porta. […]

I freddi resoconti di giustizia dicono che fu inquisito per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto, e truffa. Lo
accusarono di avere sfruttato l’incarico di segretario del cardinale Copello per organizzare un’ambigua ditta di import-export con l’America Latina. E restò impigliato in una storia poco chiara legata a una cooperativa edilizia collegata con le Acli che dovrebbe costruire palazzine all’Eur. La cooperativa fallì mentre lui rispondeva della cassa. Il giudice fallimentare fu quasi costretto a spiccare un mandato di cattura.

Don Pierino, che amava farsi chiamare «monsignore», e per questo motivo si era beccato anche una diffida della Curia, sparì dalla circolazione. Si saprà poi che era finito nel cattolicissimo Vietnam del Sud. […] Ma la storia finì di nuovo male: sua eminenza Dihn-Thuc, e anche la signora Nhu, vedova del Presidente Diem, lo denunciarono per appropriazione indebita. […]

Dovette rientrare in Italia. Però l’aspettavano al varco. Si legge su un ingiallito ritaglio del Messaggero: «Gli danno quattro anni di carcere, nel luglio del ‘71. Li sconta tutti. Come detenuto, non è esattamente un modello e spesso costringe il direttore a isolarlo per evitare “promiscuità” con gli altri reclusi». Cattiverie.

Fatto sta che le biografie ufficiali sorvolano su questi episodi. Non così i giornali dell’epoca. Anche perché nel 1976, […] lo arrestarono di nuovo.

Questa volta finì in carcere assieme al fratello, ad Alessandria, per un giro di presunte bustarelle legate all’importazione clandestina di latte e di burro destinati all’Africa. Si vide poi che era un’accusa infondata. Ma nel frattempo, nessuna testata aveva rinunciato a raccontare le spericolate vite parallele dei due Gelmini. Ci fu anche chi esagerò. Sul conto di padre Eligio, si scrisse che non aveva rinunciato al lusso neppure in cella. […]

Nel 1979, sbarcava con un pugno di seguaci, e alcuni tossicodipendenti che stravedevano per lui, ad Amelia, nel cuore di
un’Umbria che nel frattempo si è spopolata. Adocchiò un rudere in una valletta che lì chiamavano delle Streghe, e lo ottenne dal Comune in concessione quarantennale. Era un casale diroccato. Diventerà il Mulino Silla, casa-madre di un movimento impetuoso di comunità. […]

Testo integrale su Quotidiano.net

Ora capisco l’estrema prudenza delle gerarchie ecclesiastiche nel commentare la recente accusa di abusi sessuali.



vagabondo
5 agosto 2007 0:00
AHAHAHAHAHAHAH!!!
UARR mi vien proprio da ridere!
AHAHAHAHAHAHAHAH1
passante
5 agosto 2007 0:00
Allucinante che come al solito si facciano i processi di piazza su fatti che non si possono conoscere e sui quali farà luce la magistratura.
Un po' di prudenza, capisco che faccia comodo fare rumore per certe prese di posizione, ma un po' di sano equilibrio non guasta mai
Bla-bla-bla
5 agosto 2007 0:00
Ma che cavolo vuoi dire, su una vicenda del genere? Speriamo che non si apra il solito tormentone del forum anche su quest'altra palla!...
U F F A ! ! ! ! !
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