Topesio
08 agosto 2007 00:00
PORCO KRISHNA MERDOSO SUGACAZZI CAGA SBORRA DI MERDA!
massimo
09 agosto 2007 00:00
E ancora prima di Krishna-Christos...
Brahma il creatore è A-Bramo nel giudaismo, le nostre radici sono indo-europee, e non giudaiche-cristiane come qualche pirletto servo degli ebrei si ostina a ripetere.
Shiva il distruttore/rinnovatore è Satana...
Più difficile è spiegare le analogie religiose con le religioni originarie americane... boh, lì non so proprio che pesci pigliare, ancora la archeologia non ci viene in aiuto.
Conosciamo tutti le analogie delle piramidi, ma come sia successo... boh
Fatto sta che anche lì le analogie religiose sono inquietanti .
massimo
09 agosto 2007 00:00
ma krishna rimane sempre un porco incula bimbi mangia merda.
Bhagda
09 agosto 2007 00:00
Ecco si Massimo, condivido il suo pensiero.
Bha.
Blah!
09 agosto 2007 00:00
Un'altra rilettura dal signor gran fregatura! (To be continued...)
massimo
14 agosto 2007 00:00
Solitamente non posto articoli tratti da altri siti, ne do solamente l’indirizzo.
Ma visto che questo Forum è ultimamente tediato da uno o due stupidotti che postano due righe di noiosità per ogni argomento che incontrano sperando forse come cagnetti di ricevere un complimento, o di conquistarsi un osso, o perlomeno di marcare il territorio con una pisciata voglio contra venire alla norma. Per rispetto di chi ancora ritiene che si possa gestire un Forum in libertà ( ah santo razzismo..., perchè non ci sei più? la libertà è per gli uomini, per i cani c’è il branco, da quando abbiamo abolito le caste non ci si diverte più...) e per smacco a chi comunque non capirà un cazzo, e per rispetto all’Aduc che non si merita certo “i burinotti disoccupati”... e per chi ogni tanto in mezzo a tanti interventini di due righe vuole incontrare qualcosa di interessante.
Lo riporto da Comedonchisciotte, che lo riporta da Blogghete, che l’ha basato su un articolo di Fisicamente, che a sua volta... che cmq si rifanno ai lavori di composizione di Acharya, che a sua volta si rifà ai lavori di Higgins.... tra l’altro è una ex bella figa (‘dess l’è un po’ vegiòta) che non è né una genia né una rivoluzionaria, è un’Antica e sta nella Tradizione, nel Tantra’ . Quindi è perennemente Nuova, perchè per l’ignorante è sempre tutto nuovo....è incredibile, cose vecchie di migliaia di anni sono sempre nuove... ed è appunto un’ottima divulgatrice.
I suoi testi sono tradotti anche in italiano.
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Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula"
[La storia ci dice quanta fortuna ci abbia arrecato quella favola di Cristo]
(Papa Leone X, lettera al Cardinale Bembo)
“La religione cristiana è una parodia dell’adorazione del sole, in cui un uomo chiamato Cristo è stato messo al posto del sole e gli è stata tributata la stessa adorazione che veniva un tempo tributata al sole”.
(Thomas Paine)
Iniziamo con un piccolo indovinello. Io vi do degli indizi e voi dovete indovinare di quale personaggio sto parlando.
- Nacque il 25 dicembre.
- Fu partorito da una vergine.
- La sua nascita fu annunciata alla madre dall’apparizione di un angelo.
- Il nome del suo padre putativo, tradotto nella nostra lingua, era Giuseppe.
- Il suo vero padre era il Dio dei cieli.
- Fu partorito in una mangiatoia all’interno di una grotta.
- Alla sua nascita comparve nel cielo una stella d’oriente.
- La stella fu seguita da tre Re saggi, desiderosi di adorare il salvatore, che gli recarono doni.
- A 12 anni iniziò a insegnare nel tempio, poi scomparve fino ai 30.
- A 30 anni fu battezzato sulle rive di un fiume da un battista che fu poi decapitato.
- A 30 anni iniziò la sua predicazione
- Ebbe 12 discepoli.
