Sonia
16 agosto 2007 00:00
Che dire... hai colpito nel segno e hai fatto strike.
Io non posso che essere d'accordo.
Non ne posso più di questi personaggi, siano star or starlette o vip o pseudo vip che passano le ferie al Billionaire, guadagnano miliardi senza fare niente di costruttivo o utile e vengono pure a farci la morale.
Lucio Musto
17 agosto 2007 00:00
Dottor Furbetti
Gentile autore,
dopo un doveroso quanto scontato omaggio allo pseudonimo con cui si presenta, mi permetterò di dire che, sullo scritto circa il “FURBETTO DEL MOTORINO” non ci ho capito granché.
Non sulle parole, i fatti, e le circostanze che da chiare che avevo in mente sono divenute cristalline dopo le sue precisazioni!, ma piuttosto sulle sottostanti sue emozioni ed inespresse considerazioni.
Vediamo un po’. Che Valentino, sia un buon motociclista ed un furbetto non è certo da dubitare, se non altro perché certamente si è scelto avvocati e fiscalisti che sanno il fatto loro, per amministrare le sue quattro lire e che probabilmente lo tireranno comunque indenne fuori dalle pesti.
Ma cos’altro possiamo aggiungere?
Se è un malfattore, se ha violato la Legge, poiché è stato beccato sarà processato e mandato in galera e/o sanzionato secondo il Codice, se non lo è, dovrebbe avere le scuse di tutti quelli che hanno avanzato giudizi intempestivi su di lui, ma naturalmente non li avrebbe, e chi ha lanciato i crucifige la farebbe franca, come sempre in Italia.
Dopo di ciò?... Ci ha provato a fare il colpo della cassetta, ci ha provato a stabilire la sua residenza all’estero, ci ha provato, come dice lei a fare l’oligarca… ha approfittato di chi paga per vederlo o per farlo vedere ed arricchirsi spaventosamente... Ha magnanimamente accettato una laurea ad honorem... Le vogliamo chiamare colpe sue, queste? … No, solo “opportunità” che lui ha colto!
“c’è chi può e chi non può! io può”… a me pareva fosse di Totò, ma non conta. Qual è la colpa del Valentino nazionale, quello di “potere”, o di approfittare di quel suo privilegio?... perché, gli altri 60 milioni di italiani se potessero, non ne approfitterebbero?... o magari nel loro piccolo, nel loro microscopico, non ne approfittano quotidianamente? E se mi offrissero un milione per andare a dire “tutto intorno a me” con sorriso malizioso e l’anca sbilenca… non lo farei?...
Io, forse per un milione no, ma per un milione e centomila sicuramente si!
Amico mio, abbiamo visto premi nobel andare a fare gli istrioni in trasmissioni musicali e scienziati di fama mondiale disperarsi per una canzoncina di scarso successo!
No. Secondo me la colpa non è di Valentino Rossi, né degli altri che lei ha nominato. Ci hanno provato, usato mezzi e strategie alla lo portata… e fatta franca!
La colpa è delle nostre leggi, permissive ed approssimative, fatte sempre con formula dubitatoria e codicilli sembrerebbe messi apposta lì per interpretazioni “au usum delphini”.
Regole studiate come colabrodo a maglie larghe e molteplici scappatoie, come se di filosofia di base avessero un: “teniamoci prudenti… non si sa mai che potesse servire un passaggetto segreto!”
Si, perché si può essere furbetti con motorino e telefonino, ma anche con penna e bilancia.
In fondo, tutti Italiani, siamo!...
Cordialità
Lucio Musto17 agosto 2007 parole 471
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Sonia
17 agosto 2007 00:00
Però, Lucio, il problema sta proprio nel fare il furbetto. E' questo ciò di cui si è stanchi. Basta con questi atteggiamenti, insomma... giochiamo a chi frega meglio il prossimo, non se ne può davvero più.
Non penso si possa sempre dare la colpa al sistema che non funziona, cosa che - sono d'accordo - purtroppo è vera nel 90% dei casi, ma esistono anche delle regole non scritte, morali, di buon senso e vivere civile che dovremmo seguire, ciascuno individualmente. Tu dici: la colpa non è di Valentino. Ma se Valentino e tanti tanti altri non evadessero il fisco (sempre che l'abbia fatto, intendiamoci), non ci sarebbe bisogno delle leggi relative, di conseguenza non esisterebbero infrazioni e il sistema tanto vituperato non funzionerebbe poi così male.
Mio modestissimo parere, dovremmo smettere una buona volta, come opionione pubblica, di perdonare e assolvere il Valentino Rossi di turno.
Lucio Musto
17 agosto 2007 00:00
Temo, amica Sonia, di dovermi ancora ripetere, su questo forum, per concetti che ho espresso molte altre volte, tediando gli altri amici. Mi perdonerai perciò se sarò telegrafico.
- La colpa "è" di Valentino, ma non solo sua. Lui è uno qualunque di noi e si comporta esattamente come si comporterebbe qualsiasi altro italiano al suo posto (tu, io, e qualche altro santo escluso, naturalmente!). Cioè a dire, essere "furbetti" è uno status della nostra cultura e non una specificità del nostro. Accusare solo lui, è come scagionare tutti gli altri, o giustificarli, laddove non vanno affatto giustificati perché hanno imbrogliato "meno" di lui. La colpa è identica, è il bottino, che è diverso!
- Se tutti fossimo onesti, la legge non servirebbe. D'accordo; ma questi sono condizionali.
Non "sono" tutti onesti e quindi la legge serve. "Tantissimi" sono disonesti e perciò la legge deve essere dura e deve essere fatta rispettare... il maggior numero di volte possibile, non solo qualche volta tanto per far sapere che c'è!
- Ripeto ancora una volta: io non ho fiducia nella democrazia perché questa, per funzionare, ha bisogno che siano diffuse quelle stesse virtù che pretenderebbe di insegnare (se funzionasse!)
Se occorre, posso scendere ad un livello di maggiore dettaglio.
Cordialità
una qualunque
17 agosto 2007 00:00
Sonia non so quanti anni hai, io ho una certa età e ho educato i miei figli alla correttezza e a non essere furbetti.
Qualche volta mi capita di pentirmene.
Mi vergogno confessarlo, ma vedere quanto sia difficile, per loro, vivere senza raccomandazioni, rifuggendo ogni privilegio, conquistandosi tutto con grande lavoro e fatica e invece quanto sia più facile vivere senza tanti scrupoli, mi mette molto in crisi.
Questo è solo uno sfogo, tornassi indietro , molto probabilmente, rifarei tutto .