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Reset 04 settembre 2007 00:00
Concordo perfettamente. Ma Lei, Riccardo, non si è reso ancora conto che lo Sport ha, da tempo, perso ogni connotato educativo, sociale, pedagogico che aveva una volta?
Chi scrive è un... vecchio sportivo. Non di età, ma di carriera, avendo inziato il nuoto all'età di 6 anni per un problema di salute. Lo Sport mi ha perfettamente rimesso in sesto. Sono grato a mio padre per aver scelto questa strada. Quando facevo sport (l'ho fatto a livello agonistico e conservo ancora l'ottavo miglior tempo in Italia nei 400 misti) ho girato in lungo ed in largo l'Italia e l'Europa.
Eravamo tutti una grande famiglia.
Ci si sentiva parti della stessa corporazione: quella degli sportivi. le rivalità erano in piscina, nella gara e null'altro. Senza cattiveria, pieni di agone sportivo, ma null'altro. Si gareggiava solo per una medaglia e niente di più.
Ora lo sport è arrivato a queste aberrazioni: personali, se si giunge a voler imporre la propria fisicità agli altri per ottenerne privilegi o situazioni di comando o di prevalenza, sociali se si considera l'enorme influenza del dio denaro in alcuni tipi di sport che fanno solo ribrezzo e schifo a chi, come me, lo sport l'ha praticato per anni (prima nuoto e poi arti marziali) solo con l'intento di avere più salute e stare in mezzo alla gente SANA (moralmente).
Quando facevo io sport, se si fosse saputo che un atleta avesse guadagnato tanto come il Rossi e non avesse fatto il suo dovere di fronte alla legga, noialtri l'avremmo emarginato ed indicato alla società come un esempio da evitare e da aborrire. Oggi il Vwlentino nazionale è ancora visto come un eroe...faccia le Sue considerazioni, Riccardo.
E allora non si meravigli più...nemmeno di questi cartelloni osceni.
NESSUNO 04 settembre 2007 00:00
Sono d'accordo. Fa schifo. Che fare? Protestare inviando e-mail sui siti di Google.
RICCARDO MANNUCCI 04 settembre 2007 00:00
Caro Reset,
io ho sempre la speranza che dal fondo della botte ci si possa rialzare, anche se non mi illudo che sia facile. La tua risposta (diamoci del tu per favore)è piena di malinconia, ma fa risaltare un mondo dello sport che per me esiste ancora, e che dobbiamo fare di tutto affinché non muoia. Ci sono tante società sportive oneste anche moralmente che non inciterebbero mai i loro atleti a giocare per fare del male all'avversario!!
Io spero che questa indignazione possa raggiungere qualcuno che ha "potere" a riflettere su cosa lasciamo passare ai nostri ragazzi, per poi accusarli se escono dalle righe.Per fortuna ci sono ancora persone come te, e sono queste che salvano lo sport!
Un caro saluto
Riccardo
RICCARDO MANNUCCI 05 settembre 2007 00:00
Si può mandare una segnalazione al Garante per la pubblicità.
Il sito è
www.iap.it
Fatelo in molti!
Riccardo
xx 07 settembre 2007 00:00
se devo dire la verita nn la trovo vergognosa xke il tennis nn è 1 sport cn contatto fisico e nl gergo di questo 'fare male' indica la pesantezza del colpo ke nn ha nulla a ke vedere cn il dolore fisico ... capisco ke da ragazzini di altri sport potrebbe essere fraintesa , ma la frase riportata sotto le foto degli esponenti di altre discipline sn diverse
Reset 08 settembre 2007 00:00
Per xx:
non sarebbe stato meglio una scritta come:"Allenarsi è necessario per vincere con giusto merito" o altre similari? Indipendentemente dallo sport praticato, questa allusione a "far del male all'avversario" mi sembra riprovevole, anche se si tratta di tornei di giochi di carte.
Laura 08 settembre 2007 00:00
Di pubblicità subdole ce ne sono a miglaia purtroppo, ed è vero, non si tratta di nudo o pose osèè ma di uso delle parole.
Purtroppo chi fa pubblicità pensa come prima cosa all'impatto sul pubblico e sicuramente uan pubblicità aggressiva ha un impatto maggiore. Evidentemente non pensano alla sensibilità della gente.
si può fare qualcosa...è difficile far sentire la propria voce se la platea è di sordi.. ma un cartellone pubblicitario si può sempre...strappare.
matasmex 18 settembre 2007 00:00
lo sport è agonismo.. c'è un nemico a prescindere da tutto. Non è per niente vergognosa, anzi la trovo stimolante.. soprattutto per chi la spugna l'ha gettata da tempo, per chi si è rassegnato.
justitia 18 settembre 2007 00:00
ma un cartellone pubblicitario si può sempre...strappare.


E' REATO
frog 07 ottobre 2007 00:00
Ma basta con questi pseudo-buonismi da pantofolai, far male all'avversario è
semplicemente la metafora del vincere contro il perdere nello sport, è una campagna che vuole esaltare il valore dell'allenamento, che è fatica, dolore ma che può ripagare attraverso la vittoria. Senza scorciatoie, tipo doping o combine. Sorprendenti queste prese di
posizione che,ovviamente sono state le uniche in assoluto in tutta Europa. Solo noi italiani potevamo equivocarne il senso.Lo vedo tutte le settimane nelle palestre come cresciamo i ns figli disabituandoli completamente al valore della fatica che paga e insegnandogli che si può avere tutto, proprio tutto, perchè ci è dovuto!

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