- Compì molti miracoli, tra cui la guarigione degli infermi e una celebre passeggiata sulle acque.
- Fece resuscitare un tizio di nome Lazzaro.
- Restò per 40 giorni nel deserto, combattendo contro un’incarnazione del male.
- Fu conosciuto come Krst (Cristo) che vuol dire “Unto”.
- Fu crocifisso in mezzo a due ladroni.
- Tre giorni dopo la morte, resuscitò.
- Ebbe molti soprannomi, tra cui “Verità”, “Luce”, “Figlio prediletto di Dio”, “Agnello di Dio”, “Messia”, “Il Buon Pastore”, ecc.
- Viene adorato come parte integrante di una trinità divina.
Avete indovinato? Ma naturalmente. Era facile.
Il suo nome è Horus, incarnazione egizia del sole. Il suo culto risale a 5.000 anni fa, 3.000 anni prima che nascesse la religione cristiana. Il suo mito è stato il canovaccio su cui sono stati elaborati – in verità, in verità vi dico, senza troppa fantasia – gran parte dei culti religiosi successivi, dei quali quello cristiano è solo l’ultimo arrivato e sicuramente uno dei meno desiderosi di distinguersi dall’originale.
Madre di Horus era la vergine Iside (conosciuta anche come Meri, nome che richiama quello di una vergine a noi più nota). Il suo padre putativo si chiamava Seb (Giuseppe). Il suo vero padre era il divino Atum (detto anche Ra o Amòn o Osiride), anch’egli incarnazione del sole, con cui Horus era tutt’uno (“Io e mio padre siamo una cosa sola”). La sua nascita era stata annunciata a Meri dall’angelo Thot. A battezzarlo sulle rive di un fiume era stato il sacerdote Anup (potremmo tradurlo con “Giovanni”) a cui fu poi tagliata la testa. Horus compì vari miracoli, tra cui guarire gli infermi e camminare sulle acque. Più che di miracoli, si trattava di allegorie. Infatti, la luce del sole possiede virtù curative per i malati e il sole “cammina” sull’acqua quando sorge dal mare e riflette sulle onde la propria luce. Tra i vari miracoli, Horus riuscì a resuscitare un morto di nome El Azar us (Lazzaro). Veniva chiamato anche Iusa (“figlio prediletto”). Combattè per 40 giorni nel deserto contro il malvagio fratello Seth, signore della tenebra. La lotta tra Horus e Seth era eterna. Nella mitologia egizia, ogni mattina Horus sconfiggeva Seth e così il sole prevaleva sulle tenebre. Ma ogni sera, all’ora del tramonto, Seth ricacciava Horus nell’oltretomba, portando il buio sul mondo. Horus era venerato insieme al padre Atum e a Ra (lo “spirito santo” che del padre era emanazione) con i quali costituiva una trinità. Si noti che quelle appena citate sono solo una MINIMA parte delle analogie tra la vita di Horus e quella del fondatore della religione cristiana, che sono davvero innumerevoli.
Imitando Horus, anche Krisna, Zoroastro, Attis, Adonis e molte altre divinità adorate nel corso dei secoli celebravano il proprio compleanno il 25 dicembre. Krisna e Zoroastro erano stati partoriti da una vergine, come anche Budda, Bochia, Osiride, Serrapis, Mardouk e molti altri personaggi dei culti religiosi di ogni tempo e latitudine. Attis di Frigia (venerato in Grecia intorno al 1200 a.C.), oltre a essere nato da una vergine il 25 dicembre, fu crocifisso e resuscitò dopo i tre giorni canonici. La nascita di Krishna (India, circa 900 a.C.) fu annunciata da una stella comparsa a oriente; anch’egli fece diversi miracoli, fu crocifisso e resuscitò, come da copione. Dioniso (Grecia, 200 d.C.), nato come sempre da una pia donna il giorno di Natale, compì diversi miracoli tra i quali la trasformazione dell’acqua in vino, fu chiamato “Re dei Re” e “L’Alfa e l’Omega”, fu anche lui crocifisso e anche a lui la crocifissione fece un baffo. Mitra, il cui culto era nato in Persia intorno al 1200 a.C., nacque il solito giorno dalla solita zitella, ebbe 12 discepoli, fece miracoli, rimase morto per tre giorni trascorsi i quali indovinate un po’ cosa successe. Tra le altre cose interessanti, il giorno sacro a Mitra era la domenica, giorno dedicato all’adorazione del sole. Tant’è vero che in molte culture, il nome di questo giorno reca ancora traccia della divinità solare a cui era consacrato. In inglese la domenica è “Sunday” (giorno del sole), in tedesco è “Sontag” (idem), perfino in lingua giapponese domenica si dice “Nichiyoubi”, dove “nichi” è appunto il sole, rappresentato con il caratteristico ideogramma kanji (un quadrato diviso a metà da una lineetta).
