Commenti
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luigi 22 agosto 2007 00:00
BRAVO FACCIAMO PAGARE L'ICI ALLE CHIESE COSI RISANIAMO IL DEFICET PUBBLICO. MA INTANTO DIAMO I LUOGHI DI CULTO GRATIS AI MUSSULMANI. AMICO, ANZI COMPAGNO, LA TUA E' DEMAGOGIA.
silvio secondo 23 agosto 2007 00:00
non alle chiese ma alle attivita' di commercio della chiesa vaticana!!!!!!!!!!
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LA DEMAGOGIA NON HA LIMITI..........
Gianni 23 agosto 2007 00:00
I luoghi di culto servono solo ai poveri di spirito come questo sig Luigi, che siano chiese o moschee o scuole coraniche o sacrestie. Tutte cose assolutamente inutili, con alla base una grande menzogna stupida ed assurda, buone soltanto per i poveri imbecilli che credono di poter pregare in quei luoghi una cosa che non esiste.
Ma le proprietà della chiesa fabbricati o terreni devono pagare le tasse a cominciare dall'Ici
Gianni
Isaia Kwick 23 agosto 2007 00:00
Scendiamo in piazza, allora.....O siamo buoni solo a fare la fila per comprare l'abbonamento allo stadio?
Isaia Kwick Zingaro ROM Ale' viola m'hanno venduto Toni sono incazzato.
Italico 23 agosto 2007 00:00
ma quale compagno.....io voglio il duce, sono italico.
luigi 27 agosto 2007 00:00
Io sarò un imbecille sig. gianni e tu che cosa sei? dai per scontato che quello che tu affermi sia vero. Ma chi sei per dire che non c'e' nulla....Ah ma forse tu che non devi pregare sei lo spirito santo dato che io come tu hai detto sono povero di spirito. Comunque io mi riferivo alle chiese e non agli edifici e terreni della chiesa caro tuttologo Gianni.
Topesio 28 agosto 2007 00:00
Io sono cattolico, ma non condivido la frase "chi sei per dire che non c'e' nulla" perché, fino a prova contraria, non c'è effettivamente nulla e di certo non è possibile provare il contrario.
Per quanto riguarda l'ICI, mi pare ovvio che la Chiesa la debba pagare e non sono tanto sicuro che le chiese debbano essere esenti...
Lucio 29 agosto 2007 00:00
I radicali e la sinistra estrema hanno chiesto alla UE una inchiesta sulle presunte agevolazioni fiscali alla Chiesa.Questo dice tutto.

La legge vigente approvata da una larghissima maggiorana trasversale prevede l'esenzione ICi o agevolazioni fiscali agli enti non-profit e tra questi c'é la Chiesa come le altri religioni riconosciute dallo stato,le varie Onlus e guarda caso anche l'ARCI e le sedi di sindacati. La Chiesa gia'paga l'ici per immobili e attivita'commerciali che non hanno finalita' sociali,ma dovrebbe pagare l'ICI anche per tutte quelle opere di assistenza,di volontariato,accoglienza ecc:? E se lo stato dovesse pagare la gestione e il personale per tutte queste opere quanto spenderebbe?

Alcuni degli interventi qui sotto riportati sono talmente banali e superficiali che non meritano commenti. Chi ha un minimo di buon senso e privi di pregiudizi riconoscese l'immensa opera della Chiesa per i piu poveri e gli emarginati.
Enrico Falcinelli 30 agosto 2007 00:00
Mi affianco a Lucio per quel che dice ed aggiungo una cosa che sempre sostengo come contrappunto alle stonature di coloro che non osservano a fondo il problema, considerandolo come diritto superficiale, non conoscendo né essendo interessati alle dinamiche della dostribuzione delle economie da parte della Chiesa: se vogliamo sia "giusto" (la giustizia non è quello che ci sembra sia giusto ma è realtiva ad una etica culturale ben precisa e non ad una auto-etica) pagare le imposte ("imposte" non è la stessa cosa che "tasse") da parte della Chiesa per tutti i beni, compresi quelli puramente adibiti al culto ed alle operazioni di assistenza e sussistenza sociale, dovrà essere ugualmente "giusto", in base all'etica della nostra società che si giudica liberalmente avanguardista, che tutti noi, credenti o non credenti, ci prendiamo a carico tutte le spese per il sostentamento e la risoluzione dei casi di povertà e di crisi di tutti coloro dei quali noi cristiani impegnati ci occupiamo responsabilmente, collaborando attivamente con le strutture ecclesiastiche e i movimenti laici (non laicisti!).
Questo significa dover pagare nuove imposte, ovvero, un'imposizione per la risoluzione dei costi per gli aiuti sociali, in collaborazione con la continuativa attività della Chiesa.

