Gourry
09 agosto 2007 00:00
E la marmotta incartava la cioccolata e gli elefanti volano ecc.ecc..
El Che
09 agosto 2007 00:00
Aspettiamo gli interventi dei dementi del forum, quelli che vedono nei paesi occidentali la democrazia-più-democrazia-che-ci-sia!...
Bla-Bla-Bla
09 agosto 2007 00:00
Eh, eh, arrivati puntuali!...
Fabrizio
09 agosto 2007 00:00
No infatti c'hai ragione tu Gourry , sono i talebani col turbante in testa a portarla in tutto il mondo l'eroina !
E i narcos columbiani a distribuire cocaina anche in Giappone e in Africa , tanto si mimitizzano bene con gli occhi a mandorla......
Idiota......
massimo
11 agosto 2007 00:00
Si chiude un occhio con gli amici e si perseguitano i nemici. Così gli amici si autofinanziano con il narcotraffico e lo Stato non si sporca le mani... è sempre stato così. Possiamo chiamarlo narco-finanziamento.
Il commercio di droga serve per fare soldi “in nero” con cui gli Stati, o i cosiddetti organismi deviati, appoggiano gli amici e corrompono i nemici, con cui pagano tutte le operazione sporche, le guerre sporche, i mercenari, le fazioni in guerra, guerriglia, conflitto...
Il fumo veniva dal Libano fine ’70,inizi ’80....
Ricordiamo di quando l’eroina era commerciata dalle Triadi cinesi ai tempi di Chiang Kai Shek, adesso viene dall’Afghanistan e dal Pakistan, perchè non viene più dall’estremo est? Dal Vietnam, dal Laos, dalla Thailandia...
Per il Che
11 agosto 2007 00:00
Caro El Che penso che nessuno abbia gli anelli al naso e sappia che questa democrazia e questo capitalismo debbano orientarsi su una società tipo quella norvegese o dei paesi nordici, quindi debba essere migliorata. Ma il problema qua non è democrazia marcia o democrazia migliore o socialismo reale o comunismo oramai si è capito qual'è la stada da percorrere, il problema è che il potere mondiale è in mano a pochi gruppi di potere ed a a qualche banchiere che decide il ns futuro!!!! Vedi BCE e banche centrali europee, vedi signoraggio ecc. ecc.
Ma contestare per contestare senza alternative serve a poco, primo serve a farci massacrare meglio visto che anche tra di noi (popolo) spesso dimostriamo che non vogliamo e non siamo capaci di unirci per far sentire la ns voce. Il tuo post è significativo lo capisco ma così fai solo il gioco di chi ci comanda!!! Non bisogna disunire e dire voi siete coglioni quell'altro non ci capisce nulla, e quelli vanno ancora dietro alla Juve o alle veline.BISOGNA STARE UNITI MANDANDO A QUEL PAESE I PARTITI BISOGNA CREARE ORGANIZZAZIONI CHE ENTRANO IN POLITICA MA POLITICHE NON SONO. Anche dire io non voto mi hanno stufato ecc. fa il loro gioco. L'Italia docet, ce ne fanno di tutti i colori spesso andando contro ogni legge e noi non abbiamo la forza di regaire. Sarebbe da usare la forza e scendere in piazza a milioni, ma siccome la forza non hai mai portato nulla di buono storicamente tranne rare eccezzioni, bisognerebbe con i pochi strumenti a disposizione far SENTIRE LA NOSTRA VOCE.
Gourry
11 agosto 2007 00:00
Non è aprendo una discussione e rispondendo con 3 o 4 nick diversi che avvalori le tue strambe teorie.
Fabrizio
12 agosto 2007 00:00
Mai usato nick diversi e quali strambe teorie ?
Lo dicono sia i Messicani che gli americani che la legalizzazione e' l'unica soluzione che sono i paesi piu' colpiti dal narcotrafico ! Dove anche la polizia e l'esercito sono coinvolti nel traffico di stupefacenti !
Mai sentito parlare di narco-tienda o narco-negocio ? Aperti 24H su 24H per rifornire la gente di Coca , pietra(Crack) o Eroina , direttamente fornita dalla polizia ! Augurati che non succeda anche in Italia ! Cosa che succedera' puntualmente come e' gia' successo con tutto quello che e' sotto i nostri occhi
ad oggi.......
ironico
13 agosto 2007 00:00
giusto! è l'Onu che spaccia!!!!!
Isaia Kwick
13 agosto 2007 00:00
Ma se non sbaglio al senatore Colombo erano direttamente agenti della Finanza a portargli la bustina....
Isaia
Gourry
13 agosto 2007 00:00
Fabrì dai non essere tendenzioso e poco veritiero...mo scrivi pure che i messicani e gli americani dicono che la droga è da legalizzare. Beh a me non risulta né penso all'intero resto del mondo che gli USA propongano di liberalizzare la droga. Forse una minoranza "colorata" come accade qui in Italia, ma non è l'America come voi non siete l'Italia. Solo una minoranza capricciosa.
fabrizio7338
06 settembre 2009 10:14
Afghanistan, meno oppio, più droga
Da PeaceReporter, di Enrico Piovesana - 4 settembre 2009
Da Peace reporter intervista di Enrico Piovesana al direttore del programma antidroga dell'Onu a Kabul, Jean-Luc Lemahieu.