Da Horus derivano anche alcuni termini ancora in uso nel parlato comune. Ad esempio le parole “orizzonte” (la linea visiva dalla quale si vede sorgere il sole) e “ora” (dal latino “hora”; le ore del giorno erano le “tappe” di Horus-sole durante il suo quotidiano percorso nel cielo).
I parallelismi si fanno ancora più evidenti se si prende in esame il culto di Osiride, il padre di Horus, risalente ad epoca egizia anteriore. Il rituale dell’adorazione di Atum-Amòn-Osiride, prevedeva che i fedeli mangiassero alcune focacce di frumento che rappresentavano il “corpo” della divinità (le piantagioni di frumento potevano crescere grazie al sole, rappresentando così la manifestazione fisica di Dio). Nel corso del rituale veniva esibito un ostensorio rappresentante il disco solare, che veniva sollevato in alto dinanzi ai fedeli riuniti in preghiera. Il termine “ostensorio”, contrariamente a ciò che si crede, non è cristiano e non deriva da “ostia”, ma da un etimo egizio, poi adottato anche dal latino, che significa “mostrare, esibire”. Fino al XV sec. d.C., gli ostensori cristiani avevano la forma di un disco d’oro luccicante (il sole). Fu San Bernardino da Siena a sostituire per primo, intorno al 1400, tale disco con la teca contenente l’ostia consacrata. Il Concilio di Trento, nel XVI secolo, abolì poi definitivamente questo residuo di paganesimo. La liturgia dell’adorazione di Osiride, poi ripresa dal rito cristiano, prevedeva che i fedeli tenessero la testa bassa, per evitare di bruciarsi gli occhi di fronte al fulgore del sole. Le preghiere a Osiride erano intercalate e concluse dall’invocazione del suo nome (Amòn), che ricorda in modo inequivocabile l’altrimenti incomprensibile “Amen” che conclude le preghiere cristiane.
Trasposto nel mondo greco e latino, il culto di Horus, di Iside e di Osiride generò buona parte dell’iconografia che oggi riconosciamo come “cristiana”.
Il mito della nascita di semidei dall’unione di divinità e femmine umane era un caposaldo delle religioni pagane. In molti musei (ad esempio al Metropolitan di New York o all’University Museum di Philadelphia) si possono ammirare alcune statuette raffiguranti Iside che tiene Horus tra le braccia, come una Madonna ante litteram. Con l'avvento della dinastia tolemaica (323 a.C.) il culto di Iside si diffuse in tutto il Mediterraneo. Caligola, nel 39 d.C., fece costruire nel Campo Marzio un grande tempio dedicato alla dea, l’Iseo Campense. Claudio, Nerone e Vespasiano favorirono in tutti i modi il culto di Iside. Troviamo questo culto ancora vivo e diffuso nel II sec. d.C., nella Roma degli Antonini, come ben testimoniano molti scritti letterari, tra i quali il più noto è certamente il grande romanzo latino di Apuleio, le Metamorfosi. Apuleio, imbevuto di culti e credenze orientali, fa di Iside il Deus ex Machina del romanzo, facendole riportare in forma umana l’infelice Lucio, trasformato in asino da un unguento magico sbagliato. Non stupisce, dunque, che i miti cristiani siano stati costruiti ricalcando quelli di una religione che era già nota e diffusa da secoli in ambito romano.
