Commenti
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Passante 21 agosto 2007 00:00
Ma davvero una stringa alfabetica riveste tutta questa importanza? Non sono forse altre le cose che contano?
Cioè che lei ha dato ai suoi figli non si limita ad una serie di caratteri alfabetici!
Crede che lei verrà ricordata per il cognome che porta o per quanto avrà dato alla sua prole?
Dio 22 agosto 2007 00:00
PASSANTE,anche qui a rompere il cazzo?
Appena ti intravedo nella mia sfera di cristallo,ti faccio un culo grande come un pneumatico.
Fortunata 22 agosto 2007 00:00
Se lei si soffermasse a considerare cosa significhi la costituzione di una genealogia, l'importanza della memoria, come filo che lega al passato-presente-futuro, storico e culturale, non avrebbe fatto, presumo, questa considerazione.
Io, per quanto mi riguarda, penso di aver trasmesso amore, passione, correttezza, slancio verso gli altri e la vita stessa, ma sono ambiti diversi, questi, non equiparabili in nessun caso.
Provi a pensare, perché, proprio in nome di quella "stringa alfabetica", per millenni, gli uomini, patriarchi, abbiano lottato per usurpare alla donna il diritto di usare quella serie solo a proprio vantaggio, per essere gli unici titolari di una genealogia, o discendenza, maschile.
Gli uomini hanno fatto "uso e consumo" di questa "serie alfabetica" per millenni, escludendo di fatto le donne dal potere, perché, oggi, lei, mi consiglia di non badare a queste differenze? Sento nelle sue parole una superficialità che, in alcuni casi, può diventare pericolosa.
Io credo, invece, di avere, non solo il diritto, ma anche il dovere di lottare, una lotta democratica, di conflitto con un altro da me, ma, la storia insegna che il conflitto, a volte, è inevitabile, che, in molti casi, aiuta la società ad evolversi, evitando pericolosi ristagni. Inoltre, non pretendo, come ha fatto la società patriarcale, da cui ereditiamo queste belle invenzioni, e non solo, di essere l'unica titolare di un diritto, io, più democraticamente, lo voglio condividere.
Non mi sembra sia così difficile capire perché ci si può battere per motivi del genere: sono simboli, che si trasformano in sostanza, in rapporti storico-sociali di potere, da una parte, e di subalternità, dall’altra; in questo caso, il discrimine non sta nella differenza sociale, ma in quella sessuale.
Diamo uno sguardo ai problemi del presente senza superficialità, per fare una valutazione diacronica della storia dei due sessi... e le risposte affioreranno da sole, come pure la comprensione.
Fortunata
Passante 22 agosto 2007 00:00
Appunto, proprio perchè so quello che vuole trasmettere continuo a non capacitarmi dell'importanza di una stringa alfabetica (beh se 2000 anni fa la pensavano così, ne sono cambiate di cose nel frattempo!).
Io potrei dirle che è lei ad essere superficiale, non badando alla sostanza delle cose ma alla forma. E' il cognome a trasmettere ciò che lei dice di voler trasmettere? No, quello che conta è il resto, anche perchè non ha scelto nemmeno il suo nome di battesimo. Lei non verrà ricordata per il suo cognome ma per quello che ha fatto.
Anzi questa mentalità a me sembra "antica", rappresentazione di un potere che non conta più nulla.

Io non mi sento di valere più o meno a seconda della stringa alfabetica che il caso, la volontà dei genitori, o la legge mi hanno attribuito. Io sono io, le stringhe alfabetiche servono solo per la carta d'identità e per il codice fiscale. Non voglio bene o male ad una persona in base al suo cognome, spesso anzi non lo conosco nemmeno.

Il diritto di lottare per ciò che ritiene giusto non glielo toglie nessuno, ma visto che ha scritto in questo spazio libero anche altri possono scrivere la propria opinione, senza per questo essere etichettati di "superficialità" o addirittura essere fatti passare per pericolosi. Non vanno create artificiosamente delle contrapposizioni forti che non ci sono.

x Dio: tanto non esisti!!!
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