Per me sarebbe una gran vittoria! Finalmente tutti, al di là dei credo religiosi, si occuperebbero, contenti o non contenti, di quella collaborazione "materiale" di cui ha tanto bisogno la Chiesa.
Lo preferirebbe per fede, ma siccome, essendo vero che "…non di solo pane vive l'uomo", è vero anche, di conseguenza, ch'esso non vive di solo spirito. Non fa nulla, Chi non è interessato, ci metta il pane. Lo spirito ce lo mettiamo noi!!!

Saluti cari.
FABRIZIO 30 agosto 2007 00:00
L'ICI non la dovrebbe pagare nessuno, né la chiesa né gli italiani che hanno già pagato fior di tasse per comprarsi una casa (IVA al costruttore, registro, notaio ecc.)

L'ICI é un furto ed é una imposta incostituzionale.

Nel 92 quando fu istituita ci dissero che era una tassa sui servizi forniti al cittadino.

Peccato che i servizi li godano tutti anche e specialmente di più, coloro che non pagano l'ICI.

Ci dissero che L'ICI serviva a compensare la diminuizione dei trasferimenti da Roma ai comuni.
Già, ma a fronte della diminuizione dei trasferimenti dello stato non c'é stata la promessa diminuizione della pressione fiscale centrale che anzi è aumentata a dismisura.

Ha ragione Montezemolo, la misura é colma e siamo stufi di mantenere parassiti, enti inutili che costano più di quanto rendono, favoritismi, uffici deserti in cui gli impiegati neppure si fanno vedere perché timbrano e poi vanno al bar o per funghi.

Vigili che fanno i muratori in nero, netturbini che fanno goi antennisti o gli elettricisti mettendosi in perenne malattia.

Signori parassiti, siamo stanchi di matenervi.

Cercatevi, e sopratutto cercate per i vostri figli, un lavoro in fabbrica, nei campi, in un cantiere, in una officina.
Insomma, fate qualcosa di utile ala PIL.

L'automazione, la robotizzazione, l'informatizzazione hanno permesso di ridurre il numero degli addetti nelle aziende produttive e nelle attività del terziario.

Perché non accade anche nella pubblica amministrazione ?

Perché se un dirigente di una fabbrica sbaglia lo cacciano a pedate e magari gli chiedono i danni mentre i dirigenti che hanno mandato in malora Alitalia, poste, ferrovie, ecc. sono stati "rimossi con promozioni" e gratificati con liquidazioni da nababbo ?

Siamo stufi di mantenervi !!!
Occhio, la misura é colma !!!
E chi ha orecchie per intendere.... intenda !!!
Topesio 30 agosto 2007 00:00
Senti cervellone, perché invece di pensare alle orecchie degli altri non pensi un po' di più al tuo cervello, che mi pare stia dando evidenti segni di squilibrio?
Non sai far altro che inanellare la pressoché infinita serie di stronzate e luoghi comuni che qualcuno ti ha inculcato a dovere in testa e ovviamente la causa della fine del mondo è da imputarsi alla pubblica amministrazione.
Come direbbero gli amici tuoi: ma va' a lavorare!!!
per topesio 04 settembre 2007 00:00
oltre che comunista sei anche cattolico.
un bubbone nel culo dl mondo!
FABRIZIO 05 settembre 2007 00:00
caro sig. Topesio,

dalla sua peraltro scontata replica (vede, se lei non mi insulta, io non mi diverto) e dalla sua incapacità di controbattere con argomenti magari contrastanti ma rispettabili, deduco che:

- o a lei fa piacere pagare una imposta che non ha eguali in nessun paese comunitario e che é la più odiata dagli italiani che già pagano fior di IRPEF, IRAP, ecc.