Ma perché Horus (e poi tutte le divinità che ne scopiazzarono la biografia, Gesù Cristo compreso) aveva scelto proprio il 25 dicembre per venire al mondo? Perché il mito della stella d’oriente e dei tre Re che la seguono? Il mito nasconde qui un fondamento squisitamente astronomico. La “stella d’oriente” non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio – com’era già noto nei tempi antichi – si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione. Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re”. La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre. Ecco da dove viene l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè Horus) nascerà. Tutte le religioni successive, compreso il cristianesimo, hanno ripetuto questo schema narrativo senza comprenderne il senso e l’origine.
C’è anche un altro evidente motivo, pure astronomico, che spiega la data del 25 dicembre. Dall’inizio di dicembre, con l’approssimarsi del solstizio d’inverno, il sole, dopo essersi spostato incessantemente verso sud per sei mesi, si abbassa sempre di più sull’orizzonte. Il 22 dicembre raggiunge il suo punto più basso. Dopo di che resta fermo nello stesso punto per altri due giorni successivi, il 23 e il 24. Questo fenomeno, unito al freddo intenso e all’accorciarsi del periodo di luce, veniva equiparato dagli antichi ad una “morte” del sole. Improvvisamente, il 25 dicembre, il sole si alza di un grado sull’orizzonte, spostandosi verso nord, in una sorta di “rinascita” che fa prefigurare l’allungarsi delle giornate, il ritorno del caldo e la primavera. Il 25 dicembre di ogni anno Horus, dopo essere rimasto morto per tre giorni, risorgeva nuovamente, riportando la vita e la speranza sul mondo. Anche il mito della resurrezione dopo tre giorni è stato ripetuto “a pappagallo” dalle religioni più tarde, senza comprenderne il significato allegorico.
Ah, i 12 discepoli, come si sarà ormai capito, non sono altro che le 12 costellazioni dello zodiaco attraverso le quali il sole si sposta nel corso dell’anno.
* * *
La mitologia cristiana è stata costruita a tavolino molto tempo dopo l’epoca degli eventi narrati. In particolare, i quattro Vangeli sono con ogni probabilità dei falsi creati “a posteriori” per offrire un fondamento mitologico alla figura religiosa di Cristo che iniziava a confondersi e a sbiadire. La costruzione del mito è avvenuta riprendendo, anzi, ricopiando pedissequamente, senza troppa inventiva e per motivi di mero controllo politico, gli elementi allegorici di culti precedenti il cui significato è stato ignorato o distorto. Se ne rendevano ben conto i primi cristiani. San Giustino affermava: “Quando diciamo che Gesù Cristo, nostro maestro, fu generato senza congiunzione carnale, fu crocifisso, morì e resuscitò e ascese al cielo, non proponiamo nulla di diverso da ciò che voi credete riguardo i figli di Giove”. E più di un secolo dopo Eusebio di Cesarea scriveva: “Anche se noi siamo certamente un popolo giovane, e questo innegabilmente nuovo nome di Cristiani è diventato noto solo ultimamente tra tutte le nazioni, ciò nonostante la nostra vita e modo di condotta insieme ai nostri principi religiosi, non sono stati inventati recentemente da noi, ma quasi dagli inizi dell’uomo furono costruiti sui concetti naturali di quelli che amarono Dio nel lontano passato”. Tutti si rendevano conto delle similitudini tra mitologia cristiana e pagana, ma la spiegavano dando la colpa al diavolo. S. Giustino spiega la conformità che esiste tra Cristianesimo e Paganesimo, asserendo “che molto tempo prima che esistessero i Cristiani, il diavolo aveva preso piacere nel far copiare dai suoi adoratori i loro futuri misteri e le loro cerimonie”.