Il rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla produzione di oppio in Afghanistan, appena pubblicato dall'Unodc, conferma le previsioni di un ulteriore calo dell'estensione delle piantagioni di papavero da oppio e del tariàk, l'oppio grezzo in lingua locale. I campi di papavero, che nel 2008 coprivano 157 mila ettari, quest'anno sono diminuiti del 22 percento, passando a 120 mila ettari.
Il nuemero delle province produttrici di oppio è sceso da 20 a 18: Kapisa e Baghlan sono diventate 'poppy free'.
Più modesto il declino del raccolto 2009 a causa della maggior produttività delle piante: dalle 7.700 tonnellate dell'anno scorso alle 6.900 di quest'anno, ovvero 10 percento in meno.
Notevole il calo di coltivazione nella provincia di Helmand, la 'capitale' dell'oppio, dove le piantagioni di papavero sono diminuite di un terzo grazie al progetto delle 'Food Zone' (sementi alternative e sostegno per la vendita ai contadini che abbandonano l'oppio) sperimentato dal governatore provinciale, Gulab Mangal.
Prosegue anche il calo del prezzo dell'oppio, sceso mediamente di un terzo rispetto all'anno scorso. Questa è la vera causa del calo di produzione a cui si assiste negli ultimi anni.
Jean-Luc Lemahieu, direttore in Afghanistan dell'Unodc, ci ha spiegato che la diminuzione che si registra dopo il record di due anni fa non è il risultato della campagna antidroga, ma l'effetto delle leggi di mercato: dal 2004, infatti, l'Afghanistan produce molto più oppio di quello che il mercato mondiale può assorbire, quindi i prezzi sono crollati rendendo necessario un rallentamento della produzione per riequilibrare domanda e offerta.
Jean-Luc Lemahieu"Stiamo assistendo e continueremo ad assistere a un calo di produzione perché si sta producendo più di quello che il mercato mondiale richiede. E' logico che il mercato si corregga. La riduzione continuerà fino a quando si ristabilirà l'equilibrio tra domanda e offerta. Non c'è dubbio", ci dice Lemahieu. "Questa riduzione è prodotta da una correzione di mercato. Le nostre statistiche lo dimostrano chiaramente. Per un contadino, 5 anni fa, coltivare oppio rendeva 27 volte tanto che coltivare grano. Oggi gli rende solo il doppio. Per questo molti contadini sono passati ad altre colture".
Il direttore dell'Unodc in Afghanistan, mostrandoci i grafici elaborati dalla sua organizzazione, spiega come la sovrapproduzione afgana di oppio rispetto alla domanda mondiale, verificatasi a partire dal 2004, abbia provocato il crollo dei prezzi e quindi l'erosione dei margini di profitto di coltivatori e trafficanti, generando una frenata della produzione di oppio, ma anche un deleterio effetto collaterale. Se molti contadini, infatti, hanno giudicato più conveniente e meno rischioso smettere di coltivare oppio, molti narcotrafficanti, in attesa che il calo di offerta faccia risalire i prezzi, hanno deciso di sfruttare la congiuntura, iniziando a svendere la droga in eccesso sul mercato interno afgano.
"Un nuovo fenomeno è il consumo di droga in Afghanistan. La droga a basso costo ha invaso il mercato locale, con la conseguente esplosione del problema della tossicodipendenza. Basta pensare all'emergenza umanitaria creatasi all'ex centro culturale russo di Kabul. La situazione era drammatica. Tra quelle macerie si concentravano 1600 tossicodipendenti, di cui 650 che ci vivevano in pianta stabile e gli altri che ci andavano per drogarsi. Ogni notte ne morivano in media 2 o 3, per overdose, malnutrizione e altre malattie. Quando abbiamo scoperto questa situazione siamo intervenuti, prima portando assistenza sul posto, e in primavera sgomberando l'area, sistemando la maggior parte dei tossicodipendenti in centri di disintossicazione gestiti dal Ministero della Salute afgano. Ovviamente, nulla di paragonabile con gli standard europei, ne siamo ben lontani, soprattutto perché non ci sono fondi adeguati per affrontare questa emergenza".
La tossicodipendenza in Afghanistan, secondo le ultime stime, riguarda circa due milioni di afgani, un decimo della popolazione adulta del Paese: un numero enorme se si considera che fino a pochi anni fa questo fenomeno non esisteva. Lemahieu sottolinea l'urgenza di intervenire prima che sia troppo tardi e la situazione sfugga di mano.
"La rapida diffusione del consumo di droghe pesnati in Afghanistan è un'emergenza pressante, perché se non interveniamo subito per arginare la tossicodipendenza, presto ci troveremo a fare i conti con la diffusione di malattie come l'Hiv. Questo paese ha già abbastanza piaghe: l'ultima che gli auguro è quella dell'Aids. Dobbiamo impedirlo. Oggi siamo ancora in tempo per farlo, domani sarà troppo tardi".
Da Peace reporter
pine_tree
06 settembre 2009 13:05
Fabrizio dice:
"fortemente volute dagli stati unti"
Rispondo:
Si unti, a breve gli chiamiamo "Cristos stati uniti"