- o lei semplicemente non la paga e basta (o perché la evade o perché non é soggetto ICI)

I politicastri estremosinistrosi cui piacerebbe espropriare le case di quell'89% degli italiani che se la sono acquistata con sacrifici e risparmi, per poi magari distribuirle agli amici degli amici, non potendolo fare in modi più spicci, magari col mitra (visto che la rivoluzione bolscevica nel 1945 non é riuscita), non soddisfatti dell'IRPEF e delle tasse che già gravano sulla casa, si sono inventati l'ICI con cui annualmente, ne espropriano in maniera surretizia un pezzetto alla volta.

Non é un mistero che un deputato dell'attuale governo nesi fa dichiarò che il fatto che l'89% degli italiani possiede la casa in cui abita é una anomalia tutta italiana, che non ha senso e che andrebbe.... corretta
(come ? requisendole come fecero in Russia nella rivoluzione d'ottobre ?)


Se é vero quindi che l'89% degli italiani possiede la casa in cui abita, é altrettanto vero che siamo in 89 su 100 a pensarla come il sottoscritto, almeno sull'ICI.

E questa é matematica, non aria fritta.

PS:
Sul giornale di ieri c'era scritto che ogni italiano spende in media 5600 euro anno per la P.A.
E dato che io ne "lascio giù" in tasse, quasi 3 volte tanto, penso che la mia parte la sto facendo.
Probabilmente tra me e mia moglie, solo con l'IRPEF, le stiamo pagando lo stipendio, pur non avendola adottata !

Non é contento ?
Suvvia, stia buono e non si agiti troppo !

Distinti Saluti
Topesio 05 settembre 2007 00:00
Le mie repliche sono "scontate" nella misura in cui le tue affermazioni sono sciocche.
X Fabrizio 05 settembre 2007 00:00
Concordo con tutto quello che ha detto...ma mi dica la verità...chi è quel deputato che avrebbe sparato quella mostruosità bolscevica? Forse appartiene alla stessa forza politica che catalogò tra i ricchi e possibili proprietari di uno Yacht di 70 metri i percettori di un reddito maggiore di Euro 70 mila? Se gli Italiani non possedessero la loro casa chi la dovrebbe possedere lo stato? Così mandarebbe in rovina anche il patrimonio immobiliare italico? Uno di quei COGLIONI?
FABRIZIO 06 settembre 2007 00:00
"....ma mi dica la verità...chi è quel deputato che avrebbe sparato quella mostruosità bolscevica?..."

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Provate a pensarci, é un deputato ed un ministro, una volta, intervistato in televisione disse che i lavoratori Italiani sono "rigidi" e non li si riesce a muovere !
La prese un "pò lunga" e iniziò a dire che é impossibile riuscire a spostare un lavoratore anche solo da un ufficio ad un altro.
Aggiunse che buona colpa di questa peculiarità derivava dal fatto che l'89% degli Italiani possiede la casa in cui abita e che questa é una anomalia tutta Italiana da correggere e che in altri paesi più moderni, la casa é solo un domicilio dove si dimora e che in questi paesi il lavoratore cambia spesso lavoro, città e anche la casa o la scambia con altri lavoratori.
Aggiunse che occorreva cambiare la mentalità degli Italiani e far loro capire che non si possono legare ad una casa, ad un lavoro fisso, ad una casa fissa di prioprietà per tutta la vita e che lo stato avrebbe dovuto mettetre a disposizione alloggi popolari per agevolare questi spostamenti migratori.
Solo con una mentalità più "flessibile" del lavoratore sarebbe stato possibile cambiare la situazione del lavoro in Italia.

Intervista andata in onda all'incirca ad inizio anno, sul TG5.

Pensateci bene ! Chi era questa perla di ministro che più che un ministro mi ha dato la sensazione di essere un pastore che porta le pecore in montagna d'estate e le riporta a valle d'inverno ?
Provate ad indovinare !

PS:
L'importante é che noi si sia pecore !
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