Per un secolo e più dopo la “nascita” di Cristo, nessuno seppe nulla di lui, della sua vita e delle sue opere. Non vi è traccia di esse negli scritti degli storici, filosofi e letterati dell’epoca, che erano una quantità, oltre che personaggi di tutto rispetto. Seneca, Plinio il Vecchio, Svetonio, Tacito, Pausania, Plinio il Giovane, Aulo Gellio, Lucano, Silio Italico, Plutarco... nessuno di loro fa il minimo cenno agli eventi della vita di Gesù, che pure avrebbero dovuto impressionare profondamente i contemporanei per il loro carattere straordinario. Gli unici scritti propagandistici sulla vita di Gesù furono, per oltre un secolo, le traduzioni dei “Septuaginta” delle antiche scritture ebraiche. Se gli scritti degli Apostoli che oggi fanno parte del Nuovo Testamento fossero esistiti all’epoca, anche in forma di appunti sparsi, sarebbero stati un’arma propagandistica poderosa. Ma non esistevano e non poterono essere utilizzati.
Scrive il critico Solomon Reinach: “Con l’eccezione di Papia, che cita un racconto di Marco, e una raccolta di detti di Gesù, nessuno scrittore cristiano della prima metà del II secolo (cioè fino al 150 d.C.) cita i Vangeli o i loro presunti autori” (da “Orpheus”, p. 218). Esisteva senza dubbio una tradizione orale sugli eventi salienti della vita di Gesù (la nascita da una vergine, la crocefissione, la morte e resurrezione, ecc.) ma niente di scritto. Tanto che nella lettera ai Galati, Paolo, temendo una contaminazione della tradizione puramente orale che i seguaci del cristianesimo andavano predicando, scriveva: “Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!” (Gal. 7, 8). I Vangeli scritti non sono mai menzionati né citati nelle epistole del Nuovo Testamento, il che vuol dire che esse sono state scritte prima dell’elaborazione dei Vangeli.
La confusione generata dall’assenza di riferimenti scritti, oltre alla crescente delusione dei fedeli in attesa del ritorno di un Messia che non arrivava mai, costrinsero i propagandisti cristiani a elaborare dei testi biografici. I quali furono elaborati con l’imitazione pedissequa dei modelli mitologici egiziani che abbiamo appena visto. La consacrazione e omogeneizzazione della dottrina cristiana avvenne solo con il Concilio di Nicea, nel 325. L’imperatore Costantino, desideroso di utilizzare il cristianesimo per il fine proprio di ogni religione, cioè il controllo sociale, fece in modo di rimuovere le divergenze nate in seno alla Chiesa di Alessandria e dare al cristianesimo e ai suoi testi fondanti una definizione precisa. Nacquero così le mirabolanti peripezie del Cristo e dei suoi allegri discepoli. Peripezie che, appena nate, erano già vecchie di oltre tremila anni. E non se li portavano bene.
(Gianluca Freda)
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Gourry
14 agosto 2007 00:00
Bhagda potresti non postare la merda di radioradicale sul forum per favore? Se la gente vuole leggerselo va lì no?
http://fainotizia.radioradicale.it/2007/04/27/krishna-influssi-sulle-origini-del-cristianesimo
http://spiritualrationality.wordpress.com/2007/04/30/krishna-influssi-sulle-origini-del-cristianesimo/
Ma poi dico, come si fa a prendere seriamente un libro intitolato "The Christ Conspiracy" di tale Acharya, un mezzo guru che lucra con queste divertenti e poco rigorose teorie, anzi teoremi, campati in aria.
Quanta ignoranza e idiozia.
massimo
14 agosto 2007 00:00
Puntuale il cagnetto ha fatto bau-bau.
Gourry
15 agosto 2007 00:00
Abbaiare è sempre più sensato di certe idiozie, caro credulone ;)
Enjoy!
Bhagda
15 agosto 2007 00:00
Sri Gauranga pranama
namo maha-vadanyaya krishna prema-pradaya te
krishnaya krishna-caitanya-namne gaura-tvise namah
namah: omaggi; maha-vadanyaya: la cui attitudine è munifica e caritatevole; krishna-prema: amore per Krishna; pradaya: che può dare; te: a Te; krishnaya: l'originale Personalità di Dio; krishna-caitanya-namne: con il nome di Krishna Caitanya; gaura-tvise: dal colorito dorato come quello di Srimati Radharani; namah: omaggi.
Offro il mio omaggio rispettoso al Signore Supremo, Sri Krishna Caitanya, che ha assunto il colore dorato di Srimati Radharani ed è il più munifico tra tutti gli avatara, perfino di Krishna Stesso. Egli sta elargendo liberamente a tutti ciò che nessun altro aveva mai elargito - il puro amore per Krishna.
Gourry
15 agosto 2007 00:00
Bhagda, le invocazioni si fanno in privato. Scriverle su un forum è solo esibizionismo, non diverso dalle tette ed i culi delle veline e briatori vari ;)
Dai su, cresci.
Bhagda
16 agosto 2007 00:00
Prasada-sevaya
Canzone per onorare il cibo spirituale
(dal Gitavali)
Parte prima
Questa canzone deve essere cantata prima di onorare il prasada del Signore.
(1)
bhai-re!
sarira abidya-jal, jodendriya tahe kal,
jive phele visaya-sagore
ta-ra madhye jihwa ati, lobhamoy sudurmati,
ta-ke jeta kathina samsare
O fratelli! Questo corpo materiale è una ragnatela di ignoranza, e i sensi sono nemici mortali perché gettano l'anima nell'oceano dei godimenti materiali. Tra questi sensi la lingua è il più vorace e incontrollabile; perciò è molto difficile controllare la lingua.
(2)
krishna baro doyamoy, koribare jihwa jay,
swa prasad-anna dilo bhai
sei annamrita pao radha-krishna-guna gao,
preme dako caitanya-nitai
O fratelli! Sri Krishna è così misericordioso che ci ha lasciato i resti del Suo cibo proprio al fine di controllare la lingua. Ora, per favore. accettate questo krishna-prasada che è simile al nettare, e cantiamo le glorie di Sri Sri Radha e Krishna, gridando con sentimento: "Caitanya! Nitai!
Parte seconda
Questa canzone deve essere cantata mentre si onora il prasada.
(1)
bhai-re!
ek-dina santipure, prabhu adwaitera ghare,
dui prabhu bhojane bosilo,
sak kori' aswadana, prabhu bole bhakta-gana,
ei sak krishna aswadilo
O fratelli! Un giorno a Santipur, nella casa di Sri Advaita, Sri Caitanya e Sri Nityananda Prabhu erano seduti per pranzare. Quando Sri Caitanya sentì il sapore dei vegetali verdi chiamati sak, disse: "O miei devoti, questo sak è delizioso! Sicuramente Sri Krishna lo ha assaggiato."
(2)
heno sak-aswadane, krishna-prema aise mane,
seio preme koro aswadana
jada-buddhi pari-hari', prasada bhojana kori',
`hari hari', bolo sarva-jan"
Quando si gusta un sak come questo, l'amore per Krishna si sprigiona dal cuore con grande forza(*). Con questo sentimento di amore per Dio, gustate questo prasada. Abbandonando ogni concezione materiale, mentre mangiate il prasada del Signore cantate tutti insieme Hari! Hari!"
(*) Madre Saci sa che a Sri Caitanya piace molto il sak, e glielo cucinava in modi differenti. Il vegetale noto come sak è il più fortunato fra tutti, perché Sri Caitanya ne mangia in continuazione. Sorridendo, il Signore onora il Suo pranzo e descrive a tutti le glorie del sak. Il Signore dice: "Questo sak è chiamato acyuta. Mangiandolo, si sviluppa attrazione per Krishna. (Quando mangiava, Sri Caitanya chiamava le differenti preparazioni di sak con differenti nomi di Krishna). Mangiando patala, bastuka e kala sak si conquista la compagnia dei vaisnava, vita dopo vita. Gustando invece il salinca o l'helanca sak ci si può liberare dalla malattia e ottenere la devozione per Krishna." (Sri Caitanya-bhagavata, Anthya-khanda 4.279, 293, 295-298)
massimo
16 agosto 2007 00:00
Hare Krishna!
Ciao Bhagda! Speriamo nell'azione disinteressata.
Bhagda
16 agosto 2007 00:00
Gaura Pahou
(1)
gaura pahu na bhajiya mainu
prema-ratana-dhana helaya harainu
Non ho pensato di adorare Sri Gauranga, ma ho invece cercato la mia rovina spirituale ignorando il tesoro del puro amore per Dio, quel tesoro che pure era mio.
(2)
satsanga chadi kainu asate vilasa
te-karane lagila ye karma-bhanda-phamsa
Ho abbandonato il rifugio dei devoti santi per godere da solo, insieme agli empi, rimanendo invischiato nella rete del karma.
Bhagda
16 agosto 2007 00:00
Sri Radha pranama
tapta-kancana-gaurangi radhe vrindavanesvari
vrisabhanu-sute devi pranamami hari-priye
tapta: fuso; kancana: (simile all') oro; gaura: colore chiaro; angi: colei il cui corpo; radhe: o Radharani; vrindavana-isvari: o regina di Vrindavana; vrisabhanu-sute: o figlia del re Vrisabhanu; devi: o dea; pranamami: io offro i miei rispetti; hari-priye: che è molto cara a Sri Krishna.
Offro i miei rispetti a Radharani, che ha il colore dell'oro fuso ed è la regina di Vrindavana. Tu sei la figlia del re Vrisabhanu e sei molto cara a Sri Krishna.
Bhagda
18 agosto 2007 00:00
Prema-dhvani
jaya om visnu-pada paramahamsa
parivrajakacarya astottara-sata
sri srimad A. C. bhaktivedanta gosvami
maharaja prabhupada ki jaya
Centootto volte sia lodato il santo errante, il glorioso maestro spirituale che è entrato nei divertimenti eterni di Sri Krishna, Sri Srimad A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il grande devoto simile a un cigno che ha preso rifugio ai piedi di loto di Sri Visnu.
Acarya Fondatore della ISKCON e della B.B.T.
Srila Prabhupada ki jaya
jaya om visnu-pada paramahamsa
parivrajakacarya astottara-sata
sri srimad bhaktisiddhanta sarasvati
gosvami maharaja prabhupada ki jaya
Centootto volte sia lodato il santo errante, il glorioso maestro spirituale che è entrato nei divertimenti eterni di Sri Krishna, Sri Srimad Bhaktisiddhanta Gosvami Prabhupada, il grande devoto simile a un cigno che ha preso rifugio ai piedi di loto di Sri Visnu.
Bhagda
18 agosto 2007 00:00
kabe jibe doya, hoibe udoya,
nija-sukha bhuli' sudina-hridoya
bhakativinoda, koriya binoya,
sri-ajna-tahala koribe pracar
Quando avverrà il risveglio della compassione per tutte le anime cadute, e quando questo Bhaktivinoda, dimenticando la sua stessa felicità, partirà col cuore mite per propagare con umile supplica il sacro ordine di Sri Caitanya Mahaprabhu
Kathan hari
19 agosto 2007 00:00
Krishna il celestiale, amico di tutti.
Bhagda
19 agosto 2007 00:00
Domenica dedicata al magnifico.
Vhanaf
19 agosto 2007 00:00
dhama-basi jane, pranati koriya
magibo kripara lesa
vaisnaba-carana-renu gaya makhi',
dhori' avadhuta-besa
Chinandomi davanti agli abitanti della terra santa di Navadvipa, mendicherò un poco della loro misericordia. Indosserò il vestito da mendicante e cospargerò la polvere dei piedi dei vaisnava sul mio corpo.
Bhagda
20 agosto 2007 00:00
Krishna hare hare hare
Bhagda
20 agosto 2007 00:00
Radha-Madhava dal Gitavali)
jaya radha-madhava kunja-bihari
gopi-jana-vallabha giri-vara-dhari
yasoda-nandana braja-jana-ranjana
yamuna-tira-vana-cari
Krishna è l'amante di Radha. Egli mette in atto numerosi divertimenti d'amore nei boschi di Vrindavana. È l'amante delle pastorelle di Vraja, Colui che solleva la grande collina Govardhana, l'amato figlio di madre Yasoda, che dà grande felicità agli abitanti di Vraja e vaga per le foreste lungo le rive del fiume Yamuna.
Srila Prabhupada era molto affezionato a questa canzone e la cantava sempre prima di iniziare la sua lezione. Ad Allahabad e a Gorakhpur Srila Prabhupada cadde in trance dopo aver cantato le prime due linee, e quando dopo un po' di tempo tornò alla coscienza esterna disse: "Ora cantate Hare Krishna." Srila Prabhupada diceva che questa canzone è "un dipinto di Vrindavana. C'è tutto: Srimati Radharani, Vrindavana, Govardhana, Yasoda e i pastori.")
Krishna il Dio supremo amico degli uomini, dell'amicizia e della natura.
Bhagda
20 agosto 2007 00:00
Prayojana-adhideva pranama
sriman rasa-rasarambhi vamsi-vata-tata-sthitah
karsan venu-svanair gopir gopinathah sriye 'stunah
sriman: Signore degno di adorazione; rasa: della danza rasa; rasa: del piacere; arambhi: l'iniziatore; vamsi-vata: dal nome Vamsivata; tata: sulla riva; sthitah: stanno; karsan: attraente; venu: del flauto; svanaih: dal suono; gopih: le pastorelle; gopi-nathah: Sri Gopinatha; sriye: benedizione; astu: che ci sia; nah: per noi.
Sri Gopinatha, che inaugurò l'emozione trascendentale della danza rasa, siede sulla riva a Vamsivata e attrae l'attenzione delle pastorelle con il suono incantevole del Suo flauto. Possano Essi concederci le Loro benedizioni
Bhagda
Kathan hari
20 agosto 2007 00:00
Preghiera ai piedi di loto di Krishna
tahale ananda hoy tabe hoy digvijay
caitanyer kripa atisay
maya dusta jata duhkhi jagate sabai sukhi
vaisnaver iccha purna hoy
Come la vasta misericordia di Sri Caitanya Mahaprabhu conquista tutte le direzioni, certamente un'inondazione di estasi trascendentale sommergerà la Terra. Quando tutti gli esseri viventi sofferenti e miserevoli avranno trovato la felicità, il desiderio del vaisnava sarà soddisfatto.
shaty ghandhasth
22 agosto 2007 00:00
Jaya Radha-Krishna giti
(1)
jaya radha-madhava radha-madhava radhe
(jayadever prana-dhana he)
Tutte le glorie a Radha e Madhava, che sono il tesoro del cuore di Jayadeva Gosvami!
(2)
jaya radha-madana-gopal radha-madana-gopal radhe
(sita-nather prana-dhana he)
Tutte le glorie a Radha e Madana-gopala, che sono il tesoro del cuore di Advaita Acarya!
Bhagda
23 agosto 2007 00:00
Krishna e' l'unico Dio.
Isaia Kwick
23 agosto 2007 00:00
Viva Krishna.
E tutti i Krishniani.
O'cazzo.
Isaia Kwick Zingaro ROM
Lagh Zapari
24 agosto 2007 00:00
Sri Rupa pranama
sri-caitanya-mano-'bhistam sthapitam yena bhu-tale
svayam rupah kada mahyam dadati sva-padantikam
sri-caitanya: (di) Sri Caitanya; manah: (dentro) la mente; abhistam: ciò che è desiderato; sthapitam: stabilito; yena: dal quale; bhu-tale: sulla superficie del globo; svayam: egli stesso; rupah: Srila Rupa Gosvami; kada: quando; mahyam: a me; dadati: darà; sva: il suo proprio; pada: piedi di loto; antikam: in prossimità di.
Quando Srila Rupa Gosvami Prabhupada, che ha istituito in questo mondo materiale la missione di soddisfare il desiderio di Sri Caitanya, mi darà rifugio ai suoi piedi di loto?
perplesso
27 agosto 2007 00:00
Isaia... e Adolfo che fine ha fatto ???
cappuccio rosso
20 gennaio 2011 00:48
Niente male ma finiamola di gareggiare a forza di chi sia l'unico vero dio.
Chi ha un sincero sentimento religioso non si ferma ai nominalismi e non cerca esclusive.
Almeno così la penso io. E voi?